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Intesa SanPaolo Flash: – Italia. La produzione industriale è attesa correggere

Intesa SanPaolo – Italia. La produzione industriale è attesa correggere moderatamente a settembre (-0,2% m/m) dopo il robusto incremento di agosto (+1,7% m/m)……

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L’energia dovrebbe contribuire positivamente, ma si potrebbe vedere una correzione per i beni strumentali e i beni di consumo durevoli, dopo la salita del mese precedente.

L’output chiuderebbe il trimestre in lieve calo  (-0,1% t/t), circa in linea con quanto registrato nella prima metà dell’anno.

Ciò sarebbe coerente con un contributo lievemente negativo dell’industria al valore aggiunto nel trimestre.

Le indagini non segnalano una significativa accelerazione nei prossimi mesi.

– Stati Uniti. Mercati obbligazionari chiusi per festività (Veteran’s Day), mercati azionari aperti.

I market mover della settimana

Nella zona euro, il focus sarà sulla prima stima del PIL tedesco che ci aspettiamo in crescita di appena 0,1% t/t dopo il +0,5% t/t dei mesi primaverili, in parte per effetto di fattori temporanei.

La seconda stima dovrebbe confermare il rallentamento del PIL euro zona a 0,2% t/t da un precedente +0,4% t/t.

La produzione industriale è attesa in calo di -0,8% a settembre nella media area euro e di 0,2% m/m in Italia.

L’indice ZEW sulle attese potrebbe recuperare parte del calo di ottobre, ma il picco per l’economia tedesca è comunque alle spalle.

La settimana ha molti dati importanti in uscita negli Stati Uniti.

Le prime indagini regionali del settore manifatturiero di novembre dovrebbero segnare modeste correzioni e mantenersi in territorio espansivo.

Fra i dati di ottobre, le vendite al dettaglio dovrebbero essere in rialzo di 0,6% m/m, in parte spinte dall’aumento dei prezzi; la produzione industriale dovrebbe aumentare grazie al manifatturiero e all’estrattivo.

Il CPI a ottobre dovrebbe essere in rialzo di 0,3% m/m e l’indice core dovrebbe riaccelerare con una variazione di 0,2% m/m, dopo due rialzi di solo 0,1% m/m, senza però dare segnali di pressioni inflazionistiche in rialzo. I prezzi all’import di ottobre dovrebbero essere invariati su base mensile.

I dati e gli eventi di venerdì

Francia. Crollo della produzione industriale francese a settembre, che segna un -1,8% m/m da 0,2% m/m (dato rivisto al ribasso di un decimo) contro attese di consenso molto più contenute (0,3% m/m); è la peggior rilevazione mensile nel 2018 dopo quella di gennaio scorso (-2,0% m/m).

Il dato è spiegato dalla netta contrazione della produzione manifatturiera, con i contributi più pesanti dai trasporti (-3,8% m/m dopo -3,1% m/m) e dai beni intermedi (-3,5% m/m da +1,1% m/m), seguiti anche dall’agroalimentare (-1,4% m/m da 0,5% m/m).

Sul trimestre, tuttavia, il manifatturiero rimane positivo e in accelerazione (a +0,5% m/m da 0,2% t/t). La produzione di energia rimane circa invariata (+0,1% m/m da -1,3% m/m) sulla scia delle temperature assai miti di settembre.

La variazione annua peggiora a -1,1% a/a da 1,5% a/a, portando la media annua all’1,5% rispetto all’1,8% dello stesso periodo del 2017.

Nel terzo trimestre la produzione industriale segna comunque un buon avanzamento dello 0,7% t/t da -0,3% t/t, dando un contributo di un decimo alla formazione del PIL.

Nella restante parte dell’anno la produzione dovrebbe segnare un recupero dopo il tonfo di settembre.

Regno Unito. Non c’è ancora accordo nel governo britannico sulla bozza di trattato di recesso dall’UE, e la riunione del consiglio dei ministri prospettata in questi giorni è stata rinviata.

Un ministro, J. Johnson, ha rassegnato le dimissioni venerdì.

Stati Uniti. Il PPI a ottobre sorprende ampiamente verso l’alto, con un aumento di 0,6% m/m (consenso: 0,2% m/m) per l’indice headline e di 0,5% m/m per quello core.

I prezzi dei beni aumentano di 0,8% m/m. La componente responsabile del balzo dei prezzi di ottobre sono i servizi al commercio, tipicamente molto volatili, con un rialzo di 1,5% m/m.

L’indice al netto di alimentari, energia e commercio è invece in aumento più contenuto (0,2% m/m), e i servizi al netto del commercio registrano una variazione moderata (0,3% m/m).

L’apprezzamento del dollaro e la correzione del petrolio dovrebbero contenere la dinamica dei prezzi dei beni nei prossimi mesi.

Per ora non si vede un impatto dei nuovi dazi imposti sull’import dalla Cina nell’ultima settimana di settembre (10% su 200 mld di dollari, di cui circa un terzo beni di consumo).

I dati segnalano comunque che sui servizi si accumula qualche pressione inflazionistica, che però verrà in parte compensata dalla probabile moderazione nel comparto dei beni.

Stati Uniti. La fiducia dei consumatori rilevata dall’Univ. of Michigan a novembre (prel.) corregge marginalmente a 98,3 da 98,6, con le condizioni correnti a 113,2 da 113,1 e le aspettative e 88,7 da 89,3.

L’indice complessivo resta vicino ai massimi dal 2004, sulla scia di condizioni del mercato del lavoro sempre molto forti.

Le aspettative di inflazione a 5-10 anni salgono a 2,6% da 2,4%, ma restano all’interno dell’intervallo di fluttuazione visto da metà 2016.

Stati Uniti. La Fed pubblicherà regolarmente un rapporto semestrale sulla stabilità finanziaria, che analizzerà le condizioni finanziarie, le principali vulnerabilità e i rischi del sistema (valutazione delle attività, indebitamento di famiglie e imprese, rischi di finanziamento, leva nel settore finanziario).

Nel comunicato della Fed, si afferma che il rapporto sarà simile a quelli pubblicati da altre banche centrali. Il primo rapporto uscirà il 28 novembre.

Fonte: BONDWorld.it

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