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Intesa SanPaolo Indice ISM

Intesa SanPaolo Flash: L’indice Empire previsto in aumento

Intesa SanPaolo – L’indice Empire della NY Fed ad aprile è previsto in modesto aumento a 8 da 3,7 di marzo. Da fine 2018, l’indice di attività si è portato su livelli solo marginalmente positivi, ……

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mentre gli indicatori a 6 mesi hanno mantenuto il trend stabile del 2018, su livelli ampiamente espansivi.

Ad aprile si dovrebbe registrare un miglioramento diffuso ad attività e ordini, in linea con le indicazioni viste nell’ISM di marzo.

Intesa SanPaolo – I market mover della settimana

Nell’eurozona, il PMI composito e l’indice ZEW di aprile offriranno indicazioni fresche sul ciclo. Ci aspettiamo segnali di stabilizzazione in particolare nel manifatturiero.

Le seconde stime confermeranno l’inflazione in calo di un decimo nella media area euro a 1,4% ma stabile in Italia all’1,1%.

La settimana ha molti dati in uscita negli Stati Uniti. Le informazioni dovrebbero confermare un moderato rimbalzo degli indicatori di attività, con le indagini regionali del manifatturiero in territorio espansivo ad aprile, una ripresa della produzione industriale e un significativo rialzo delle vendite al dettaglio di marzo.

Le indicazioni di tenuta della ripresa dovrebbero emergere anche dal Beige Book. La bilancia commerciale di febbraio dovrebbe registrare un deficit in allargamento dopo la chiusura di gennaio, con esportazioni e importazioni in aumento. I dati e gli eventi di venerdì

Intesa SanPaolo – Area euro. La produzione industriale di febbraio è risultata in calo di -0,2% m/m, dopo che a gennaio era salita di +1,9% m/m (rivisto al rialzo).

Il calo di febbraio è stato inferiore alle attese. La crescita della produzione nel primo trimestre 2019 rispetto al 2018T4 sarebbe pari a 0,8%, qualora marzo uscisse invariato su base mensile.

Stati Uniti. Il segretario del Tesoro Mnuchin ha detto che i negoziati con la Cina stanno facendo progressi e potrebbero essere ormai nella fase conclusiva, con l’inclusione di un meccanismo di controllo del rispetto degli accordi attraverso possibili penalizzazioni.

La prossima settimana le trattative proseguiranno su un insieme relativamente ristretto di temi, con comunicazioni telefoniche, durante le quali si deciderà anche l’eventuale opportunità di nuovi incontri.

Stati Uniti. I prezzi all’import a marzo sorprendono verso l’alto, con un aumento di 0,6% m/m per l’indice totale e di 0,2% m/m per quello al netto del petrolio.

I dati di febbraio sono rivisto verso l’alto, a 1% m/m (da 0,6% m/m) e a 0,2% m/m (da 0,1% m/m), rispettivamente.

Nonostante il rialzo dei mesi recenti, su base annua i prezzi all’import sono invariati e quelli al netto del petrolio sono in calo di -0,7% a/a, sulla scia dell’apprezzamento del dollaro visto nel 2018.

Stati Uniti. La fiducia dei consumatori rilevata dall’Univ. of Michigan ad aprile (prel.) corregge a 96,9 da 98,4 di marzo, ma si mantiene al di sopra del livello di inizio anno, confermando che la correzione di gennaio era un fenomeno transitorio collegato allo shutdown .

L’indice coincidente si attesta a 114,2 da 113,3, mentre le aspettative correggono a 85,8 da 88,8.

Più rilevante è la correzione delle aspettative di inflazione sia a 1 anno, a 2,4% da 2,5%, sia a 5-10 anni, a 2,3% da 2,5%, in linea con il dato di febbraio, minimo da dicembre 2016.

I verbali della riunione del FOMC di marzo hanno segnalato una moderata preoccupazione per aspettative di inflazione che potrebbero non essere coerenti con l’obiettivo del 2%.

Cina. I dati di commercio estero relativi al mese di marzo hanno registrato un rimbalzo delle esportazioni ma ancora un calo delle importazioni.

Le esportazioni sono salite del 14,2% a/a in marzo dopo un calo del 20,7% a/a in febbraio, grazie a un sensibile effetto base favorevole e allo scemare degli effetti di calendario legati alla cadenza variabile del capodanno cinese.

Le importazioni hanno invece registrato un calo 7,6% a/a in marzo, il quarto calo tendenziale consecutivo.

Si è registrato un miglioramento delle esportazioni in particolare verso la UE e l’area ASEAN rispetto ai minimi di fine 2018; restano invece in calo le importazioni dai principali paesi fornitori (in particolare dagli USA) ad eccezione dell’area ASEAN.

I dati destagionalizzati registrano un moderato miglioramento dell’export e confermano il rallentamento della domanda interna, visibile anche dalla dinamica piatta delle importazioni in volume di materie prime.

Cina. Il flusso dell’aggregato della finanza sociale ( Aggregate Financing to the Real Economy , AFRE) è stato superiore alle attese di consenso a marzo (2860 miliardi di CNY vs 1850 attesi dal consenso Bloomberg) e in netto aumento rispetto a febbraio (703 miliardi di CNY).

Il flusso è quindi salito del 39,7% nel 1° trimestre del 2019, dopo 4 trimestri di cali tendenziali nel 2018, grazie all’aumento del credito bancario e soprattutto delle emissioni di titoli corporate e dei titoli speciali dei governi locali.

La crescita dello stock di AFRE è quindi risalita a 10,6% a/a in marzo da 10,1% in febbraio.

La dinamica del credito totale sembra aver superato il minimo toccato a dicembre (9,8% a/a) grazie alle misure di allentamento delle condizioni monetarie della PBOC e l’impulso del credito è tornato marginalmente positivo (stima a 0,6% nel 1° trimestre) dopo due trimestri in territorio negativo.

Dato il ritardo di ca. 3-6 mesi con cui l’impulso si trasferisce all’attività economica un miglioramento dei dati macro dovrebbe concretizzarsi solo a cavallo tra il 2° e il 3° trimestre dell’anno.

Fonte: BondWorld.it

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