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Intesa SanPaolo Flash: – Regno Unito. Il governo britannico ha “collettivamente” approvato la bozza

Intesa SanPaolo – Area Euro. La seconda stima dovrebbe confermare l’inflazione a ottobre in aumento di due decimi al 2,2% sul rialzo die prezzi core all’1,3% da un precedente 1,1%……..

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Nei prossimi mesi, ci aspettiamo che l’inflazione core torni indietro all’1,0% per poi risalire in modo più duraturo verso l’1,4% dalla prossima primavera.

– Stati Uniti. La produzione industriale a ottobre dovrebbe aumentare di 0,1% m/m, dopo +0,3% m/m di settembre, sulla scia della debolezza delle utility.

Il manifatturiero dovrebbe essere in accelerazione, con una variazione di 0,3% m/m dopo +0,2% m/m, alla luce delle indicazioni degli occupati nel settore, pur in presenza di stabilità delle ore lavorate.

L’ISM manifatturiero a ottobre ha segnalato crescita dell’output.

Anche l’estrattivo dovrebbe essere in rialzo, avendo registrato nuovamente un aumento degli addetti a ottobre.

Il 4° trimestre dovrebbe registrare una dinamica del PIL meno forte che in estate, ma compresa fra 2,5% e 3% t/t ann. (GDP nowcasting dell’Atlanta Fed: 2,9% t/t ann.)

I dati e gli eventi di ieri

Regno Unito. L’accordo con l’UE è stato fatto segno di attacchi bipartisan alla Camera dei Comuni, durante l’audizione della premier May, tanto che la probabilità di una ratifica dopo la firma al prossimo Consiglio Europeo (25 novembre) è considerata ormai molto bassa.

In precedenza, erano state annunciate le dimissioni di vari membri del governo, inclusi due ministri di primo piano.

La leadership di May è ora sotto attacco all’interno del partito conservatore, che potrebbe essere chiamato a votare presto una mozione di sfiducia promossa dalla fazione euroscettica, per quanto con incerta probabilità di successo.

May ha respinto sia l’ipotesi di richiedere un’estensione del periodo negoziale, sia quella di promuovere una nuova consultazione popolare.

La sua posizione, al momento, resta quella che l’unica alternativa all’accordo presentato mercoledì sia costituita da un’uscita senza accordo il 29 marzo.

Tale posizione potrebbe però mutare in caso di fallimento del voto di ratifica.

Il leader laburista Corbyn ha per la prima volta fatto riferimento alla possibilità di un nuovo referendum, qualora non siano indette nuove elezioni dopo la bocciatura dell’accordo da parte del parlamento.

Lo scenario di nuove elezioni resta però la prima opzione dei laburisti. L’improvviso aumento del rischio di no-deal Brexit che è emerso dopo la furiosa reazione dei conservatori euroscettici ha colpito la sterlina: il cambio contro dollaro ha toccato un minimo di 1,2737 per ritornare poi a 1,28 (-1,7% rispetto ai valori della mattina).

Netto ribasso dei rendimenti sulla curva governativa, in quanto il mercato sconta un andamento relativamente più accomodante della politica monetaria in reazione al rischio di frenata dell’economia britannica in uno scenario di uscita senza accordo.

Italia. I dati di agosto sul possesso dei titoli di stato evidenziano una nuova flessione degli investitori esteri (27,8%, secondo nostre elaborazioni che escludono l’Eurosistema), a fronte di un aumento cospicuo della quota in capo alle istituzioni finanziarie e monetarie residenti (19,9%), degli altri intermediari finanziari (22,7%) e dell’Eurosistema (25,0% secondo la nostra stima).

In ulteriore calo la quota posseduta dalle famiglie, calata al 4,5%. La flessione dei titoli detenuti da investitori esteri è coerente con quanto già comunicato da Banca d’Italia riguardo alla bilancia dei pagamenti.

Il deflusso di capitali esteri si concentra nei mesi con maggiori scadenze, e appare più collegato a mancati rinnovi che a vendite attive di titoli sul mercato secondario.

Italia. Il commissario Dombrovskis ha confermato in un’intervista a Il Sole 24 Ore che la Commissione sta preparando un rapporto sul debito italiano, per avviare una possibile procedura di infrazione.

Il commissario ha giustificato il fatto che ciò non sia avvenuto prima, in quanto in precedenza il governo italiano aveva agito nella direzione attesa sul deficit, mentre ora c’è una sfida deliberata alle regole fiscali.

BCE. Praet si è espresso con toni fiduciosi su di un possibile rimbalzo dell’economia tedesca ed euro zona a fine 2018 dopo il rallentamento più brusco del previsto.

Praet ha indicato che il calo del prezzo del petrolio è un evento positivo per l’economia se verrà confermato.

L’impressione è che la BCE vogli avviare il processo di normalizzazione della politica monetaria ed un graduale ciclo di rialzi al più presto per non arrivare priva di strumenti ad un eventuale arresto del ciclo.

Stati Uniti. Le vendite al dettaglio a ottobre aumentano di 0,8% m/m (consenso: 0,5% m/m), in parte spinte dal rialzo del prezzo della benzina (che sappiamo essere temporaneo), dopo -0,1% m/m (rivisto da 0,1% m/m) di settembre.

Al netto delle auto, le vendite aumentano di 0,7% m/m (consenso: 0,5% m/m), dopo -0,1% m/m di ottobre.

Le vendite di benzina sono in rialzo di 3,5% m/m, sulla scia di un effetto prezzo che si invertirà a novembre.

L’aggregato “control” (al netto di benzina, auto alimentari e materiali da costruzione) sale di 0,3% m/m, come a settembre, segnalando un rialzo moderato di questa componente della spesa personale in termini reali.

Le vendite sono in crescita per tutte le principali voci, a parte i consumi presso bar e ristoranti.

Nel complesso i dati sono positivi ma, se valutati in termini reali, segnalano rallentamento della dinamica della spesa verso un ritmo vicino al 2,5% t/t ann, nel 4° trimestre, dopo due trimestri di crescita vicina al 4% t/t ann (stima GDP nowcasting al 15/11/2018: consumi +2,7% t/t ann.).

Stati Uniti. L’indice della Philadelphia Fed a novembre coregge a 12,9 da 22,2 di ottobre, sul minimo da agosto. Le principali componenti sono in flessione: ordini a 8,1 da 19,1, consegne a 21,6 da 24,6, occupati a 16,3 da 19,3, settimana lavorativa a 6,3 da 21,3.

Gli indici di prezzo restano in territorio espansivo, ma su livelli più bassi rispetto a ottobre. Gli indici a 6 mesi danno indicazioni analoghe, con segnali di espansione a ritmi più contenuti rispetto a quelli dei mesi precedenti.

Nelle domande speciali del mese, le imprese riportano previsioni di prezzi dei loro prodotti in aumento del 3% nei prossimi 12 mesi, in linea con le loro aspettative per l’inflazione al consumo e con le loro previsioni tre mesi fa.

L’indice Empire della NY Fed a novembre aumenta di 2 punti a 23,3, con moderati miglioramenti di ordini, consegne e indicatori del mercato del lavoro, segnalando crescita solida.

L’indice dei prezzi pagati è in ulteriore rialzo, mentre quello dei prezzi ricevuti resta positivo, vicino ai livelli di ottobre. Anche sull’orizzonte a sei mesi tutti gli indicatori sono ottimistici e segnalano aspettative di continua espansione dell’attività.

Le indagini nell’insieme confermano il quadro positivo per il settore manifatturiero nei prossimi trimestri, nonostante l’apprezzamento del dollaro e l’indebolimento della domanda estera: la crescita americana rimarrà trainata da una domanda domestica brillante.

Stati Uniti. Il Senato ha confermato M. Bowman come membro del Board della Fed, con un mandato che scade nel 2020.

Bowman ha una formazione giuridica e ha lavorato finora nell’ambiente delle banche cooperative e delle casse rurali e intende rappresentare nel Board le opinioni delle banche di dimensioni più piccole.

Probabilmente Bowman sarà fautrice di una regolamentazione modulata a seconda delle dimensioni degli istituti di credito e favorevole a un allentamento dei requisiti imposti dopo la crisi finanziaria per quelli non considerati di rilevanza sistemica.

Trump ha nominato finora quattro membri del Board, su un totale di sette, e ci sono ancora due posizioni vacanti.

Fonte: BONDWorld.it

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