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Intesa SanPaolo Flash: – Stati Uniti. L’ISM non manifatturiero a ottobre dovrebbe correggere

Intesa SanPaolo – Stati Uniti. L’ISM non manifatturiero a ottobre dovrebbe correggere a 59,5 da 61,6 di settembre. Le indagini regionali di ottobre hanno registrato ritracciamento……..

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La Business Leaders Survey della NY Fed segnala un notevole rallentamento della crescita dell’attività nei servizi e un’accelerazione dei prezzi: le imprese comunque restano ottimiste sullo scenario a sei mesi, anche se meno rispetto al trimestre precedente.

L’indagine della Philadelphia Fed per il settore non manifatturiero registra modeste correzioni e si mantiene su livelli elevati, a fronte di incrementi degli indici di prezzo.

Nell’indagine ISM si dovrebbe registrare una flessione moderata dal livello molto elevato di settembre, concentrata nei servizi e controbilanciata però da una stabilizzazione nell’estrattivo,

con un calo degli ordini e dell’occupazione e una stabilizzazione dei prezzi dopo l’aumento del mese precedente. La dinamica dell’attività dovrebbe restare solida nel 4° trimestre.

– Eurozona. L’Eurogruppo odierno esaminerà la situazione dei Draft Budgetary Plans presentati dagli Stati membri, e discuterà l’opinione pubblicata dalla Commissione Europea riguardo alla legge di bilancio proposta dall’Italia.

I market mover della settimana

Nella zona euro il focus sarà sui dati di produzione industriale di settembre ci aspettiamo un recupero in Germania, ancora una modesta crescita in Francia (0,2% m/m).

La seconda stima dovrebbe confermare il calo del PMI composito a 52,7 a ottobre, un minimo da inizio 2016. Le vendite al dettaglio Eurozona sono attese in calo a settembre (-0,6% m/m).

La Commissione Europea pubblica le previsioni di autunno su crescita e principali aggregati di finanza pubblica, che costituiscono la base per la valutazione delle leggi di bilancio dei singoli paesi membri su cui verrà formulata un’opinione entro fine mese.

Questa settimana ha pochi dati in uscita negli Stati Uniti e il focus sarà sulle elezioni midterm e sulla riunione del FOMC.

Le elezioni midterm dovrebbero modificare l’attuale fase di governo condiviso, riportando la Camera a una maggioranza democratica e mantenendo il Senato in mano ai Repubblicani.

La riunione del FOMC non dovrebbe fornire novità, con un comunicato stringato e l’indicazione di ulteriori graduali rialzi dei tassi.

Sul fronte dei dati, l’ISM nonmanifatturiero di ottobre dovrebbe registrare una modesta correzione, pur restando in territorio ampiamente espansivo.

La lettura preliminare della fiducia dei consumatori a novembre dovrebbe segnare un modesto ritracciamento e mantenere indicazioni di aspettative di inflazione ben ancorate.

I dati e gli eventi di venerdì

Stati Uniti. L’employment report di ottobre è anche più forte di quanto atteso. Gli occupati non agricoli aumentano di 250 mila, e le variazioni dei due mesi precedenti sono riviste una verso il basso (settembre a 118 mila da 134 mila) e l’altra verso l’alto (agosto a 286 mila da 270 mila), con un effetto nullo.

L’aumento medio di occupati è di 218 mila negli ultimi tre mesi, e di 211 mila negli ultimi 12 mesi. L’occupazione aumenta nei principali settori: +32 mila nel manifatturiero, +30 mila nelle costruzioni, +5 mila nell’estrattivo, +179 mila nei servizi privati.

All’interno dei servizi privati, crescono gli occupati di sanità e istruzione, dell’ospitalità, dei trasporti, dei servizi alle imprese, mentre sono poco variati nel commercio al dettaglio e nella finanza. Gli occupati nel settore pubblico crescono di solo 4 mila unità.

L’indagine presso le famiglie, sempre volatile, rileva un aumento di occupati di +600 mila, e un incremento della forza lavoro di +711 mila.

Il tasso di partecipazione aumenta a 62,9%, da 62,7% di settembre, e rimane all’interno del ristretto intervallo visto nell’ultimo anno. Intesa11%Il tasso di disoccupazione è stabile a 3,7%, come a settembre, in calo di 4 decimi da ottobre 2017.

Il tasso di disoccupazione allargato a individui marginalmente attaccati alla forza lavoro e agli occupati part-time per motivi economici cala di u decimo a 7,4%.

Il tasso di occupazione aumenta di 2 decimi a 60,6%, in rialzo di 4 decimi nell’ultimo anno. I salari orari aumentano di 0,2% m/m (3,1% a/a).

Le ore lavorate aumentano di 0,1% m/m, ma correggono nel manifatturiero, dando indicazioni deboli per la produzione industriale di ottobre. Il BLS riporta che non ci sono effetti tangibili dell’uragano Michael che ha colpito la Florida nella settimana di rilevazione dell’employment report.

Nel complesso i dati del mercato del lavoro di ottobre sono in linea con il quadro consolidato nell’ultimo anno: crescita solida dell’occupazione, disoccupazione in calo controllato dalla quasistabilità del tasso di partecipazione, salari in rialzo moderato.

La combinazione di domanda di lavoro solida e di rientro nella forza lavoro di individui appartenenti alla coorte 25-54 anni (che controbilancia gli effetti dell’invecchiamento della popolazione) genera una dinamica salariale contenuta.

La Fed può quindi proseguire sul sentiero di ulteriori, graduali rialzi.

Regno Unito. I prossimi giorni saranno cruciali per capire se sarà possibile raggiungere già questo mese un accordo con l’UE sul trattato di recesso.

La stampa britannica sembra concordare riguardo alla determinazione del governo di tentare di chiudere la trattativa al più presto, e l’andamento della sterlina sembra suggerire che gli investitori inizino a scommettere su un esito positivo.

Diverse fonti menzionano la voce che la dichiarazione politica sui rapporti a regime resterebbe aperta a diverse soluzioni, da Canada-plus a qualcosa come il piano Chequers. Secondo l’ Express , May avrebbe un accordo già pronto, e domani potrebbe porre i ministri di fronte alla scelta di appoggiarlo o di dimettersi.

Tuttavia, The Guardian riferisce che le due parti non hanno ancora colmato tutte le differenze, e che l’esito del negoziato resta altamente incerto.

La questione irrisolta resta quella del meccanismo per evitare il ripristino di controlli sul confine terrestre irlandese, qualora le due parti non riescano a raggiungere un’intesa sui rapporti a regime che sia compatibile con tale condizione. 

Cina. L’indice PMI dei servizi rilevato da Caixin Markit è sceso bruscamente (2,3 punti) in ottobre, portandosi a 50,8, il minimo da settembre 2017.

La componente degli ordini ha registrato una diminuzione di pari entità, toccando 50,1, seguita da quella dei prezzi (-1,4), mentre a sorpresa la componente occupazione, scesa per la prima volta dopo due anni sotto 50 in settembre, è risalita a 51,1, sui livelli dei mesi precedenti.

Il dato conferma il rallentamento dell’attività, che dal settore manifatturiero si sta estendendo anche al settore dei servizi, seppur con minore intensità. Il PMI composite scende da 52,1 a 50,5, toccando il minimo dalla metà del 2016.

Fonte: BONDWorld.it

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