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Intesa Sanpaolo: Francia fiducia pari a 70

Intesa Sanpaolo – Francia. L’indice di fiducia delle imprese manifatturiere è risultato pari a 70 a maggio, in lieve risalita dopo che il dato di aprile è stato rivisto sensibilmente verso il basso, a 68 (minimo storico assoluto della serie) da 82 della prima stima …

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Il livello della fiducia è ancora più basso nei servizi (51), dove pure si è registrato un rimbalzo dal minimo di aprile (41). L’indice di fiducia dei consumatori è calato a 93 a maggio, da 95 di aprile: si tratta di un minimo dalle proteste antigovernative del gennaio 2019; le preoccupazioni delle famiglie sull’economia sono ai minimi storici, quelle sulla disoccupazione ai minimi dalla crisi finanziaria del 2009.

Secondo l’INSEE, l’economia francese potrebbe contrarsi del 20% t/t nel secondo trimestre (dopo il -5,8% t/t del primo), e dell’8% nell’intero 2020. L’agenzia stima che l’attività stia viaggiando a un ritmo del 21% inferiore alla norma (dal 33% di inizio maggio), e che la crescita dei consumi sia del 6% al di sotto della velocità “normale”.

– Area euro. Si attende la proposta ufficiale della Commissione Europea sugli strumenti per la ripresa post-COVID-19, fra i quali il Recovery Fund ipotizzato dal Consiglio Europeo. La proposta era stata inizialmente prospettata per la seconda settimana di maggio, ma poi rinviata alla luce delle difficoltà di trovare un terreno comune fra gli Stati membri.

Le acque sono state smosse il 18 maggio da una proposta franco-tedesca, che ipotizza una dotazione di 500 miliardi, creata mediante emissioni obbligazionarie a lungo termine, per finanziare direttamente progetti negli Stati membri, nell’ambito delle priorità di azione della Commissione Europea e a condizione di aderire a un programma di riforme.

Tale meccanismo imporrebbe di allocare delle entrate tributarie al servizio del debito. La proposta è coerente con la risoluzione del Parlamento Europeo, che però ha richiesto una dimensione maggiore per il fondo. Altri Stati membri (sicuramente Austria, Olanda, Danimarca, Svezia) hanno obiettato al sistema di erogazione mediante trasferimenti diretti, chiedendo invece un meccanismo di prestiti.

La proposta della Commissione potrebbe essere molto articolata, allargandosi fino a includere una versione rispolverata del piano Juncker per gli investimenti e di altri meccanismi per il coordinamento delle emergenze, con il solito trucco mediatico di sottolineare il volume di spesa “attivata” piuttosto che le risorse fresche messe a disposizione.

Il fondo sarebbe agganciato al prossimo programma finanziario pluriennale dell’Unione, ancora da approvare, ma la sua costituzione potrebbe essere anticipata se gli Stati membri accetteranno di garantire le emissioni obbligazionarie necessarie.

La decisione sul Recovery Fund riguarda le risorse finanziarie dell’Unione, e dovrà essere presa dal Consiglio all’unanimità.

Stati Uniti

– La Fed pubblica il Beige Book in preparazione per la riunione del FOMC di metà giugno. Il rapporto dovrebbe dare informazioni di rilievo su due punti cruciali per la ripresa postlockdown: 1) la valutazione delle imprese sulla possibilità di riaprire con aspettative di utili futuri anche nelle nuove condizioni di produzione (costi più elevati, maggiore incertezza, nuove modalità, catene del valore interrotte); e 2) la probabilità che l’ondata di licenziamenti di questi mesi sia temporanea.

Il Beige Book dovrebbe anche riportare l’andamento della riapertura delle attività nei diversi settori, e potrebbe segnalare le prospettive per i comparti colpiti più direttamente. Un altro tema di rilievo sono le prospettive dei prezzi, per valutare l’entità di un possibile trend disinflazionistico nei prossimi trimestri causato dalla debolezza della domanda.

I dati e gli eventi di ieri

US Covid-19 update

– Contagi 1681212, nuovi contagi 18600, decessi 98916, guarigioni 384902 (Fonte: JHU).

– La riapertura delle attività è ora diffusa a tutti gli stati, con una ripresa della mobilità estesa, quasi-normalità nel manifatturiero e nelle costruzioni, progressiva normalizzazione nel commercio al dettaglio e ritorno anche all’utilizzo dei servizi dei ristoranti negli Stati in cui sono stati liberalizzati.

Nei prossimi mesi si assisterà a un forte aumento dei consumi, sostenuti dall’incremento, probabilmente enorme, del risparmio (come si dovrebbe vedere domani con i dati di spesa e reddito di aprile), dovuto al blocco forzato della spesa fra fine marzo e aprile. Tuttavia, il balzo atteso dei consumi, in parte dovuto alla precedente compressione, in parte al sostegno dei trasferimenti pubblici, non sarà permanente, alla luce del probabile perdurare di un elevato tasso di disoccupazione nel resto dell’anno e nel 2021.

– Un’indagine della NY Fed dà informazioni sulle opinioni dei consumatori riguardo ai programmi di sostegno pubblico. La Public Policy Survey, parte della Survey of Consumer Expectations, raccolta fra il 2 e il 30 aprile, registra un forte aumento della percentuale di intervistati che prevedono incrementi nei prossimi 12 mesi del supporto pubblico per assistenza, moratorie sui prestiti agli studenti e sostegno all’abitazione.

Il 53,4% si aspetta un aumento dei sussidi di disoccupazione nel prossimo anno. Nel frattempo si sono anche formate aspettative di riduzione delle imposte sulla benzina, delle rette universitarie e del costo dei trasporti, a fronte di attese di rialzo delle imposte sul reddito per le fasce più elevate.

La percezione di continuo supporto da parte dei trasferimenti pubblici a sostegno del reddito sarà un fattore di rilievo per le decisioni di spesa delle famiglie nei prossimi mesi, L’attuale legislazione, che estende ed espande i sussidi di disoccupazioni statali con integrazioni da parte del governo federale, prevede tali integrazioni solo fino a fine 2020.

In caso di riduzione solo graduale e parziale (come probabile) dell’attuale disoccupazione, l’amministrazione e il Congresso dovranno valutare il trade-off fra un ulteriore ampliamento del deficit e una fase di debolezza protratta nel 2021.

– Il tapering degli acquisti di Treasury da parte della Fed prosegue. La NY Fed ha annunciato che questa settimana gli acquisti saranno attuati a un ritmo di 5 mld di dollari al giorno, in calo di 1 mld al giorno per la terza settimana consecutiva.

– Le vendite di case nuove ad aprile sorprendono verso l’alto, con un aumento a 623 mila (+0,6% m/m) da 619 mila di marzo, contro attese di consenso per un crollo a 480 mila. Le vendite sono risultate in rialzo in tutte le aree geografiche, con l’eccezione degli stati occidentali.

I dati sono sorprendenti, alla luce delle ampie correzioni registrate nelle altre variabili del settore immobiliare residenziale, ma danno un’indicazione in linea con la valutazione generale delle prospettive del settore. Al contrario di quanto avviene nelle recessioni “tipiche”, che iniziano in genere con mercati immobiliari saturi dal lato dell’offerta, questa volta il comparto residenziale pre-pandemia era in una fase di eccesso di domanda e potrebbe essere un freno molto più contenuto all’attività complessiva nei prossimi trimestri.

Le vendite di case esistenti e i nuovi cantieri ad aprile sono crollati, e contribuiranno alla correzione del 2° trimestre, ma in questa recessione anomala le costruzioni residenziali potrebbero essere almeno neutrali nel resto dell’anno.

La fiducia dei costruttori a maggio è risalita dopo il minimo toccato ad aprile, pur restando ancora su livelli molto compressi.

– La fiducia dei consumatori rilevata dal Conference Board a maggio ha segnato un modesto rialzo a 86,6 da 85,7 di aprile, dando un altro segnale in linea con l’aspettativa che il minimo di questa fase della pandemia sia alle spalle.

La situazione corrente (basata su mercato del lavoro e sulle condizioni attuali) ha registrato ancora una correzione a 71,1 da 73, ma l’indice delle aspettative (basato sulle previsioni di breve termine per reddito, economia e mercato del lavoro) è salito a 96,9 da 94,3 di aprile.

Secondo il direttore dell’indagine, la riapertura delle attività ha contribuito alla ripresa delle aspettative, anche se si rileva un ulteriore incremento delle aspettative di inflazione che potrebbe avere effetti restrittivi sulle decisioni di spesa e sulla valutazione del reddito disponibile reale.

La valutazione del mercato del lavoro è ancora molto negativa, ma in modesto miglioramento rispetto al livello di aprile. Il differenziale “jobs plentiful-jobs hard to get” è risalito a -10,4 da -15,7 di aprile (da 35,3 di febbraio), pur restando su livelli molto deboli.

Fonte: BondWorld.it

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