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Intesa Sanpaolo: – Francia indice di fiducia dei consumatori in calo

Intesa Sanpaolo – Francia. L’indice di fiducia dei consumatori è visto in calo a gennaio, a 94 da 95 precedente, sulla scia del peggioramento del contesto epidemico in gran parte del Paese.

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– Italia. Oggi alle 17 prendono avvio le consultazioni del Presidente della Repubblica per il conferimento di un nuovo incarico di Governo dopo le dimissioni di ieri di Giuseppe Conte. Nella giornata odierna saliranno al Quirinale i Presidenti delle due Camere, domani si entra nel vivo con la maggior parte dei gruppi politici; le consultazioni termineranno venerdì pomeriggio con le delegazioni del Centro-Destra e del Movimento 5 Stelle.

Il Presidente uscente Conte ieri in un comunicato ha ribadito l’appello per un governo “di salvezza nazionale” a vocazione europeista. Intanto al Senato si è costituito il gruppo dei cosiddetti “responsabili”, che si chiama “Europeisti Maie Centro Democratico” e ha raggiunto il numero minimo di 10 membri; tuttavia, si tratta di senatori che hanno già votato la fiducia al Governo la settimana scorsa (dunque, non decisivi per il superamento della soglia di maggioranza senza il supporto di Italia Viva).

Stati Uniti

– Gli ordini di beni durevoli di dicembre (prel.) sono attesi in aumento di 0,9% m/m, dopo 1% m/m di novembre. Al netto dei trasporti, gli ordini dovrebbero crescere di 0,5% m/m dopo 0,4% m/m di novembre. La componente ordini delle indagini del manifatturiero a dicembre ha dato ulteriori segnali espansivi, in linea con le indicazioni del Beige Book e con il trend recente del settore.

Le informazioni di dicembre dovrebbero dare supporto alla previsione di una crescita solida degli investimenti fissi delle imprese nel 4° trimestre, pur a fronte del rallentamento dei consumi a fine anno, sulla scia dell’aumento dei contagi.

– La riunione del FOMC di gennaio non dovrebbe dare luogo a sorprese e dovrebbe mantenere la politica monetaria invariata. La conferenza stampa di Powell dovrebbe confermare le preoccupazioni per gli effetti della pandemia sulla ripresa, ma anche esprimere sollievo per l’attuazione di un nuovo pacchetto fiscale a fine 2020, con probabili ripercussioni positive sulla dinamica dei consumi e del reddito disponibile. Per lo scenario, si dovrebbe ribadire che “il sentiero dell’economia dipenderà significativamente dal corso del virus”, con rischi significativi ancora verso il basso nel medio termine.

Powell dovrebbe confermare l’opinione espressa due settimane fa, secondo cui “ora non è il momento per parlare di un’uscita” dalle politiche accomodanti in atto, segnalando che le condizioni per una svolta di policy sono ancora lontane. Alla luce delle molte dichiarazioni delle ultime settimane riguardo alla possibilità di aprire la discussione sul tapering nei prossimi trimestri, sembra probabile che Powell mantenga una linea estremamente cauta, sottolineando l’estrema incertezza dello scenario economico e la sua dipendenza da quello sanitario. Riteniamo che il dibattito sul tapering non venga aperto fino al 4° trimestre avanzato.

I dati e gli eventi di ieri

Covid-19 – Europa. Il sistema europeo di monitoraggio della mortalità ha rilevato un eccesso di ben 24mila casi nelle prime due settimane del 2021, di cui 21.700 fra le persone con almeno 65 anni, 2.174 nella fascia di età 45-64 anni e 213 fra 15 e 44 anni. Invece, la mortalità è più bassa della norma nella fascia 0-14 anni, anche se ciò incide poco sulla variazione totale (-91).

L’eccesso di mortalità è “straordinariamente elevato” in Portogallo e Inghilterra, elevato in Olanda, Svizzera e Scozia, moderato in Francia, Italia, Spagna, Germania e Slovenia; basso in Belgio e Austria. Per quanto riguarda la campagna di vaccinazioni, le dosi somministrate in media nell’ultima settimana sono state 82mila in Germania e 72mila in Francia, più della media da inizio anno, mentre l’Italia è scesa a 35mila e la Spagna a 46mila. Per confronto, il Regno Unito sta eseguendo 322mila somministrazioni quotidiane in media.

Covid-19 – Stati Uniti. L’amministrazione Biden ha annunciato misure di rafforzamento della campagna vaccinale, attraverso un aumento delle dosi disponibili, una razionalizzazione della distribuzione agli stati e una maggiore efficacia dell’attività a livello locale, con l’obiettivo di essere in grado di vaccinare circa 300 mln di persone entro l’estate. Sul fronte delle dosi disponibili, il governo sta negoziando per aumentare gli acquisti di 100 mln di dosi ciascuno da Pfizer e da Moderna. Un accordo su queste linee porterebbe a un aumento delle dosi disponibili agli USA da 400 mln a 600 mln. A questi si potrebbero aggiungere 100 mln di dosi del vaccino di J&J a giugno, se i risultati della fase 3 in via di conclusione saranno positivi e il vaccino sarà approvato. Il vaccino J&J richiede una sola dose per essere efficace.

Per la distribuzione, il governo federale fornirà tabelle di allocazione agli stati con tre settimane di anticipo per permettere una migliore programmazione rispetto alla situazione attuale di una sola settimana di anticipo e portando la distribuzione settimanale a un minimo di 10 mln di dosi dagli attuali 8,6 mln. Per il sostegno locale, verranno aperti dal governo federale 100 centri di vaccinazione nelle aree meno servite e fra due settimane i vaccini verranno distribuiti anche alle farmacie. A ieri, il 6% della popolazione ha ricevuto almeno una dose di vaccino e l’1% ha ricevuto due dosi.

Il CDC ha pubblicato un rapporto in base al quale, in condizioni controllate, è possibile ritornare all’istruzione in presenza senza gravi rischi.

L’amministrazione Biden intende spingere per dare supporto a stati ed enti locali in modo da permettere la riapertura delle scuole.

Stati Uniti. I democratici stanno preparando due possibili strade per approvare in tempi rapidi le misure anti-Covid e potenzialmente altri interventi parte della piattaforma Biden. Come prima scelta, la leadership sta tentando la strada bipartisan, preferita da entrambi i partiti, con l’obiettivo di trovare supporto repubblicano per le misure urgenti. Ma il leader democratico al Senato, Schumer, ha detto che “tutte le opzioni sono sul tavolo, incluso l’utilizzo della budget reconciliation”.

A questo scopo, i democratici si stanno attivando per avere un piano operativo in caso si renda necessario ricorrere alla reconciliation. La portavoce della Casa Bianca ha sottolineato che l’obiettivo principale è quello di avere misure in atto entro marzo, in modo da evitare l’arrivo di un drammatico “unemployment cliff” quando scadranno le misure approvate a fine dicembre a sostegno del reddito disponibile delle famiglie.

Stati Uniti. Il Senato ha bloccato una mozione presentata dal repubblicano R. Paul secondo cui il processo di impeachment di Trump è incostituzionale dato che l’accusato non è più presidente. 45 repubblicani (incluso McConnell) hanno sostenuto la mozione, mentre 5 hanno votato con i democratici. Le opinioni dei costituzionalisti, alcuni precedenti storici di processi a ufficiali pubblici non più in carica e una recente analisi del Congressional Research Service danno invece indicazioni in linea con la posizione democratica secondo cui il processo è costituzionale.

Il voto di ieri conferma la valutazione di estrema difficoltà per una condanna di Trump al processo che inizierà il 9 febbraio. Alcuni senatori repubblicani hanno però indicato che un voto a favore della mozione di ieri non implica un voto a favore di Trump alla fine del processo, anche se raggiungere i 17 voti repubblicani necessari per una condanna rimane poco probabile.

Stati Uniti. La fiducia dei consumatori rilevata dal Conference Board a gennaio aumenta a 89,3 da 87,1 di dicembre. Lo spaccato dell’indagine è misto, con un calo dell’indice della situazione corrente a 87,2 da 84,4 e un aumento delle aspettative a 92,5 da 87. La correzione dell’indice coincidente è dovuta per la maggior parte alla pandemia, mentre le aspettative sono in miglioramento soprattutto sui temi dell’economia e dell’occupazione e segnalano anche ulteriore aumento della percentuale di famiglie che intendono acquistare una casa nei prossimi sei mesi.

La valutazione del mercato del lavoro registra aspettativa di maggiori posizioni aperte e riduzione della percentuale di individui che prevede un calo di posti disponibili, tuttavia l’indice “jobs plentiful – jobs hard to find” segnala una stabilizzazione del tasso di disoccupazione e non indicazioni di una svolta imminente verso il basso per il tasso di disoccupazione. I dati danno supporto all’aspettativa di riaccelerazione della crescita dei consumi nei prossimi mesi, dopo l’indebolimento di fine 2020

Fonte: BondWorld.it

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