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Intesa Sanpaolo: Francia indice di fiducia in correzione

Intesa Sanpaolo – Francia. L’indice di fiducia presso le imprese manifatturiere elaborato dall’INSEE è atteso correggere a ottobre a 101 da 102. Il morale rimane al di sopra della media storica……..

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ma si è deteriorato visibilmente nel corso dell’anno. Nel quarto trimestre prevediamo un parziale recupero del manifatturiero dopo il crollo del terzo.

– Area euro. La stima flash potrebbe mostrare l’indice di fiducia dei consumatori europei a ottobre in correzione a -6,7 da -6,5. Il morale rimane circa in linea con il livello registrato nella parte centrale dell’anno.

– Italia. È attesa entro oggi la risposa del governo italiano alla lettera di chiarimenti sulla manovra 2020 pubblicata ieri dalla Commissione Ue.

La lettera sollevava il rischio di “deviazione significativa” nel 2020 rispetto alle raccomandazioni del Consiglio dello scorso 9 luglio.

Gli scostamenti riguardano lo sforzo strutturale (il governo propone un peggioramento di -0,1% del saldo strutturale, la Commissione chiede un miglioramento di +0,6%), la regola della spesa (il governo propone una crescita nominale della spesa primaria netta di 1,9% contro lo 0,1% richiesto), e il mancato rispetto del benchmark di riduzione del debito.

La lettera prendeva atto della richiesta di flessibilità fatta dal governo italiano, che sarà valutata a tempo debito da Commissione e Consiglio.

La richiesta al governo è di fornire maggiori dettagli sulla composizione dell’evoluzione del saldo strutturale e della spesa, in modo che la Commissione possa valutare se sussiste il rischio di “deviazione significativa”.

I dati e gli eventi di ieri

Brexit. Il governo britannico è riuscito a ottenere dalla Camera dei Comuni l’approvazione in linea di principio dell’accordo per il recesso dall’Unione Europea, e con una maggioranza più ampia del previsto (329 a 299).

Tuttavia, ha poi perso per 322 a 308 il voto che avrebbe imposto un’agenda serratissima per l’esame e l’approvazione finale della proposta di legge collegata, compatibile con un’uscita il 31 ottobre.

La presidenza dell’Unione Europea ha quindi subito anticipato che concederà un’estensione dell’art. 50 di 3 mesi, fino al 31 gennaio 2020.

A questo punto, lo scenario peggiore è che il parlamento introduca emendamenti che impongano al governo di tornare a rinegoziare l’accordo, ipotesi osteggiata anche dall’UE. In tal caso, Johnson potrebbe optare per elezioni anticipate che rafforzino la sua maggioranza, rinviando la ratifica dell’accordo a dopo l’insediamento della nuova camera.

Il problema del rinvio è che la scadenza del periodo transitorio resta comunque bloccata al 31 dicembre 2020, sicché resterà ancora meno tempo, forse troppo poco, per negoziare il trattato commerciale con l’UE prima che il Regno Unito esca effettivamente dal mercato unico.

Area euro. La Bank Lending survey della BCE pubblicata ieri mostra nel terzo trimestre 2019 un lieve allentamento delle condizioni creditizie applicate a imprese (-2%) e famiglie (in questo caso, limitatamente ai mutui per l’acquisto della casa, -2%).

Nel secondo trimestre era emersa una lieve tendenza alla restrizione delle condizioni applicate alle imprese (+5%).

Il cambiamento è dovuto alla pressione competitiva, che ha più che compensato l’effetto della deteriorata situazione economica.

La valutazione della domanda di credito è stabile per le imprese e in aumento per le famiglie.

Per quanto riguarda la domanda di credito delle imprese, le banche segnalano che è alimentata soprattutto dall’attività di M&A, con un contributo modesto e in calo degli investimenti.

Stati Uniti. L’indice della Richmond Fed per il settore manifatturiero a ottobre sorprende verso l’alto, salendo a 8 da -9 di settembre.

L’ indagine dà segnali positivi per il manifatturiero, con un ritorno in territorio positivo non solo dell’indice aggregato, ma anche dei sotto indici relativi a consegne, ordini, ordini inevasi, oltre a un rialzo della componente occupazione.

Gli indici a sei mesi sono positivi e in miglioramento rispetto a settembre. I dati della Richmond Fed, insieme a quelli delle altre indagini regionali del settore a ottobre, puntano a una stabilizzazione dell’ISM dopo due correzioni consecutive sotto 50, e a un possibile ritorno verso 50 nei prossimi mesi.

Stati Uniti. Le vendite di case esistenti a settembre correggono più delle attese, con un calo a 5,38 mln di unità ann., da 5,5 mln (rivisto da 5,59 mln) di agosto.

Il calo è concentrato nel segmento delle unità monofamiliari, in flessione di -2,6% m/m, sempre frenato da scarsità di offerta.

Le scorte di case invendute sono pari a 4,1 mesi di vendite, sui minimi da marzo e su livelli coerenti con espansione della spesa in costruzioni residenziali.

Fonte: BondWorld.it

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