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Intesa Sanpaolo: Francia indice di fiducia in miglioramento

Intesa Sanpaolo – Francia. L’indice di fiducia delle aziende manifatturiere elaborato dall’INSEE è atteso in miglioramento a luglio, stimiamo a 103 da 102……….

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Intesa SanPaolo


La produzione industriale aveva registrato un balzo a maggio, a cui pensiamo seguirà un calo a giugno.

Da luglio il comparto manifatturiero dovrebbe però tornare crescere.

Prevediamo un andamento positivo dell’industria per il 3° trimestre.

– Area euro. La stima flash del PMI manifatturiero è prevista in marginale flessione a luglio, da 47,6 a 47,5.

Negli ultimi due mesi si è osservata una dinamica più debole dei nuovi ordini, che spiega la nostra previsione in calo.

La probabilità che l’indice sorprenda positivamente è però significativa, quasi del 40%. Il PMI servizi dovrebbe restare circa stabile su livelli elevati, a 53,4.

Infine, circa stabile dovrebbe essere anche il PMI composito, che stimiamo a 52,1.

Anche per la Germania, ci aspettiamo una lieve flessione dell’indice PMI manifatturiero a 44,9 da 45,0 di giugno, riflettendo principalmente un forte calo dei nuovi ordini, che hanno cancellato tutta la crescita accumulata a marzo e aprile.

L’attività industriale sembra comunque normalizzarsi dopo l’aprile estremamente debole e dovrebbe in parte controbilanciare la recente debolezza dei nuovi ordini.

L’indice dei servizi, nonostante la cancellazione di parte della crescita precedente, dovrebbe rimanere comodamente in territorio espansivo a 55,5, contro i 55,8 di giugno.

Di conseguenza, l’indice composito dovrebbe diminuire di tre decimi a 52,3 punti.

Intesa Sanpaolo – Germania. A seguito della sorpresa negativa del sondaggio ZEW, l’indice di fiducia IFO dovrebbe registrare un ulteriore calo, passando da 97,4 punti in giugno a 96,8 punti in luglio.

Pensiamo che il calo dei nuovi ordini del mese scorso possa avere un impatto sulla componente delle condizioni attuali; dopo la stabilizzazione di giugno, prevediamo una flessione di 1,3 punti a 99,5 punti.

Per quanto riguarda la componente delle attese, dopo il calo dei due mesi precedenti, vediamo per ora solo una moderata diminuzione, a 94,0 punti in luglio rispetto a 94,2 punti in giugno.

– Area euro. L’andamento di M3 ha perso l’importanza per la BCE che aveva nei primi anni della Banca centrale, quando l’eredità della Bundesbank era più influente.

Da tempo la domanda di moneta è divenuta molto instabile, e il legame con il PIL nominale e l’inflazione è sostanzialmente scomparso.

Ci attendiamo una crescita di M3 in rallentamento a 4,6% in giugno, dinamica risultante da un’espansione ancora vigorosa di M1 (7,1% a/a), marginalmente positiva per M2-M1, e negativa per M3-M2.

Fra le contropartite di M3, dovrebbe confermarsi il rallentamento del credito al settore pubblico, ma potrebbe rallentare anche quello al settore privato, per motivi di domanda e non di condizioni del credito.

Intesa Sanpaolo – Belgio. L’indice di fiducia economica elaborato dalla Banca del Belgio a luglio è visto recuperare dopo il calo di maggio, stimiamo a -3,9 da -4,9, spinto dalla risalita del comparto manifatturiero dopo tre mesi di cali.

In media nel 2° trimestre l’indice aveva segnalato un peggioramento diffuso del morale degli operatori economici.

Per il 3° trimestre ci aspettiamo un miglioramento solo marginale.

– Stati Uniti. Le vendite di case nuove a giugno sono previste in rialzo a 660 mila dopo l’ampio calo a 626 mila di maggio, in parte dovuto anche al clima avverso.

La fiducia dei costruttori di case è su un trend positivo da inizio anno, dopo le correzioni del 2° semestre 2018.

Il mercato immobiliare residenziale dovrebbe essere sostenuto dal calo dei tassi, dal mercato del lavoro solido e dall’aumento di nuove unità familiari.

Intesa Sanpaolo – I dati e gli eventi di ieri

Nell’aggiornamento del World Economic Outlook, il FMI ha tagliato di un decimo, rispetto all’aprile scorso, la stima di crescita per l’economia mondiale, a 3,2% per il 2019 e 3,5% per il 2020.

La revisione è motivata soprattutto dalle incertezze ancora gravanti sul commercio internazionale, nonostante la tregua tra Stati Uniti e Cina.

La crescita è confermata sui ritmi di tre mesi fa per le economie avanzate, anzi per gli Usa c’è una revisione al rialzo di tre decimi sulla previsione per quest’anno (a 2,6%, è confermato il rallentamento a 1,9% l’anno prossimo).

Per l’eurozona, il FMI si attende una crescita di 1,3% quest’anno (stabile rispetto a tre mesi fa) e di 1,6% il prossimo (un decimo in più di quanto stimato ad aprile).

Per la Germania, c’è una ulteriore revisione al ribasso del PIL 2019 (di un decimo, a 0,7%), ma un maggiore ottimismo per l’anno prossimo (stima rivista al rialzo di tre decimi, a 1,7%).

Per l’Italia, il Fondo ha confermato la crescita poco più che stagnante quest’anno (0,1%), e rivisto al ribasso di appena un decimo la previsione per il 2020, a 0,8%; c’è da osservare però che la stima per l’anno prossimo (in linea con quella di Banca d’Italia) è soggetta all’ipotesi che non venga attivato l’aumento dell’IVA previsto dalla legislazione vigente, né misure restrittive della stessa entità.

Intesa Sanpaolo – Area euro. Dopo nove trimestri consecutivi di marginale allentamento delle condizioni creditizie applicate alle imprese, l’indagine BCE sul credito mostra una modesta restrizione: il saldo passa da -1,3 a +4,8. La restrizione ha interessato soprattutto le piccole imprese, e più le erogazioni a lungo termine che quelle a breve termine.

Rispetto a tre mesi fa, le banche dichiarano di aver applicato condizioni meno favorevoli a causa della maggiore rischiosità del contesto economico (generale e specifico all’impresa).

La restrizione ha interessato soprattutto gli spread e le garanzie richieste.

Le condizioni applicate sui mutui sono state marginalmente allentate (-0,8 da +2,7), mentre si è osservato il secondo trimestre di fila di lieve restrizione delle condizioni sul credito al consumo (0,5 da 1,3).

Per quanto riguarda la domanda di credito, rispetto a tre mesi fa le banche europee segnalano una crescita più diffusa di quella proveniente dalle imprese.

Nel complesso, non emergono variazioni significative delle condizioni creditizie.

Area euro. A luglio, la stima flash dell’indice di fiducia delle famiglie dell’eurozona migliora più delle attese a -6,6 da -7,2.

La lettura di luglio evidenzia quindi un miglioramento del morale rispetto alla media del secondo trimestre (-7,0).

Il livello rimane superiore a quello della media storica (-10,7). Lo spaccato geografico disponibile a giugno mostrava un livello medio dell’indice superiore nei paesi core (-6,3) rispetto ai periferici (-8,4).

Intesa Sanpaolo – Spagna. Il parlamento ha bocciato il governo Sánchez per 170 voti a 124, con 52 astensioni.

I rappresentanti di Podemos si sono astenuti.

Un nuovo voto si terrà domani, giovedì 25.

In tale occasione, sarà sufficiente una maggioranza dei votanti per far partire il governo Sánchez.

Podemos richiede concessioni dal PSOE per far votare i suoi 42 deputati a favore del governo.

Se anche il secondo tentativo fallirà, sarebbero inevitabili nuove elezioni anticipate a settembre.

Regno Unito. Come ampiamente atteso, il partito conservatore ha nominato Boris Johnson quale nuovo leader del partito.

Johnson dovrebbe essere nominato primo ministro nella giornata di oggi, Johnson ha promesso durante la campagna di far uscire il Regno Unito dall’UE il 31 ottobre con o senza accordo di recesso.

Domani si terrà l’ultima seduta del parlamento, in occasione della quale il leader dell’opposizione potrebbe lanciare una mozione di sfiducia.

Johnson può contare su una maggioranza di appena 2 seggi, che potrebbe scendere a 1 se i conservatori perderanno l’elezione suppletiva prevista l’1 agosto in una circoscrizione gallese.

Stati Uniti. L’accordo raggiunto dai leader repubblicani e democratici, insieme al segretario del Tesoro, sul limite del debito e sulle le leggi di spesa, se votato in Congresso, contribuirà a rimuovere due importanti fonti di incertezza per lo scenario USA.

L’accordo stabilisce che le leggi di spesa, in scadenza il 30 settembre, vengano rinnovate, con un aumento di 3,5% (44 mld) nell’a.f. 2020 e di 0,8% nell’a.f. 2021, e una sospensione del limite del debito fino a luglio 2021.

Il livello della spesa discrezionale prevista con questo compromesso sarebbe circa 320 mld di dollari al di sopra dei limiti imposti dal Budget Control Act del 2011, in linea con il trend dell’ultimo biennio che già aveva visto una elusione di tali vincoli.

L’intesa prevede una copertura solo parziale dell’incremento di spesa, limitata a 77 mld di dollari, ma il CBO stima che tale copertura sia in realtà pari a solo 55 mld. Il Budget Control Act (BCA) prevedeva un controllo sulla spesa discrezionale solo fino al 2021.

Con le decisioni recenti, i limiti imposti dal BCA saranno superati per quattro anni di seguito (su un totale di dieci) e non si dà alcuna indicazione per una eventuale estensione del controllo della spesa oltre la scadenza della legge, confermando il chiaro trend verso deficit federali crescenti, ormai accettato indistintamente da repubblicani e democratici.

Il deficit nell’a.f. 2019 è previsto dall’Office of Management and Budget a circa 1 tln di dollari e dal CBO a 896 mld (4,2% del PIL).

La tabella di marcia per l’attuazione dell’accordo è definita dai tempi della chiusura estiva del Congresso e dal rischio che il limite del debito venga raggiunto nelle prime settimane di settembre.

L’obiettivo dei leader dei partiti è un voto sui livelli di spesa e sulla sospensione del limite del debito entro il 26 luglio, quando inizia la chiusura della Camera (il Senato chiude dal 2 agosto).

Successivamente, con la riapertura del Congresso, saranno necessarie l’approvazione delle singole leggi di spesa e la firma del presidente per rendere operativi gli impegni sui livelli concordati e sul limite del debito.

Il rischio di un blocco dell’ultima ora, a inizio settembre, da parte di Trump è limitato dall’approssimarsi della scadenza elettorale, ma non è del tutto azzerato.

La posta in gioco questa volta è molto maggiore rispetto a dicembre 2018, non solo per via delle elezioni in arrivo ma anche per la possibilità di una crisi del debito.

Riteniamo perciò che l’accordo sarà probabilmente approvato in Congresso e firmato dal presidente.

In termini di effetti macroeconomici sullo scenario, la conseguenza principale è la rimozione del rischio; le conseguenze sulla crescita prevista sono marginali, dato che i livelli di spesa dovrebbero essere circa in linea con le previsioni nostre e del consenso.

Stati Uniti. Le vendite di case esistenti a giugno calano a 5,27 mln di unità ann. (-1,7% m/m), sulla scia di contrazioni negli stati occidentali e meridionali, nonostante indicazioni positive dei contratti di compravendita.

Le vendite di case sono state molto volatili negli ultimi trimestri, senza un trend chiaro, nonostante il calo dei tassi sui mutui e la solidità del mercato del lavoro.

Giappone. Lieve miglioramento del PMI manifatturiero in luglio, da 49,3 a 49,6. Anche la stima flash per i servizi è in aumento, da 51,9 a 52,3.

Fonte: BondWorld.it

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