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Intesa Sanpaolo: – Francia indice fiducia in crescita

Intesa Sanpaolo – Francia. L’indice di fiducia presso le imprese manifatturiere elaborato dall’INSEE è atteso in ulteriore crescita a gennaio (dopo quella già vista a dicembre), stimiamo a 94,0 da 93,0 precedente.

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L’indice dovrebbe risalire solo lentamente nei prossimi mesi.

– Area euro. L’odierna riunione di politica monetaria del Consiglio Direttivo BCE sarà del tutto interlocutoria. Un ampio pacchetto di misure è stato approvato a dicembre, e i dati usciti nel frattempo sono pochi e non cruciali per il riesame delle prospettive: sarà necessario del tempo prima di valutare se l’economia procede secondo lo scenario previsto, che includeva già un primo trimestre condizionato negativamente da misure restrittive.

Il cambio dell’euro non si è rafforzato ulteriormente, le aspettative di inflazione implicite nei tassi di interesse sono salite e la situazione sul fronte degli spread creditizi e sovrani è rimasta molto stabile. Gli unici segnali di potenziale preoccupazione sono arrivati dall’indagine sul credito, che evidenzia una restrizione delle condizioni creditizie. La BCE ha ampi margini inutilizzati sul PEPP, che può essere accelerato o rallentato a seconda delle esigenze. Per il momento, la BCE non ha alcun motivo di apportare modifiche neppure alla forward guidance, che sarà mantenuta nella formulazione corrente.

– Area euro. La stima flash dell’indice di fiducia dei consumatori, elaborato dalla Commissione Europea, è attesa circa stabile a gennaio, a -14,0 punti da -13,9 punti di dicembre.

L’indice dovrebbe rimanere al di sotto della media storica durante tutto il trimestre invernale.

– Stati Uniti. I cantieri residenziali a dicembre sono attesi a 1,54 mln da 1,547 mln di novembre. Il trend delle costruzioni residenziali dovrebbe restare positivo ma rallentare, alla luce delle indicazioni della fiducia dei costruttori di case e dei segnali di rialzo dei rendimenti.

Le licenze edilizie dovrebbero stabilizzarsi a 1,61 mln, da 1,630 di novembre, sui massimi dal boom del 2006.

– Stati Uniti. L’indice della Philadelphia Fed a gennaio è previsto in rialzo a 14 da 11,1 di dicembre.

I segnali del settore manifatturiero restano diffusamente positivi, con indicazioni di freno derivanti più che altro da problemi di offerta e dalla difficoltà di reperire manodopera in questa fase di recrudescenza di contagi.

I dati e gli eventi di ieri

Italia. Le camere hanno approvato la Relazione al Parlamento con la richiesta del Governo di un nuovo scostamento di bilancio, che vale 32 miliardi in termini di indebitamento netto, 35 miliardi in termini di fabbisogno, 40 miliardi sul saldo netto da finanziare di competenza e 50 miliardi in termini di cassa. L’approvazione è avvenuta quasi all’unanimità: al Senato i sì sono stati 291 e non c’è stato alcun voto contrario (un senatore si è astenuto), alla Camera i voti a favore sono stati 523 (tre contrari, due astenuti).

Al netto delle due leggi di bilancio, l’insieme dei decreti varati per fronteggiare la crisi pandemica vale 108 miliardi, di cui 48 miliardi sono andati a ristori per le imprese e aiuti all’economia (inclusi gli interventi fiscali), 35 miliardi agli ammortizzatori sociali e 8 miliardi alla sanità. Il rifinanziamento della cassa-integrazione e gli aiuti al sistema sanitario saranno il perno anche del nuovo Decreto Ristori 5, che potrebbe essere approvato alla fine della prossima settimana.

Se il decreto assorbirà per intero lo scostamento di bilancio autorizzato dal Parlamento, il deficit 2021 salirebbe dal 7% previsto all’8,8% del PIL, destinato però a salire sopra il 9% tenuto conto della probabile revisione al ribasso della stima governativa sul PIL (oggi pari al 6%), ammessa come probabile dallo stesso Ministro dell’Economia.

In altri termini, il disavanzo quest’anno si collocherebbe su livelli non di molto inferiori al deficit 2020 (stimato tra il 10,5% e il 10,8%), e il debito potrebbe risultare stabile rispetto all’anno scorso (secondo le indicazioni di Gualtieri, attorno al 157% del PIL, ovvero circa un punto inferiore a quanto previsto nella NADEF, grazie a un fabbisogno migliore delle attese e al differimento al 2021 di alcune operazioni finanziarie). Gualtieri ha invece confermato l’obiettivo governativo di un calo del debito di circa due punti percentuali l’anno nel 2022 e nel 2023.

Area euro. La seconda lettura conferma che a dicembre l’inflazione è rimasta stabile a -0,3% a/a; anche l’indice core BCE al netto di alimentari freschi ed energia è rimasto invariato rispetto al mese precedente (+0,4% a/a). La variazione tendenziale risente ancora della passata debolezza dei prodotti energetici (contributo: -0,68 pp), mentre i servizi fanno segnare un contributo positivo (+0,3 pp).

Sul mese, i prezzi sono cresciuti del +0,4% m/m, spinti al rialzo dal rincaro dei listini energetici (+1,6% m/m) e dei servizi (+0,8% m/m); calano, invece, i prezzi sia degli alimentari freschi (-1,2% m/m). Il 2020 si chiude con una media annua dello 0.3%. L’inflazione è attesa risalire gradualmente, nel breve periodo per effetti base e poi per il consolidamento della ripresa (che presumibilmente avverrà a partire dal trimestre estivo); prevediamo un rialzo del tasso di crescita dei prezzi verso l’1% medio nel 2021.

Area euro. In novembre, la produzione nelle costruzioni è salita di 1,4% m/m, incremento che ha ridotto il divario rispetto a un anno prima a -1,3%, dal -2,0% di ottobre. L’attività edile è aumentata in Germania, Francia e (marginalmente) in Olanda. In Spagna, invece, si sta registrando da tre mesi una forte contrazione, per un cumulato di -4% rispetto ai tre mesi precedenti.

La variazione acquisita del 4° trimestre è pari a 0,4% t/t, che implica un contributo da nullo a marginalmente positivo alla crescita del PIL dell’Eurozona nel trimestre autunnale.

Paesi Bassi. Il Governo ha annunciato che introdurrà un coprifuoco notturno dalle h. 20:30 alle h. 4.30, con eccezioni soltanto per emergenze mediche, spostamenti connessi a lavori essenziali ed esigenze di animali domestici. Il provvedimento sarà votato oggi dal Parlamento. Inoltre, il Governo ha introdotto l’obbligo di un secondo test rapido da effettuare appena prima della partenza per i viaggiatori in arrivo con aerei o imbarcazioni.

Nel Paese è in vigore fino al 9 febbraio un confinamento nazionale circa equivalente alla zona rossa italiana, il quale ha già avuto l’effetto di ridurre la mobilità legata ai consumi di oltre il 50% rispetto alla norma e di riportare il ricorso al lavoro da casa ai livelli di fine ottobre, in base agli indici di mobilità collettiva.

Stati Uniti. L’era Biden si è aperta con segnali di distensione e riunificazione istituzionale, e richiami all’unità e alla cooperazione costruttiva fra le parti politiche in una fase di simultanee sfide economiche, sanitarie e sociali con pochi precedenti storici. Il discorso di Biden ha sottolineato la vittoria della democrazia contro le minacce recenti e la necessità di lavorare in modo unito a tutti i livelli per superare le emergenze attuali e le divisioni che hanno portato a un clima di tensioni senza precedenti. La presenza, alle spalle di Biden e Harris, di tutta la leadership repubblicana, con Pence, McConnell e McCarthy, oltre a molti rappresentanti che avevano votato contro l’approvazione dei voti del Collegio Elettorale, è un messaggio importante per la nuova presidenza e per il paese.

La stessa leadership repubblicana non ha partecipato alla cerimonia di partenza di Trump, che si è svolta con la presenza dominante dei membri della sua famiglia e del suo staff, fra cui Meadows, e si è conclusa con l’affermazione che ci sarà un suo ritorno “in qualche forma”. I sondaggi danno a Biden parere positivo da parte del 57% degli intervistati in un’indagine Gallup, e a Harris il 53%. Il 68% approva la gestione della transizione, con risultati sempre pesantemente divisi lungo linee di partito, con opinione favorevole da parte del 96% dei democratici, del 71% degli indipendenti e del 27% dei repubblicani.

Come atteso, nella sua prima giornata da presidente Biden ha firmato un gran numero di azioni esecutive (15 ordini esecutivi e due azioni esecutive, a cui seguiranno altri nei prossimi giorni) con effetti su temi domestici e internazionali per rendere esplicite le priorità della nuova amministrazione e l’urgenza dei problemi da affrontare. Molti degli ordini non hanno efficacia diretta ma segnalano i temi su cui lavorare in Congresso.

Sul fronte internazionale, Biden ha revocato il recesso dall’accordo di Parigi sul clima e dal WHO e il blocco dell’entrata negli USA di individui provenienti da paesi a prevalenza islamica. Riguardo al clima Biden ha anche revocato la licenza per l’oleodotto Keystone XL e istruito le agenzie esecutive di rivalutare 103 interventi di Trump sulla regolamentazione relativa all’impatto ambientale e sulla sanità pubblica. Sul fronte di Covid, Biden ha firmato un ordine della durata di 100 giorni che prescrive di indossare mascherine in tutti gli edifici e le proprietà federali, oltre che sui mezzi di trasporto che viaggiano attraverso gli stati.

Inoltre, viene istituito un ufficio della Casa Bianca per il coordinamento dell’azione contro la pandemia (vaccini, scuole, test, risorse per il personale sanitario). In termini di supporto alle famiglie, Biden è rimasto all’interno delle sue prerogative, estendendo il blocco degli sfratti fino a marzo e dei pagamenti degli interessi sui prestiti federali fino a settembre. Sull’immigrazione, Biden ha bloccato la costruzione del muro con il Messico e l’utilizzo di fondi federali approvati per altri scopi e utilizzati con una dichiarazione di emergenza di Trump per il muro. Biden ha anche presentato una richiesta al Congresso di riforma dell’immigrazione per affrontare il tema degli 11 milioni di individui residenti negli USA illegalmente.

Un ordine revoca la decisione di Trump di prescrivere al Census Bureau l’esclusione degli individui senza cittadinanza USA dal conteggio del censimento che determina la definizione dei distretti elettorali. Infine, sui temi sociali e razziali, è stato richiesto alle agenzie competenti di rivedere le politiche per la parità e l’allocazione delle risorse federali.

Giappone. La riunione della BoJ si è conclusa senza novità di rilievo, con l’estensione a settembre 2021 dei termini per l’erogazione di prestiti previsti per stimolare il credito e la crescita e il proseguimento del QQE con controllo della curva e delle misure straordinarie per l’emergenza Covid. Il comunicato ribadisce che la Banca centrale “non esiterà a prendere misure addizionali, se necessario”, mentre prevede che i tassi restino invariati nel breve e nel medio termine.

A dicembre la BoJ ha aperto un processo di revisione della strategia di politica monetaria che dovrebbe concludersi a marzo. Gli strumenti di politica monetaria sono poco efficaci per stimolare crescita e inflazione, e svolgono un ruolo secondario rispetto a quello della politica fiscale.

Nell’aggiornamento trimestrale dello scenario di attività e prezzi, la BoJ prevede che l’economia segua un trend di miglioramento, a un ritmo “solo moderato” grazie al graduale rientro dell’emergenza Covid. La Banca centrale continua a prevedere un’inflazione negativa “per il momento” (-0,5% nell’a.f. 2020), con l’aspettativa di una stabilizzazione seguita da una svolta verso l’alto più avanti nell’anno (+0,5% nell’a.f. 2021).

La previsione di crescita per l’a.f. 2021 è rivista modestamente verso l’alto rispetto a ottobre, a 3,9% (da 3,6%) sulla scia degli effetti degli interventi fiscali, dopo la contrazione prevista per l’a.f. 2020 pari a -5,6%. Il rapporto sottolinea l’estrema incertezza dello scenario futuro, con rischi ancora rivolti verso il basso per via del proseguire della pandemia.

Fonte: BondWorld.it

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