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Intesa Sanpaolo: Francia inflazione di marzo è attesa in crescita

Intesa Sanpaolo – Francia. La stima flash dell’inflazione di marzo è attesa in crescita all’1,0% da 0,6% sull’indice nazionale e all’1,1% da 0,8% sull’indice armonizzato.

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I prezzi al consumo dovrebbero essere saliti di cinque decimi sul mese su entrambe le misure. I mesi primaverile potrebbe segnare il punto di massimo per l’inflazione nel 2021.

– Francia. La spesa per consumi è attesa in leggero aumento (+0,9% m/m) a febbraio, dopo il calo registrato a gennaio (-4,6% m/m). La variazione annua passerebbe a +2,3% da +1,2%.

Prevediamo un andamento altalenante dei consumi nei mesi primaverili.

– Germania. Il tasso di disoccupazione dovrebbe essere rimasto stabile al 6,0% in marzo, a fronte di un aumento dei disoccupati di 22 mila unità.

– Italia. L’inflazione sull’indice domestico è attesa stabile a marzo, a 0,6% a/a (i prezzi sono visti in crescita di un decimo nel mese). Sulla misura armonizzata Ue, l’inflazione è vista rallentare a 0,2% a/a da 1% precedente, per via dell’effetto temporaneo del rinvio dei saldi invernali (che dovrebbe far sì che i listini nel mese crescano di 1,3% su base congiunturale, meno della stagionalità usuale di marzo).

Come già negli ultimi mesi, le pressioni al rialzo verranno soprattutto dall’energia, visti i cospicui rincari dei carburanti. In prospettiva, l’inflazione è attesa poco variata nei prossimi mesi; solo a partire da fine estate, si potrebbe vedere un’accelerazione sopra l’1%.

– Area euro. La stima flash di marzo dovrebbe indicare un’inflazione a +1,1% a/a, dopo il +0,9% a/a registrato a febbraio. L’indice core BCE (al netto di alimentari ed energia) è visto in calo all’1,0% a/a.

Sul mese, i prezzi sono attesi in aumento di +0,7% m/m, per via del rincaro dei listini energetici (+2,5% m/m). L’inflazione è attesa risalire all’1,4% quest’anno dopo lo 0,3% del 2020, ma sulla previsione insistono rischi al rialzo.

– Stati Uniti. In un discorso oggi a Pittsburgh, Biden dovrebbe delineare i punti principali del nuovo pacchetto di spesa per le infrastrutture che sarà presentato a breve. Le misure dovrebbero essere pari a circa 2 tln di dollari in otto anni, concentrate sul contrasto al cambiamento climatico (incentivi per auto elettriche, efficienza energetica di edifici pubblici e privati, fonti di energia rinnovabile) e mirate a rinnovare il sistema di strade, ponti, ferrovie, utility e comunicazioni. Secondo fonti di stampa, una parte consistente delle nuove spese verrebbe finanziata con rialzi di imposte sulle società (fra cui l’aumento della corporate tax rate a 28% dall’attuale 21% e maggiori imposte sugli utili generati all’estero) distribuiti su un arco di 15 anni.

L’amministrazione proverà a raccogliere consenso fra i repubblicani, ma l’aumento delle imposte probabilmente bloccherà qualsiasi accordo bipartisan. Pertanto, la leadership democratica sta studiando la possibilità di utilizzare nuovamente la reconciliation procedure, con una modalità differente rispetto al passato, ancora da discutere con il “parlamentarian” del Senato. L’obiettivo è l’approvazione di una legge entro la primavera. Ad aprile verrà poi presentata la seconda parte del “Build Back Better Recovery Plan”, con misure comprese fra 1 e 2 tln di dollari, che includerà misure mirate alla riduzione delle diseguaglianze e all’aumento e alla riqualificazione della forza lavoro (istruzione, sanità, assistenza), anche questo da finanziare parzialmente con aumenti di imposte (questa volta sulle classi di reddito alte), da approvare nella seconda parte dell’anno.

– Stati Uniti. La stima ADP dei nuovi occupati non agricoli privati a marzo è prevista dal consenso a 403 mila, dopo 117 mila di febbraio.

I dati e gli eventi di ieri

Area euro. L’indice composito di fiducia economica della Commissione UE (ESI) è cresciuto ben oltre le attese a marzo, passando a 101 punti da 93,4 di febbraio. Sorprendentemente, l’aumento più ampio, dal lato delle imprese, si registra per i settori direttamente colpiti dalle misure restrittive decise dai governi, ovvero i servizi (a -9,3 da -17,0 di febbraio) e il commercio al dettaglio (da[1]19,1 a -12,2, su valori ancora depressi). Il forte progresso del commercio, che interessa sia le aspettative sia l’attività corrente, riflette le riaperture parziali avvenute in alcuni paesi (Germania, Olanda, Portogallo). Nei servizi è stato dominante il miglioramento delle aspettative di domanda (+12,7 punti a +6,3), in particolare nella ristorazione e nell’accoglienza, mentre la situazione corrente riflette l’impatto molto diversificato delle restrizioni nei vari comparti.

Più contenuto è stato il miglioramento nell’industria (a 2 da -3,1 precedente) e nelle costruzioni (a -2,7 da -7,5), con entrambi gli indici che permangono su valori superiori alla media storica. Risalgono anche le aspettative di inflazione, che restano però più basse rispetto ai livelli pre-COVID. Nell’industria, però, l’indice di diffusione è al livello più alto dal 2011 (17,6). Il dato finale della fiducia dei consumatori conferma il valore della stima flash a -10,8 da -14,8 a febbraio. Il dato delle indagini di marzo anticiperebbe un ritorno ai livelli pre-pandemia nei prossimi mesi, ma per ora tutto si poggia ancora sul miglioramento delle aspettative.

Francia. L’indice INSEE di fiducia delle famiglie di marzo ha registrato un aumento a 94 punti da 91 precedente. L’indice rimane al di sotto della sua media storica di 100 punti: sulla ripresa del morale pesa l’incertezza legata all’aumento dei contagi.

L’indagine di marzo mostra un miglioramento della condizione finanziaria delle famiglie sia futura (a -4 da -8 precedente), salita oltre la media storica, che passata (a -15 da -16 precedente); le aspettative di una ripresa dell’inflazione rimangono sopra il livello storico. In ogni caso, l’indice dovrebbe risalire gradualmente verso i livelli pre-pandemici nei prossimi mesi.

Germania. I dati flash dai Länder indicano che a marzo i prezzi al consumo sono saliti di cinque decimi sia sull’indice domestico, che sull’armonizzato. L’inflazione di riflesso è cresciuta da +1,3% a/a a +1,7% a/a sull’indice nazionale e a +2,0% a/a da+1,6% a/a su quello armonizzato. Il rialzo è guidato principalmente dall’aumento dei listini energetici, balzati a +4,8% a/a da -0,3% a/a precedente.

Nel complesso i prezzi dei beni sono cresciuti dell’1,9% a/a, dopo l’1% a/a di febbraio: come indicato dalle indagini PMI di marzo, il miglioramento della domanda ha permesso ai produttori manifatturieri tedeschi di trasferire parte degli aumenti dei costi sui prezzi di vendita. I servizi, invece, passano all’1,6% a/a dall’1,4% a/a. Il valore di marzo risulta ancora influenzato da problemi nella raccolta dei dati, causati dalle misure restrittive. I prezzi sono attesi risalire nei prossimi mesi; il 2021 potrebbe chiudersi con un’inflazione media annua poco sotto il +3%.

Italia. I prezzi alla produzione sono tornati in positivo su base annua a febbraio, come non accadeva da giugno 2019. La variazione annua è passata da -0,3% a +0,7%. Nel mese, i prezzi sono saliti di mezzo punto, dopo il +1,4% m/m di gennaio (che rappresentava un massimo storico). Sul mercato interno i listini sono aumentati di mezzo punto rispetto a gennaio; al netto del comparto energetico, la crescita congiunturale è lievemente più contenuta (+0,4%), quella tendenziale più marcata (+1,2%).

Fra le attività manifatturiere, gli aumenti tendenziali più elevati riguardano il settore metallurgico (+4,2% mercato interno, +5,8% area euro, +2,8% area non euro) e le altre industrie manifatturiere (+3,1% area non euro), mentre le flessioni più ampie si registrano per la raffinazione, il comparto farmaceutico e quello chimico. In sintesi, i dati sui prezzi alla produzione confermano l’insorgere di pressioni inflattive a monte della catena produttiva nell’industria.

COVID-19 – Stati Uniti. Mentre la campagna vaccinale accelera, il CDC ha mandato un messaggio preoccupato per la ripresa dei contagi, collegata alla diffusione delle nuove varianti del virus. I nuovi contagi ieri erano pari a 61,752, in rialzo del 20% rispetto alla media delle due settimane precedenti. In alcune aree si sta registrando un’accelerazione preoccupante, proprio mentre tutti gli stati stanno eliminando le restrizioni, incluso l’obbligo di indossare dispositivi di protezione individuale.

I decessi restano in ampio calo (-23%), ma il miglioramento nei ricoveri si sta riducendo (-3%) e riflette il deterioramento dei contagi. le notizie sui vaccini restano però positive, con il 45% della popolazione che ha ricevuto almeno una dose e la media settimanale di somministrazioni giornaliere salita a 2,77 mln. A questi ritmi, il 90% della popolazione dovrebbe essere almeno parzialmente immunizzata entro il 26 luglio.

Stati Uniti. Williams (NY Fed) ha detto di essere ottimista sullo scenario dell’economia e ha sottolineato i progressi della campagna vaccinale.

Williams non ha dato commenti sulle prospettive della politica monetaria, ma ha sottolineato che i bassi tassi di interesse e il sostegno della politica fiscale forniscono supporto alla ripresa.

Stati Uniti. I prezzi delle case misurati a livello nazionale con l’indice S&P Corelogic Case-Shiller a gennaio salgono di 11,4% a/a a gennaio, da 10,4% a/a di dicembre, e toccano i massimi da 15 anni, sulla scia dell’aumento della domanda e della persistente scarsità di offerta. Le scorte di case esistenti sul mercato sono sui minimi dal 1982, e anche nel comparto delle case nuove la disponibilità per la vendita suggerisce eccesso di domanda.

L’accelerazione dei prezzi delle case è diffusa a tutte le aree e a tutte le grandi aree metropolitane. La persistente crescita dei prezzi delle case prelude a un aumento della componente abitazione negli indici dei prezzi al consumo, dopo un periodo di relativa debolezza durante il 2020.

Stati Uniti. La fiducia dei consumatori a marzo balza a 109,7, da 90,4 di febbraio, sui massimi da aprile 2020. Le condizioni correnti sono in rialzo a 110 da 89,6 e le aspettative passano da 90,9 di febbraio a 109,6. La fiducia torna su un sentiero verso l’alto, dopo dieci mesi di quasi-stabilità, grazie al significativo miglioramento della valutazione dello stato e delle prospettive dell’economia e del mercato del lavoro.

Al contempo, però, sono in aumento anche le aspettative di inflazione nel breve termine, in gran parte per via del rialzo dei prezzi della benzina. Il nuovo livello della fiducia dei consumatori conferma l’aspettativa di un imminente rimbalzo dei consumi, grazie al cambiamento avvenuto nell’ultimo mese sul fronte del controllo della pandemia e alla nuova iniezione di trasferimenti federali.

Giappone. La produzione industriale a febbraio cala di -2,1% m/m (-2,6% a/a), frenata correzioni nei settori auto, macchinari elettrici ed elettronici. Sono invece in rialzo i macchinari produttivi, i trasporti ex-auto e la componentistica elettronica.

Le consegne sono in calo di -1,5% m/m, mentre il rapporto scorte fatturato è in rialzo di 1% m/m. le proiezioni vedono un ulteriore calo a marzo (-1,9% m/m), seguito da un rimbalzo di 9,3% m/m ad aprile. Il 1° trimestre dovrebbe registrare una contrazione del PIL causata dal peggioramento dei contagi e dallo stato di emergenza nazionale, ma dal 2° trimestre in poi la crescita dovrebbe tornare in territorio positivo.

Cina. Il PMI manifatturiero rilevato dal NBS è salito a 51,9 in marzo da 50,6 in febbraio grazie all’aumento di tutte le componenti ad eccezione delle scorte di prodotti finiti. Gli aumenti più significativi hanno riguardato le componenti degli ordini, sia interni sia esteri (quest’ultima risalita in territorio espansivo a 51,2 in marzo da 48,8 in febbraio), dei prezzi degli input e dell’occupazione (salita poco sopra 50, a 50,1, per la prima volta da aprile del 2020).

La scomposizione per tipologia d’impresa segnala un miglioramento delle condizioni per tutte le imprese, in particolare per le medio-piccole, come conferma anche l’aumento del PMI delle piccole e medie imprese rilevato da Standard Charted (salito da 51,5 a 56,3). Il PMI non manifatturiero è balzato di quasi 5 punti, salendo da 51,4 in febbraio a 56,3 in marzo, grazie al sensibile aumento del PMI dei servizi (salito da 50,8 in febbraio a 55,2 in marzo) e del PMI delle costruzioni (salito da 54,7 in febbraio a 62,3 in marzo).

Il rimbalzo di entrambi gli indici è spiegato in gran parte da un aumento della componente degli ordini, seguiti dalle componenti dei prezzi e, in misura minore, dall’occupazione. I dati del NBS sono positivi e confermano che il rallentamento nei primi due mesi dell’anno aveva una natura temporanea legata a fattori stagionali e alle misure di contenimento di alcuni focolai di Covid-19, poi domati.

La campagna di vaccinazione, dopo una partenza in sordina, sta guadagnando terreno e la disponibilità di ben 4 vaccini propri, e approvati per l’uso sul pubblico, dovrebbe imprimerle ancora maggior velocità nei prossimi mesi, fornendo un’ulteriore spinta al recupero del settore dei servizi. Nel medio termine l’ulteriore restrizione ai finanziamenti alle imprese immobiliari in vigore da gennaio dovrebbe invece avere un impatto negativo sul settore costruzioni.

Fonte: BondWorld.it

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