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Intesa Sanpaolo: Francia prezzi al consumo in calo

Intesa Sanpaolo – Francia. La stima finale di giugno dovrebbe confermare che i prezzi al consumo sono calati di un decimo su entrambe le misure (armonizzata e nazionale); l’inflazione dovrebbe perciò essere  confermata  in  calo  di  tre  decimi  a  0,1%  su  entrambi  gli  indici …

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Intesa SanPaolo


Nei  mesi  estivi  si dovrebbe registrare una ri-accelerazione dell’indice, sulla spinta della ripresa dei consumi.

– Area euro. La Banca Centrale Europea tiene la sua riunione periodica di politica monetaria, seguita  dalla usuale  conferenza stampa  della presidente  Lagarde. Non c’è alcuna attesa per  nuove  misure  di  politica monetaria,  né  sui  tassi, né  sui programmi di acquisto, né  sulle misure  di  rifinanziamento.

Data la  crescita esponenziale  delle  riserve in eccesso,  c’è la possibilità di un adattamento del sistema di remunerazione della riserva, con un aumento del  multiplo  della  riserva  obbligatoria  esentato  dal  tasso  negativo  da  6x  forse  a  8x.

Il miglioramento  dei  dati  economici  a  partire  da  maggio  ha  spostato  l’attenzione  dalla profondità della recessione alla qualità e intensità della ripresa. Lo sforzo fiscale ha assunto dimensioni  corpose a livello  nazionale, e il Consiglio  Europeo si  appresta  a  discutere  di un ampio  piano  di  sostegno  alla  ripresa.  Le  misure  BCE  di  stress  finanziario  sono  migliorate ulteriormente nelle ultime settimane, e gli spread sovrani e corporate hanno consolidato la flessione già avviata rispetto ai picchi toccati durante la prima fase della crisi pandemica. L’aumento già deciso del limite al PEPP garantisce alla BCE spazio di manovra, evitando la necessità di discuterne ancora prima di settembre o dicembre. Infine, l’ultima asta TLTRO III ha visto una robusta domanda da parte del sistema bancario, con l’assegnazione di 1308,4 miliardi.

Queste condizioni suggeriscono che il consiglio direttivo sia ora entrato in una fase di attesa degli sviluppi sul fronte macroeconomico che arriverà almeno fino alla riunione del 10 settembre. Tra settembre e ottobre, in coincidenza o dopo l’aggiornamento delle stime macroeconomiche,  si  porrà  il  problema  di  decidere  se  estendere  o  no  l’incremento temporaneo dell’APP(probabilmente no, dato che a tale scopo è stato introdotto il PEPP).

Stati Uniti

– Le vendite al dettaglio a giugno sono attese in aumento di 4,6% m/m, dopo +17,7% m/m di maggio, sulla scia di aumenti nel segmento auto (sia dei volumi sia dei prezzi) e nel prezzo della benzina. Al netto delle auto le vendite sono attese in rialzo di 4,3% m/m, con variazioni sostenute per i  materiali da  costruzione,  per gli alimentari  consumati a  casa, e per  gli altri beni  discrezionali  che  avevano  subito  la  frenata  più  consistente  a  marzo  e  ad  aprile. 

Il sentiero  di  rialzo  della  spesa  delle  famiglie  dovrebbe  proseguire  nel  3°  trimestre,  con variazioni mensili  solide  sulla  scia  del  tasso  di  risparmio  elevato  e  della  dinamica  forte  del reddito disponibile, spinto dai sussidi di disoccupazione.

– Le  nuove richieste  di  sussidi  di  disoccupazione nella  settimana conclusa l’11luglio  sono attese a 1,29 mln, da 1,314 mln della settimana precedente. I sussidi esistenti nella settimana conclusa il 4 luglio dovrebbero proseguire sul modesto sentiero di contrazione, scendendo a  17,8  mln  da  18,1  mln  di  fine  giugno.

 Sarà  importante  monitorare  i  sussidi  erogati  con  i programmi di emergenza per la pandemia, che nella settimana conclusa l’11 luglio sono ancora aumentati, con un totale superiore a 14 mln.

– L’indice  della Philadelphia  Feda  luglio  dovrebbe  ritracciare  a  22,  da  27,5  di  giugno, mantenendo  indicazioni  di  espansione  dell’attività. Anche  l’indice  di  attività  a  6  mesi dovrebbe correggere dai livelli record da 30 anni toccati a giugno (66,3), ma essere sempre in territorio ampiamente espansivo. L’indagine a giugno era stata diffusamente positiva, con incrementi   di tutte   le   componenti,   soprattutto   consegne   e   ordini,   che   indicavano espansione.

Per gli occupati a giugno il sotto-indice era ancora marginalmente negativo (a -4,3)  e  luglio  dovrebbe  vedere  un  ulteriore  avvicinamento  alla  soglia  dello  zero,  come registrato anche  dall’indagine  Empire.  L’indagine  dovrebbe  confermare  il  quadro  che emerge dai dati, di ripresa dell’attività, se pure su livelli ancora molto inferiori a quelli pre-pandemia.

I dati e gli eventi di ieri

Italia.  La  seconda  lettura  dei  dati  sui  prezzi  al  consumo  di  giugno  ha  confermato  la  stima preliminare, con un’inflazione pari a -0,2% a/a (invariata rispetto al mese precedente) sull’indice NIC e a -0,4% a/a(da -0,3% a maggio) sull’indice armonizzato Ue. Come nella prima lettura, i listini sono aumentati di un decimo sull’indice domestico e sono rimasti invariati sulla base dell’IPCA.

Nel mese (sul NIC) si è avuta una correzione dei prezzi dei prodotti alimentari (-0,4% m/m) e dei servizi  ricettivi  e  di ristorazione (-0,8% m/m),  e  i  listini  hanno  continuato  a  diminuire  nelle comunicazioni (-0,8% m/m). Dal lato opposto,  si è  registrato un  significativo  rimbalzo  dei prezzi dei  trasporti (+1,2% da -1,6% m/m precedente),  trainato dai carburanti.

L’inflazione di fondo  è stata  confermata a  0,7%  da  0,8%di maggio. L’inflazione sui beni  alimentari,  per  la  cura  della casa e della persona (il cosiddetto “carrello della spesa”) è rallentata più che nella stima flash (a  2,1%  da  2,4%  a/a  di  maggio). In  prospettiva, vediamo  un’inflazione poco  variata  nel resto dell’anno. 

L’impatto  dello  shock  COVID-19 sul  CPI  è  ritardato: l’inflazione  dovrebbe  rimanere negativa per diversi  mesi  dopo che è  stato  superato il punto  di minimo del  ciclo  (che  è  stato toccato nel mese di aprile).

Stati Uniti

– Contagi 3407767, nuovi contagi 67400, decessi 137402, guarigioni 1075882 (Fonte: JHU).

– I nuovi contagi sono in aumento negli ultimi 14 giorni in 43 stati, circa stabili in 9 stati e in calo in 2 stati. I decessi sono in rialzo in 23 stati rispetto a due settimane fa.

La crescita dei nuovi casi  resta  particolarmente  elevata  negli  stati  meridionali  e  sud-occidentali,  con  picchi  in Florida,  Texas,  California,  Alabama,  Louisiana.  Due  grandi  catene  di  supermercati  hanno annunciato che i clienti dovranno indossare le mascherine all’interno dei loro locali.

– Un sondaggio WSJ/NBC sull’esito elettorale riporta un crescente vantaggio per Biden (51%) rispetto a Trump (40%). Il mese scorso il vantaggio di Biden era di 7 punti, contro gli 11 attuali. Gli  intervistati  continuano  a  valutare  positivamente la gestione dell’economia da parte di Trump  (54%),  mentre  sono  sempre  più  critici  del  suo  operato  durante  la  pandemia.

Disaggregando per categorie, Trump mantiene un vantaggio fra i bianchi, e fra gli uomini, a fronte di un netto deficit rispetto a Biden fra le donne (più di 20 punti). Il vantaggio di Biden è particolarmente  marcato  per  i  neri  e  gli  ispanici,  oltre  che  per  i  giovani.

Si  registra  un marginale sorpasso di Biden anche nella categoria di età oltre i 65 anni. Una quota crescente di intervistati indicano di voler votare per il candidato che privilegia il controllo dell’epidemia rispetto alla riapertura dell’attività. In generale, l’indagine riporta un ampio pessimismo, con il 72% di intervistati che ritiene che il paese sia sulla strada sbagliata. 

Trump ieri ha annunciato la  sostituzione  del  manager  della  sua  campagna  elettorale,  rimuovendo  Parscale  dalla direzione della campagna e affidandogli un ruolo più limitato.

– Harker (Philadelphia  Fed)  ha  detto  che lo  stato  dell’economia  USA  dipende  ora  dal contenimento e dal controllo del virus. L’andamento della pandemia determinerà quello della  ripresa.  Con  la  crescita  di  nuovi  casi  in  molte  aree  del  paese,  secondo  Harker  le previsioni sono “fluide” e soggette a costanti revisioni: questa sarà una “ripresa agitata”.

Harker ritiene che per ora non ci siano nuovi interventi da attuare da parte della Fed, mentre c’è spazio per ulteriori misure di politica fiscale, fra cui il rinnovo dell’espansione dei sussidi di disoccupazione in scadenza a fine luglio. Riguardo alla politica monetaria, Harker ha detto che la Fed dovrebbe proseguire con tassi a zero e programmi di acquisto titoli fino a quando l’inflazione  non  sarà  almeno  un  po’  sopra  l’obiettivo  del  2%.  Harker  ritiene  cheora  lo strumento più efficace è probabilmente la forward guidance, definita in modo da segnalare la volontà di portare l’inflazione al di sopra dell’obiettivo e che la Fed non agirà in modo prematuro.

– Il Beige Book, preparato per la riunione del FOMC di fine mese, riporta aumento dell’attività in quasi tutti i distretti, con livelli ancora molto lontani da quelli pre-pandemia. I consumi sono in  rialzo  in  tutte  le  regioni  e  in  tutti  i  settori,  con  una  ripresa  della  spesa  non  essenziale,  in particolare  nei  settori  auto,  alimentari  e  arredamento  e  ristrutturazione. 

Nei  settori  tempo libero e ospitalità si registra una ripresa, ma su livelli ancora molto compressi. Nell’industria si riporta crescita, ma livelli molto lontani da quelli pre-crisi (manifatturiero, costruzioni, trasporti). La domanda di prestiti è circa invariata, a parte attività per il Paycheck protection Program e per l’apertura di nuovi mutui.

Il tema di fondo fra le imprese è l’incertezza sull’evoluzione della pandemia e sull’entità dei suoi effetti. Per il mercato del lavoro, si registra un aumento netto di occupazione in tutti i distretti, ma si sottolinea la difficoltà a riportare i dipendenti in attività per via delle preoccupazioni per i contagi, per la mancanza di assistenza per i figli e per  la  generosità  dei  sussidi  di  disoccupazione. 

Le  imprese  riportano  che,  con  la  fine  dei trasferimenti  del  Paycheck  Protection  Program  sarà  la  domanda  a  determinare  se  i dipendenti verranno licenziati in modo definitivo. Nel complesso, il quadro ripotato dal Beige Book è in linea con quello visto con i dati: ripresa diffusa, livelli di attività molto inferiori a quelli pre-crisi, enorme incertezza e dipendenza del mercato del lavoro dalla domanda (e quindi da ulteriore stimolo fiscale).

– La produzione  industriale a  giugno  aumenta di 5,4%  m/m  (-10,8%  a/a),  dopo  1,4%  m/m  di maggio. Nel manifatturiero, l’output è in rialzo di 7,2% m/m (-11,2% a/a), e in calo di -47% t/t ann. L’ampio incremento registrato nel settore auto a maggio (+77% m/m) e a giugno (+91,5% m/m) colma solo in parte la perdita di produzione nel comparto vista a marzo (-28,8% m/m) e ad aprile (-68,6% m/m): il livello dell’output rimane di quasi 25% inferiore a quello di febbraio.

L’estrattivo segna un altro calo (-2,9% m/m, -16,9% a/a), pari a -42,7% t/t ann., mentre le utility registrano una variazione di 4,2% m/m (0,6% a/a). I dati riportano anche revisioni delle stime della capacità produttiva che per il 2020 dovrebbe essere invariata, contro stime precedenti di incremento di 1,3%, con revisioni verso il basso sia per il manifatturiero (a -0,2%, in calo di -1  pp  rispetto  alla  stima  precedente)sia per l’estrattivo (a -2,1%  da -2,9%).  La  ripresa  della produzione  nel  manifatturiero  è  incoraggiante,  ma  rimane  soggetta  a  rischi  collegati  a problemi sia dal lato dell’offerta (inceppamento della catena produttiva) e della domanda (debolezza sia domestica sia estera). Invece, per quanto riguarda l’estrattivo, è improbabile che l’output possa ritornare sui livelli pre-crisi.

– L’indice Empire della NY Feda luglio (dati raccolti fra il 2 e il 9 luglio) aumenta a 17,2, primo dato positivo da febbraio. L’indagine registra rialzi in territorio espansivo per i nuovi ordini (a 13,9 da -0,6) e le consegne (a 18,5 da 3,3), mentre per l’occupazione si osserva un modesto aumento a 0,4 da -3,5, con la settimana lavorativa ancora in contrazione (a -2,6 da -12). Sul fronte dei prezzi, i prezzi pagati correggono modestamente (a 14,9 da 16,9), mentre i prezzi ricevuti tornano negativi (a -4,5 da -0,6) con indicazioni di debolezza per i margini di profitto delle imprese.

Le aspettative a 6 mesi restano molto positive, anche se correggono a 38,4 dal livello record di 56,5 visto a giugno.  Anche gli altri indicatori a 6 mesi hanno una dinamica simile, in  territorio espansivo, ma  con  correzioni dai livelli di  giugno. I dati  sono in linea  con l’aspettativa di espansione nei prossimi mesi anche se, come evidente dalle informazioni della  produzione  industriale  di  giugno,  i  livelli  di  attività  restano  ancora  lontani  da  quelli precedenti la pandemia.

Cina.Nel complesso i dati hanno evidenziato una ripresa dell’attività economica a V e superiore alle  nostre  attese  nel  2°  trimestre,  supportata  dagli  investimenti.  I  consumi  privati,  seppur  in aumento rispetto al primo trimestre, hanno invece continuato a rimanere fiacchi. I dati mensili confermano un ulteriore miglioramento a giugno rispetto ai mesi precedenti.

Ci aspettiamo che comunque la debolezza del mercato del lavoro continui a limitare la ripresa dei consumi privati e che il traino degli investimenti in infrastrutture si ridimensioni nella seconda parte dell’anno rallentando la velocità della ripresa.

– Il  ritmo  di crescita  del  PIL è  tornato  in  territorio  positivo a  3,2%  a/a  nel  2°  trimestre (più  del consenso Bloomberg che si aspettava un aumento del 2,4%, e delle nostre previsioni di un marginale calo dello 0,2% a/a) dopo una diminuzione del 6,8% a/a nel 1° trimestre grazie ad un rimbalzo dell’11.5% t/t destagionalizzato (consenso Bloomberg a 9,6% t/t) seguito al crollo del  10%  nel  1°  trimestre  (rivisto  al  ribasso  da  un  precedente -9.8%  t/t). 

A  livello  settoriale  il rimbalzo è stato maggiore per l’agricoltura (+3,3% a/a) e per l’industria (+4,7% a/a) rispetto ai servizi (+1.9% a/a). Maggiori dettagli sui settori saranno pubblicati nei prossimi giorni.

Dopo il crollo del 1° trimestre il reddito pro-capite nominale è salito del 4,5% a/a nel 2° trimestre, con un aumento più elevato per le famiglie rurali che ha permesso ai consumi pro capite nelle zone rurali di salire del 3,2% a/a, mentre il consumo pro-capite delle famiglie urbane è rimasto in calo per il secondo trimestre consecutivo in linea con il calo tendenziale del reddito.

Nel complesso i consumi pro capite delle famiglie hanno registrato una contrazione del 3,3% a/a nel secondo trimestre, minore rispetto a quella dell’8,2% a/a del 1° trimestre. I segnali di miglioramento  del mercato  del  lavorodati  dalla  diminuzione  del  tasso  di  disoccupazione urbano a 5,7% in giugno da 5,9% in maggio sono contrastati dai dati sui nuovi occupati che restano in calo tendenziale rispetto allo stesso mese dell’anno scorso.

– Le vendite  al  dettaglio sono  rimaste  in  calo  a  giugno  dell’1,8%  a/a  in  termini  nominali (consenso Bloomberg +0,5% a/a) e del 2,9% a/a in termini reali con un ritmo di contrazione progressivamente inferiore rispetto agli scorsi mesi ed un aumento delle variazioni m/m più marcato in giugno (1,3% m/m vs 0,9% m/m nei mesi precedenti).

In termini nominali il settore della  ristorazione  ha  registrato  ancora  un  calo  significativo  (-15,2%  a/a)  e  le  vendite  di automobili sono tornate a scendere (-8,2%) mentre sono accelerate le vendite di alimentari, cosmetici  ed  elettrodomestici.  In  termini  reali  l’accelerazione  delle  vendite  di  veicoli commerciali (+63,1% a/a in giugno) che prosegue con tassi a due cifre da aprile, insieme a un  miglioramento  più  contenuto  delle  vendite  di  automobili  (+2,1%  a/a  in  giugno),  ha sostenuto la ripresa delle vendite di autoveicoli (+11,8% a/a in giugno).

– Gli investimenti  fissi  nominali sono  rimasti  in  calo  del  3,1%  a/a  nei  primi  sei  mesi  del  2020 rispetto  allo  stesso  periodo  dell’anno  ma  hanno  registrato  un  recupero  rispetto  ai  mesi precedenti con aumento tendenziale stimato dell’1% a/a in giugno, grazie alla ripresa degli investimenti  delle  imprese  statali  (+2,1%  cum.  a/a)  mentre  gli  investimenti  delle  imprese private sono rimasti in contrazione (-7,3% cum. a/a).

A livello settoriale il miglioramento degli investimenti è stato guidato dall’accelerazione degli investimenti nel settore  immobiliare  e delle infrastrutture. Il ritmo di crescita della produzione industrialeè salito a 4,8% a/a in giugno da 4,4% a/a in maggio, in linea con il miglioramento degli ordini interni, con un’accelerazione della produzione delle imprese statali che ha compensato un rallentamento della produzione delle imprese private. La produzione del settore dei servizi è altresì salita del 2,3% a/a in giugno dopo un aumento dell’1% a/a in maggio.

Fonte: BondWorld.it

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