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Intesa Sanpaolo: Francia produzione industriale avanza

Intesa Sanpaolo – Francia. A ottobre la produzione industriale è vista avanzare dello 0,3% m/m, stesso ritmo di settembre. Le indagini di fiducia del manifatturiero hanno indicato un miglioramento del morale nel mese………

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La produzione di energia elettrica dovrebbe aver contribuito positivamente. Sull’anno, l’output è atteso in calo a -0,3% da +0,1% precedente.

Nell’ultimo trimestre dell’anno, la produzione è in rotta per un lieve recupero (+0,3% t/t) dopo la brusca contrazione dei mesi estivi (-1,2% t/t).

Intesa Sanpaolo – Italia. La produzione industriale è attesa in moderato recupero a ottobre (+0,2% m/m), dopo il calo di -0,4% m/m registrato a settembre.

L’energia è attesa contribuire negativamente.

Su base annua (corretta per gli effetti di calendario), l’output resterà in territorio negativo per l’ottavo mese di fila, ma il tasso di contrazione dovrebbe ridursi, a -1,5% da -2,1% precedente.

Stimiamo che la produzione torni a flettere a novembre, prima di un recupero nell’ultimo mese dell’anno.

In ogni caso, nemmeno nel 4° trimestre l’industria dovrebbe tornare a contribuire al valore aggiunto.

Intesa Sanpaolo – Germania. L’indice ZEW tedesco fornirà le prime indicazioni sull’andamento delle indagini di fiducia nell’Eurozona a dicembre.

L’indice delle attese dovrebbe mostrare un ulteriore miglioramento, benché limitato, portandosi a -0.5 dopo il forte rimbalzo visto a novembre (a -2,1 da -22.8 a ottobre).

L’indice della situazione corrente dovrebbe salire in misura maggiore, a -20,5 da -24,7 precedente.

Al miglioramento dovrebbero contribuire il parziale allentamento delle tensioni sul commercio globale.

Intesa Sanpaolo – I dati e gli eventi di ieri

Germania. L’indice di fiducia Sentix è salito da -4,5 a +0,7. Questo indice di fiducia punta a misurare il clima di fiducia nell’ambito dei mercati finanziari, in particolare azionari, e non offre indicazioni di rilievo sull’andamento dell’economia reale.

Intesa Sanpaolo – Cina. L’inflazione di prezzi al consumo è salita ulteriormente in novembre portandosi a 4,5% a/a da 3,8% a/a in ottobre, il massimo dal 2012.

L’inflazione resta fortemente influenzata dall’aumento dei prezzi del comparto alimentari (+19,1% a/a), causato dall’impatto dell’influenza suina sui prezzi della carne di maiale (+110,2% a/a in novembre), che sovrasta il calo dei prezzi nel comparto dei trasporti e delle comunicazioni.

Il rallentamento dei prezzi negli altri comparti ha contribuito a far scendere ulteriormente l’inflazione core a 1,4% a/a in novembre da 1,5% a/a nei tre mesi precedenti.

L’inflazione dei prezzi alla produzione è scesa dell’1,4% a/a, a un ritmo inferiore al mese di ottobre (-1,6% a/a) a causa dell’aumento dei prezzi dei beni di consumo, anch’essi spinti al rialzo dal comparto alimentari, ma è comunque scesa dello 0,1% m/m.

La mancanza di pressioni da domanda continuerà a mantenere bassa l’inflazione core e i prezzi del comparto alimentare dovrebbero rallentare nei prossimi mesi ma l’impatto sul profilo d’inflazione in chiusura d’anno si rifletterà anche nel 2020.

L’inflazione media dovrebbe chiudere il 2019 a 2,9% a/a e salire a 3,3% nel 2020.

Fonte: BondWorld.it

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