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Intesa Sanpaolo: Francia produzione industriale è vista ferma

Intesa Sanpaolo – Francia. La produzione industriale è vista ferma a febbraio, dopo la crescita di +1,2% m/m registrata a gennaio……………..

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Intesa SanPaolo


Nel mese le indagini di fiducia INSEE e PMI per il comparto manifatturiero avevano indicato una flessione del morale, ma la survey di Banque de France aveva evidenziato, in controtendenza, un’espansione.

Il contributo della produzione di energia dovrebbe essere negativo, anche sulla scia di temperature superiori alla media stagionale. Su base annua, l’output dovrebbe risultare poco variato (a -2,5% da -2,8% precedente). Ci attendiamo un crollo dell’attività produttiva tra marzo e aprile.

Intesa Sanpaolo – Stati Uniti

– Mercati chiusi per festività.

– Il CPI a marzo dovrebbe correggere di -0,5% m/m (1,5% a/a), dopo +0,1% m/m di febbraio, mentre l’indice core è atteso in calo di -0,1% m/m (2,1% a/a), con rischi verso il basso, dopo 0,2% m/m del mese precedente.

L’indice headline dovrebbe essere spinto verso il basso dalla componente energetica, con un calo di circa il 20% del prezzo della benzina rispetto al mese precedente. L’indice core dovrebbe registrare contrazioni marcate nelle voci colpite direttamente dall’epidemia e rialzi nei comparti collegati all’accumulo di scorte di emergenza da parte delle famiglie.

Per quanto riguarda i beni core, i prezzi dovrebbero esser in ampio calo, intorno a -0,3/-0,4% m/m, sulla scia di sconti marcati e “fuori stagione” nell’abbigliamento e in altri segmenti della spesa discrezionale, a fronte di incrementi anche solidi per i beni di prima necessità che però hanno un peso molto limitato sull’indice. Per quanto riguarda i servizi ex-energia, ci dovrebbero essere tendenze contrastanti, con un crollo delle tariffe alberghiere e aeree, aggravato dai fattori di destagionalizzazione, dato che in questa stagione tutte le voci collegate al turismo registrano tipicamente aumenti, almeno fino a giugno.

Tuttavia, sanità e abitazione dovrebbero sostenere i prezzi dei servizi ex-energia nel loro complesso e mantenere la variazione mensile marginalmente positiva (con rischi verso il basso). Il BLS ha segnalato in un documento specifico le difficoltà nella compilazione degli indici, e riferito che la raccolta di dati di persona (che copre circa il 65% dei dati) a partire da metà marzo è stata interrotta a livello nazionale e a partire dal 5 marzo nell’area di Seattle, lasciando solo la raccolta via internet e via telefono.

Vista la chiusura di un numero ingente di esercizi commerciali andamenti misti il BLS ritiene probabile un notevole amento di dati “non disponibili” che dovrebbero essere imputati con prezzi raccolti in aree simili. I dati potrebbero non essere pubblicati in caso non ci fossero rilevazioni dirette relative ad aree geografiche che coprano una percentuale minima in ogni area geografica.

Il BLS dichiara che difficilmente potranno esserci stime del bias causato dall’epidemia ai dati pubblicati. Tutti i dati ottenuti con rilevazioni campionarie saranno molto poco affidabili nei prossimi mesi.

Il trend dei prossimi mesi sarà, a nostro avviso, di significativa disinflazione e di ulteriore allontanamento del deflatore core dal 2%.

La previsione dell’inflazione dopo il 2021 è tuttavia più incerta, con una possibile svolta verso l’alto dovuta a strozzature all’offerta (anche per gli alimentari, con il blocco dei migranti in agricoltura, oltre che per il manifatturiero per l’interruzione delle catene produttive) e gli effetti difficili da prevedere della crescita della liquidità e dell’implicita monetizzazione del debito in atto nel 2020.

Intesa Sanpaolo – I dati e gli eventi di ieri

Intesa Sanpaolo – Area euro. L’Eurogruppo ha annunciato nella notte l’accordo sul pacchetto aggiuntivo di misure per la crisi COVID-19: 

– Il gruppo BEI costituirà un fondo di garanzia pan-europeo di €25mld, con l’intenzione di utilizzarlo a supporto di un programma di erogazioni alle imprese europee che potrebbe arrivare a €200mld. 

– È stata approvata la costituzione di SURE, uno strumento transitorio di assistenza finanziaria basato sull’art. 122 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea. SURE erogherà prestiti agli Stati membri “a condizioni favorevoli” per sostenere i programmi di protezione dei lavoratori e dell’occupazione.

Si prospetta di farlo arrivare a €100mld, appoggiandosi al bilancio UE e a garanzie prestate dagli Stati membri.

– Il MES istituirà il Pandemic Crisis Support, basato sul meccanismo ECCL esistente. Il PCS sarà disponibile a condizioni uniformi predeterminate, senza necessità di negoziare un memorandum specifico, con l’unico vincolo di utilizzare la linea di credito per finanziare direttamente o indirettamente la spesa sanitaria e le misure di prevenzione dovute a COVID19.

La linea di credito sarà pari al 2% del PIL dello Stato richiedente alla fine del 2019 (quindi, non oltre 35,8 miliardi per l’Italia). Si punta a rendere lo strumento disponibile entro 2 settimane, attivando subito le procedure nazionali di ratifica.

Essendo il meccanismo strettamente finalizzato al finanziamento della spesa sanitaria e delle misure di prevenzione connesse a COVID-19, lo stigma associato all’eventuale attivazione del programma potrebbe essere inesistente; d’altro canto, anche le risorse finanziarie erogate potrebbero essere inferiori al limite del 2%, dati i vincoli sull’utilizzo.

D’altro canto, una volta superata l’emergenza, “gli Stati membri […] rimarranno impegnati a rafforzare le proprie fondamenta economico-finanziarie, coerentemente con il regime di coordinamento e sorveglianza economica e fiscale dell’UE, compresa l’eventuale flessibilità applicata.”

– Infine, il comunicato fa menzione di un accordo “per lavorare su un Recovery Fund”, che fornisca “finanziamenti attraverso il bilancio dell’UE a programmi progettati per rilanciare l’economia in linea con le priorità europee e garantire la solidarietà dell’UE con gli Stati membri più colpiti”.

“Tale fondo sarebbe temporaneo, mirato e commisurato ai costi straordinari dell’attuale crisi, che contribuirebbe a diluire nel tempo”. Tuttavia, la questione è rinviata all’indirizzo dei capi di governo, e saranno necessarie discussioni sugli aspetti pratici e legali prima di una decisione. Il riferimento al bilancio UE, che peraltro potrebbe consentire di evitare ulteriore aumento del debito nazionale in relazione alla quota di spesa finanziata dal Recovery Fund, implica però che le risorse saranno nel migliore dei casi disponibili dal 2021.

Il contenuto dell’accordo riflette le indiscrezioni della scorsa settimana sul possibile contenuto del compromesso. Il Recovery Fund si conferma uno strumento dal destino ancora incerto, e comunque non disponibile nel breve termine.

La nuova facilità del MES è stata designata per essere sfruttabile con il minimo costo politico possibile, ma allo stesso tempo potrebbe offrire una copertura inferiore rispetto a quella teorica. Nel complesso, la rete di sicurezza per ora poggia per ora quasi esclusivamente sui programmi di acquisto BCE.

Intesa Sanpaolo – BCE. Il resoconto della riunione straordinaria del 18 marzo mostra un consenso unanime nel consiglio riguardo alla necessità di una risposta monetaria decisa. Il sostegno alle misure proposte da Lane è stato ampio, ma diversificato. L’estensione degli acquisti alla commercial paper ha trovato consenso molto ampio.

“Generale consenso” si è riscontrato anche in merito all’allentamento dei criteri sulle garanzie per le operazioni di mercato aperto. Il PEPP è stato appoggiato da una “ampia” maggioranza. I dissenzienti avrebbero preferito ampliare l’APP o considerare le OMT: la prima opzione è stata respinta a causa della natura temporanea dello shock; l’opzione OMT è stata ritenuta inadeguata perché lo shock attuale non è specifico a un singolo paese.

La discussione aveva affrontato anche la possibilità di un taglio dei tassi per contrastare il rialzo della curva dei tassi risk-free, riduzioni dei limiti di rating per il debito privato, inclusione di altre asset class nel programma di acquisto.

Le maggiori resistenze si sono manifestate in merito alla possibilità di comunicare un eventuale allentamento dei limiti per emittente e per emissione dell’APP, ritenuti una delle salvaguardie che assicurano al consiglio di restare entro il suo mandato.

Intesa Sanpaolo – Italia. La produzione industriale è calata meno del previsto a febbraio, di -1,2% m/m dopo il +3,6% m/m di gennaio. Tra i principali settori di attività solo per l’energia si osserva un incremento congiunturale. Su base annua, l’output si contrae per il dodicesimo mese consecutivo (-2,2% da -1,4% precedente). I beni strumentali risultano l’unico comparto in crescita su base annuale.

Il punto è che, fino a febbraio, l’impatto di Covid-19 era ancora limitato nell’industria. La situazione è peggiorata successivamente, con il blocco, disposto dal DCPM del 22 marzo, di attività industriali che rappresentano il 48% della produzione.

Stimiamo una flessione congiunturale dell’output di circa il 18% a marzo e il 36% ad aprile, visto che anche le aziende non soggette a chiusura hanno operato a ritmi molto inferiori alla norma, con poche eccezioni (alimentare e farmaceutico).

Tra le cause, oltre al calo di domanda, le difficoltà logistiche e le interruzioni delle catene del valore a livello internazionale.

Intesa Sanpaolo – Italia. Secondo quanto emerso da fonti sindacali dopo l’incontro in videoconferenza con il governo, l’esecutivo è intenzionato a prorogare le misure restrittive sulle attività economiche e le limitazioni agli spostamenti fino al 3 maggio. Durante l’incontro, il presidente del Consiglio avrebbe menzionato l’ipotesi di procedere a qualche limitato ampliamento dei codici Ateco esclusi dalle restrizioni (sarebbe stato fatto l’esempio delle cartolibrerie).

Il nuovo DPCM dovrebbe essere varato entro sabato, ma non si esclude che possa essere chiuso già nelle prossime ore. Nella riunione tra governo e parti sociali è stato deciso che un comitato di esperti del mondo dell’industria e dell’economia affiancherà quello tecnico-scientifico nelle decisioni su tempi e modalità per un riavvio delle attività produttive, e si pronuncerà anche sull’aggiornamento delle misure previste dal protocollo sulla sicurezza negli ambienti di lavoro. Due giorni fa, Confindustria aveva sottoscritto con le regioni Lombardia, Emilia-Romagna, Piemonte e Veneto una agenda per la riapertura delle imprese “nel breve periodo”; viceversa, l’OMS e gli esperti del comitato tecnico-scientifico premono per una gestione improntata a estrema cautela, sottolineando che la “fase 2” di graduale riapertura dovrà essere lenta e progressiva.

Intesa Sanpaolo – US Covid-19 update

– Contagi 465750, nuovi contagi giornalieri 32400, decessi 16684, guarigioni 25960 (Fonte: JHU).

– Il Senato ha bocciato due proposte alternative presentate da repubblicani e democratici per dare ulteriori finanziamenti per 250 mld di dollari al programma di sostegno alle piccole imprese. I democratici richiedono anche misure per finanziare stati, enti locali e strutture sanitarie per circa 250 mld. 

– Il segretario del Tesoro ha detto che l’economia potrebbe “riaprire” entro fine maggio, non appena il presidente lo riterrà opportuno sulla base delle questioni sanitarie. La Casa Binaca starebbe, secondo il WSJ, costituendo una seconda task force per Covid-19, parallela a quella guidata dal vice-presidente Pence, per valutare anche la strategia e i tempi della riapertura.

La nuova task force includerebbe Mnuchin, Kudlow e Hassett. In ogni caso le misure di vero e proprio lockdown non sono state istituite a livello federale, ma a livello statale, quindi non è chiaro quanto potere abbia l’amministrazione per modificare la situazione, dato che l’unico segnale dipendente dall’amministrazione è quello di social distancing fino a fine aprile.

– Il bilancio della Fed è alle soglie di 6 tln di dollari (6,05 tln) nella settimana conclusa l’8 aprile. Dal lato dell’attivo, i titoli acquistati sono pari a 4,97 tln, di cui 3,5 tln in titoli del Tesoro e 1,46 tln in MBS. I repo sono pari a 227 mld; i prestiti, a 130 mld, riflettono ricorso alla finestra di sconto e alle nuove facility aperte per erogare credito.

L’attività di swap con altre banche centrali è pari a 385 mld. Dal lato del passivo, il circolante è a 1,88 tln, le riserve sono a 2,76 tln, e il conto del Tesoro è a 698 mld. Man mano che le facility aperte dalla Fed verranno utilizzate, il bilancio toccherà nuovi massimi e sulla base degli annunci fatti finora potrebbe superare i 9 tln.

– L’Internal Revenue Service ha esteso anche ad altri settori lo spostamento al 15 luglio delle scadenze fiscali del 15 aprile già annunciate per gli individui.

– Powell, in un discorso sull’economia e sulla risposta di politica monetaria all’epidemia, ha annunciato l’introduzione di nuove facility per aumentare il flusso di credito (v. sotto) e ha affermato che la Fed userà il proprio potere di finanziamento “energicamente, proattivamente e aggressivamente fino a quando non saremo fiduciosi di essere solidamente sulla strada della ripresa”.

Powell però ha anche ricordato i limiti della politica monetaria in questi frangenti, sottolineando l’importanza dell’azione di politica fiscale. Secondo Powell, la banca centrale ha il potere di prestare, il governo quello di spendere.

– La Fed ha annunciato nuove misure per sostenere l’erogazione del credito in questa fase di vincoli all’attività.  

– Per rafforzare l’efficacia del Paycheck Protection Program gestito dalla Small Business Administration, la Fed istituisce una nuova facility (Paycheck Protection Program Lending Facility) per erogare liquidità a istituzioni finanziarie con la garanzia di prestiti a piccole imprese (che saranno usati come collateral al loro valore nominale).

– Per sostenere il credito a piccole e medie imprese, la Fed acquisterà fino a 600 mld di prestiti attraverso il Main Street Lending Program con garanzie per 75 mld di dollari, fornite dal Tesoro attraverso fondi allocati dal CARES Act.

– Per aumentare il flusso di credito a famiglie e imprese, la Fed incrementa la dimensione e la copertura delle Primary e Secondary Market Corporate Credit Facility oltre che della Term Asset Backed Securities Loan Facility, Questi tre programmi ora potranno erogare finanziamenti fino a 850 mld di dollari, con garanzia di 85 mld da parte di fondi del Tesoro.

– Per contenere gli effetti negativi sui cash-flow di stati ed enti locali, la Fed istituisce la Municipal Liquidity Facility che potrà erogare finanziamenti fino a 500 mld di dollari, con garanzie di 35 mld di dollari da parte del Tesoro, autorizzate dal CARES Act.

Intesa Sanpaolo – Stati Uniti. I nuovi sussidi di disoccupazione nella settimana conclusa il 4 aprile restano su livelli elevatissimi, a 6,606 mln, solo 261 mila in meno rispetto a 6,867 mln della settimana precedente. Il numero di nuovi disoccupati (non destagionalizzato) nelle ultime 4 settimane è di 15,4 mln e dà una misura del calo di occupazione dall’esplosione dell’epidemia e dall’inizio delle misure di social distancing.

A livello statale, molti stati registrano ancora significativi aumenti di richieste di sussidio, mentre in alcuni casi (in genere per gli stati più popolosi, Florida, California, NY, North Carolina) viene riportata una moderata correzione. È probabile che nelle prossime settimane il livello delle nuove richieste scenda, mentre continuerà a salire su livelli record il livello dei sussidi esistenti.

Un punto importante da notare è che gran parte dei nuovi “senza lavoro” non sarà anche senza reddito. Grazie all’estensione a una platea molto ampia (che include lavoratori della “gig economy” e i free-lance, e all’espansione (con un’integrazione di 600 dollari/settimana per quattro mesi) dei sussidi, il reddito percepito dai disoccupati/congedati in media a livello nazionale potrebbe corrispondere al reddito mediano annuo ed essere circa il doppio del reddito mediano dei lavoratori nei settori colpiti direttamente dall’epidemia. Inoltre, nell’employment report di marzo più dell’85% dei disoccupati erano classificati come “disoccupati temporanei”.

In questa fase, la differenza fra “senza lavoro” e “senza reddito” è cruciale per prevedere un eventuale rimbalzo della crescita quando verranno ridotte le misure di restrizione dell’attività.

Intesa Sanpaolo – Stati Uniti. Il PPI a marzo registra una correzione di -0,2% m/m, con una correzione di -1% m/m per i beni, un incremento di 0,2% m/m per i beni core e un aumento di 0,2% m/m per i servizi. i servizi in calo di -0,1% m/m, Per i beni, è da notare l’incremento nel comparto auto (+0,8% mm) e nei farmaci (0,5% m/m), a fronte di ampie correzioni per i beni energetici (-16,8% m/m per la benzina e -34,6% m/m per il petrolio).

Fra i servizi, sono in rialzo i servizi ospedalieri (+0,4% m/m) e quelli finanziari, mentre crollano le tariffe aeree (-10% m/m). Per il PPI valgono le difficoltà di rilevazione segnalate per il CPI (v. sopra), che rendono meno affidabili gli indici in questa fase di chiusura generalizzata di molte attività.

Intesa Sanpaolo – Stati Uniti. La fiducia dei consumatori rilevata dall’Univ. of Michigan ad aprile (prel.)  crolla a 71 da 89,1 di marzo, segnando la variazione più ampia da quando esiste la serie, con contrazioni a 72,4 da 103,7 (-31,3 punti, anche qui variazione record) per le condizioni correnti e a 70 da 79,4 per le aspettative. La componente aspettative è stata sostenuta dalla percezione che la crescita dei contagi e dei decessi siano vicini al picco e che quindi l’economia potrà riaprire in tempi relativamente rapidi.

Tuttavia, il direttore dell’indagine segnala che probabilmente queste aspettative relativamente positive sono eccessivamente ottimistiche e che probabilmente l’indice di fiducia e le sue componenti nei prossimi mesi dovranno ancora correggere adattandosi a un quadro di ripresa meno rapida rispetto a quanto previsto ora dalle famiglie.

Intesa Sanpaolo – Cina. L’inflazione dei prezzi al consumo è scesa da 5,2% a/a in febbraio a 4,3% a/a in marzo, registrando un calo dell’1,2%m/m. Quasi tutti i comparti hanno registrato un calo dei prezzi a marzo rispetto al mese scorso, maggiore per i beni (-1,7% m/m) che per i servizi (-0,3% m/m), in particolare gli alimentari (-3,8% m/m) e i carburanti (-9,5% m/m).

La dinamica dei prezzi della carne di maiale, maggior responsabile dell’aumento dei prezzi degli alimentari nel 2019, rimane elevata (+116,4% a/a) ma in un sentiero di rallentamento (+135,2%a/a a febbraio), aiutata da maggiori importazioni e dal ricorso alle riserve statali.

L’inflazione core (al netto di alimentari ed energia) è salita da 1% a/a a 1,2% a/a, a causa degli aumenti nei comparti dei medicinali, della cultura e intrattenimento, e di altri servizi, ma rimane sui minimi storici.

L’inflazione dei prezzi alla produzione è scesa dell’1,5% a/a dopo un calo dello 0,4% in febbraio, trainata al ribasso dalla discesa dei prezzi delle materie prime. L’inflazione è attesa in ulteriore rallentamento nei prossimi mesi offrendo maggiore spazio all’allentamento della politica monetaria.

Fonte: BondWorld.it

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