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Intesa Sanpaolo: – Francia sceso il tasso di disoccupazione

Intesa Sanpaolo – Francia. Il tasso di disoccupazione è sceso all’8,0% nel 4° trimestre, dopo il 9,1% dei mesi estivi; il dato è quasi stabile (-0,1%) rispetto ad un anno fa.

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Il calo del tasso dei senza lavoro è dovuto principalmente all’aumento degli occupati, e poi, come già accaduto nel secondo trimestre, all’aumento del tasso di inattività, a causa delle difficoltà “logistiche” nella ricerca attiva di lavoro durante la fase di lockdown. Il tasso di disoccupazione giovanile è sceso di oltre tre punti percentuali, a 18,4%.

Ci aspettiamo una salita del tasso di disoccupazione nel trimestre corrente. L’effetto della crisi è stato ritardato dalle misure di sostegno mirate a preservare i contratti di lavoro esistenti e dalla rinuncia a cercare occupazione durante la crisi pandemica, sicché il picco della disoccupazione potrebbe manifestarsi con maggiore ritardo del solito.

– Paesi Bassi. Nel 4° trimestre il PIL è visto in contrazione di -1,7% t/t da +7,8% t/t precedente, in seguito ad una flessione della domanda interna e in particolar modo dei consumi.

La variazione tendenziale dovrebbe passare a -4,6% a/a da -2,5% a/a del trimestre estivo. In media annua il PIL è atteso in calo del -4,2% nel 2020, peggio del -3,7% della crisi finanziaria del 2009.

– Germania. L’indice ZEW dovrebbe migliorare nuovamente a febbraio, con l’indice sulle attese stimato a 63,4 da 61,8 precedente.

L’indicatore della situazione corrente è atteso correggere a -68 rispetto al -66,4 di gennaio, a causa del prolungamento delle misure restrittive fino al 7 marzo.

– Area euro. La seconda lettura del PIL nel 4° trimestre 2020 dovrebbe confermare la contrazione di -0,7% t/t e -5,1% a/a vista nella stima preliminare. La domanda interna dovrebbe aver contribuito negativamente alla crescita nel trimestre autunnale, per via del crollo dei consumi.

Il 2020 dovrebbe chiudersi con una contrazione di -6,8% rispetto al 2019, meglio delle attese. I conti nazionali completi saranno diffusi il 9 marzo.

– Stati Uniti. L’indice Empire della NY Fed a febbraio è previsto a 4,6 da 3,5 di gennaio. L’attività nel settore manifatturiero rimane in espansione, anche se in questa prima fase dell’anno sarà frenata da vincoli di capacità, collegati in primis alla mancanza di chip, che hanno già costretto quasi tutte le case automobilistiche a rallentare la produzione e a chiudere alcuni stabilimenti. Il collo di bottiglia nel settore dei semiconduttori potrebbe durare per gran parte del 1° semestre, limitando occupazione e output nel settore auto e nell’indotto.

L’indagine dovrebbe segnalare domanda solida e prospettive positive per i prossimi sei mesi, pur in presenza dei vincoli all’offerta. Come per l’indagine della Philadelphia Fed, anche per l’Empire sarà importante monitorare gli indici di Prezzo, e in particolare quello dei prezzi ricevuti per seguire eventuali sviluppi di pressioni inflazionistiche in una fase di potenziale eccesso di domanda.

I dati e gli eventi di ieri

Area euro. La produzione industriale dell’Eurozona è calata di –1,6 m/m in dicembre, dopo il +2,6% m/m (rivisto al rialzo) di novembre. Il livello della produzione è inferiore solamente del -0,8% rispetto a un anno fa (da –0,6% a/a precedente).

La divisione per destinazione finale mostra una flessione di -3,1% m/m per i beni di investimento e di -0,6% m/m per i beni di consumo non durevoli, mentre crescono di +0,8% m/m i durevoli e di +1,0% m/m gli intermedi; l’aumento è più ampio per la produzione di energia (+1,4% m/m). È possibile una nuova flessione nel mese di gennaio, per via delle misure restrittive adottate in alcuni Paesi dell’Eurozona e di problemi di approvigionamento nel settore automotive.

Area euro. La Commissione Europea pubblicherà le raccomandazioni in tema di politiche di bilancio a fine maggio, mentre l’esame di piani fiscali nazionali e raccomandazioni da parte dell’Eurogruppo è previsto il 17 giugno.

Il documento di orientamento comune sulle politiche fiscali sarà invece discusso il 12 luglio.

Italia. Il debito pubblico a fine 2020 ha raggiunto 2.569,3 miliardi, con un balzo di 159,4 miliardi rispetto all’anno precedente. In percentuale del PIL, il debito dovrebbe attestarsi a circa 155,4%, in ampio aumento dal 134,7% del 2019, ma su livelli inferiori a quanto atteso.

L’aumento del debito è dovuto sia alla crescita del fabbisogno delle Amministrazioni Pubbliche (152,4 miliardi) sia all’incremento delle disponibilità liquide del Tesoro (+9,6 miliardi, a 42,5).

Fonte: BondWorld.it

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