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Intesa Sanpaolo: Francia spesa per consumi in recupero

Intesa Sanpaolo – Francia. La spesa per consumi a ottobre è attesa recuperare parte del calo di settembre, salendo di 0,3% m/m da -0,4% m/m………

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Nel mese le vendite di auto dovrebbero aver dato un contributo positivo stando ai dati sulle immatricolazioni, recuperando parte del brusco calo di settembre.

Se confermato, la variazione annua passerebbe a -0,3% da +0,3%, lasciando i consumi in rotta per una stagnazione nel 4° trimestre.

– Francia. La stima flash dovrebbe indicare che l’inflazione a novembre è rimasta ferma allo 0,8% come a ottobre sull’indice nazionale ma ha accelerato di un decimo all’1,0% dallo 0,9% su quello armonizzato.

Nel mese i prezzi al consumo sono visti in calo di un decimo su entrambe le misure da zero dell’indice nazionale e da 0,1% m/m di quello armonizzato.

L’inflazione francese si trova sui minimi annui.

– Francia. La stima finale dovrebbe confermare che il PIL è avanzato nel 3° trimestre di 0,3% t/t (1,3% a/a da 1,4% a/a), stesso ritmo dei due precedenti.

La crescita acquisita si porterebbe quindi a 1,2%. Nell’ultimo trimestre prevediamo un marginale rallentamento del PIL a 0,2% t/t.

– Germania. Il tasso di disoccupazione dovrebbe rimanere invariato al 5,0% in novembre, solo un decimo sopra il minimo storico.

Le prospettive a breve termine del mercato del lavoro rimangono ancora relativamente favorevoli, anche se meno di qualche mese fa.

Il barometro del mercato del lavoro della IAB indica un ulteriore lieve aumento del numero di disoccupati a novembre.

Inoltre, il numero di persone che lavorano in turni brevi è aumentato gradualmente negli ultimi mesi.

– Italia. Il tasso di disoccupazione potrebbe tornare a calare lievemente a ottobre, a 9,8%, dopo che il balzo a 9,9% di settembre era dovuto in parte a un calo degli inattivi.

Tuttavia, non vediamo un ulteriore calo della disoccupazione nei prossimi mesi: dopo una fase in cui la creazione di posti di lavoro era decisamente più dinamica del PIL, oggi il gap si sta ricomponendo, riportando la dinamica occupazionale su ritmi più coerenti con la fase di (debole) crescita economica.

– Italia. L’inflazione è vista in ulteriore calo a 0,1% a/a a novembre, dopo lo 0,2% di ottobre. Nel mese i prezzi al consumo sarebbero calati di tre decimi sul NIC e di quattro sull’indice armonizzato UE.

Ci aspettiamo una flessione dei prezzi, in buona parte di natura stagionale, nei servizi ricettivi e di ristorazione, nei trasporti e nelle spese per il tempo libero, a fronte di un aumento dei prezzi degli alimentari.

Il CPI potrebbe risalire nell’ultimo mese dell’anno, ma è attesa rimanere inferiore all’1% anche in media 2020.

– Italia. La seconda stima è attesa confermare che il PIL è cresciuto di 0,1% t/t nel 3° trimestre, in linea con i tre trimestri precedenti.

Dovrebbe essere confermato il contributo negativo del commercio estero, mentre la crescita della domanda interna stimiamo sia dovuta ai consumi, alle scorte e agli investimenti in costruzioni (mentre è possibile una flessione degli investimenti in macchinari e mezzi di trasporto).

La fase di sostanziale stagnazione dell’attività economica dovrebbe continuare tra fine 2019 e inizio 2020.

Intesa Sanpaolo – Area euro. La disoccupazione a ottobre è vista stabile al 7,5% per il terzo mese consecutivo.

Anche in Germania nel mese la disoccupazione era rimasta ferma al 5,0%.

La disoccupazione nell’Eurozona è già calata di quattro decimi da inizio anno e si trova ormai prossima ai minimi storici da quando esiste l’indice aggregato (7,3%). In media annua il tasso è visto quindi in calo al 7,6% dall’8,2% del 2018.

– Area euro. La stima flash dovrebbe indicare che a novembre l’inflazione è accelerata allo 0,8% da 0,7% sull’indice headline.

La misura di inflazione core preferita dalla BCE (cioè al netto di energia e alimentari freschi), potrebbe essere scesa a 1,1% a/a.

Sul mese i prezzi al consumo dovrebbero essere calati di cinque decimi dopo il +0,1% m/m di ottobre.

L’inflazione dovrebbe mantenere il trend in accelerazione a cavallo d’anno.

Intesa Sanpaolo – I dati e gli eventi di ieri

Area euro. L’indice di fiducia economica per l’eurozona è salito da 100,8 a 101,3 in novembre. La variazione è leggermente migliore delle stime di consenso.

Il miglioramento del clima di fiducia ha interessato industria (+0,3 punti a -9,2), i servizi (+0,3 punti a 9,3), il commercio al dettaglio (+0,7 punti a -0,2).

La fiducia dei consumatori è migliorata da -7,6 a -7,2. La fiducia è riportata in netto miglioramento anche nei servizi finanziari.

Nel comparto manifatturiero, l’indagine evidenzia un giudizio meno negativo riguardo all’andamento degli ordinativi e, inoltre, le aspettative di produzione sono migliorate e segnalano ora un andamento stabile invece che calante.

L’andamento della fiducia non ha impatto sulle nostre aspettative riguardo alla crescita del PIL, che nel quarto trimestre 2019 dovrebbe restare fra 0,1 e 0,2% t/t.

Intesa Sanpaolo – Germania. L’inflazione armonizzata UE è salita all’1,2% a/a a novembre, in aumento dallo 0,9% di ottobre. Nel mese i prezzi sono diminuiti di -0,8%.

Il dato è stato inferiore alle attese di consenso.

Sull’anno, l’inflazione è stata trascinata verso il basso dai prezzi dell’energia (come previsto), ma anche da un forte e sorprendente calo della componente dei beni.

L’aumento è stato marcato per la componente alimentare, solo lieve per i servizi. L’inflazione sull’indice nazionale è rimasta invariata all’1,1% a/a.

In prospettiva, l’inflazione potrebbe aumentare ulteriormente nei prossimi mesi, principalmente a causa degli effetti di base.

Dopo un picco vicino al 2% a marzo 2020, l’inflazione potrebbe tornare a calare nel corso dell’anno (tornando sotto l’1% nel secondo semestre).

Intesa Sanpaolo – Italia. Il fatturato nei servizi è aumentato di 0,5% t/t nel 3° trimestre, in accelerazione dallo 0,2% dei tre mesi precedenti.

È l’incremento massimo dal 2017. Nel trimestre, sono stati trainanti soprattutto i servizi di informazione e comunicazione (+0,9% t/t), mentre è rimasto fermo il fatturato delle attività professionali, scientifiche e tecniche, e delle agenzie di viaggio e servizi di supporto alle imprese.

Su base annua, il fatturato nei servizi è salito di 1,3%, in netta crescita dallo 0,2% precedente e ai massimi da fine 2018; sull’anno, il comparto più dinamico è il trasporto e magazzinaggio (2,1%).

Tra i settori, spiccano la produzione di software, consulenza informatica e attività connesse (+9,2% a/a, ai massimi dal 2015), e il commercio di autoveicoli (+6,4%, record da inizio 2017), mentre si registra un calo nelle telecomunicazioni (-3,6%).

In sintesi, nel trimestre il fatturato nei servizi è aumentato in misura superiore alle attese, fornendo supporto all’idea che la ripresa nei servizi stia al momento più che bilanciando la persistente debolezza nell’industria.

Italia. I prezzi alla produzione sono tornati a calare a ottobre, di -0,1% m/m, dopo l’incremento di due decimi visto a settembre.

Su base annua, il PPI è calato da -1,6% a -3%: è un nuovo minimo da oltre tre anni. La lieve diminuzione nel mese è dovuta al mercato estero, ma il deciso calo tendenziale è spiegato interamente dal mercato interno (-4,1%).

Pesa ancora una volta soprattutto l’energia (-12,4% sul mercato interno), al netto della quale anche i prezzi sul mercato interno sarebbero in lieve crescita (+0,4% a/a, invariato rispetto al mese scorso).

In ogni caso, i dati confermano che non vi è alcuna pressione inflazionistica a monte della catena produttiva.

Intesa Sanpaolo – Giappone. In ottobre, la produzione industriale è calata di -4,2% m/m, con una variazione tendenziale di -6,6% a/a.

Il calo riflette anche l’effetto del tifone che ha colpito il Giappone in ottobre, obbligando alla chiusura diversi impianti produttivi.

Tuttavia, la domanda interna ha anche subito l’impatto negativo dell’aumento delle imposte indirette attuato il 1° ottobre.

Le previsioni raccolte dal METI mostrano un calo atteso di -1,5% m/m a novembre, seguito da un rimbalzo previsto di 1,1% m/m a dicembre.

Nel 4° trimestre gli effetti della restrizione fiscale dovrebbero dar luogo a una contrazione del PIL su base trimestrale.

Giappone. Il tasso di disoccupazione a ottobre è stabile a 2,4%, come a ottobre, e resta all’interno dell’intervallo di fluttuazione visto dal 2018, sui minimi dai primi anni ’90.

Gli occupati e la forza lavoro sono in aumento e confermano l’andamento positivo del mercato del lavoro.

Il trend verso l’alto della partecipazione femminile e delle coorti più anziane contribuisce a calmierare la dinamica salariale e la scarsità di manodopera.

Fonte: BondWorld.it

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