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Intesa Sanpaolo: Germania crescita trimestrale del PIL

Intesa Sanpaolo – Germania. La crescita trimestrale del PIL è stata confermata a 0,1% t/t nel 3° trimestre, in recupero da -0,2% t/t nei tre mesi precedenti, e +0,5% a/a………

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(che sale a +1,0% a/a sulla serie a prezzi costanti non corretta per fattori di calendario).

I consumi delle famiglie sono cresciuti di 0,4% t/t, i consumi pubblici di 0,8% t/t e gli investimenti in costruzioni di 1,2% t/t.

Anche la formazione di capitale fisso in ricerca e sviluppo  risulta in forte incremento (+1,0% t/t). Invece, gli investimenti in macchinari e impianti risultano in calo di -2,6% t/t.

Il contributo delle esportazioni nette è stato positivo, risultato di un andamento quasi piatto delle importazioni e di una crescita di 1,0% t/t dell’export.

– Germania. La stima flash dell’indice composito PMI potrebbe registrare un leggero miglioramento a novembre, per il secondo mese consecutivo.

L’indice ha solo di recente toccato un punto di minimo, passando da 48,5 a settembre a 48,9 a ottobre.

A novembre prevediamo una lettura di 49,1, che tuttavia continuerebbe a indicare una contrazione dell’attività nel prossimo futuro.

L’economia tedesca sembra trovarsi a un punto di flesso. Se da in lato i giudizi sulle condizioni attuali restano deboli, soprattutto nel manifatturiero legato all’export, le aspettative sono migliorate leggermente, data la minore probabilità di una Brexit senza accordo e l’allentamento delle tensioni commerciali tra USA e Cina.

Prevediamo in miglioramento l’indice PMI manifatturiero a 42,9 a novembre, da 42,1 a ottobre. L’indice dei servizi dovrebbe restare invariato a 51,6.

Intesa Sanpaolo – Area euro. Ci attendiamo che la stima flash del PMI manifatturiero mostri in novembre un incremento da 45,9 a 46,6.

Lo spaccato dell’indagine di ottobre fa pensare a una possibilità di ulteriore ripresa dell’indice, alla luce della dinamica di ordinativi, scorte e tempi di consegna.

La probabilità di calo basata sulla base degli errori storici di stima è del 20-25%.

L’indice tedesco è visto risalire a 42,9 da 42,1 dopo il crollo di ottobre, mentre quello francese potrebbe rimanere fermo o calare dal 50,7 di ottobre.

Per quanto riguarda l’indice PMI dei servizi, ci attendiamo solo un modesto aumento da 52,2 a 52,4 sulla scia del marginale incremento dell’indice francese a 53,1 da 52,9 mentre quello tedesco è visto stabile a 51,6; tuttavia, in questo caso la probabilità di una sorpresa negativa abbastanza forte da condurre a un calo dell’indice è del 30-40%. Il PMI composito salirebbe da 50,3 a 50,7.

Intesa Sanpaolo – Stati Uniti. La fiducia dei consumatori rilevata dall’Univ. of Michigan a novembre (finale) dovrebbe essere circa stabile, a 95,5, rispetto alla lettura preliminare di novembre (95,7).

Nell’ultima rilevazione, l’indagine riportava un ulteriore miglioramento delle aspettative e dell’ottimismo sulla situazione finanziaria, a fronte di una contenuta correzione delle condizioni correnti.

La solidità del mercato del lavoro rimane per ora il principale sostegno per la fiducia e i consumi delle famiglie.

Intesa Sanpaolo – I dati e gli eventi di ieri

Francia. L’indice di fiducia presso le imprese manifatturiere elaborato dall’INSEE migliora a sorpresa a novembre, salendo a 100 da 99.

Il miglioramento è spiegato da un lieve miglioramento degli ordini, in particolare quelli esteri, mentre la produzione corrente e quella futura viene valutata stabile rispetto a ottobre.

Salgono anche le scorte di magazzino.

Il trend trimestrale mostra una marginale flessione del morale nell’ultimo trimestre dell’anno rispetto al terzo (a 100 da 102), che comunque rimane in linea con la media storica.

Area euro. La stima flash dell’indice di fiducia delle famiglie dell’eurozona elaborato dalla Commissione Europea mostra un miglioramento a -7,2 da -7,6, in linea con le nostre stime.

Il livello attuale è più debole di quello del trimestre precedente ma rimane al di sopra della media storica.

Intesa Sanpaolo – BCE. Il resoconto della riunione di politica monetaria del 24 ottobre conferma che la Banca Centrale è ora in attesa di osservare la trasmissione delle misure di politica monetaria, oltre che gli sviluppi dell’economia più in generale.

I verbali notano che la trasmissione delle singole misure richiederà del tempo perché raggiunga crescita e dinamica inflattiva.

Nel frattempo, il consiglio direttivo si attende che i movimenti di mercato, condizionati dalla forward guidance fornita dalla BCE, agiscano da stabilizzatore automatico.

La discussione sulla politica monetaria nota che la forward guidance ha ora due componenti: la prima è retrospettiva, e si riferisce alla convergenza dell’inflazione osservata nei mesi precedenti; la seconda è prospettica, e riguarda la convergenza dell’inflazione prevista a un livello inferiore ma vicino al 2%.

Non ci attendiamo una concreta discussione sull’azione di politica monetaria neppure alla riunione del 12 dicembre.

Intesa Sanpaolo – Stati Uniti. Secondo notizie di stampa, il vice-premier cinese Liu He ha invitato l’US Trade Representative Lighthizwer e il segretario del Tesoro Mnuchin a nuovi incontri per proseguire nei negoziati.

La delegazione americana avrebbe però indicato di essere disponibile a proseguire nelle trattative solo a condizione che da parte cinese ci sia disponibilità a prendere impegni sui temi relativi alla proprietà intellettuale e agli acquisti di prodotti agricoli.

Il presidente cinese Xi ieri ha affermato che la Cina mira a raggiungere un accordo per la fase 1 lavorando “sulla base di rispetto reciproco e parità” e ha ricordato che non è stata la Cina a iniziare “questa guerra commerciale”.

L’avvicinarsi della scadenza del 15 dicembre, quando dovrebbe entrare in vigore un nuovo round di rialzi dei dazi USA, rende cruciale uno sblocco dello stallo dei negoziati per evitare una recrudescenza delle tensioni commerciali.

Stati Uniti. I nuovi sussidi di disoccupazione nella settimana conclusa il 16 novembre sono stabili a 227 mila, al di sopra dell’intervallo di fluttuazione visto fra luglio 2018 e fine ottobre.

I dati si riferiscono alla settimana di rilevazione dell’employment report di novembre e segnalerebbero un rallentamento della dinamica occupazionale rispetto a ottobre.

La relazione fra le due serie si è molto affievolita, ma i sussidi mantengono una solida capacità previsiva per le svolte cicliche.

Pertanto, i dati delle ultime due settimane non vanno sopravvalutati nella previsione dei nuovi occupati di novembre, ma vanno tenuti sotto osservazione all’interno del trend (che fino a fine ottobre è rimasto piatto).

Intesa Sanpaolo – Stati Uniti. L’indice della Philadelphia Fed a novembre aumenta a 10,4 da 5,6 di ottobre, con segnali di stabilizzazione di un ritmo modesto di crescita dell’attività nel manifatturiero.

Lo spaccato dell’indagine è più debole dell’indice di attività, con correzioni generalizzate: ordini a 8,4 da 26,2, consegne a 9,8 da 18,9, ordini inevasi a 6 da 18,8, occupati a 21,5 da 32,9.

Anche gli indici di prezzo sono in calo (prezzi pagati a 21,5 da 32,9, settimana lavorativa a 5,2 da 10,8).

L’indagine è però ancora positiva per quanto riguarda le indicazioni a 6 mesi, con l’indice di attività a 35,8 da 33,8 e le altre componenti su livelli elevati, anche se si registra una correzione per i piani di investimento (a 19,4 da 36,4).

Le domande speciali del mese riguardano le previsioni di prezzi e salari e registrano una revisione verso l’alto dei prezzi di vendita rispetto all’indagine di agosto (2,5% da 2%), mentre per la crescita salariale non ci sono variazioni (3%).

L’indagine complessivamente dà indicazioni di crescita modesta del settore manifatturiero, facendo prevedere un ulteriore riavvicinamento a 50 dell’ISM manifatturiero a novembre, da 48,3 visto a ottobre.

Giappone. L’inflazione a ottobre è stabile a 0,2% a/a. Il CPI al netto degli alimentari freschi aumenta di 0,4% a/a, da 0,3% a/a di settembre.

Le misure fiscali attuate il 1° ottobre (aumento dell’imposta sui consumi e riduzione delle tariffe scolastiche) hanno spinto verso l’alto l’inflazione di 0,2 pp.

Nei prossimi mesi l’inflazione dovrebbe essere in ulteriore rialzo per via dell’effetto netto delle misure fiscali. La misura al netto degli alimentari freschi dovrebbe portarsi verso 0,7% a/a a dicembre, ma eliminando l’effetto fiscale la variazione dovrebbe mantenersi intorno a 0,2-0,3% a/a.

Nonostante il persistente differenziale fra inflazione effettiva e l’obiettivo della BoJ, è improbabile che la banca centrale intervenga alle prossime riunioni con un taglio dei tassi, avendo attuato a fine ottobre un rafforzamento della forward guidance.

Giappone. Gli indici PMI di novembre registrano miglioramenti sia nel manifatturiero sia nei servizi. L’indice manifatturiero aumenta a 48,6 da 48,4 di ottobre, con rialzi modesti ma diffusi a ordini, occupazione, output e prezzi di vendita.

Nei servizi, l’indice supera la soglia di 50, salendo a 50,4 da 49,7. L’indice composito pertanto migliora a 49,9 da 49,1 e dà un segnale modestamente positivo, dato che riguarda il periodo successivo al rialzo dell’imposta sui consumi.

La previsione resta comunque di contrazione del PIL nel 4° trimestre per via degli effetti della restrizione fiscale.

Fonte: BondWorld.it

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