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Intesa Sanpaolo: Germania gli ordini all’industria sono cresciuti

Intesa Sanpaolo – Germania. Gli ordini all’industria sono cresciuti di 1,2% m/m (+2,5% a/a) in gennaio. Le indagini congiunturali Ifo e PMI erano e restano coerenti con un trend positivo.

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I dati di dicembre sono stati rivisti a -2,2% m/m e +6,1% a/a. L’incremento è stato concentrato negli ordini esteri (+4,2%), mentre gli ordini domestici sono calati di -2,6% m/m. La classificazione per destinazione finale mostra forte debolezza per gli ordini di beni durevoli di consumo (-5,8%) e variazioni positive per beni di investimento (+3,3%) e beni intermedi (+0,2%). Meno positivo l’andamento del fatturato, più rilevante per valutare l’andamento della produzione industriale: l’indice è calato di -1,1% m/m (-2,2% a/a), con andamenti positivi sui mercati esteri e negativi su quello interno, dopo un +2,0% osservato in dicembre.

– Stati Uniti. L’employment report di febbraio sarà di difficile lettura, per via delle condizioni climatiche straordinariamente avverse della parte centrale del mese e della riduzione delle misure di contenimento della pandemia. Gli occupati non agricoli sono attesi in aumento di 220 mila, dopo i 49 mila di gennaio. La dinamica occupazionale dovrebbe essere frenata dal maltempo, con un possibile balzo del numero di persone non al lavoro per motivi climatici, ma con segnali di trend sottostanti in riaccelerazione. Nelle aree non colpite dagli eventi climatici avversi, la crescita dell’occupazione dovrebbe rimbalzare, in particolare nei servizi aggregativi, sulla scia della riduzione delle misure di contenimento in molte aree.

Le indagini del manifatturiero e dei servizi condotte prima dell’ondata di maltempo hanno registrato incrementi in linea con una discreta crescita occupazionale. Il tasso di disoccupazione dovrebbe aumentare a 6,4%, dopo l’ampio calo di gennaio a 6,3%, ed essere spinta al rialzo da un modesto incremento della partecipazione. I salari orari dovrebbero essere in aumento di 0,2% m/m. Le ore lavorate potrebbero essere frenate dal maltempo e dal blocco produttivo nel manifatturiero legato a scarsità di beni intermedi e componenti.

– Stati Uniti. La bilancia commerciale a gennaio dovrebbe registrare un moderato ampliamento del deficit, a -67,3 da -66,6 mld di dicembre, sulla base delle informazioni della bilancia preliminare dei beni, che ha registrato un incremento di importazioni di 2,5 mld a fronte di un aumento delle esportazioni di 1,9 mld.

I dati e gli eventi di ieri

Area euro. Il tasso di disoccupazione è risultato stabile in gennaio, all’8,1%. Il numero complessivo dei disoccupati è stimato in 13,3 milioni, con un incremento di 1,47 milioni rispetto a gennaio 2020 e di 8 mila unità rispetto a dicembre.

Il tasso di disoccupazione è distorto dal calo del tasso di partecipazione, e non misura adeguatamente l’eccesso di offerta di lavoro che dovrà essere riassorbito nella fase post-pandemica.

Area euro. A gennaio, le vendite al dettaglio sono crollate di -5,9% m/m, dopo il +1,8% m/m (rivisto al ribasso di due decimi) precedente. Il calo peggiore si è avuto per i prodotti non alimentari (-12,0% m/m), mentre la flessione meno marcata si è registrata per i carburanti (-1,1% m/m); al contrario, gli alimentari sono cresciuti di +1,1% m/m. Tra i beni non alimentari fa segnare un aumento solamente il commercio elettronico (+7,1% m/m), un segnale che la pandemia potrebbe aver in parte cambiato le abitudini dei consumatori.

Il dato vede Germania e Paesi Bassi registrare performance superiori alla media dell’Eurozona (-4,5% e -5,1% rispettivamente); una caduta più ampia della media si è avuta in Francia (-9,9% m/m). Sull’anno, le vendite sono diminuite di -6,4%, dal +0,9% di dicembre. In febbraio, i consumi potrebbero essere risaliti sulla scia di un moderato allentamento delle restrizioni sanitarie.

COVID-19 – Unione Europea. Il bollettino di sorveglianza ECDC riscontra aumenti dei tassi di positività ai test o dei tassi di incidenza in 21 paesi, e maggiore pressione sui sistemi sanitari in 9 paesi; in 5 paesi sono già in aumento anche i tassi di mortalità, che nel complesso è però calata. Nell’aggregato, il tasso di incidenza dei nuovi casi notificati è salito a 311 ogni 100mila abitanti. Tra i maggiori paesi dell’area, la situazione è in deterioramento in Italia, Francia, Olanda, Belgio, Polonia e Ungheria. Il tasso di mortalità medio è calato per la seconda settimana di fila a 69,5 per milione di abitanti. Il bollettino EuroMoMo mostra che la mortalità totale è diventata nel complesso inferiore rispetto alla media stagionale, con un saldo negativo di -3127 unità nell’8° settimana del 2021; il miglioramento si è verificato in tutte le classi di età.

Per quanto concerne la campagna vaccinale, l’ECDC riferisce che al 28/2 erano state somministrate 34,1 milioni di dosi su 46,1 milioni distribuite, e che il 6,5% degli adulti ha ricevuto almeno una dose; il 3,1% aveva completato il protocollo vaccinale. I dati giornalieri mostrano un’accelerazione delle somministrazioni in Germania, Francia, Italia e Spagna, ma i livelli restano ancora troppo bassi per consentire la piena copertura della popolazione adulta entro fine 2021.

Italia. Da oggi la Lombardia, in forza di un’ordinanza regionale, è passata nella zona “arancione rafforzato”, che, alle misure previste per la zona arancione, aggiunge la sospensione della didattica in presenza in tutte le scuole con l’eccezione degli asili nido, il divieto di raggiungere le seconde case, la chiusura delle aree giochi attrezzate per i bambini e l’accesso alle attività commerciali consentito a un solo componente per nucleo famigliare; le misure sono in vigore almeno sino al 14 marzo. Sulla base del report settimanale dell’ISS atteso oggi, rischiano di passare da lunedì dalla zona gialla a quella arancione Lazio, Veneto, Calabria e Puglia, mentre Emilia-Romagna, Campania e Lombardia potrebbero approdare in area rossa. Si intensificano intanto le restrizioni decise a livello locale.

Sul fronte vaccini, il Governo sta cercando di favorire la creazione di un polo nazionale per la produzione, mentre il Ministero della Salute ha dato il via libera ufficiale alla somministrazione singola per chi ha già contratto il virus, e l’Ema ha avviato la valutazione del siero russo Sputnik. Sul versante politico, ieri il Governo ha deciso di rinviare le elezioni amministrative a una data compresa tra il 15 settembre e il 15 ottobre. Intanto il Segretario del Partito Democratico Nicola Zingaretti ha annunciato le sue dimissioni; il partito si riunirà in assemblea nazionale il prossimo 13 e 14 marzo.

Stati Uniti. Powell ha confermato ieri il duplice messaggio reiterato nei discorsi dell’ultima settimana da tutti i partecipanti del FOMC: l’economia è lontana dagli obiettivi della Fed (quindi la politica monetaria resta invariata), e il rialzo dei rendimenti è una reazione “sana” di fronte al miglioramento dello scenario (a cui la Fed non reagisce).

Le parole e i toni dell’intervento di Powell sono invariate rispetto quelli delle sue audizioni recenti e del discorso di Brainard di due giorni fa.

– Powell ha detto che “oggi siamo ancora molto lontani dai nostri obiettivi di massima occupazione e inflazione in media al 2% nel tempo”. Sottolineando che mancano ancora 10 mln di occupati rispetto a febbraio 2020, Powell ha ribadito che “ci vorrà del tempo prima di tornare alla massima occupazione”.

Powell ha ripetuto che la definizione di massima occupazione della Fed non è limitata al tasso di disoccupazione, ma richiede aumenti diffusi dell’occupazione e della partecipazione.

– A suo avviso, quest’anno la massima occupazione non verrà raggiunta, ma si potrà cominciare a fare dei “buoni progressi”. Con queste parole, Powell dà un segnale secondo cui la svolta dei tassi è ancora molto lontana, ma una svolta per gli acquisti potrebbe essere considerata entro l’anno. Powell ha indicato che finora certamente non si è visto “progresso sostanziale” sul mercato del lavoro, con una media di 29 mila posti creati negli ultimi tre mesi, ma certamente l’aspettativa è di accelerazione della dinamica occupazionale con attese di aumenti nei prossimi mesi.

In sostanza Powell non ha escluso la rivalutazione del tapering nel 2021. Su un possibile allungamento delle scadenze degli acquisti, Powell ha detto che la Fed continuerà ai ritmi attuali e con la composizione attuale fino al raggiungimento di progresso sostanziale, ma se le condizioni cambieranno “materialmente”, il Comitato è preparato a usare i propri strumenti come necessario.

– Sui rischi di overshooting collegati a un eccesso di domanda dovuto allo stimolo fiscale e sul rialzo dell’inflazione, Powell ha detto che la Fed resta impegnata a raggiungere i propri obiettivi, che sono lontani e non indicano che sia tempo per una svolta. La Fed inoltre “guarderà attraverso” variazioni transitorie dell’inflazione. Riguardo al rialzo dei rendimenti, Powell ha detto che la Fed guarda un insieme ampio di misure delle condizioni finanziarie, che restano accomodanti e interverrebbe in caso di movimenti “disordinati”.

A una domanda che chiedeva se l’aspettativa di mercato di rialzi più ravvicinati dei tassi fosse coerente con le politiche probabili della Fed, Powell ha risposto che dipende dall’andamento dell’economia.

– In conclusione, Powell non ha fornito alcuna sorpresa, ribadendo l’intenzione di proseguire con le politiche ultra-espansive attuali, nonostante la previsione di rialzo della crescita e dell’inflazione, senza però contrastare il rialzo di rendimenti.

Stati Uniti. Al Senato si apre la discussione sul pacchetto di emergenza anti-Covid per 1,9 tln di dollari, che include alcune variazioni rispetto alla versione approvata la settimana scorsa alla Camera. Dato che la legislazione è presentata con la procedura di reconciliation, non c’è possibilità di ostruzionismo da parte dei repubblicani, ma verrà adottata una strategia di dilazione da parte di un senatore repubblicano che obbligherà alla lettura di tutto il testo (628 pagine) e potrebbe richiedere circa 10 ore, e che sarà seguita da un lungo dibattito.

Schumer ha detto che in ogni caso, il testo verrà approvato entro questa settimana. il disegno di legge approvato dovrà tornare alla Camera per il voto sulle modifiche incluse nella versione del Senato prima di andare alla firma del presidente Biden, probabilmente entro metà marzo, come annunciato dall’amministrazione.

Stati Uniti. Il Congressional Budget Office ha pubblicato lo scenario fiscale di lungo termine, che mostra un trend di deficit storicamente elevati anche dopo il rientro dall’ampliamento dell’attuale recessione. Nell’a.f. 2021, il deficit è previsto a 10,3% del PIL e dopo una riduzione nella pima parte del decennio, il trend dovrebbe riprendere a salire, al 5,7% nel 2031 e al 13,3% nel 2051, contro una media di 3,3% nei 50 anni precedenti all’orizzonte considerato.

Anche il debito/PIL è su una traiettoria crescente, dal 102% previsto per il 2021 al 107% nel 2031 e al 202% nel 2051, con rischi in aumento per la stabilità finanziaria. I trend delle variabili fiscali sono guidati dal costante aumento della spesa in percentuale del PIL, a fronte di un sentiero più contenuto sul fronte delle entrate.

Stati Uniti. Le nuove richieste di sussidi di disoccupazione nella settimana conclusa il 27 febbraio aumentano a 745 mila, da 736 mila della settimana precedente. Su base non destagionalizzata, le richieste sono 748 mila, in rialzo settimanale di 31 mila; a queste si sommano i nuovi sussidi erogati con i programmi federali di Pandemic Unemployment Assistance, pari a 436 mila. I sussidi statali esistenti nella settimana conclusa il 20 febbraio proseguono sul trend decrescente, scendendo a 4,295 mln da 4,419 mln della settimana precedente.

i dati non destagionalizzati mostrano sussidi esistenti a 4,806 mln, in calo settimanale di 22 mila. I sussidi totali in essere nella settimana conclusa il 13 febbraio sono pari a 18,026 mln, in calo da 19,045 mln della settimana precedente, a conferma del trend di costante, anche se graduale, miglioramento della dinamica occupazionale.

Cina. Ha preso avvio oggi a Pechino la riunione annuale plenaria del Parlamento (National People’s Congress, NPC) che durerà fino all’11 marzo. Nel Rapporto sul Lavoro del Governo il primo ministro Li Keqiang ha annunciato un target di crescita al di sopra del 6% per il 2021, basso rispetto alle previsioni di consenso per la crescita del PIL (Bloomberg 8,4%), ma che, proprio per questo, permette alle Autorità una maggiore flessibilità per concentrarsi sulla qualità della crescita e sulle riforme. Il Premier ha altresì segnalato “continuità, coerenza e sostenibilità” delle politiche economiche. L’obiettivo del deficit pubblico per il 2021 è stato abbassato al 3,2% del PIL dal 3,6% del 2020 (con un effettivo stimato a 3,7%) e non è stata prevista l’ulteriore emissione di titoli speciali per l’emergenza Covid-19.

Sono stati inoltre annunciati gli usuali obiettivi su alcune singole variabili: la creazione di 11 milioni di nuovi posti di lavoro, ritornando all’obiettivo del 2019 dopo averlo ridotto a 9 milioni nel 2020 (i nuovi posti di lavoro creati sono stati 11,9 milioni nel 2020, più dell’obiettivo ma il 12,3% in meno rispetto al 2019); il mantenimento del tasso d’inflazione intorno al 3% (rispetto all’obiettivo del 3,5% posto nel 2020) e di un tasso di disoccupazione urbana al 5,5%; la riduzione dell’intensità energetica del PIL del 3%; l’aumento delle spese militari dal 6,6% del PIL nel 2020 al 6,8% del PIL nel 2021. E’ stata inoltre confermata la presentazione al Parlamento di un progetto di legge per la modifica del sistema elettorale di Hong Kong. Il vicepresidente del Comitato Direttivo del Parlamento, Wang Chen, durante un discorso all’apertura della riunione plenaria, ha sottolineato che la modifica intende assicurare un “sistema elettorale democratico con le caratteristiche di Hong Kong” e permettere solo ai “patrioti” di partecipare la governo della città, in linea con quanto aveva annunciato giorni fa Xia Baolong, capo dell’Ufficio per gli affari di Hong Kong e Macao

Fonte: BondWorld.it

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