BondWorld.it
Intesa SanPaolo Falsh Macro Daily

Intesa Sanpaolo : Germania i prezzi alla produzione di maggio hanno sorpreso al rialzo

Intesa Sanpaolo – In Germania, i prezzi alla produzione di maggio, già pubblicati, hanno sorpreso al rialzo con una  crescita  di  7,2%  a/a.

Se vuoi ricevere le principali notizie pubblicate da BONDWorld iscriviti alla Nostra Newsletter gratuita. Clicca qui per iscriverti gratuitamente.


Intesa SanPaolo


Largamente inferiore alle attese l’andamento  delle  vendite al dettaglio nel Regno Unito, calate di-1,4% m/m in maggio dopo un aprile di fortissima crescita. L’agenda odierna non prevede la pubblicazione di altri dati rilevanti.

– Nell’Unione Europea si   riunisce l’Ecofin, che   avrà   uno   scambio   di   opinioni   riguardo all’attuazione del dispositivo per la ripresa e la resilienza, lo RRF, all’imposta sul valore aggiunto  (IVA) e allo stato dell’unione bancaria.

Secondo quanto segnalato nell’agenda della  riunione,  dovrebbero  anche  adottare  raccomandazioni  sui  programmi  di  stabilità  e convergenza degli Stati membri nel quadro del semestre europeo 2021.

I dati e gli eventi di ieri

BCE. In un’intervista a Bloomberg TVpubblicata ieri, Philip Laneha ribadito che non ritiene vi sia un  rischio  significativo  di  effetti  secondari  di inflazionesenza un  mercato del lavoro  robusto,  e nell’area euro la misura allargata di disoccupazione è attualmente al 15%-troppo per ipotizzare che ve ne siano. La dinamica attuale dell’inflazione è dominata da fattori transitori di varia natura destinati a rientrare nel medio termine. Lane è tornato anche sulla gestione degli acquisti PEPP, confermando  l’interpretazione  che  l’impegno  a  mantenere  gli  acquisti  netti  a  livelli significativamente superiori ai primi mesi dell’anno vada inteso in media: “Agosto  arriva  ogni anno,  non  è  una  sorpresa –e  riorganizzi  il  tuo  programma  fisso:  più  negli  altri  mesi,  meno  ad agosto.

Non abbiamo un approccio a volume fisso al PEPP”. Inoltre, gli acquisti potrebbero essere adattati  in  seguito  a  shock  di  domanda/offerta.  Lane  ha  riaffermato  anche  il  principio  che l’uscita  dal  PEPP non  sarà  determinata  dal  calendario,  ma  dalle  condizioni  dell’economia, perché la sua funzione è compensare loshock della pandemia sullo scenario di inflazione. Anche per questo,nell’intervistaLane ha ridimensionato l’importanza della riunione di settembre.

Area euro. La seconda letturaconferma l’accelerazione dell’inflazionea maggio, da 1,6% a 2,0% a/a  (+0,3%  m/m), massimo da ottobre 2018. Di contro, l’indice coreBCE al netto di alimentari freschi ed energia rimane quasi invariato, a 0,9% a/a da 0,8% precedente, segnale che il rialzo è legato  alla  componente  più  volatile. 

Sulla  variazione  tendenziale,  infatti, l’aumento dei prezzi dell’energia (a 13,1% a/a da 10,4% precedente), per via anche di effetti base favorevoli, spiega gran parte dell’inflazione osservata. I dati per i beni industriali al netto dell’energia registrano un incremento  tendenziale  di  0,7%  a/a.  Nei  prossimi  mesi,  qualche  sorpresa  al  rialzo  sui  beni manufatti  non  è  da  escludere,  come  evidenzia  l’indagine  della  Commissione  Europea;  in prospettiva, pressioni al rialzo potranno arrivare anche dai servizi, che hanno fatto registrare un’accelerazione già a maggio (a 1,1% a/a da 0,9% di aprile).

Lo spaccato per Paese mostra un’accelerazione dell’inflazione armonizzata nelle quattro maggiori economie dell’area, particolarmente marcata in Spagna e in Germania, dove l’indice ha raggiunto il 2,4% a/a. Secondo le nostre previsioni, l’inflazione è attesa accelerare ulteriormente nel 2° semestre; in media annua il CPI è atteso a 1,9% nel 2021.

Tuttavia, la tendenza rialzista nell’Eurozona sarà meno marcata e persistente che negli Stati Uniti. Rispetto agli USA, l’inflazione dell’area euro sconta effetti base meno favorevoli (nel 2020 i prezzi dell’Eurozona hanno visto un calo meno pesante), minori frizioni attese nel mercato del lavoro e, infine, uno stimolo fiscale inferiore. Di conseguenza, l’inflazione è destinata a rallentare già nel prossimo anno.

Area euro. Ad aprile la produzione nelle costruzioni è calata di -2,2% m/m, a fronte però di un’ampia revisione verso l’alto del dato di marzo, a +4,1% m/m da +2,7% m/m. La flessione è diffusa alla costruzione di edifici (-1,0% m/m da +3,0% m/m) e all’ingegneria civile (-6,1% m/m da +9,8% m/m). In termini tendenziali la crescita sale a +42,3% da +20,0% precedente, per via del confronto favorevole con aprile 2020.

L’edilizia risulta tra i settori più colpiti dai rincari delle materie prime ma la contrazione di aprile potrebbe comunque essere fisiologica dopo il marcato incremento del mese precedente: la battuta d’arresto dovrebbe pertanto risultare temporanea. Le indagini congiunturali sono infatti coerenti con una solida attività nel settore e le misure contenute nei Piani Nazionali di Ripresa e Resilienza potrebbero stimolare ulteriormente la ripresa a partire dal 2° semestre dell’anno.

Italia. Ad aprile le esportazioni sono cresciute per il quarto mese consecutivo (+3,4% m/m da +3,3% di marzo) e a ritmi superiori alle importazioni (+1,9% m/m da +6,3% precedente). Al netto della flessione registrata dalle esportazioni di energia (-7,1% m/m) l’incremento è più ampio (+3,7% m/m) e risulta trainato dai beni strumentali (+8,3% m/m) con progressi comunque diffusi a tutte le altre componenti. La crescita delle importazioni invece è guidata dai beni intermedi (+5,3% m/m) a fronte di un calo per gli acquisti di beni non durevoli (-2,6% m/m). Sul mese si registra una diminuzione dei flussi commerciali verso i Paesi UE (-0,2% m/m l’export, -0,3% m/m l’import) e un marcato aumento per quelli extra-UE (+7,4% m/m per le esportazioni, +5,0% m/m per le importazioni). La crescita tendenziale delle esportazioni è balzata a +97,6% da +28,1% precedente, quella delle importazioni a +62,8% da +35,1%, per via del confronto favorevole con aprile 2020.

Su base annua sono infatti i settori più penalizzati dalle misure anti-COVID dello scorso anno ad evidenziare gli incrementi più sostenuti, come la pelletteria (+414,7%), i mobili (+408,2%) e i mezzi di trasporto (+311,2%). Solo il farmaceutico registra un calo delle esportazioni rispetto a un anno prima (-11,3%). Anche su base geografica le esportazioni risultano in forte crescita rispetto a tutti i principali partner commerciali. Ad aprile il saldo commerciale è risultato pari a +5.870 milioni di euro (-1.117 milioni ad aprile 2020) e a +8.719 milioni (+135 milioni un anno prima) al netto dell’energia. Nel complesso anche ad aprile è proseguita la ripresa del commercio internazionale, attesa proseguire nei prossimi mesi sull’onda dell’accelerazione della domanda globale. Nel 1° trimestre le esportazioni nette hanno contribuito negativamente alla crescita ed è possibile che anche durante la primavera il canale estero continui a frenare il PIL, anche se in misura più contenuta, per via di importazioni viste in crescita a ritmi superiori alle esportazioni.

Stati Uniti. Le nuove richieste di sussidio sono salite da 375mila a 412mila. Il numero complessivo di percettori è circa stabile a 3,518 milioni.

Stati Uniti. L’indice congiunturale della Philadelphia Fed è calato da 31,5 a 30,7. Le imprese manifatturiere restano molto positive riguardo alle prospettive future e il 39% sta aumentando gli organici.

La diffusione dei rincari dei prezzi pagati dalle imprese per le forniture (80,7) è la più alta dal 1979, mentre l’indice dei prezzi ricevuti (49,7, in aumento di 9 punti) è al massimo dal 1980. Le imprese segnalano problemi con il reperimento di manodopera e, soprattutto, con le forniture (80%) quali fattori limitanti l’aumento della produzione.

Fonte: BondWorld.it

Articoli Simili

Intesa Sanpaolo : Area euro stime flash degli indici PMI di luglio

Redazione

Intesa Sanpaolo : Francia indice di fiducia presso le imprese manifatturiere

Redazione

Intesa Sanpaolo : Istat dati mensili di maggio sul fatturato industriale

Redazione