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Intesa Sanpaolo: Germania indice ZEW è atteso in calo

Intesa Sanpaolo – Germania. L’indice ZEW è atteso tornare a calare a ottobre, stimiamo a -30,4 dopo il forte recupero a -22,5 di settembre. L’indice sulla situazione corrente potrebbe migliorare a -12,0 dopo il -19,9 precedente……..

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Sul morale degli operatori dovrebbe aver pesato il ritorno di avversione al rischio sui mercati finanziari, in connessione con l’escalation sul fronte della guerra commerciale, il rischio crescente di una no-deal Brexit e i nuovi focolai di crisi geopolitica.

– Italia. Dopo il rinvio di ieri, è convocato per questa sera (alle 21, secondo fonti di stampa) il Consiglio dei Ministri che dovrebbe approvare il Draft Budgetary Plan da inviare alla Commissione UE entro la mezzanotte.

Accanto ad esso, dovrebbe essere licenziato anche il decreto fiscale collegato alla Legge di Bilancio.

La manovra lorda è salita da 29 ad almeno 32 miliardi, per via dell’ampliamento di alcuni interventi espansivi (cuneo fiscale, pensioni, investimenti), ma non vi è ancora pieno accordo nella maggioranza sulle coperture (nelle ultime ore, sembra tornata possibile una rimodulazione delle tax expenditures in funzione del reddito; inoltre, secondo un comunicato del MEF, il decreto prevede un rinvio delle rate fiscali che dovrebbe fruttare circa 3 miliardi di maggiori entrate nel 2020).

Intesa Sanpaolo – I dati e gli eventi di ieri

Area euro. La produzione industriale è cresciuta di 0,4% m/m in agosto. Il dato è migliore delle previsioni. La variazione tendenziale, però, è calata a -2,8% a/a da -2,1% di luglio.

Anche ipotizzando una nuova variazione positiva a settembre, il terzo trimestre si chiuderà sicuramente con una netta contrazione rispetto al secondo, che già aveva visto una riduzione di -0,6% t/t.

Intesa Sanpaolo – Area euro. La banca centrale olandese (DNB) ritiene che il protratto regime di bassi tassi di interesse rappresenti uno dei maggiori rischi per la stabilità finanziaria a livello internazionale.

L’incentivo alla riduzione del debito è venuto meno, mentre si sono create le condizioni per un’eccessiva assunzione di rischi da parte di investitori come fondi pensione e assicurazione, che sono in difficoltà a onorare i propri impegni.

La DNB vede il rischio che si creino bolle speculative sui mercati finanziari. I commenti sono contenuti nel rapporto sulla stabilità finanziaria, pubblicato ieri.

Brexit. La stampa britannica riferisce che l’Unione Europea si sta preparando a un’estensione dei negoziati a dopo il Consiglio Europeo del 17-18 ottobre, in quanto la proposta britannica non rappresenta ancora una base sufficiente per finalizzare un accordo.

Si parla di un possibile vertice straordinario entro fine ottobre: se i negoziati saranno fruttuosi, servirebbe a ratificare l’accordo; in caso contrario, dovrebbe discutere una probabile richiesta di proroga oltre il 31 ottobre, che il Benn Act obbliga il governo a richiedere il 19 ottobre.

Intesa Sanpaolo – Stati Uniti. L’indice Empire della NY Fed a ottobre è stato pubblicato con un giorno di anticipo per “difficoltà tecniche”. L’indice di attività segnala marginale espansione, con un rialzo a 4 da 2 di settembre.

Gli ordini sono stabili a 3,5, ma gli ordini inevasi calano in territorio ancora più negativo rispetto a settembre, con indicazioni di riduzione del libro ordini ininterrotta da giugno.

Invece le consegne accelerano, salendo a 13 da 5,8.

Gli occupati segnalano un modesto incremento, in linea con una stabilizzazione della dinamica di impiego nel settore. Le aspettative a 6 mesi sono di moderata espansione, ma si mantengono su livelli nettamente inferiori a quelli visti nel 2018.

I dati danno informazioni coerenti con marginale crescita dell’attività, in contrasto con quanto segnalato dall’ISM, che ha invece registrato due mesi consecutivi di contrazione.

La relazione fra l’ISM e le indagini regionali del settore si è incrinata negli ultimi mesi, con l’ISM in territorio recessivo e le indagini regionali con segnali di stagnazione o moderata espansione.

Intesa Sanpaolo – Cina. L’inflazione dei prezzi al consumo è salita da 2,8% in agosto a 3% a/a in settembre, più delle attese (consenso Bloomberg 2,9%), spinta al rialzo essenzialmente dall’aumento dei prezzi del comparto alimentari (11,2% a/a in settembre), trainato dagli effetti negativi dell’influenza suina sull’offerta di carne di maiale, il cui prezzo è salito del 69,3% a/a.

Negli altri comparti l’inflazione è rimasta stabile o in lieve rallentamento mentre il comparto dei trasporti ha registrato il decimo mese di calo consecutivo dei prezzi (-2,9% a/a).

L’inflazione al netto degli alimentari è scesa da 1,1% a 1,0% a/a in settembre e quella core (al netto di alimentari e carburanti ed energia) è rimasta stabile a 1,5%.

L’inflazione dei prezzi alla produzione ha continuato a scendere (-1,2% a/a) trainata al ribasso dalla diminuzione dei prezzi delle materie prime e dei beni manufatti.

L’inflazione continuerà ad essere influenzata dall’aumento dei prezzi degli alimentari nei prossimi mesi, e l’effetto della diminuzione dei prezzi dell’energia comincerà a scemare, ma la mancanza di pressioni da domanda dovrebbe mantenere stabile l’inflazione core lasciando ancora intatto lo spazio di manovra per un ulteriore allentamento monetario.

Fonte: BondWorld.it

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