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Intesa Sanpaolo: Germania inflazione in  drastico  calo

Intesa Sanpaolo – Germania. A  luglio,  l’inflazione è  attesa  in  drastico  calo.  L’indice  nazionale  dovrebbe segnare un rallentamento a +0,1% a/a, da +0,9% a/a precedente …

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Sul mese i prezzi sono visti in calo di -0,3% m/m. La misura armonizzata è attesa registrareun+0,2% a/a (-0,3% m/m), da +0.9%  a/a  di  giugno. 

Il  dato  di  luglio  risulterebbe  fortemente  influenzato  dal  taglio temporaneo dell’imposta sul valore aggiunto (dal 19% al 16% e dal 7% al 5%), in vigore dal 1° luglio fino alla fine del 2020.

– Germania. Nei primi tre mesi dell’anno, l’economia tedesca ha subìto una contrazione di -2,2% t/t, ma ci aspettiamo un calo decisamente più ampio nel 2° trimestre: prevediamo una discesa del PIL di circa -8,9% t/t. La ripresa post-lockdown appare più debole del previsto.

La produzione industriale ha registrato un calo di -17,5% m/m in aprile, seguito da un rimbalzo di  +7,8%  m/m  in  maggio,  mentre  il  dato  di  giugno  potrebbe  non  essere  sufficiente  per compensare il crollo dei mesi precedenti.

Anche gli indici di mobilità e i dati sui nuovi ordini all’industria  sembrano  suggerire  una  ripresa  meno  rapida  rispetto  alle  attese. 

L’indice settimanale di attività (WAI) – elaborato dalla Bundesbank e composto da sette indicatori ad  alta  frequenza,  inclusi  indicatori  basati  sui  dati  di  elettricità,  pedaggio  e  mobilità – segnala, invece, una ripresa più forte nel mese di giugno, suggerendo un calo meno ampio del PIL nel 2° trimestre (attorno a -6% t/t).

– Germania. Il tasso di disoccupazione di luglio è atteso in aumento di un decimo, al 6,5%. Il numero di disoccupati dovrebbe  salire  di  circa  40 mila unità, in  calo  rispetto  ai  69 mila  di giugno.  

L’indagine   PMI   segnala   la   fragilità   del   mercato   del   lavoro,   anche   se   la disoccupazione  dovrebbe  rallentare  dopo lo  shock  iniziale  di  aprile  e  maggio.  Inoltre, sempre l’indagine PMI e il barometro dello IAB indicano uno scenario piuttosto negativo per i prossimi mesi.

– Italia. La disoccupazione è  attesa  in  salita  a  8,5%  a  giugno,  dal  7,8%  di  maggio.  Ci attendiamo un ulteriore aumento delle forze di lavoro, dopo quello già visto a maggio, per via  di  una  risalita  del  tasso  di  partecipazione  dopo  lo  stallo  di  marzo-aprile. 

Viceversa,  si dovrebbe registrare un’ulteriore perdita di occupati, specie tra i dipendenti temporanei, e in minor misura, tra gli autonomi.

– Area euro. La disoccupazione è attesa in aumento all’8,0%a giugno, dal 7,4% di maggio. Il tasso  dei  senza-lavoro è atteso in ulteriore salita nei prossimi mesi.

L’impatto dello shock COVID-19 sulla disoccupazione sarà ritardato rispetto al punto di minimo del ciclo.

– Area euro. L’indice ESI di fiducia economica elaborato dalla Commissione Europea è atteso in ulteriore ripresa a luglio, a 80,0 punti da 75,7precedente. Anche gli indici per l’industria e i servizi dovrebbero registrare un miglioramento, rispettivamente a -18,1e -19,8 punti da -21,7e -35,6 di giugno.

Il  livello  rimarrebbe  comunque  ben  al  di  sotto  della  media  storica,  e coerente con un ritmo di espansione ancora inferire alla norma. Il dato finale dell’indice di fiducia dei consumatori dovrebbe confermare la stima preliminare di -15,0 punti.

Stati Uniti

– La  stima advance del PIL  del 2°  trimestre dovrebbe  registrare  una  contrazione di –28% t/t ann., dopo -5% t/t ann. del 1° trimestre, confermando la profondità della recessione causata dalla pandemia. Nella nostra previsione, la correzione è spinta principalmente dal crollo dei consumi  di -30%  t/t  ann.  e  degli  investimenti  fissi  delle  imprese  di -41%  t/t  ann. 

La  stima Nowcast dell’Atlanta Fed vede un calo di -34,7%  t/t  ann.,  con  consumi  e  investimenti  fissi delle imprese in calo di -32,5% t/t ann. e -30,1% t/t ann., rispettivamente.

La nostra previsione vede un rapido rimbalzo nel 3° trimestre, +18,4% t/t ann., grazie alla ripresa dei consumi, in recupero di 28,5%t/t ann. Per il 4° trimestre, le previsioni sono di aumento del PIL di 5,1% t/t ann., con ampi rischi derivanti dall’andamento  dei  contagi,  dal  rinnovo  delle  misure  di politica  fiscale  in  scadenza  e  dall’esito  elettorale. 

Su  base  annua,  ci  aspettiamo  una contrazione di -4,1% nel 2020, seguita da un aumento di 2,8% nel 2021.

– Le  nuove richieste  di  sussidi  di  disoccupazione nella  settimana conclusa  il  25  luglio dovrebbero essere poco variate per la componente statale e ancora in modesto aumento per  la  componente  federale,  con  un  totale  complessivamente  vicino  a  2,4  mln. 

I sussidi esistenti totali    dovrebbero    restare    intorno    a 31  mln,  confermando  l’importanza dell’estensione delle misure di emergenza per la pandemia come condizione essenziale per la crescita dei consumi.

I dati e gli eventi di ieri

Francia. Il  morale  delle  famiglie  torna  a  calare  a  luglio:  nel  mese,  l’indice  di fiducia  dei consumatori corregge  di  due  punti,  a  94  da  96  di  giugno  (dato  rivisto  al  ribasso  da  97).  Lo spaccato evidenzia un aumento dei timori legati alla propria situazione finanziaria futura e una peggiore valutazione di quella presente rispetto a giugno; la valutazione del proprio tenore di vita peggiora sensibilmente a luglio (terzo mese consecutivo).

Torna a ridursi anche il desiderio di fare  acquisti  importanti  nei  prossimi  mesi, nonostante l’ampio miglioramento registrato il mese scorso.  In  calo  anche  la  capacità  di  risparmiare, sebbene l’intenzione di farlo sia aumentata sensibilmente  rispetto a  giugno.

Le attese  sul livello dei prezzi  futuri  sono in  calo per il secondo mese consecutivo, mentre i timori legati al mercato del lavoro sono circa stabili nel mese. Nel complesso l’indagine evidenzia che è in corso un deterioramento del morale delle famiglie, che temono ora le ricadute economiche provocate dalla pandemia dopo i mesi di confinamento.

Sebbene la tendenza rimanga volatile, i numerosi e persistenti fattori d’incertezza dovrebbero mantenere il morale delle famiglie sotto la media storica da qui alla fine dell’anno.

Italia. I prezzi alla produzione sono saliti di +0,5% m/m a giugno: è il primo aumento congiunturale dallo scorso settembre, e il più ampio dall’ottobre del 2018. Di conseguenza, la flessione del PPI su base annua si è attenuata, a -4,5% da -5,3% precedente (minimo dal 2009).

La risalita nel mese è dovuta soprattutto al mercato interno (+0,7% m/m), e nello specifico all’energia (+2,5% m/m); peraltro,  i  prezzi  sul  mercato  interno,  e  in  primo  luogo  quelli  di  prodotti  energetici,  restano particolarmente depressi su base annua (-6,1% e -18,6%, rispettivamente). Al netto dell’energia, il PPI sul mercato domestico risulterebbe poco variato sia nel mese che sull’anno.

Stati Uniti

– Contagi 4426982, nuovi contagi 65900, decessi 150713, guarigioni 1389425 (fonte: JHU).

– Nelle ultime due settimane i nuovi contagi sono in aumento in 30 stati, stabili in 18 stati e in calo  in  6  stati  (fra  cui  Texas,  Arizona  e  South  Carolina),  con  indicazioni  che  le  misure  di contenimento attuate nella seconda metà di luglio stanno iniziando a piegare la curva in alcune delle aree più colpite dalla recente ripresa dei nuovi casi.

In compenso, si vedono ora gli effetti sui nuovi decessi, in rialzo in 25 stati negli ultimi 14 giorni (fonte: NYT).

– I negoziati sul quinto pacchetto fiscale in Congresso si protrarranno oltre questa settimana e difficilmente arriveranno a una conclusione prima del 7 agosto. I democratici hanno rifiutato di  discutere  un  pacchetto-ponte  proposto  dall’amministrazione,  che  avrebbe  voluto approvare misure temporanee per estendere l’integrazione ai sussidi di disoccupazione e il blocco degli sfratti fino alla definizione di interventi su tutti i fronti aperti.

Anche molti senatori repubblicani vogliono discutere tutte le misure contemporaneamente, nonostante la spinta della Casa Bianca per arginare le conseguenze della scadenza di due misure essenziali per il sostegno alle famiglie.

– La riunione  del  FOMC  si  è  conclusa  senza  modifiche  alla  politica  monetaria,  con  tassi, acquisti  di  titoli e forward  guidance invariati.  Anche  il  comunicato  stampa  non  ha significative novità.

Ma il messaggio è chiaro: il FOMC è preoccupato per lo scenario a causa dell’andamento della pandemia e sta valutando gli strumenti disponibili per fornire ulteriore stimolo monetario in questa fase di tassi a zero.

– Nel  comunicato,  la valutazione  dell’economia rileva  che  “dopo  ampie  contrazioni, l’attività economica e l’occupazione si sono un po’ riprese nei mesi recenti, ma restano molto al di sotto dei livelli di inizio anno”. Il Comitato aggiunge che le condizioni finanziarie sono migliorate nei mesi recenti grazie alle misure di policy e al flusso di credito.

Powell ha sottolineato che la ripresa dei consumi, se pure significativa, ha riportato la spesa solo al 50% dei livelli pre-pandemia, mentre per quanto riguarda gli investimenti, il quadro resta estremamente debole, nonostante il rialzo degli ordini e delle consegne di beni durevoli.

– L’indicazione centrale per lo scenario macroeconomico è che “il sentiero dell’economia dipenderà  in  modo  significativo  dall’andamento  del  virus”.  Powell,  nella  conferenza stampa, ha sottolineato che il recente aumento dei nuovi contagi e le misure adottate per controllare il virus “stanno cominciando a pesare sull’attività economica: il sentiero futuro è straordinariamente incerto e dipendente dalle azioni di contenimento del virus.

Pertanto,  anche  nel  migliore  dei  casi,  per  diverso  tempo  un  ampio  numero  di  attuali disoccupati  non  ritroverà  un  lavoro  nei  settori  aggregativi  e  dell’ospitalità  e sarà necessario ulteriore sostegno da parte della politica fiscale e di quella monetaria.

– Per quanto  riguarda le aspettative  per  la  politica  monetaria, Powell ha indicato  che la pandemia  ha  rallentato la revisione  degli  strumenti di  policy, che  ora  è  ripresa  e si dovrebbe  concludere  entro  breve.  Il  focus a  questa riunione  è  stato  sul  rafforzamento delle  linee  guida  per  gli  obiettivi  di  più  lungo  termine  e  per  la  strategia  di  politica monetaria.

Powell  ha  detto  di  non  poter  dare  dettagli  ora,  ma  ha  segnalato  che  le conclusioni del processo saranno pronte nel breve termine. È probabile che nei verbali, in uscita il 19 agosto, si descriva la discussione sulla definizione della forward guidance, con  l’analisi  di  diverse  alternative.

A  nostro  avviso  è probabile che a  settembre il comunicato   colleghi   la   stabilità   dei   tassi   al   raggiungimento   o   al   superamento dell’obiettivo di inflazione del 2%.

In attesa di una formulazione esplicita di “ancoraggio” delle aspettative sui tassi, Powell ha ripetuto quanto detto a giugno, e cioè che il FOMC “non sta neanche pensando di pensare di alzare i tassie non intende rimuovere lo stimolo in atto “ per un certo tempo”.

– Sul fronte delle misure già in atto, Powell ha enfatizzato che l’utilizzo limitato, almeno per ora,  di  molti  programmi  di  credito  di  emergenza  è  dovuto  in  parte  al  successo  degli interventi attuati per ristabilire la liquidità e il funzionamento dei mercati. A suo avviso, è essenziale  mantenere  aperti  i  programmi  di  emergenza  fino  a  quando  l’incertezza sull’evoluzione della pandemia resterà elevata.

Powell ha detto che l’estensione del programma  di  swap  di  dollari  con  le  banche  centrali  internazionali,  appena  decisa insieme all’estensione di altri  programmi,  è  mirata  a  segnalare  che  le  facility  ci  sono ancora  e  rimarranno  operative  e  disponibili  fino  a  quando  saranno  necessarie.

Per quanto  riguarda  gli  acquisti  di  titoli  il  presidente  della  Fed  ha  riconosciuto  che  il programma  in  atto  ora  è  in  parte  diverso  da  quelli  di  QE  del  passato,  essendo maggiormente  mirato  a  dare  liquidità  su  tutte  le  scadenze  della  curva,  e  non  solo  sul tratto  lungo. 

In  ogni  caso  Powell  ha  enfatizzato  che  gli  acquisti  oggi  senza  dubbio contribuiscono ad allentare le condizioni finanziarie.

– In conclusione, Powell ha detto che il FOMC ritiene che la stance di politica monetaria sia “buona”, ma naturalmente è pronto ad aggiustarla come appropriato, se necessario per  raggiungere  gli  obiettivi  di  policy.  In  più  punti  della conferenza  stampa  Powell  ha ribadito che nelle circostanze attuali il “potere di prestare” (lending power) della Fed è limitato,  e deve essere  affiancato  dal  “potere  di  spendere”  (spending power)  della politica fiscale, essenziale per sostenere un’economia che è passata in due mesi da un tasso  di  disoccupazione  sui  minimi  da  50  anni  a  uno  sui  massimi  da  90  anni. 

In  queste settimane  in  cui  si  decide  il  quinto  pacchetto  di  misure  in  Congresso,  è  chiaro  che  la sopravvivenza  della  ripresa  è  in  mano  alla  politica  fiscale,  nonostante  la  disponibilità incondizionata della Fed ad agire con tutti i propri strumenti.

Giappone. Le vendite  al  dettaglio a giugno sorprendono verso l’alto con un calo di -1,2% a/a (consenso: -5,7% a/a), dopo -12,5% a/a di maggio. Su base mensile in termini reali le vendite sono in aumento di 15,3% m/m. dopo 1,6% m/m di maggio, portando il livello di giugno marginalmente al di sopra di quello di febbraio, con una ripresa di tutte le categorie, fra cui anche le auto.

La ripresa delle vendite è stata spinta dal risparmio forzato del mese di stato di emergenza e dalla riapertura di gran parte delle attività nel mese scorso. La ripresa dei contagi dell’ultima settimana fa  prevedere  un  probabile  rallentamento  della  dinamica  dei  consumi  a  luglio  e sottolinea l’incertezza del ritmo della ripresa prevista per il secondo semestre.

Fonte: BondWorld.it

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