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Intesa Sanpaolo: Germania ordinativi all’industria deludono

Intesa Sanpaolo – Germania. I nuovi ordinativi all’industria manifatturiera deludono, con una correzione di -0,4% m/m (-5,5% a/a) a ottobre; il dato di settembre è rivisto però verso l’alto di due decimi a +1,5% m/m………..

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Intesa SanPaolo


Gli ordini domestici sono in calo di -3,2% m/m, mentre quelli esteri rimbalzano di +1,5% m/m, grazie a un’ampia variazione dai paesi dell’area euro (+11,1% m/m) a fronte di una contrazione di -4,1% m/m dal resto del mondo.

La disaggregazione per settore mostra debolezza per i beni capitali (-1,5% m/m), mentre i beni di consumo e quelli intermedi sono in rialzo di 0,3% m/m e 0,7% m/m, rispettivamente.

Le consegne restano deboli, con un aumento di 0,1% m/m a ottobre, dopo -1,2% m/m a settembre, e mantengono fragile lo scenario degli investimenti nel 4° trimestre.

Il livello degli ordini conferma la stabilizzazione iniziata a metà 2019, con un’interruzione del trend verso il basso in atto dal 2018.

Questa stabilizzazione appare però guidata dall’estero, mentre la domanda domestica risulta invece in ulteriore peggioramento.

– Area euro. La stima finale del PIL dovrebbe essere confermata a 0,2% t/t e 1,2% a/a, come da stima preliminare.

La crescita trimestrale è stata trainata dalla domanda finale interna.

– Area euro. Prevediamo che l’occupazione sia cresciuta di 0,2% t/t. I dati già pubblicati hanno mostrato una lieve flessione in Italia, ma incrementi in diversi altri paesi (Germania, Spagna, Olanda, Austria, Portogallo).

L’indice occupazionale nelle indagini PMI è calato da 52,96 a 51,68 nel 3° trimestre, e segnala un probabile rallentamento della crescita tendenziale dell’occupazione.

Stimiamo che quest’ultima sia scesa ulteriormente all’1,0% a/a, dall’1,2% del 2° trimestre.

Intesa Sanpaolo – Stati Uniti

– Il deficit della bilancia commerciale a ottobre è previsto in chiusura a -49,2 mld di dollari da -52,5 mld. In termini nominali i flussi dovrebbero essere frenati anche dal calo dei prezzi, più marcato per l’import (-0,5% m/m) che per l’export (-0,1% m/m).

La stima preliminare della bilancia dei beni ha registrato una correzione dell’export di -0,7% m/m, dovuta ai segmenti auto e (sciopero GM) e agricoli (guerra dei dazi con la Cina), mentre le importazioni sono crollate di -2,6% m/m.

Il canale estero sulla base dei dati disponibili finora, dovrebbe dare un contributo positivo alla crescita del PIL del 4° trimestre.

Intesa Sanpaolo – I dati e gli eventi di ieri

Area Euro. Il PMI servizi dell’eurozona di novembre è stato rivisto al rialzo a 51,9 rispetto a 51,5 della stima flash.

L’indice resta in calo rispetto al 52,2 di ottobre. Sia il PMI tedesco che quello francese sono stati rivisti rispetto alla prima lettura, ma in direzioni opposte: il primo al rialzo, a 51,7 da 51,3, risultando ora in lieve aumento rispetto al 51,6 di ottobre; il secondo al ribasso, a 52,2, da 52,9 della stima flash che corrispondeva al valore di ottobre.

La prima stima del PMI servizi per i restanti Paesi mostra un netto rallentamento in Italia (a 50,4 da 52,2 di ottobre) e viceversa una accelerazione in Spagna (a 53,2 da 52,7 del mese precedente).

Per il PMI servizi eurozona, nonostante il calo dell’indice di attività, si nota un lieve incremento delle aspettative sugli affari e dell’indice occupazionale.

A seguito delle revisioni sia nel manifatturiero che nei servizi, il PMI composito è stato rivisto a 50,6 da 50,3 della stima flash, risultando ora in linea con il dato del mese precedente.

Il livello dei PMI è coerente con una crescita per il PIL dell’area euro di 0,1% t/t a cavallo d’anno. Francia e Spagna continuano a sovraperformare, mentre Germania e Italia mantengono una maggiore debolezza rispetto alla media dell’area.

Intesa Sanpaolo – Italia. Nel documento semestrale “Le prospettive per l’economia italiana”, l’Istat ha diffuso per la prima volta la previsione sull’andamento del PIL nel 2020, visto in accelerazione a 0,6% da 0,2% di quest’anno (stima rivista al ribasso di un decimo rispetto alla proiezione dello scorso maggio).

La previsione è superiore al consenso, che si collocava allo 0,4% a novembre, e in linea con l’obiettivo governativo.

La nostra stima è più cauta (0,3%), anche se riconosciamo che i rischi su tale previsione oggi non sono più verso il basso ma verso l’alto.

Istat vede nel 2020 un rallentamento solo lieve della domanda domestica (guidato dagli investimenti, mentre i consumi sono attesi mantenere il passo di quest’anno), in presenza di un contributo ancora lievemente positivo del commercio estero e di un minor freno dalle scorte (il nostro scenario per componenti di domanda è simile, ma implica una frenata più marcata degli investimenti, un contributo lievemente negativo del commercio estero e un apporto nullo dai magazzini).

Condividiamo l’idea che il tasso di disoccupazione possa risultare poco variato l’anno prossimo.

Tra le ipotesi alla base dello scenario Istat vi è un recupero del commercio mondiale (atteso crescere in volume di 2,3% nel 2020 dopo l’1,4% del 2019).

Nell’ultima parte del 2019, Istat si attende un’evoluzione del Pil sugli stessi ritmi dei mesi precedenti (0,1% t/t); a nostro avviso, i rischi su questa stima sono al ribasso.

Intesa Sanpaolo – Stati Uniti. La stima ADP dei nuovi occupati non agricoli privati a novembre, a 67 mila, è molto al di sotto delle aspettative di consenso (140 mila).

Il rapporto mostra una contrazione di -18 mila nell’industria (-6 mila in ciascuno dei tre settori, costruzioni, manifatturiero ed estrattivo), e un aumento di 85 mila nei servizi (contrazioni in trasporti e informazione, aumenti solidi in sanità, servizi alle imprese, ospitalità).

Il dato mette rischi verso il basso per l’employment report di venerdì. I non farm payrolls saranno gonfiati dal rientro al lavoro di circa 45 mila occupati di GM dopo lo sciopero (questi erano stati contabilizzati come “occupati” nel dato ADP di ottobre).

Al di là della volatilità dovuta allo sciopero, il trend dei nuovi occupati è in rallentamento verso variazioni intorno a 110-120 mila nel 2020.

Intesa Sanpaolo -Stati Uniti. Anche l’ISM non manifatturiero a novembre delude, correggendo a 53,9 da 54,7 di ottobre (consenso: 54,5).

L’indice di attività scende a 51,6, da 57 di ottobre, ma gli ordini aumentano a 57,1 da 55,6 e l’occupazione sale a 55,5 da 53,7.

Le imprese riportano ancora preoccupazione ed effetti negativi collegati alla guerra dei dazi e auspicano una soluzione, mentre continuano a segnalare scarsità persistente di manodopera.

Dodici settori sono in espansione, cinque in contrazione (fra questi ultimi ci sono agricoltura, costruzioni ed estrattivo).

Secondo il direttore dell’indagine, il livello corrente dell’ISM non manifatturiero è in linea con una crescita del PIL vicina a 1,9% t/t ann.

I dati non modificano le aspettative di crescita moderata nel 4° trimestre trainata dai consumi.

Fonte: BondWorld.it

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