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Intesa Sanpaolo: Germania ordinativi industriali sono calati

Intesa Sanpaolo – Germania. In novembre, gli ordinativi industriali sono calati di -1,3% m/m, smentendo le aspettative di ripresa. Il dato è deludente anche tenendo conto dell’ampia revisione al rialzo che ha interessato il dato di ottobre, ora positivo (+0,2%)………

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Il calo riflette una caduta di -3,1% degli ordinativi esteri, in particolare dall’area dell’euro (-3,3%), la quale ha più che compensato il rimbalzo degli ordini domestici (+1,6%).

La variazione tendenziale peggiora da -5,6% a -6,5% a/a. In calo di -0,5% m/m anche il fatturato, che era sceso marginalmente anche in ottobre (-0,1%).

L’indagine PMI ha mostrato in novembre e dicembre un aumento dell’indice degli ordinativi domestici ed esteri, che dovrebbe preludere a una dinamica meno negativa del dato reale nei prossimi mesi; l’indice Ifo sul livello degli ordini era migliorato nettamente in ottobre e novembre, salvo peggiorare di nuovo in dicembre.

– Area euro. L’indice ESI di fiducia economica elaborato dalla Commissione Europea a dicembre potrebbe subire un leggero calo a 101,1 da 101, 3 di novembre.

L’indice per l’industria per lo stesso mese è atteso anch’esso in lieve flessione a -9,5 da -9,2 di novembre, mentre quello per i servizi potrebbe risalire a 9,5 da 9,3 di novembre.

Il livello dell’indice ESI è coerente con una crescita del PIL nell’ultimo trimestre al più di un decimo.

Intesa Sanpaolo – I dati e gli eventi di ieri

La rappresaglia dell’Iran per l’assassinio del generale Soleimani è iniziata con un attacco missilistico a due basi che ospitano truppe statunitensi in Iraq.

L’azione convenzionale scelta dall’Iran potrebbe teoricamente aumentare il rischio di escalation militare; allo stesso tempo, tuttavia, i danni relativamente limitati che ha prodotto offrono anche agli Stati Uniti la possibilità di astenersi da una contro-rappresaglia, agevolando perciò un transitorio calo della tensione.

Spagna. Il governo Sànchez ha ottenuto la fiducia del parlamento con appena 2 voti di scarto, grazie all’astensione dei separatisti catalani di ERC e al voto favorevole di PSOE, Unidas Podemos e altri partiti minori.

L’accordo di governo non include alcun impegno di votare la legge di bilancio. La coalizione vorrebbe aumentare spese e imposte, aumentando il gettito derivante dalle tasse sul reddito delle società e innalzando l’aliquota dell’imposta sul reddito delle persone fisiche oltre i 130mila euro.

Il programma prevede anche una riforma del sistema previdenziale, ripristinando l’indicizzazione all’inflazione ed eliminando alcuni carichi impropri sul sistema di sicurezza sociale.

Intesa Sanpaolo – Area euro. Il volume delle vendite al dettaglio è cresciuto di 1,0% m/m a novembre (2,2% a/a sulla serie corretta per i giorni lavorativi).

La crescita è trainata dalle vendite di beni diversi dagli alimentari (+3,1% a/a) e dagli alimentari (1,7% a/a), mentre è frenata da carburanti per autotrazione (-1,4% a/a). La crescita delle vendite è andata rallentando nei mesi autunnali.

Area euro. La stima flash del tasso di inflazione di dicembre ha registrato un aumento a 1,3% a/a dall’1,0% a/a di novembre.

L’indice core (cioè al netto di energia e alimentari freschi) è stato un po’ più basso delle attese: +1,4% a/a, in linea con il dato di novembre, con una variazione mensile di+ 0,3%. Il contributo dell’energia (+0,1% m/m) è stato pressoché nullo.

L’inflazione ha toccato il minimo a ottobre e la risalita iniziata il mese scorso continuerà a gennaio, sostenuta forse anche da un aumento maggiore del previsto dei carburanti (effetto delle tensioni in Medio Oriente).

Tuttavia, il movimento di questi mesi è dovuto in larga misura a un effetto-base: si prevede, infatti, che la variazione tendenziale dei prezzi torni a rallentare nei mesi successivi, restando lontana dagli obiettivi della BCE.

Intesa Sanpaolo – Stati Uniti. Il deficit della bilancia commerciale a novembre si riduce più delle attese, scendendo a -43,1 mld di dollari (consenso: -43,6 mld) da -46,9 mld di dollari di ottobre, rivisto da -47,2 mld, e toccando il minimo da ottobre 2016.

Al netto del petrolio, il deficit scende a -43,9 mld da -47,7 mld.

In termini reali, la correzione del deficit dei beni è massiccia, con una riduzione trimestrale di -9,7% rispetto alla media estiva e indicazioni di un ampio contributo positivo (potenzialmente superiore a 1 pp) delle esportazioni nette alla crescita del 4° trimestre.

Le esportazioni sono in aumento di 0,7% m/m dopo due mesi di contrazioni. Il calo delle importazioni (-1% m/m, terzo dato negativo consecutivo) è il motivo principale della chiusura del deficit.

In parte la flessione dell’import è collegata allo sciopero dei lavoratori di GM che hanno causato una contrazione delle importazioni di auto e componenti e che dovrebbe invertirsi a dicembre.

Anche sul fronte del petrolio, le importazioni di novembre sono colpite da fattori temporanei, con un’ampia riduzione del greggio proveniente dal Canada per via di problemi all’oleodotto Keystone.

Con la normalizzazione dell’attività nel settore auto e dei flussi petroliferi, il contributo del canale estero dovrebbe ridimensionarsi, con una previsione di contributo vicino a zero nel 2020.

Intesa Sanpaolo – Stati Uniti. L’ISM non manifatturiero sale a 55 a dicembre, da 53,9 di novembre. Lo spaccato dell’indagine è misto, con l’indice di attività in rialzo a 57,2 da 51,6 di novembre e vicino al livello di ottobre (57), i nuovi ordini in calo a 54,9 da 57,1 di novembre, l’occupazione a 55,2 da 55,7 e gli ordini all’export a 51 da 52.

Le imprese riportano ottimismo riguardo alla risoluzione delle tensioni commerciali con la Cina, ma segnalano ancora timori per l’incertezza sulle prospettive dei dazi.

La crescita resta diffusa alla maggior parte dei settori (11 in espansione, 6 in contrazione).

Secondo il direttore dell’indagine, il livello dell’indice composito è coerente con una crescita del PIL di 2,2%.

I dati sono positivi, poiché segnalano prosecuzione dell’espansione nel settore dei servizi (l’estrattivo è in calo) nonostante le indicazioni ancora recessive dell’ISM manifatturiero di dicembre (a 47,2).

Fonte: BondWorld.it

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