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Intesa Sanpaolo: Germania ordini all’industria cresciuti meno del previsto

Intesa Sanpaolo – Germania. Gli ordini all’industria a settembre sono cresciuti meno del previsto: 0,5% m/m (-1,9% a/a) da 4,9% m/m (-1,7% a/a) di agosto (quest’ultimo dato è stato rivisto al rialzo di quattro decimi).

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Gli ordinativi esteri sono scesi nel mese per effetto di un calo delle commesse dall’eurozona mentre quelli domestici sono saliti (rispettivamente di -0,8% m/m e +2,3% m/m). Nel settore dell’auto gli ordini sono cresciuti del 5,1% m/m e il livello è ormai quasi del 6% superiori a quello di febbraio.

Stando ai dati preliminari sul fatturato industriale, prevediamo una crescita della produzione industriale a settembre, dopo di che il trend potrebbe di nuovo tornare in rallentamento.

– Area euro. Le vendite al dettaglio di settembre sono attese in calo, a -2,1% m/m, dopo il +4,4% m/m precedente; la crescita tendenziale è vista passare a +2,2% a/a da 4,0% a/a di settembre.

I consumi dovrebbero superare di circa l’1,0% il loro livello di febbraio.

– Stati Uniti. La riunione del FOMC dovrebbe concludersi senza novità rilevanti. La maggior parte degli interventi dei partecipanti nell’ultimo mese ha ribadito la necessità di ulteriore stimolo fiscale per il mantenimento della ripresa. Il comunicato e la conferenza stampa di Powell dovrebbero ribadire che lo scenario economico è condizionato a quello sanitario e che la svolta dei trimestri recenti non è autonomamente sostenibile.

Il FOMC dovrebbe mantenere la fiducia nella nuova strategia di politica monetaria, aggiungendo che si sta ora discutendo sul programma di acquisto di titoli, come segnalato da Brainard qualche settimana fa. È probabile che entro la riunione di dicembre vengano date nuove informazioni sul sentiero e sulla giustificazione per gli acquisti, con un possibile rallentamento dell’accumulazione di MBS e uno spostamento delle quote di acquisto verso i Treasury. Il messaggio dovrebbe restare dovish, ma confermare anche che il ruolo della politica monetaria per il sostegno alla crescita in questa fase ciclica è molto limitato.

I dati e gli eventi di ieri

Area euro. La seconda stima del PMI dei servizi registra una revisione al rialzo da 46,2 a 46,9 dell’indice di attività, che però si conferma in calo rispetto a settembre (48,0). Le imprese segnalano una contrazione più marcata rispetto a settembre del flusso di ordini (45,7), prezzi di vendita in flessione (48,7) a fronte di un aumento dei costi (53,1), e riduzione degli organici (48,6).

L’indice composito si colloca a 50 in ottobre, in calo rispetto a un mese prima (50,4), ma sopra la stima flash.

Lo spaccato per Paese ha visto il PMI servizi francese confermare il calo registrato dalla stima flash, a 46,5 da 47,5 precedente. L’indice composito resta in territorio recessivo, a 47,5 da 48,5 di settembre: le indagini indicano una contrazione del PIL dovuta alle nuove misure introdotte. L’indice dei servizi è crollato ulteriormente da 42,4 a 41,4 in Spagna, confermando le ripercussioni economiche negative legate alla seconda ondata epidemica.

In Germania, il PMI dei servizi è stato rivisto al rialzo a 49,5 da 48,9 della stima flash, ma rimane più basso del valore registrato in settembre (50,6). Di conseguenza, l’indice composito della Germania è passato a 55,0 da 54,7: il dato è coerente con un’espansione dell’economia. La prima lettura del PMI servizi per l’Italia ha visto un peggioramento a 46,7 da 48,8 di settembre. L’indice delle aspettative cala sensibilmente pur restando su valori alti (56,5); l’occupazione, invece, continua a segnare una contrazione. L’indice composito è passato a 49,2 da 50,4 precedente. L’indagine PMI conferma che le misure restrittive introdotte per contenere i contagi stanno aprendo un cuneo fra terziario, da una parte, e industria dall’altra.

Italia. Il testo del DPCM 3/11/2020 riporta l’elenco di attività commerciali che possono restare operative anche nelle zone rosse (quelle con livello di rischio alto). L’elenco è più lungo di quanto atteso alla viglia (v. appendice a p. 5), e include anche alcuni servizi alla persona. Nella zona rossa (a massimo rischio) sono state incluse Lombardia, Piemonte, Valle d’Aosta e Calabria; le regioni a rischio intermedio (zona arancione) sono Puglia e Sicilia, mentre le altre regioni rientrano nella cosiddetta “zona gialla”.

Il livello di restrizione sarà dunque più blando rispetto a quanto sperimentato la scorsa primavera. Già stasera potrebbe arrivare in Consiglio dei Ministri il decreto “Ristori bis” che stanzia nuove risorse destinate alle categorie più colpite dalle ultime misure (secondo indiscrezioni di stampa, gli stanziamenti sarebbero dell’ordine di 1,5-2 miliardi di euro).

BCE. Il governatore di Banca d’Italia, Visco, ha commentato che “nel medio periodo, l’azione di politica economica non può che porsi l’obiettivo di conseguire un progressivo riequilibrio” dei conti pubblici”, soprattutto “per quei paesi che, come l’Italia, avevano un alto debito pubblico anche prima della pandemia”.

Visco ha aggiunto che “assicurare nel prossimo decennio una rapida riduzione del debito, innalzato dagli effetti della pandemia e dalle indispensabili risposte di finanza pubblica, richiederà la massima attenzione alla qualità delle misure di sostegno dell’economia e un graduale aggiustamento dei saldi di bilancio quando le condizioni macroeconomiche saranno più favorevoli”.

Nello scenario ideale di crescita reale media a 1,5%, inflazione vicina al 2% e spread Btp-Bund a 100pb, “il peso del debito potrebbe riportarsi ai livelli pre-Covid nell’arco di un decennio”. Il governatore della Banca di Spagna, Hernández de Cos, ha confermato che a dicembre è molto probabile un ulteriore stimolo monetario.

Secondo Schnabel, la stabilità attuale dei mercati non va data per scontata e i dati economici puntano a un’inversione della traiettoria dell’economia europea; Schnabel ha anche fatto cenno al crescente costo per le banche di una curva dei rendimenti piatta e alla necessità di proteggere il canale del credito.

Stati Uniti. Con l’assegnazione da parte di AP di Michigan e Wisconsin, Biden ha raggiunto 264 delegati, contro i 214 di Trump, ed è a un passo dai 270 voti necessari per la vittoria. Gli stati ancora in bilico sono Nevada (6 voti), Pennsylvania (20 voti), North Carolina (15 voti), Georgia (16 voti). Questi stati avevano annunciato da tempo che il conteggio delle schede avrebbe richiesto diversi giorni per via dello spoglio del voto postale.

Con il passare delle ore e l’inclusione del voto postale, il vantaggio di Trump in Pennsylvania, North Carolina e Georgia si è eroso. Trump ha una sola strada per vincere: avere la maggioranza in tutti e quattro i grandi stati ancora incerti. Biden invece ha quattro diverse possibilità per vincere: basta uno solo degli stati incerti per raggiungere 270 delegati. Con queste alternative, si può escludere la possibilità di una situazione di parità, con 269 voti per ciascuno dei due candidati.

Trump ha già aperto ricorsi per il conteggio di poche schede in Georgia, ha richiesto l’interruzione del conteggio in Michigan e un nuovo conteggio dei voti in Wisconsin, che però non potrà essere formalmente inoltrato fino a quando i dati non saranno certificati dalle contee. In Georgia, la pubblicazione dei dati definitivi e certificati deve avvenire entro il 17 novembre, quindi i tempi in caso di ricorso si allungherebbero verso la seconda metà del mese.

In Pennsylvania, Trump ha richiesto l’intervento della Corte Suprema per bloccare l’estensione di tre giorni per il ricevimento delle schede postali e ha presentato due ricorsi presso i tribunali federali per bloccare il conteggio di alcune schede.

Il Senato è al momento ancora incerto, con 48 seggi assegnati a ciascun partito e 4 seggi ancora da definire. I democratici finora hanno guadagnato un seggio a scapito dei repubblicani, ma i 4 seggi ancora in bilico vedono per ora la maggioranza dei voti per i repubblicani.

Alla Camera, la maggioranza probabilmente resterà democratica (per ora 205 a 190, con 40 seggi ancora da assegnare, per entrambi i partiti al di sotto dei 218 voti necessari per la maggioranza), con un margine minore rispetto alla situazione attuale, dato che si rileva un guadagno netto di 6 seggi per i repubblicani.

Stati Uniti. La stima ADP degli occupati non agricoli privati registra a ottobre una variazione di solo 365 mila, dopo 753 mila a settembre. Nell’industria tutti i settori registrano crescita (estrattivo +3 mila, manifatturiero +7 mila, costruzioni +7 mila): nei servizi la variazione è di 348 mila, con aumenti solidi nei principali sotto-settori, anche se su ritmi inferiori a quelli dei mesi precedenti: commercio e trasporti +53 mila, servizi alle imprese + 60 mila, istruzione e sanità +79 mila, ospitalità e ricreazione +125 mila.

Le stime ADP nell’ultimo anno non sono state affidabili per prevedere i nonfarm payrolls, ma certamente confermano il trend di rallentamento e normalizzazione della dinamica occupazionale dopo la volatilità estrema della primavera e dell’inizio dell’estate.

Stati Uniti. La bilancia commerciale a settembre registra un deficit di 63,9 mld da 67 mld di agosto, con un netto rallentamento della crescita delle importazioni (+0,5% m/m) e un’accelerazione delle esportazioni (+2,6% m/m).

Le importazioni si sono riportate vicino ai livelli pre-pandemia, mentre l’export ha ancora margini di recupero, che però potrebbero restare frenati dalle nuove misure restrittive attuate in seguito alla ripresa dei contagi in Europa.

Stati Uniti. I nuovi contagi sono in forte crescita e hanno superato per la prima volta i 100 mila casi giornalieri, con un aumento del 51% nelle ultime due settimane (fonte: NYT). In 41 stati i nuovi casi sono al di sopra dei livelli della primavera e in rialzo, in 8 stati i casi sono inferiori ai picchi precedenti, ma in crescita.

Il trend è inequivocabilmente verso l’alto, mentre solo una parte degli stati colpiti sta adottando misure di contenimento, per ora comunque relativamente limitate.

Stati Uniti. L’ISM dei servizi a ottobre corregge a 56,6 da 57,8 di settembre, restando al di sopra di 50 per il quinto mese consecutivo. Lo spaccato dell’indagine resta positivo con i principali indici su livelli espansivi: attività a 61,2 da 63, nuovi ordini a 58,8 da 61,5, occupazione a 50,1 da 51,8, tempi di consegna a 56,2 da 54,9.

Nonostante le indicazioni di modesto rallentamento del ritmo di espansione nel settore, le imprese riportano cauto ottimismo sulle condizioni della loro attività e sull’economia, pur sottolineando l’levato grado di incertezza causato dalla pandemia, i vincoli alla capacità produttiva e le elezioni.

Si registra espansione in 16 sotto-settori e contrazione soltanto in due (arte e ricreazione, e amministrazione pubblica). I commenti delle imprese indicano che in diversi settori l’attività si è adattata ai vincoli per COVID (per esempio, istruzione, sanità, finanza), con un ritorno a livelli di produzione relativamente elevati e che la domanda e gli ordini sono in ripresa.

La relazione storica fra ISM e PIL farebbe prevedere una crescita del 2,7%. Al momento, la nostra previsione è di variazione del PIL intorno a 4% t/t ann. nel 4° trimestre.

Fonte: BondWorld.it

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