BondWorld.it
Intesa SanPaolo Falsh Macro Daily

Intesa Sanpaolo: Germania ordini in calo

Intesa Sanpaolo – Germania. In aprile, i nuovi ordini industriali sono calati di -25,8% m/m dopo il -15,0% m/m di marzo (rivisto al rialzo di 6 decimi) …

Se vuoi ricevere le principali notizie pubblicate da BONDWorld iscriviti alla Nostra Newsletter gratuita. Clicca qui per iscriverti gratuitamente.


Intesa SanPaolo


Nello stesso mese, le indagini IFO e PMI avevano segnato un crollo ai minimi storici degli indici sugli ordinativi. Su base tendenziale, la contrazione è passata da -15,4% a -36,6% a/a. La caduta è trainata dagli ordinativi esteri (-28,1% m/m), in particolare dal resto dell’eurozona (-30,6% a/a).

Dal punto di vista dell’utilizzo finale, la caduta è più forte per i beni di investimento (-30,6% m/m) che per intermedi (-22,7%) e beni di consumo (-11,4%). I dati di maggio dovrebbero mostrare un primo rimbalzo, rifletto delle riaperture verificatesi in Germania e nei maggiori partner commerciali del paese.

Stati Uniti

– L’employment report di maggio dovrebbe essere un altro bollettino di guerra, ma molto meno drammatico rispetto a quello di aprile sul fronte dell’occupazione, con un calo di occupati atteso a -5,1 mln, dopo -20,5 mln ad aprile, sulla base delle informazioni disponibili dai dati dei sussidi di disoccupazione delle settimane di rilevazione di maggio e aprile.

  Anche le indagini di settore puntano a un’ulteriore riduzione degli occupati, se pure a ritmi meno violenti rispetto ad aprile.

Il calo di posti di lavoro dovrebbe essere diffuso alla maggior parte dei settori, ma potrebbe esserci una stabilizzazione nelle costruzioni residenziali e nei settori in cui è più diffuso il lavoro a distanza, oltre che una ripresa nella sanità e nei settori in cui la fine del lockdown ha permesso di riprendere, se pure parzialmente, l’attività.

La chiusura definitiva di molte imprese, di tutte le dimensioni, dovrebbe rafforzare la contrazione nei settori del turismo, della ricreazione, del commercio al dettaglio e dell’istruzione.

Il tasso di disoccupazione è previsto in ampio aumento, a 18,1%, da 14,7% di aprile, con un tasso di partecipazione ancora in calo, a 60% da 60,2% di aprile. Un elemento importante per le previsioni del 3° trimestre è la percentuale di disoccupati che si definiscono “disoccupati temporanei”: questa percentuale era a un massimo storico oltre il 78% ad aprile.

Al di là di problemi di raccolta e classificazione dei dati, è probabile che questa percentuale sia sovrastimata dagli individui e dalle stesse imprese, ancora incerte sulla sorte delle loro attività.

Una percentuale elevata di disoccupati temporanei è un fattore di sostegno alla spesa delle famiglie, che hanno il reddito temporaneo dei sussidi e dei trasferimenti e potrebbero limitare la riduzione dei consumi se pensano di essere riassunti a breve.

Nel mese di maggio molte imprese hanno dato indicazioni negative sulla possibilità di riapertura dopo il lockdown e hanno annunciato licenziamenti (soprattutto fra le imprese di grande dimensione) ed è probabile che anche nei dati dell’employment report ci sia una graduale riduzione dei “disoccupati temporanei” sul totale dei senza lavoro.

Le ore lavorate dovrebbero essere in aumento, mentre i salari orari dovrebbero rallentare, con un incremento di 1,3% m/m spiegato, come il +4,7% m/m di aprile, dall’uscita dei lavoratori con reddito più basso dalle buste paga. 

Nel complesso l’employment report, se pure ancora negativo, dovrebbe confermare che il peggio in termini di perdita di occupazione è stato segnato ad aprile e preludere a una probabile svolta a giugno, quando dovrebbe esserci un aumento di occupati storicamente molto elevato, anche se non in grado di compensare le perdite viste nei tre mesi precedenti.

Tuttavia, le informazioni più tempestive restano quelle dei sussidi e delle altre variabili raccolte con frequenza settimanale, che puntano a una ripresa dell’attività, e quindi dell’occupazione, da giugno in poi.

I dati e gli eventi di ieri

BCE. Il consiglio direttivo della Banca Centrale Europea ha annunciato l’estensione del PEPP al giugno 2021, aumentandone la dimensione di 600 miliardi, a 1350 miliardi complessivi. Una decisione in tal senso era scontata entro settembre, ma evidentemente la BCE ha preferito sgombrare subito il campo dall’incertezza e cogliere l’occasione dell’aggiornamento (in peggio, ovviamente) delle previsioni macroeconomiche.

L’annuncio è circa in linea con quanto avevamo incluso nello scenario centrale, sia come durata dell’estensione, sia come dimensione, e l’anticipo non ha ripercussioni sostanziali.

La scelta di giugno 2021 è stata fatta perché il consiglio ritiene che per allora ci sarà maggiore visibilità sulle prospettive e un ritorno all’inflazione pre-COVID. Come ha affermato la presidente Lagarde, a sua volta la dimensione dell’incremento è collegata alla durata dell’estensione temporale.

Sempre con riferimento al PEPP, il comunicato segnala che le scadenze saranno reinvestite almeno fino alla fine del 2022. Questo era un altro punto finora non chiarito del programma.

Non sono state annunciate modifiche né all’APP, né ai tassi ufficiali, né ai programmi di rifinanziamento (già interessati da molti annunci nei mesi scorsi).

Nel commento sulla situazione economica, la BCE ha sottolineato l’impatto negativo su domanda, occupazione e capacità produttiva, e l’incertezza sulla velocità del rimbalzo previsto nel terzo trimestre. La previsione centrale di variazione del PIL è ora di -8,7% nel 2020 e +5,2% nel 2021, e si sposta così circa al centro dell’intervallo di stima comunicato a maggio.

Peraltro, l’incertezza di scenario è tale che la BCE ha deciso di pubblicare anche due scenari alternativi, uno più favorevole (2020: -5,9%; 2021: +6,8%) basato sull’ipotesi di scomparsa dell’epidemia, e uno negativo con nuove fasi di confinamento fino alla metà del 2021 (2020: -12,6%; 2021: 3,3%).

L’inflazione è attesa in lieve calo nei prossimi mesi e quindi stabile su livelli modesti, sicché la media 2020 è prevista ora a 0,3% a/a e 1,3% nel 2021. La BCE ritiene che i fattori di offerta compenseranno soltanto in parte il freno esercitato dalla debolezza della domanda nel medio termine.

Lagarde ha anche affrontato la questione della sentenza della corte costituzionale tedesca, definendola un problema che deve essere affrontata esclusivamente dalle istituzioni tedesche (parlamento e governo).

Dopo l’annuncio di oggi, verosimilmente la politica monetaria resterà ferma per diverso tempo. La situazione sarà probabilmente riesaminata più seriamente a settembre, alla luce degli sviluppi sul fronte della ripresa e delle politiche fiscali, ma non ci attendiamo ulteriore stimolo se lo scenario centrale si rivelerà quello corretto.

Area euro. Le vendite al dettaglio di aprile hanno subito un ulteriore crollo del -11,7% m/m, dopo il -11,1% m/m precedente, per effetto delle misure restrittive adottate dalla seconda metà del mese di marzo per combattere il contagio di COVID-19.

Il calo ha coinvolto soprattutto i beni non alimentari, che hanno visto una flessione del -17,0% m/m in aprile, ed il carburante per autotrazione (-27,7% m/m).

Lo spaccato per Paesi vede Francia (-20,0% m/m) e Spagna (-19,4% m/m) registrare un valore al disotto della media dell’Eurozona, mentre la Germania (-5,3% m/m) ha subito una flessione meno severa.

Sull’anno, le vendite sono scese del -19,6% a/a dal -8,8% a/a di marzo. I consumi sono visti in ripresa, graduale, nei prossimi mesi, sulla scia dell’allentamento delle misure di contenimento di COVID-19.

Germania. I dettagli della nuova manovra fiscale annunciata dal governo federale mostrano che il perno è costituito per il 2020 da una riduzione temporanea delle aliquote IVA (da 19% a 16% quella standard e da 7 a 5% quella agevolata fino al 31/12/2020, con un impatto stimato in 20 miliardi), oltre che da aumenti dei trasferimenti a Stati e comuni per compensare le maggiori spese legate alla crisi pandemica (ben 12,5 miliardi nel 2020 e 4,5 miliardi nel 2021) e incentivi alle imprese (come ammortamenti accelerati); nel più lungo termine, il governo ha annunciato una serie di misure finalizzate a sostenere la transizione verde (anticipo di investimenti, riduzione della soprattassa che sussidia le energie rinnovabili, incentivi sull’acquisto di auto elettriche ecc.), a rafforzare il sistema sanitario e la produzione di dispositivi medici (€10 miliardi) e a promuovere la digitalizzazione della pubblica amministrazione (€10 miliardi).

A una prima analisi, il pacchetto dovrebbe innalzare l’impulso fiscale di circa 50 miliardi nel 2020, facendolo arrivare all’8,8% del PIL e a circa 3/5 dell’impulso fiscale complessivo dell’area euro.

US COVID-19 update

– Contagi 1872660, nuovi contagi 21100, decessi 108211guarigioni 485002 (Fonte: JHU).

– Il Congressional Budget Office ha pubblicato una valutazione di una possibile estensione al 31 dicembre 2020 dell’integrazione ai sussidi di disoccupazione prevista dal CARES Act. Attualmente, l’integrazione federale di 600 dollari settimanali ai sussidi erogati con i programmi statali regolari potrà restare in vigore fino al 31 luglio 2020.

Secondo il CBO estendere l’integrazione per altri 6 mesi implicherebbe che: 1) circa 5 su 6 individui che riceveranno i sussidi con l’integrazione avranno un sussidio complessivo superiore al reddito da lavoro prevedibile in tale periodo; 2) in media tali individui spenderebbero in beni e servizi un ammontare simile a quello prevedibile se avessero un lavoro, e superiore a quello associato alla percezione del sussidio senza integrazione. Di conseguenza, il PIL nel 2° semestre e l’occupazione sarebbero superiori a quelli prevedibili senza l’estensione dei 600 dollari, ma nel 2021 sarebbero inferiori rispetto al caso di mancata estensione.

– Le richieste di nuovi sussidi di disoccupazione nella settimana conclusa il 30 maggio correggono a 1,877 mln da 2,123 mln della settimana precedente. Le richieste non destagionalizzate a fine maggio sono pari a 1,6 mln. I nuovi sussidi erogati con i programmi per la pandemia istituiti con il CARES Act calano a 623 mila da 1,295 mln della settimana precedente, portando il totale di nuovi sussidi (erogati o richiesti) a 2,5 mln. I sussidi esistenti (sulla base dei programmi statali regolari) nella settimana conclusa il 23 maggio aumentano a 21,487 mln da 20,838 mln della settimana precedente, ma restano al di sotto del picco di 24,9 mln di un mese fa.

In termini non destagionalizzati, i sussidi esistenti sono pari a 19,295 mln in aumento da 18,858 mln di metà maggio. La somma di tutti i sussidi continuativi erogati nella settimana conclusa il 16 maggio è pari a 29,965 mln, di cui 18,788 mln con i programmi statali e 10,950 mln con i programmi espansi per la pandemia. I dati mostrano ulteriore rallentamento della dinamica dei nuovi sussidi e/o delle nuove richieste, in linea con la stabilizzazione attesa della perdita di posti di lavoro, ma la ripresa dei sussidi esistenti dopo una settimana di flessione conferma l’incertezza delle previsioni per il sentiero del mercato del lavoro.

– La bilancia commerciale ad aprile registra un ampliamento del deficit a -49,4 mld, da -42,3 mld, sulla scia di un crollo dell’export (-20,5% m/m) molto più ampio del calo dell’import (13,7% m/m).

La correzione delle esportazioni risente principalmente del blocco della produzione nel settore auto, a cui si è aggiunta l’ulteriore flessione dei servizi (turismo e trasporti). I dati puntano a un contributo marginalmente negativo delle esportazioni nette alla dinamica del PIL nel 2° trimestre.

Giappone. I consumi delle famiglie calano di -11% a/a in termini nominali e di -11,1% a/a in termini reali. La correzione è diffusa alle principali componenti (alimentari, abbigliamento, sanità, cultura e ricreazione), con l’eccezione dell’abitazione e delle utility.

Su base mensile, i consumi sono in calo di -6,1% m/m, dopo -4,6% m/m a marzo, con crolli particolarmente marcati nell’abbigliamento (-41,6% m/m, dopo -17,5% m/m), nei trasporti (-6,7% m/m), nelle attività culturali e ricreative (-13,2% m/m).

Il mese di aprile rappresenta il picco degli effetti della dichiarazione di stato di emergenza in Giappone, che ha indicato misure di distanziamento sociale “volontarie”, terminate poi fra inizio e metà maggio.

La contrazione prevista per il 2° trimestre è intorno a -10% t/t, dopo un calo nel 1° trimestre di -0,9% t/t (la seconda stima sarà pubblicata lunedì 8/6 e dovrebbe includere una revisione verso l’alto di un paio di decimi).

Fonte: BondWorld.it

Articoli Simili

Intesa Sanpaolo: Stati Uniti vendite al dettaglio previste in aumento

Redazione

Intesa Sanpaolo: Stati Uniti PPI ad aprile è atteso in rialzo

Redazione

Intesa Sanpaolo: Area euro rimbalzo della produzione industriale

Redazione