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Intesa Sanpaolo: Germania rimbalzo produzione industriale

Intesa Sanpaolo – Germania. In maggio si è verificato un rimbalzo della produzione industriale di+7,8% m/m, dopo che ad  aprile era  stato  registrato  un crollo record(-17,5%  m/m,  rivisto  al rialzo  da -17,9%) …

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Sull’anno, il dato è passato a -19,3% da -25,0% precedente. L’aumento è guidato principalmente dall’industria  automobilistica, che  tuttavia  rimane  ben  al  di  sotto  (circa  il  50%)  dei  livelli  di febbraio. Lo  spaccato  per  settori  registra  un  aumento  diffuso;  la  ripresa  è  forte  per  i  beni investimento,  cresciuti  del  27,6%  m/m,  mentre  i  beni  intermedi  hanno  segnato  una  leggera flessione di -0,1% m/m. Le costruzioni hanno registrato un aumento modesto (+0,5% m/m).I dati degli ordinati vi avevano mostrato ieri una ripresa di 10,4% m/m, per una variazione tendenziale di -29,3% a/a.

Il rimbalzo è stato più intenso per gli ordinativi interni che per quelli esteri, che pure erano calati di più in marzo e aprile, anche se quelli dal resto dell’area dell’euro si sono mostrati relativamente dinamici  (+20%  m/m).Rispetto  a  gennaio,  la  perdita  è  pari  al  23,2%  per  gli ordinativi domestici e del 37,2% per quelli esteri, in particolare extra-eurozona (-38,7%).A livello settoriale,  gli  ordinativi  restano  eccezionalmente  bassi  rispetto  a  un  anno  fa  soprattutto  nel comparto automobilistico (-47% a/a) e in quello dei prodotti in metallo (-31,5% a/a).

I dati e gli eventi di ieri

Area euro. Le vendite al dettaglio di maggio hanno segnato un rimbalzo di +17,8% m/m, dopo il -12,1% m/m (rivisto al ribasso) precedente, per effetto dell’allentamento delle misure restrittive. La ripresa ha coinvolto soprattutto i beni non alimentari, che hanno visto una crescita di +34,5% m/m in aprile (di cui +147,0% m/m per tessile, abbigliamento e calzature), ed il carburante per autotrazione  (+38,4%  m/m). 

Lo  spaccato  per  Paese  vede  Francia  (+25,6%  m/m)  e  Spagna (+18,0% m/m) collocarsi al di sopra della media dell’Eurozona, mentre la Germania (+13,9% m/m) ha registrato una crescita più debole. Sull’anno, le vendite sono scese del -5,1% a/a dal -19,6% a/a di aprile. I consumi sono visti in ripresa, graduale, nei prossimi mesi, sulla scia dell’ulteriore allentamento delle misure di contenimento.

Stati Uniti

– Contagi 2936077, nuovi contagi 49900, decessi 130285, guarigioni 924148 (Fonte: JHU).

– L’accelerazione  della  crescita  dei  contagi  è  particolarmente  elevata  in  alcuni  stati (California, Florida, Arizona e Texas) dove sono state introdotte misure di contenimento mirate alle attività che sembrano responsabili della crescita di casi, che si sta diffondendo in misura crescente nelle fasce più giovani della popolazione.

Invece, New York City procede con il sentiero  di  riapertura,  entrando  nella  fase  3  e  sta  studiando  le  condizioni  per  la  possibile riapertura delle scuole a settembre

– Daly (San Francisco Fed) ha detto che se si riuscisse a limitare il problema sanitario attraverso una strategia di contenimento o con un vaccino, sarebbe possibile normalizzare l’attività economica  in  tempi  molto  rapidi.  Daly  ha  sottolineato  il  livello  straordinariamente  elevato dell’incertezza, che la induce ad avere previsioni basate su scenari alternativi. Anche nel migliore  dei  casi,  con  una  graduale  ripresa  della  crescita  il  tasso  di  disoccupazione rimarrebbe comunque elevato a lungo.

Bostic (Atlanta Fed) ha detto che la riaccelerazione dei contagi mette a rischio la ripresa, come si vede dal rallentamento dell’attività negli Stati colpiti  dal  recente  aumento  dei  nuovi  casi.  Secondo  Bostic, ora  è  necessario  valutare  se questa perdita di slancio dell’attività è solo una pausa o un fenomeno più duraturo. Bostic ha  aggiunto  che  sarebbe  opportuno  ulteriore  stimolo  fiscale  per  estendere  le  misure  in scadenza o già esaurite.

– L’ISM non manifatturiero a giugno sorprende verso l’alto, salendo a 57,1 da 45,4 di maggio, con la variazione più ampia da quando esiste l’indagine (1997). L’indice di attività aumenta a 66 da 41 di maggio, gli ordini salgono a 61,6 da 41,9 e gli ordini all’estero sono in rialzo a 58,9 da 41,5, l’occupazione invece rimane al di sotto di 50, pur segnando un incremento di 11,3 punti, a 43,1 da 31,8.

La componente tempi di consegna corregge a 57,5 (-9,5 punti da 67 di maggio) e dà indicazioni di riduzione dei problemi di offerta che avevano contribuito a frenare l’attività nei mesi scorsi e di riallineamento dei ritmi di domanda e offerta. Anche i prezzi pagati sono in rialzo, a 62,4 da 55,6 di maggio.

L’espansione dell’attività è diffusa a 14 settori, con solo tre settori ancora in contrazione (fra cui l’estrattivo). Le imprese riportano aumenti  di  domanda  superiori  alle  attese  in  diversi  settori,  ma  anche  molta  cautela  nei comparti più a rischio in caso di ripresa duratura dei contagi (sanità, istruzione, ricreazione, ospitalità  e  ristorazione)  e  indicazioni  di  debolezza  nei  servizi  al  settore  aereo  e  a  quello estrattivo.

L’indice non manifatturiero composito a 57,1 sulla base della relazione storica con il PIL indicherebbe una crescita annualizzata di 2,9%, ma questa recessione rivoluziona tutte le regolarità del passato: la previsione per il PIL del 3° trimestre è di crescita a due cifre.

– Giappone. I consumi delle famiglie a maggio calano di -16,2% a/a, sia in termini reali sia in termini nominali, con contrazioni particolarmente marcate per cultura e ricreazione (-37,2% a/a), istruzione (-29,2% a/a), abbigliamento (-37,4% a/a). Il reddito è in rialzo di 9,8% a/a. Su base mensile, i consumi sono in calo di -1,8% m/m in termini nominali (-1,5% m/m in termini reali), a fronte di incrementi per il reddito e il reddito disponibile di +7,3% m/m e 12,2% m/m (7,5%  m/m  e  12,3%  m/m  in  termini  reali),  con  indicazioni  di  un  ampio  amento  del  tasso  di risparmio.

Nella prima settimana di maggio era in vigore lo stato di emergenza nazionale per tutto  il  Paese,  successivamente  lo  stato  di  emergenza  era  stato  mantenuto  solo  nelle prefetture più colpite (ma anche più popolose).  A giugno si dovrebbe vedere un rimbalzo della spesa delle famiglie, che dovrebbe guidare la ripresa della crescita nel 3° trimestre.

Fonte: BondWorld.it

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