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Intesa Sanpaolo : Germania rivisto al ribasso di un decimo il PIL

Intesa Sanpaolo – Questa mattina in Germania la seconda lettura ha rivisto al ribasso di un decimo il PIL del 3° trimestre a 1,7% t/t (2,5% a/a); il dato rimane dell’1,1% più basso rispetto ai livelli prepandemici.

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Lo spaccato ha mostrato un contributo positivo della domanda interna (+2pp) a fronte di un apporto marginalmente negativo del canale estero (-0,2pp). Sempre in Germania, la fiducia dei consumatori diffusa stamane da GfK ha mostrato una correzione in dicembre, a -1,6 da 1 precedente.

Ieri, in Germania l’IFO di novembre è calato per il quinto mese consecutivo, portandosi a 96,5 da un precedente 97,7. Sono peggiorate ulteriormente le attese per i prossimi mesi, a 94,2 da 95,4, e la valutazione sulla situazione corrente è calata a 99 da 100,2. L’indagine peraltro non sembra aver incorporato pienamente il peggioramento del quadro sanitario. La presenza di colli di bottiglia dal lato dell’offerta, l’aumento dell’inflazione e la risalita dei contagi da COVID-19 allungano i tempi di recupero del PIL dai livelli pre-pandemici, che era atteso in questo trimestre e che potrebbe essere rimandato di 3-6 mesi. Sempre ieri, i leader dei socialdemocratici, dei verdi e dei liberaldemocratici hanno dichiarato di aver raggiunto un accordo per la formazione del governo. Il nuovo cancelliere sarà Olaf Scholz della SPD, la cui nomina sarà votata ufficialmente dal parlamento nella seconda settimana di dicembre.

La Slovacchia ha introdotto un confinamento della popolazione non vaccinata, che potrà uscire di casa soltanto per attività essenziali, e la chiusura della ristorazione nelle aree a massima classificazione di rischio. In Italia, il Governo ha dato il via libera al Green Pass “rafforzato”, che consente l’accesso a spettacoli, eventi sportivi e ristorazione al chiuso solo ai vaccinati, mentre il Green Pass “base” sarà richiesto per accedere ad alberghi e trasporti locali; prevista anche l’estensione della vaccinazione obbligatoria al personale scolastico e alle forze dell’ordine, mentre gli operatori sanitari dovranno sottoporsi alla terza dose; il decreto sarà in vigore dal 6 dicembre al 15 gennaio.

Fabio Panetta, consigliere esecutivo della BCE, ritiene che nell’area euro i vincoli all’offerta siano prevalenti; nel corso del tempo, lo shock sui prezzi energetici diventa assimilabile a uno shock negativo di domanda. Il mercato del lavoro si sta muovendo lungo la curva di Beveridge, senza alcuna evidenza che i problemi di riallocazione possano portare a una spirale prezzi-salari prima del raggiungimento della piena occupazione. Quindi, “sembra esserci una scarsa probabilità che l’inflazione si collochi in modo persistente sopra il 2% nel medio termine” e la BCE dovrebbe riportare la crescita del PIL al trend precedente la crisi, evitando una stretta prematura della politica monetaria. La BCE rilascerà oggi il resoconto della riunione di politica monetaria di ottobre, che può essere utile per valutare quanto sono diffuse all’interno del consiglio direttivo le preoccupazioni per il rischio che l’inflazione superi il 2% nel medio termine.

– Negli Stati Uniti oggi i mercati sono chiusi per Thanksgiving, e non ci sono dati in uscita. Ieri si è concentrata la pubblicazione di un ampio flusso di informazioni, ma il vero market mover sono stati i verbali della riunione del FOMC di novembre.

I verbali, a nostro avviso, aprono la strada all’annuncio di un aumento del ritmo del tapering a dicembre. Alla riunione è stato deciso un ritmo di riduzione degli acquisti di 15 mld al mese, ma il dibattito è stato incentrato sui rischi di un’inflazione elevata più a lungo del previsto e sulle azioni appropriate da attuare in caso si materializzassero tali rischi. I partecipanti ritenevano che il rialzo dell’inflazione fosse dovuto a fattori transitori, ma hanno rilevato avrebbe potuto diventare più persistente di quanto atteso e richiedere modifiche al tapering in caso di continuo sforamento dell’obiettivo. Le informazioni a disposizione durante la riunione non includevano il solido employment report e il balzo del CPI di ottobre. Nelle ultime settimane, diversi partecipanti hanno espresso pubblicamente supporto a una nuova discussione sul ritmo del tapering. Anche Daly (San Francisco Fed), inizialmente contraria a modifiche, ieri ha detto che potrebbe essere a favore di un’accelerazione della riduzione degli acquisti. A nostro avviso, il FOMC potrebbe la riduzione fra 20 e 30 mld al mese in modo da concludere il tapering fra marzo e maggio e permettere una svolta dei tassi alla fine del 2° trimestre. Saranno l’employment report in uscita il 3 dicembre e il CPI in pubblicazione il 10 dicembre a determinare quanto più rapido sarà il tapering, ma il ritmo di 15 mld ci pare ormai archiviato.

La spesa personale ha superato la previsione di solida riaccelerazione dei consumi, con un rialzo di 1,3% m/m, spinta sia dai beni (2,2% m/m) sia dai servizi (0,9% m/m). Il reddito personale ha sorpreso verso l’alto con una variazione di 0,5% m/m, grazie all’aumento di 0,8% m/m delle retribuzioni. Il tasso di risparmio rimane elevato a 7,3%, ma è in netto calo rispetto al 9,6% del 3° trimestre. Il deflatore è in rialzo di 0,6% m/m (5% a/a), con l’indice core in aumento di 0,4% m/m (4,1% a/a): il picco dell’inflazione non è ancora stato raggiunto e il FOMC dovrà rivedere significativamente verso l’alto la previsione per fine 2021 (ora a 3,7% a/a) e per il 2022.

Gli ordini di beni durevoli hanno deluso, con una contrazione di -0,5% m/m, attribuibile però alla componente volatile dell’aeronautica civile: al netto dei trasporti gli ordini sono aumentati di 0,5% m/m. Anche le consegne di beni capitali sono in solido rialzo, ma una parte consistente della variazione è dovuta alla componente prezzi.

Un segnale importante per la crescita è venuto dalla bilancia commerciale dei beni di ottobre, che ha registrato un netto rimbalzo delle esportazioni (10,7% m/m), una variazione modesta delle importazioni (0,5% m/m), e una netta chiusura del deficit a ottobre, con un segnale di probabile ampio contributo positivo del canale estero al PIL del 4° trimestre.

Il PIL del 3° trimestre è stato rivisto marginalmente verso l’alto, con una variazione di 2,1% t/t ann., da 2%, dovuta a maggiori consumi.

Le richieste di nuovi sussidi di disoccupazione sono scese più delle attese, calando a 199 mila il 20 novembre, sui minimi da novembre 1969, probabilmente a causa di problemi di destagionalizzazione a ridosso di Thanksgiving.

Infine, la fiducia dei consumatori rilevata dall’Univ. of Michigan a novembre (finale) è scesa ancora, toccando a 67,4 il minimo da 10 anni, per via delle preoccupazioni relative agli effetti dell’inflazione sulle finanze personali e sull’economia. Le aspettative di inflazione a 1 anno sono salite a 4,9% e quelle a 5 anni a 3%.

Fonte: BondWorld.it

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