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Intesa Sanpaolo: Germania ulteriore aumento dell’indice Ifo

Intesa Sanpaolo – Germania. Vediamo un ulteriore aumento dell’indice Ifo ad aprile, a 97,2 da 96,6 di marzo. L’indice sulle attese potrebbe correggere a 99,4 da 100,4, ma l’indicatore sulla situazione corrente è atteso migliorare ulteriormente, a 95 da 93 precedente.

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– Stati Uniti. Gli ordini di beni durevoli a marzo (prel.) sono previsti in rialzo di 2,5% m/m dopo – 1,2% m/m di febbraio, sulla scia di un nuovo incremento delle commesse nette a Boeing, dopo la svolta positiva vista a febbraio. Al netto dei trasporti, gli ordini dovrebbero rimbalzare di 1,9% m/m, dopo -0,9% m/m.

Anche per gli ordini di beni capitali al netto di difesa e aerei si dovrebbe vedere un ritorno sul trend positivo interrotto solo temporaneamente a febbraio per il maltempo, con indicazioni espansive per gli investimenti non residenziali nel 2° trimestre. Gli ordini e le consegne di beni capitali ex-difesa e aerei sono superiori di circa 8,5% rispetto ai livelli pre-COVID-19, superati già nell’estate 2020.

I market mover della settimana

Il calendario dell’Eurozona vede questa settimana la diffusione della prima stima sui conti nazionali del 1° trimestre: ci aspettiamo un calo sensibile in Germania (attorno a -1,5% t/t) e una sostanziale stagnazione negli altri principali Paesi; di conseguenza, l’Eurozona dovrebbe mostrare una contrazione congiunturale di circa mezzo punto percentuale. Si completerà inoltre la tornata di indici di fiducia relativi al mese di aprile, con la diffusione dell’Ifo tedesco, dell’indagine della Commissione Europea e delle survey dell’Istat in Italia: le indicazioni dovrebbero restare in media positive, specie per il settore manifatturiero.

Sono in agenda anche le stime preliminari dell’inflazione di aprile, attesa in ulteriore accelerazione nell’Eurozona (a 1,7% a/a da 1,3% precedente), in Francia e in Italia, mentre in Germania ci aspettiamo una stabilità. La disoccupazione è vista a marzo stabile nell’Eurozona (a 8,3%) e in aumento in Italia (a 10,3%), e ad aprile in salita in Germania.

La settimana ha molti dati in uscita negli Stati Uniti, ma il focus sarà sulla riunione del FOMC. La Fed dovrebbe confermare un messaggio dovish e ribadire che ci vorrà ancora del tempo prima di ridurre lo stimolo monetario, segnalando ancora che qualsiasi cambiamento verrà preparato con largo anticipo. Fra i dati, il PIL del 1° trimestre dovrebbe essere in accelerazione dopo la debolezza transitoria dell’autunno.

Ad aprile la fiducia delle famiglie è attesa in ulteriore miglioramento. I dati di marzo dovrebbero essere molto positivi, con ampi incrementi di consumi e reddito personale, del risparmio e degli ordini di beni durevoli. Il deflatore dei consumi e il deflatore core sono previsti in aumento solido su base mensile e in netta accelerazione su base annua.

Venerdì sui mercati

Italia. Il Governo ha approvato e trasmesso al Parlamento il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, su cui il Presidente del Consiglio riferirà in aula oggi alla Camera e domani al Senato. Dopo il passaggio in Parlamento, il PNRR sarà definitivamente approvato da un altro CdM prima dell’invio a Bruxelles entro il 30 aprile. L’ammontare totale del piano è pari a 222,1 miliardi, di cui 191,5 mld attraverso il Dispositivo per la Ripresa e la Resilienza e 30,6 miliardi attraverso un fondo complementare finanziato con lo scostamento di bilancio approvato dal Governo il 15 aprile scorso. Il Piano si organizza lungo sei missioni: “Digitalizzazione, Innovazione, Competitività, Cultura” (49,2 miliardi), “Rivoluzione Verde e Transizione Ecologica” (68,6 miliardi), “Infrastrutture per una Mobilità Sostenibile” (31,4 miliardi), “Istruzione e Ricerca” (31,9 miliardi), “Inclusione e Coesione” (22,4 miliardi) e “Salute” (18,5 mld).

Il documento destina al Mezzogiorno 82 miliardi sui 206 miliardi ripartibili secondo il criterio del territorio (il 40%). Il Piano include un pacchetto di riforme in tema di pubblica amministrazione, giustizia, semplificazione normativa e concorrenza. Il Governo stima che nel 2026 il PIL sarà più alto di 3,6 punti percentuali rispetto allo scenario di base. Rispetto alle attese della vigilia, non è stata inclusa nella versione finale del documento la proroga del super-bonus per l’edilizia, che sarà inserita nella prossima legge di bilancio.

Area euro. La stima flash del PMI composito di aprile è coerente con una crescita dell’attività economica rispetto al mese precedente, nonostante le pesanti misure di contenimento introdotte in alcuni Paesi dell’area. L’indice passa a 53,7 punti da 53,2 di marzo. L’indagine di questo mese segnala la presenza di pressioni inflattive.

L’indice dei prezzi degli input ha toccato 81,5 nel manifatturiero (più sensibile al rincaro delle materie prime e dei trasporti) e 57,7 nei servizi: aggregando manifatturiero e servizi emerge una crescita moderata dei prezzi dell’output (54,6) e più marcata per gli input (63,9, massimo dal 2011), associata a problemi di approvvigionamento.

I settori continuano ad evidenziare dinamiche asimmetriche. Il PMI manifatturiero segna un nuovo miglioramento, a 63,3 da 62,5 precedente (nuovo massimo storico). La crescita record dei nuovi ordini lascia ben sperare per i mesi a venire, mentre continua il recupero dell’occupazione. La forte domanda e i problemi legati alla catena di distribuzione hanno contribuito a un aumento del lavoro inevaso e a un ulteriore allungamento dei tempi medi di consegna.

Superano la soglia di invarianza i servizi, che, tuttavia, continuano a risentire delle misure restrittive: l’indice è salito a 50,3 da 49,6, toccando il massimo dallo scorso agosto. L’indice dei nuovi affari si avvicina alla soglia di 50 punti, mentre le aspettative rimangono su valori alti.

Lo spaccato per Paese vede la Germania guidare la crescita dell’industria dell’Eurozona: il PMI manifatturiero rimane su valori alti (a 66,4 da 66,6 precedente). Restano su valori alti anche gli indici dei nuovi ordini totali e della produzione; migliorano le condizioni del mercato del lavoro. I servizi si assestano poco sopra la soglia di non cambiamento (50,1 punti), dopo i segnali di espansione visti lo scorso mese. Di conseguenza, il PMI composito passa a 56,0 da 57,3, anche se l’indice non rifletterebbe le reali condizioni dell’attività economica.

Infatti, nonostante la fase espansiva indicata dalle indagini PMI nei primi tre mesi del 2021, le nostre attese sono per una contrazione del PIL tedesco di -1,5% t/t nel 1° trimestre. In Francia il manifatturiero risulta circa stabile (a 59,2 da 59,3 precedente), mentre i servizi iniziano a mostrare segnali di recupero (50,4 da 48,2). L’indice composito, a 51,7 da 50,0 precedente, passa in territorio espansivo. Ciononostante, sull’economia francese peserebbe ancora l’incertezza legata all’andamento della curva dei contagi.

Area euro. La BCE ha pubblicato il resoconto del dialogo avuto alla fine di marzo dalla Banca centrale con 66 imprese non-finanziarie attive nell’area dell’euro. Le imprese hanno segnalato che nel primo trimestre l’attività è stata calante in gran parte del terziario e mista nel manifatturiero, stabile nelle costruzioni e stabile o in crescita nei servizi alle imprese. Per il trimestre in corso, le imprese avevano aspettative di crescita.

Le imprese manifatturiere hanno sottolineato che la scarsità di alcuni beni intermedi (semiconduttori, ma anche metalli, plastiche e altra componentistica) e la carenza di traporti marittimi si aggraverà nel trimestre corrente e dovrebbe ridursi soltanto nella seconda metà del 2021. I problemi di approvvigionamento stanno frenando la crescita della produzione manifatturiera, che segnala forte domanda latente e libri ordini in crescita. Per quanto riguarda i prezzi, la BCE ha riscontrato qualche segnale di trasferimento dei rincari dei costi ai prezzi di vendita, ma “transitori”.

Belgio. Dall’8/5, il governo consentirà la riapertura della ristorazione, ma soltanto per il servizio all’aperto e fino alle ore 22:00. Vengono anche permesse le attività sportive all’aperto, gli spettacoli e i mercatini.

L’allentamento delle misure è stato annunciato in coincidenza con il superamento della soglia del 70% della popolazione oltre 65 anni di età coperta con almeno una dose di vaccino. Il tasso di incidenza di nuovi casi è più alto che in Italia, ma la mortalità è circa la metà (su base quindicinale, 48,6 ogni milione di abitanti contro 98,9 in Italia).

Covid-19 – Stati Uniti. I nuovi contagi sono tornati a calare, dopo settimane di stabilizzazione intorno a 60 mila nuovi casi al giorno. La svolta verso il basso segnala che la diffusione dei vaccini sta dominando quella delle varianti del virus più contagiose. I nuovi casi il 25 aprile scendono a 33662, con la media settimanale a 58353, in calo di -16% rispetto alla media di 14 giorni prima, e indicazioni di miglioramento negli Stati più colpiti recentemente, Michigan, New York e New Jersey. Sul fronte delle vaccinazioni, riprende ora l’utilizzo di J&J, dopo il via libera dato dal CDC venerdì scorso.

Nell’ultima settimana il ritmo delle somministrazioni è sceso, da una media settimanale di 3,3 mln al giorno di metà aprile a 2,75 mln ieri. La previsione è che la campagna riacceleri. Ai ritmi attuali, l’80% della popolazione riceverebbe almeno una dose entro inizio agosto. Al 25 aprile, sono stati somministrati 228,7 mln di dosi, pari al 71% della popolazione, con il 42% che ha ricevuto almeno una dose e il 29% pienamente immunizzato.

Stati Uniti. Il dibattito sul piano di investimenti pubblici prosegue, con aperture da parte dei senatori repubblicani per un pacchetto di dimensioni più contenute rispetto all’American Jobs Plan di Biden. Secondo diversi senatori sarebbe possibile un accordo su un intervento di entità vicina a 900 mld, contro i 2,3 tln dell’AJP e i 568 mld del piano presentato da un gruppo di repubblicani la settimana scorsa. Intanto, il senatore democratico centrista J. Manchin ha detto che l’AJP è troppo ampio, e a suo avviso dovrebbe essere mirato esclusivamente agli investimenti in infrastrutture per trasporti e comunicazioni.

Il voto di Manchin è determinante per la possibile approvazione dell’AJP con la procedura di reconciliation. Mercoledì, nel suo primo discorso di fronte alla Camere riunite, Biden dovrebbe presentare l’American Family Plan, un pacchetto di circa 1,5 tln di dollari a sostegno di istruzione e cura dei figli da finanziare con rialzi di imposte per le fasce di reddito elevato.

Stati Uniti. Il PMI manifatturiero ad aprile aumenta a 60,6 da 59,1 di marzo, toccando il massimo da quando esiste la serie (maggio 2007). Il rialzo è diffuso alle principali componenti sia di attività, sia di prezzo: nuovi ordini a 61,6 da 60,8, ordini all’export a 56,8 da 52,7, produzione a 57,2 da 54,5, occupazione a 55,7 da 55,1, prezzi degli input a 78 da 74,9.

I tempi di consegna sono in ulteriore peggioramento a 23,7 da 25,4, a testimonianza dei persistenti colli di bottiglia dovuti a scarsità di materie prime e beni intermedi, anche se l’aumento della produzione è un segnale incoraggiante, dopo due correzioni consecutive.

Il PMI dei servizi balza a 63 da 60, con indicazioni positive dall’occupazione (a 56,3 da 52,4), dall’attività (a 63,1 da 60,4) e dalla nuova attività (a 63,2 da 58,3). Gli indici di prezzo si stabilizzano su livelli elevati, con i prezzi degli input a 71,4 da 72,7 e quelli di vendita a 61 da 61,2. Il quadro di ulteriore miglioramento dell’attività in tutti i settori, grazie ai vaccini e alle riaperture, porta quindi il PMI composito a 62,2 da 59,7, sui massimi della serie, con ampi rialzi dell’occupazione, dell’attività, degli ordini inevasi e degli ordini.

Per i prezzi, gli indici compositi mostrano un’interruzione della crescita dal lato degli input (a 72,5 da 73), mentre per i prezzi di vendita la corsa prosegue (a 62,1 da 61,3), ma potrebbe essere vicina ai massimi. Le indagini sono in linea con i dati di attività e con le aspettative di forte accelerazione della crescita nel 2° trimestre.

Stati Uniti. Le vendite di case nuove a marzo aumentano a 1,021 mln (+20,7% m/m, +66,8% a/a), da 846 mila del mese precedente recuperando i livelli di gennaio, dopo il calo di febbraio in parte legato l maltempo. Le scorte di case invendute restano su livelli compressi, a 3,7 mesi.

Le vendite di case, sia nuove, sia esistenti, sono frenate dalla scarsità di scorte disponibili e dai costanti incrementi di prezzo, con una domanda sostenuta dallo stimolo fiscale e dalla recente stabilizzazione dei tassi sui mutui. Nel 2021, l’attività nel settore immobiliare residenziale dovrebbe stabilizzarsi dopo un anno record nel 2020.

Fonte: BondWorld.it

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