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Intesa Sanpaolo: Germania ZEW atteso in ulteriore ripresa

Intesa Sanpaolo – Germania. Lo ZEW, primo indicatore di fiducia relativo al mese di aprile, è atteso in ulteriore ripresa.

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L’indice generale è visto a 79,0 da 76,6 punti; l’indice sulla situazione corrente dovrebbe riflettere l’alleggerimento delle pesanti misure restrittive in vigore nei mesi scorsi e, di conseguenza, mostrare un miglioramento a -55,2 da -61,0 punti.

– Italia. La produzione industriale è vista crescere anche a febbraio, sia pur verosimilmente ad un ritmo meno elevato rispetto a gennaio (nostra stima: 0,4% da 1% m/m precedente). La variazione annua, confrontandosi con il primo mese di scoppio del COVID-19, è attesa balzare a +38% (dato rettificato per gli effetti di calendario).

L’espansione è coerente con le indagini (il PMI manifatturiero a febbraio ha fatto segnare il secondo valore più elevato da quando sono disponibili le serie, solo poco al di sotto del livello di 60 toccato a marzo del 2000). Anche ipotizzando una frenata a marzo, l’output nell’industria dovrebbe avere nel 1° trimestre più che recuperato la flessione di -0,6% t/t vista a fine 2020: il settore dovrebbe essere tornato a dare un contributo positivo al PIL, che però difficilmente compenserà la debolezza nei servizi.

– Stati Uniti. Il CPI a marzo è previsto in rialzo di 0,5% m/m (2,5% a/a), dopo 0,4% m/m (1,7% a/a) di febbraio. Il rialzo dei prezzi energetici dovrebbe mantenere sostenuta la variazione mensile, mentre in termini tendenziali l’inflazione inizia a risentire dell’effetto confronto con i dati del 2020.

L’indice core dovrebbe aumentare di 0,2% m/m (1,5% a/a), dopo 0,1% m/m di febbraio (1,3% a/a), con un’accelerazione in diversi comparti, fra cui l’abitazione ex-energia.

I dati e gli eventi di ieri

Area euro. A febbraio, le vendite al dettaglio hanno registrato un balzo di +3,0% m/m, dopo il -5,2% m/m precedente (rivisto al rialzo da -5,9% m/m); i consumi sono scesi di -2,9% rispetto ad un anno fa. Sul mese, registrano un aumento sia i prodotti non alimentari (saliti del +6,8% m/m), che il carburante per autotrazione (+3,7% m/m); calano, invece, i prodotti alimentari, le bevande e il tabacco (-1,1% m/m). Tra i beni non alimentari inizia a rallentare l’e-commerce (+0,4% m/m), dopo il boom fatto segnare nell’ultimo anno (+37,3% a/a).

Le vendite hanno visto Italia e Spagna (+8,4% e +3,8% rispettivamente) registrare performance superiori alla media dell’Eurozona; la variazione in Germania è stata di +1,2% m/m, mentre la Francia ha subito una flessione delle vendite (-1,2% m/m). A marzo, le vendite dovrebbero essere cresciute solo marginalmente, risentendo delle misure di contenimento in vigore in diversi Paesi dell’area: nel complesso, i consumi potrebbero seguire un andamento altalenante in questo primo semestre.

BCE. In un’intervista a CNBC, la presidente Lagarde ha espresso soddisfazione per l’andamento dei mercati finanziari dopo l’annuncio di marzo sull’aumento degli acquisti netti PEPP.

Lagarde ha ribadito che il PEPP potrebbe essere esteso oltre la scadenza prevista, se la crisi si rivelasse più persistente, ma ha anche detto di attendersi una ripresa piuttosto rapida nel secondo semestre 2021.

Francia. Banque de France stima che in marzo il divario rispetto ai livelli pre-crisi del PIL sia calato a -4%, contro il -5% di febbraio, e prevede una “leggera crescita” per il complesso del primo trimestre 2021.

L’economia dovrebbe tornare a contrarsi in aprile: BdF stima che il divario si allargherà a -7%.

Stati Uniti. La Survey of Consumer Expectations condotta dalla NY Fed registra un ulteriore aumento delle aspettative di inflazione, a 3,2% sull’orizzonte a 1 anno e a 3,1% su quello a 3 anni, sui massimi dal 2014. Anche le aspettative dei prezzi delle case balzano verso l’alto, con una variazione attesa a 4,8% fra 1 anno. Nell’indagine si rileva anche un incremento delle aspettative di spesa e reddito, sui massimi dal 2014 e dal 2020, rispettivamente.

L’andamento delle aspettative di inflazione sarà seguito con grande attenzione dalla Fed in questa fase di rialzo dell’inflazione effettiva, considerata temporanea dalle autorità monetarie, ma che potrebbe radicarsi in caso si instaurasse un trend al rialzo delle aspettative.

Stati Uniti. Rosengren (Boston Fed) ha detto che la politica monetaria è appropriata per la fase attuale dell’economia, con molte risorse inutilizzate nel mercato del lavoro, una partecipazione alla forza lavoro ancora bassa e una disoccupazione elevata. Rosengren ritiene che l’economia tornerà sui livelli pre-pandemici in tempi più lunghi rispetto a quanto atteso da molti previsori privati, anche se nel suo scenario a fine anno il tasso di disoccupazione sarà “piuttosto basso”. A suo avviso occorrerà eliminare le risorse inutilizzate e avere un’inflazione sostenuta prima di preoccuparsi di una svolta sui tassi che, a suo avviso, è distante almeno due anni.

Secondo Rosengren, però non si può essere troppo precisi sui tempi della svolta. Rosengren non ha voluto dire qual era il suo punto nel grafico delle previsioni dei tassi pubblicato dopo la riunione del FOMC di marzo. Rosengren ha sottolineato i rischi ancora presenti collegati alla pandemia e ha aggiunto che occorrerà avere “la pandemia molto più significativamente alle spalle rispetto a dove siamo ora” per prendere in considerazione una riduzione dello stimolo. l’immunità di gregge e il controllo del virus sono a nostro avviso una precondizione per l’apertura della discussione sul tapering.

Cina. Le esportazioni in dollari, dopo l’aumento del 60,6% a/a nei primi due mesi dell’anno, sono salite del 30,6% a/a in marzo, meno del consenso (Bloomberg +38% a/a), in larga misura a causa di un effetto base sfavorevole. Rispetto a fine anno hanno registrato un’accelerazione in particolare le esportazioni verso gli USA (+53,3% a/a) e l’area Euro. Le importazioni sono invece salite del 38,1% a/a, in accelerazione rispetto ai primi due mesi dell’anno (+22,2% a/a) e più del consenso (Bloomberg 24,4% a/a), in parte spinte dall’aumento dei prezzi del petrolio e delle altre materie prime.

Gli aumenti più rilevanti si sono registrati per le importazioni dagli USA (+75,1% a/a) e dall’area ASEAN6 (+37,9% a/a). Le importazioni di materie prime energetiche e industriali hanno registrato un aumento anche in volume, verosimilmente sostenute dalla dinamica positiva del settore costruzioni e dell’industria pesante. In aumento sono state anche le importazioni di circuiti elettronici e di fibre tessili.

Fonte: BondWorld.it

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