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Intesa Sanpaolo: Giappone stima finale del PIL verso l’alto

Intesa Sanpaolo – Giappone La stima finale del PIL del 3° trimestre registra una revisione verso l’alto molto superiore alle attese e segna una variazione di 0,4% t/t (1,8% t/t ann.), da 0,1% t/t (0,2% t/t ann.)……….

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La revisione è principalmente dovuta agli investimenti non residenziali, aggiornati dopo la pubblicazione delle statistiche sulle imprese.

La crescita del 3° trimestre è spinta da aumenti di tutte le componenti della domanda domestica: consumi, +0,5% t/t, investimenti non residenziali, +1,8% t/t (da 0,9% t/t), consumi pubblici +0,7% t/t, investimenti pubblici +0,9% t/t.

Nel 4° trimestre è prevista un’ampia contrazione del PIL dovuta alla combinazione del rialzo dell’imposta sui consumi e degli effetti di un tifone sull’attività economica.

Intesa Sanpaolo – I market mover della settimana

Nell’area euro, è una settimana importante non tanto dal lato dei dati in uscita (lo ZEW aprirà la tornata di indagini di fiducia di dicembre, ma i miglioramenti dovrebbero essere meno accentuati rispetto al mese scorso, e la produzione industriale di ottobre è vista in moderato aumento in Francia e Italia e viceversa in calo nella media eurozona), quanto soprattutto per gli eventi in calendario tra giovedì e venerdì: la riunione della BCE dovrebbe essere interlocutoria, ma non si possono escludere revisioni al ribasso sulle stime macroeconomiche; il Consiglio europeo esaminerà varie questioni importanti, tra cui la revisione del trattato che istituisce il meccanismo europeo di stabilità, il completamento dell’unione bancaria e lo stato dell’arte su Brexit; su quest’ultimo tema, sarà decisivo l’esito delle elezioni politiche generali nel Regno Unito.

La settimana ha diversi dati rilievo in uscita negli Stati Uniti, ma il focus sarà sulla riunione del FOMC. La Fed dovrebbe confermare la fase di pausa sui tassi, mantenendo l’impegno a modificare la propria stance in caso di cambiamento “significativo” dello scenario.

Fra i dati di novembre, le vendite al dettaglio saranno importanti per valutare la tenuta dei consumi, che avevano segnato un rallentamento alla fine dell’estate: la previsione è di moderata riaccelerazione in parte grazie alla ripresa del comparto auto, dopo lo sciopero dei lavoratori di GM. Il CPI di novembre dovrebbe confermare il trend moderato di variazioni dello 0,2% m/m per l’indice core.

Intesa Sanpaolo – I dati e gli eventi di venerdì

L’Opec ha annunciato che la limitazione della produzione nel 2020 passerà da 1,2 a 1,7 milioni di barili al giorno; inoltre, il cartello ha segnalato che continueranno le limitazioni volontarie aggiuntive di alcuni paesi, in primo luogo l’Arabia Saudita, come incentivo al rispetto degli accordi.

L’Arabia Saudita minaccia di aumentare la sua produzione in caso di insoddisfacente rispetto degli impegni da parte degli altri Stati membri.

Italia. Le vendite al dettaglio sono tornate a calare a ottobre, di -0,2% m/m (sia in valore che in volume), dopo essere aumentate in valore di +0,6% m/m a settembre (dato rivisto al ribasso di un decimo). Il calo congiunturale è dovuto ai non alimentari.

La variazione tendenziale risulta poco variata per il secondo mese, a 1% da 0,8% precedente.

Si conferma la maggiore vivacità della grande distribuzione (+1,8% a/a) rispetto alle imprese operanti su piccole superfici (-0,8% a/a); sempre dinamico il commercio elettronico, sia pur in rallentamento a +16,6% a/a.

Si registrano variazioni tendenziali positive per quasi tutti i gruppi di prodotti, ad eccezione di cartoleria, libri, giornali e riviste (-1,6%), prodotti farmaceutici (-1,6%) e foto-ottica e pellicole, supporti magnetici, strumenti musicali (-1,5%).

I comparti più vivaci sono le dotazioni per l’informatica, telecomunicazioni e telefonia (+2,7%) e i giochi, giocattoli, sport e campeggio (+2,4%).

Intesa Sanpaolo – Italia. L’Istat, nella “Nota mensile sull’andamento dell’economia italiana”, segnala che i valori dell’indicatore anticipatore suggeriscono il proseguimento della fase di debolezza dei livelli di attività economica (dopo un punto di minimo su base congiunturale a fine 2018, e un recupero sino al mese di luglio, l’indicatore è tornato a calare negli ultimi mesi).

Secondo Istat, nell’ultima parte dell’anno, l’evoluzione del Pil è attesa “mantenere ritmi modesti”.

A nostro avviso, rispetto ai ritmi di crescita visti nell’ultimo anno (0,1% t/t), i rischi per i trimestri a cavallo d’anno sono verso il basso.

Intesa Sanpaolo – Stati Uniti. L’employment report di novembre sorprende ampiamente verso l’alto con una variazione degli occupati non agricoli di +266 mila e revisioni verso l’alto di 41 mila unità complessive per i due mesi precedenti.

I dati di ottobre e novembre sono influenzati dallo sciopero di GM, che ha visto circa 41 mila dipendenti astenersi dal lavoro a ottobre e rientrare a novembre.

La variazione di occupati nel manifatturiero passa da -43 mila di ottobre a +54 mila di novembre, con un segnale di crescita occupazionale positiva al netto dello sciopero.

Nel settore privato, gli occupati aumentano di 254 mila (media a tre mesi: 205 mila). Nell’industria, oltre alla variazione solida del manifatturiero, si registra stabilità nelle costruzioni (+mille) e contrazione nell’estrattivo (-7 mila).

Nei servizi privati, sanità e istruzione, servizi alle imprese e ospitalità mantengono un solido trend espansivo, con incrementi di 38 mila, 74 mila e 45 mila, rispettivamente. Nel settore pubblico gli occupati aumentano di 12 mila unità.

Gli occupati rilevati con l’indagine presso le famiglie aumentano di solo 83 mila e la forza lavoro è in rialzo modesto (+40 mila).

Di conseguenza, il tasso di disoccupazione cala a 3,5% da 3,6% di ottobre, sulla scia di una correzione del tasso di partecipazione di un decimo a 63,2%. I salari orari sono in rialzo di 0,25% m/m (3,1% a/a), dopo 0,36% m/m di ottobre.

Le ore lavorate sono stabili nell’aggregato, ma in aumento di 0,2% m/m (dopo -0,2% m/m) nel manifatturiero, con indicazioni positive per la produzione di novembre.

I dati al netto degli effetti dello sciopero di GM, confermano il graduale rallentamento della dinamica occupazionale in atto da inizio anno, che dovrebbe portare i nuovi occupati verso una media mensile di circa 110 mila nel corso del 2020.

I dati occupazionali, nettamente superiori alle attese, sembrano segnalare un’interruzione del graduale trend in rallentamento visto quest’anno.

Le informazioni dell’employment report non sono coerenti con quelle delle indagini, molto più moderate.

A gennaio, con l’uscita dei dati relativi a dicembre, il BLS pubblicherà la revisione delle serie degli ultimi 5 anni, che dovrebbe mostrare livelli occupazionali più bassi.

Per ora, certamente i dati danno supporto alla previsione di tassi della Fed in pausa per diversi trimestri.

Intesa Sanpaolo – Stati Uniti. La fiducia dei consumatori rilevata dall’Univ. of Michigan a dicembre (prel.) sale a 99,2 da 96,8 di novembre. La situazione corrente è in rialzo a 115, 2 da 111,6, le aspettative a 88,9 da 87,3.

Le aspettative di inflazione correggono da 2,5% a 2,4% sull’orizzonte a 12 mesi, e a 2,3% su quello a 5-10 anni.

Anche la fiducia quindi sorprende verso l’alto, con il quarto incremento consecutivo dal minimo recente di agosto, spinta dall’aumento di ottimismo degli individui appartenenti alle classi di reddito elevate, che hanno registrato significativi aumenti della ricchezza. l’indagine conferma anche la polarizzazione politica, con indicazioni di crescente divergenza fra gli indici riferiti agli elettori repubblicani e a quelli democratici (passato da 18,7 durante l’amministrazione Obama a 41,6 durante il mandato Trump).

Stati Uniti. Kudlow, consulente economico di Trump, ha detto che i negoziati con la Cina proseguono e un accordo è ancora “vicino”.

Kudlow ha indicato che, come aveva detto Trump qualche giorno fa, non c’è una “scadenza arbitraria”, ma ha ripetuto che il 15 dicembre è una data molto importante. Kudlow ha aggiunto che la decisione finale sui dazi verrà presa da Trump.

Intesa Sanpaolo – Cina. Le importazioni, dopo cinque mesi di cali tendenziali, sono salite dello 0,3% a/a in novembre in parte grazie ad un effetto base favorevole ma anche a un progressivo aumento dai minimi di settembre, visibile anche in termini destagionalizzati, ed esteso a tutti i paesi fornitori ma in particolare a USA e area ASEAN.

I primi dati disponibili delle importazioni in volume hanno evidenziato un aumento delle importazioni di materie prime energetiche e di circuiti elettronici e una lieve flessione delle importazioni dei principali metalli e delle materie prime agricole.

Le esportazioni sono invece scese dell’1,1% a/a in novembre, in lieve peggioramento dopo il calo dello 0,8% a/a in ottobre, a causa dell’ulteriore calo delle esportazioni verso gli USA (-23% a/a) e, seppur in misura minore, verso l’area euro.

La dinamica tendenziale dell’esportazioni verso il Giappone è rimasta stabile in territorio negativo mentre è ulteriormente accelerata quella verso l’area ASEAN.

Fonte: BondWorld.it

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