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Intesa Sanpaolo : Ifo tedesco prevediamo una correzione

Intesa Sanpaolo – Il dato più importante oggi è l’Ifo tedesco, per il quale prevediamo una correzione a settembre,

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a 98,5 da 99,4 precedente, sulla scia della graduale “normalizzazione” dell’attività nell’industria. L’indice sulle attese è visto in calo; di contro, l’indicatore sulla situazione corrente è atteso in lieve crescita.

– In Italia, la fiducia di famiglie e imprese potrebbe correggere ulteriormente a settembre, dopo la flessione già vista ad agosto. Sulle famiglie e sulle imprese dei servizi peseranno le rinnovate preoccupazioni circa la situazione epidemiologica, mentre l’industria dovrebbe essere penalizzata dall’aggravarsi delle difficoltà di approvigionamento (e dei rincari) di materie prime e componentistica.

– Ieri in area euro le indagini PMI di settembre hanno confermato come, dopo aver toccato un picco nei mesi centrali dell’anno, la ripresa dovrebbe essere in fase di rallentamento. L’indice composito è calato più del previsto a 56,1 da 59 con correzioni diffuse alla manifattura (58,7 da 61,4) e ai servizi (56,3 da 59). L’industria continua a risentire delle strozzature presenti lungo le filiere produttive e distributive globali che ancora non accennano a riassorbirsi mentre la ripresa nei servizi è entrata in fase di normalizzazione una volta superati i mesi in cui l’effetto delle riaperture sull’attività è stato particolarmente marcato. Le indagini segnalano inoltre un’accelerazione dei prezzi, pagati e ricevuti, confermando i rischi al rialzo per l’inflazione sul finale d’anno. Su base nazionale si registra un calo del morale sia in Francia che, soprattutto, in Germania ma anche nel resto dell’Eurozona la ripresa dovrebbe aver perso slancio. In Francia le indagini INSEE di settembre hanno riportato una correzione del morale manifatturiero (106 da 110) e un miglioramento nei servizi (110 da 109).

Infine, in Spagna il PIL è stato rivisto drasticamente al ribasso nel 2° trimestre (+1,1% t/t da +2,8% t/t della stima precedente). La revisione risente di un taglio della crescita dei consumi mentre è stata amplificata la contrazione degli investimenti. Le revisioni delle stime sul PIL in Spagna (al ribasso) e in Olanda (al rialzo) implicano una possibile limatura di un decimo anche per la crescita del PIL in area euro al 2,1% t/t.

– La Bank of England ha indicato espressamente che alcuni sviluppi recenti aumentano la probabilità che si debba avviare il ciclo di rialzi dei tassi, che il mercato sconta già nel 1° trimestre dell’anno prossimo (rialzo da 0,10% a 0,25% alla riunione di febbraio). La decisione di mantenere invariato il programma di acquisti ha visto 2 dissensi.

– Negli Stati Uniti, le vendite di case nuove ad agosto sono previste in rialzo a 725 mila da 708 mila di luglio.

Ieri, la presidente della Camera, Pelosi, ha garantito che le leggi di spesa, in scadenza a fine mese, verranno estese entro il 30 settembre con un voto favorevole in entrambi i rami del Congresso, evitando così un possibile shutdown del governo federale. Pelosi ha affermato che nel frattempo proseguiranno i negoziati sul limite del debito, che potrebbe diventare vincolante entro metà ottobre, con rischi di default per il governo federale.

Fra i dati usciti ieri, le nuove richieste di sussidi di disoccupazione nella settimana conclusa il 18 settembre aumentano a 350 mila (+16 mila), mentre i sussidi statali esistenti nella settimana dell’11 settembre sono in rialzo. Il sorprendente rialzo dei sussidi è concentrato in California (+24 mila) che da inizio agosto ha registrato un andamento dei sussidi in controtendenza rispetto alla media nazionale. La California ha recuperato finora solo il 58% dei posti di lavoro persi nel 2020, contro il 74,5% della media nazionale.

Il PMI manifatturiero a settembre corregge a 60,5 da 61,2 di agosto, con indicazioni di continua espansione. I principali sotto indici restano su livelli elevati, con variazioni moderate e segnali di crescita solida, ma frenata da problemi all’offerta e prezzi in rialzo. Gli indici di prezzo continuano a segnalare pressioni, con i prezzi pagati a 86,9 e quelli ricevuti a 55,2. Il PMI dei servizi cala a 54,4 da 55,2, con segnali deboli per l’occupazione (49,9) e costanti pressioni sui prezzi. I dati sono in linea con la continua espansione rapida del manifatturiero, frenata però dai colli di bottiglia, e con il trend di rallentamento della crescita nei servizi, confermato anche dal calo dell’indice occupazione sotto la soglia di 50, in un contesto di generalizzate pressioni verso l’alto sui prezzi. Le informazioni puntano a un employment report probabilmente di nuovo piuttosto debole a settembre.

Fonte: BondWorld.it

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