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Intesa Sanpaolo: Italia decreto emergenza COVID-19

Intesa Sanpaolo – Italia. Il governo dovrebbe approvare il decreto con le misure economiche per fronteggiare l’emergenza COVID-19. Il provvedimento, atteso da giorni, si è ampliato via via nel corso del tempo, fino a diventare una mini-finanziaria,………

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che dovrebbe utilizzare in pieno il plafond di risorse autorizzato dal Parlamento ovvero 25 miliardi (20 miliardi l’impatto sull’indebitamento netto).

Le principali misure sono le seguenti:

1) estensione a tutti per 9 settimane degli ammortizzatori sociali (5 miliardi);

2) misure di sostegno alle PMI, tra cui l’ampliamento del fondo di garanzia, la concessione di garanzie statali a sostegno della moratoria delle banche e il sostegno fiscale alla cessione dei crediti deteriorati (5 miliardi);

3) finanziamento del fabbisogno sanitario nazionale standard (1,15 mld) e potenziamento del “Fondo per le emergenze nazionali” (1,5 mld);

4) altre misure di sostegno alle famiglie, tra cui congedi parentali e voucher baby-sitter;

5) rinvio delle scadenze fiscali e contributive e delle scadenze per tutti i procedimenti amministrativi;

6) sospensione delle rate del mutuo prima casa per le partite Iva che abbiano subito perdite di fatturato rilevanti;

7) aiuti, soprattutto sotto forma di crediti di imposta, alle filiere produttive maggiormente colpite dalla crisi (turismo, trasporti, commercio, editoria).

In un’intervista al Corriere della Sera, il Presidente del Consiglio si è detto pronto a nuove misure se quelle previste dal decreto si rivelassero insufficienti. Il governo ha anche siglato sabato, d’intesa con sindacati e associazioni industriali, un protocollo a tutela della salute del personale che lavora in fabbriche e uffici rimasti aperti. Nelle nostre stime, anche tenendo conto di un probabile ampio calo del PIL, le nuove risorse stanziate dal decreto dovrebbero portare il deficit 2020 vicino al 4%, e il debito verso il 140% del PIL.

Intesa Sanpaolo – L’Eurogruppo nella configurazione a 27 dovrà smarcare una serie di temi importanti. L’agenda prevede infatti il recepimento a livello politico delle proposte di riforma del trattato ESM e della proposta di introduzione anticipata del meccanismo di salvaguardia comune, ma anche (e soprattutto) una discussione sulle sfide di politica economica poste dalla COVID-19.

Per il momento, i Paesi europei si sono mossi in ordine sparso: mentre alcuni premono per un’azione comune e coordinata, altri ritengono la questione di pura competenza nazionale. Inoltre, tutti i governi finora sono apparsi riluttanti ad agire in modo preventivo contro la diffusione dell’epidemia.

Tuttavia, l’evoluzione dell’epidemia in Francia, Spagna e Germania rende ora probabile almeno una convergenza di azione. Come dichiarato da Centeno, è probabile che i ministri delle finanze annuncino ampi e diffusi interventi fiscali, articolati su 3 fronti: sanità e protezione civile, potenziamento degli ammortizzatori sociali per le famiglie, misure per sostenere la posizione di liquidità delle imprese che fronteggiano cali del fatturato, incluso il differimento delle scadenze fiscali e la concessione di garanzie sul credito.

Non bisogna attendersi però un pacchetto UE specifico: si tratterà piuttosto di impegni dei singoli Stati, con l’UE che sospenderà le regole del patto di stabilità per concedere il necessario spazio di bilancio. L’UE potrebbe forse entrare in alcuni casi come cofinanziatore mediante l’uso di fondi europei.

Intesa Sanpaolo – Italia. La stima finale dei prezzi al consumo di febbraio dovrebbe confermare la lettura preliminare ovvero un calo di un decimo allo 0,4% a/a in base all’indice NIC e allo 0,3% a/a in termini armonizzati UE. Nel mese, i prezzi dovrebbero essere rimasti stabili sull’indice domestico mentre sono visti in calo di quattro decimi sull’armonizzato.

L’inflazione di fondo dovrebbe essere confermata invariata allo 0,8% a/a. Nei prossimi mesi, la tendenza al ribasso del CPI si accentuerà sulla scia del calo della domanda indotto dall’emergenza sanitaria.

Intesa Sanpaolo – Stati Uniti. L’indice Empire della NY Fed a marzo dovrebbe correggere a 8 da 12,9 di febbraio. Le aspettative a febbraio avevano registrato un modesto calo e puntano a ulteriore moderazione per gli indici coincidenti, in parte causata dall’interruzione delle catene produttive generate dal blocco dell’attività in Cina, anche se non dovrebbero esserci ancora effetti diretti dell’epidemia sull’attività domestica americana.  

Intesa Sanpaolo – I market mover della settimana

Nell’area euro, l’indice ZEW, prima indagine relativa al mese di marzo, dovrebbe subire un forte contraccolpo dalle tensioni finanziarie in corso. L’Eurogruppo potrebbe annunciare un intervento fiscale coordinato tra i principali Paesi in risposta all’emergenza sanitaria.

La stima finale dell’inflazione di febbraio dovrebbe confermare il rallentamento a 1,2% da 1,4%; la tendenza al ribasso dovrebbe accentuarsi nei prossimi mesi.

La settimana ha diversi dati di rilievo negli Stati Uniti. Le prime indagini del manifatturiero di marzo dovrebbero segnare modeste correzioni ed essere in linea con attività poco più che stagnante. I dati di attività del settore immobiliare residenziale a febbraio dovrebbero mantenersi su livelli elevati, ma iniziare a segnalare che il picco potrebbe essere alle spalle.

La produzione industriale a febbraio è prevista in moderata ripresa, con un dato modestamente positivo anche per il manifatturiero, nonostante il blocco produttivo di Boeing. I dati e gli eventi di venerdì Area euro. Un blog esplicativo delle misure BCE diretto da Lane, membro del comitato esecutivo, spiega che contengono “tre elementi chiave: primo, salvaguardare le condizioni di liquidità nel sistema bancario attraverso una serie di LTRO a prezzi favorevoli; secondo, proteggere il continuo flusso di credito verso l’economia reale attraverso una ricalibrazione fondamentale dei TLTRO; e in terzo luogo, attraverso un aumento del programma di acquisto di attività, evitare che le condizioni finanziarie per l’economia si restringano in modo prociclico”.

Lane ritiene l’incremento dell’APP “particolarmente utile durante un episodio di ‘flight to safety’, quando gli investitori cambiano attività sulla base di schemi di correlazione in base ai quali alcune attività sono classificate come “porti sicuri” che acquistano valore durante gli episodi di rischio.” Lane ha dichiarato che la BCE “promette di utilizzare tutta la flessibilità dell’APP”, con una “energica presenza nel mercato obbligazionario durante le fasi di maggiore volatilità” e che ci potranno essere “fluttuazioni temporanee nella distribuzione dei flussi di acquisto fra tipologie di attività e fra paesi”. 

Le misure possono essere aggiustate “se necessario per garantire che gli spread elevati che vediamo in risposta all’accelerazione della diffusione del coronavirus non compromettano la trasmissione della politica monetaria.” Anche Panetta (membro del comitato esecutivo da gennaio) in un’intervista a il Corriere della Sera pubblicata domenica ha detto che “la turbolenza che ha colpito il mercato dei titoli pubblici italiani nei giorni scorsi rappresenta un evento indesiderato, che dovrà essere riassorbito”, e che “forti aumenti ingiustificati degli spread, spinti dalla grave emergenza sanitaria – in grado di segmentare il mercato dei titoli dell’area dell’euro e di ostacolare la trasmissione della politica monetaria – saranno contrastati con forza”.

Anche Panetta ha sottolineato che ci sarà flessibilità nel ritmo e nella composizione degli acquisti. Riguardo alle misure sul credito bancario e all’allentamento dei requisiti patrimoniali e di liquidità, “le opportunità offerte da tale azione andranno ora utilizzate dalle banche in favore di famiglie e imprese, e non per aumentare le retribuzioni o i dividendi”. Infine, rispondendo a una domanda su che cosa potrebbe accadere in caso di crisi di liquidità, Panetta ha dichiarato che “se necessario per la conduzione della politica monetaria o per preservare la stabilità del sistema finanziario, il consiglio direttivo potrebbe valutare se e come ampliare il novero degli intermediari cui fornire liquidità e le regole per la partecipazione alle nostre operazioni di rifinanziamento.” Il governatore di Banca d’Italia, Ignazio Visco, ha dichiarato in un’intervista a Bloomberg News che la politica monetaria deve evitare il rischio di frammentazione dei mercati finanziari. Il potenziamento dell’APP “copre obbligazioni private e pubbliche” e che “i titoli pubblici saranno acquistati ovviamente quando necessario e nella misura necessaria”.

Anche Visco ha confermato che c’è una flessibilità di azione in termini di tempi (gli acquisti possono essere più intensi all’inizio, e potrebbero essere potenziati già nei prossimi giorni), di mercato e di giurisdizione (“ci sarà focalizzazione e concentrazione sulle giurisdizioni in cui si verificherà la turbolenza”). Inoltre, come Lane ha ricordato che gli strumenti potrebbero essere potenziati, se necessario.

La Commissione Europea ha annunciato che rinuncerà a chiedere la restituzione di fondi strutturali e di investimento UE non spesi (si parla di 7,5 miliardi), consentendone l’utilizzo nell’accelerazione dei progetti in corso.

La proposta deve essere approvata da Consiglio e Parlamento. Inoltre, ci sarà una sospensione dell’applicazione delle norme sugli aiuti di stato e la concessione di flessibilità nell’ambito del patto di stabilità e crescita.

Intesa Sanpaolo – Germania. Il governo federale ha annunciato il lancio di un massiccio programma di garanzie al credito gestito da KfW, innalzandone la capacità di erogazione da 460 a 550 miliardi di euro, ma senza escludere ulteriori incrementi, se necessario.

Le procedure saranno semplificate e l’accesso sarà allargato a un’ampia categoria di soggetti, incluse micro-imprese. Inoltre, il governo si appresta a consentire il differimento delle scadenze fiscali. In precedenza, il governo aveva già ampliato lo schema noto come Kurzarbeit, simile alla cassa integrazione guadagni italiana.

Intesa Sanpaolo – Stati Uniti. La fiducia dei consumatori rilevata dall’Univ. of Michigan a marzo (prel.) corregge a 95,9 da 101 di febbraio. L’indice delle condizioni correnti è in calo modesto, a 112,5 da 114,8, mentre le aspettative sono in flessione più ampia, a 85,3 da 88,8. Il direttore dell’indagine, R. Curtin, riporta che i dati registrano gli effetti della diffusione del coronavirus e deI calo dei mercati azionari.

Per ora, la reazione dei consumatori è molto diversa rispetto a quanto avvenuto prima della grande recessione, anche se è probabile che le prossime rilevazioni registrino ulteriori flessioni. Curtin sottolinea che la reazione contenuta degli intervistati di fronte agli eventi recenti può essere spiegata anche dal fatto che lo shock attuale è considerato transitorio.

Fra le diverse sottocomponenti dell’indagine, l’indice che ha registrato la maggiore contrazione è quello relativo alla valutazione delle prospettive dell’economia nei prossimi 12 mesi. Al momento l’indice che rileva la fiducia nelle politiche del governo è relativamente elevato: interventi rapidi da parte delle autorità di politica fiscale è essenziale per contenere l’eventuale rallentamento dei consumi.

Nelle fasi pre-recessive, la fiducia nella politica del governo è regolarmente crollata, limitando gli effetti contro-ciclici delle misure adottate. Infine, nella disaggregazione per affiliazione politica, si rileva anche a marzo un livello di fiducia nettamente inferiore per i democratici rispetto ai repubblicani. È probabile che la prossima rilevazione della fiducia registri un netto deterioramento. Le aspettative di inflazione sono a 2,3% sia sull’orizzonte a 1 anno sia su quello a 5 anni.

Intesa Sanpaolo – Giappone. Anche la BoJ è intervenuta anticipando la riunione del 19-20 al 16 marzo. La banca centrale riconoscendo l’entità dello shock causato da Covid-19. La banca centrale lascia tassi e acquisti di JGB invariati, ma aumenta gli acquisti di ETF sull’azionario da 3 tln annui a 12 tln, porta l’obiettivo per il livello di corporate bond e di carta commerciale detenuti nel proprio bilancio a 4,2 tln da 3,2 tln e a 3,2 tln da 2,2 tln, rispettivamente.

La BoJ riporta anche l’intervento congiunto con le altre banche centrali (Fed, BCE, BoE, BoC, SNB) per aumentare l’offerta di liquidità in dollari (v. sotto).

Intesa Sanpaolo – Cina: La produzione industriale è scesa del 13.5% nei primi due mesi del 2020, molto di più delle attese (Consenso Bloomberg -3,0% a/a), con un calo del 2,8% m/m in gennaio seguito da un crollo del 26.7%m/m in febbraio. Il drastico calo ha interessato in particolare la produzione delle imprese private (-20,2% a/a) e delle imprese straniere (-21,4% a/a) e, in misura meno marcata, le imprese statali (-7,9% a/a).

Altrettanto drastico è stato il calo delle vendite al dettaglio, scese del 20,5% cum. a/a nei primi due mesi dell’anno in termini nominali (rispetto ad attese di un calo del 4% a/a) e del 23,7% cum a/a in termini reali, trascinate al ribasso anche dal crollo delle vendite di auto del 42% a/a (-79,1/ a/a nel solo mese di febbraio).

Le vendite al dettaglio online di soli beni, nonostante la forte decelerazione da un ritmo del 19,5% a/a nel 2019, hanno registrato una crescita ancora positiva del 3% cum. a/a, mentre le vendite di beni e servizi sono scese del 3%. Il tasso di disoccupazione urbano è balzato di un punto percentuale, salendo da 5,2% in dicembre a 6,2% in febbraio.

Gli investimenti fissi nominali sono scesi del 24,5% cum. a/a nei primi due mesi dell’anno, da 5,4% a/a nel 2019, con un calo più marcato degli investimenti privati (-26,4% cum. a/a) rispetto agli investimenti delle imprese statali (-24,5%). Dal lato settoriale il calo degli investimenti nel settore dei servizi (-23% a/a), è stato inferiore a quello del settore manifatturiero (-31,5% a/a) e dell’agricoltura (-25,6%).

Nel complesso i dati sono stati molto inferiori alle attese e, nonostante i segnali positivi sul fronte dei contagi e sulla progressiva ripresa dell’attività produttiva, risultano compatibili con un crollo del PIL più marcato quanto preventivato nelle nostre previsioni di inizio febbraio che a breve provvederemo a rivedere.

Fonte: BondWorld.it

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