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Intesa Sanpaolo: – Italia prezzi al consumo in calo

Intesa Sanpaolo – Italia. Vediamo prezzi al consumo in calo di tre decimi su entrambi gli indici a novembre, per un’inflazione annua in diminuzione da -0,3% a -0,4% sul NIC e stabile a -0,6% sulla misura armonizzata UE.

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La risalita di ottobre è stata a nostro avviso temporanea e dovuta agli ampi rincari delle tariffe. Vediamo un’inflazione in territorio negativo sino alla prossima primavera, e una media annua nel 2021 ancora non significativamente diversa da zero (a +0,2% da -0,2% nel 2020).

– Germania. La stima flash dai Länder dovrebbe indicare che a novembre i prezzi al consumo sono calati di -0,7% m/m sull’indice nazionale e di -0,8% m/m sulla misura armonizzata UE.

L’inflazione è vista stabile a -0,2% sull’indice nazionale e a -0,4% da -0,5% precedente sull’IPCA. L’inflazione è vista in risalita nel 2021, sulla scia del venir meno del taglio dell’IVA.

I market mover della settimana

Nell’area euro, l’inflazione di novembre è attesa poco variata nell’Eurozona (a -0,2% da -0,3% precedente), in Italia (stabile a -0,6%) e in Germania (a -0,4% da -0,5%). La stima finale delle indagini PMI relative al mese di novembre confermerà la brusca frenata vista nella prima lettura, che lascia il manifatturiero ancora in espansione e i servizi, fortemente colpiti dalle nuove restrizioni, ampiamente in territorio recessivo. La disoccupazione è attesa in deciso aumento sia in Italia che nella media dell’Eurozona e la salita potrebbe continuare nei prossimi mesi.

Le vendite al dettaglio nell’Eurozona dovrebbero mostrare un recupero a ottobre, che però non durerà nel mese corrente. Infine, la seconda lettura dei dati di contabilità nazionale relativi al 3° trimestre in Italia confermerà l’ampio recupero del PIL nei mesi estivi, destinato però a tramutarsi in una nuova contrazione dell’attività nel trimestre autunnale.

I dati in arrivo negli Stati Uniti riguardano il mese di novembre, con il focus sull’employment report. La dinamica occupazionale dovrebbe rimanere solida con un aumento mensile intorno a 540 mila, frenato da riduzioni nel settore pubblico. Il tasso di disoccupazione dovrebbe calare ancora, scendendo a 6,8%. Gli indici ISM sono previsti ancora in territorio ampiamente espansivo, nonostante la crescita dei nuovi contagi e l’introduzione di (limitate) misure di contenimento.

La bilancia commerciale dovrebbe registrare un ampliamento del deficit a ottobre, e dare supporto alla previsione di un contributo negativo del canale estero alla crescita del 4° trimestre. Nelle due audizioni in Congresso sul CARES Act, Powell dovrebbe sottolineare l’impatto positivo dello stimolo adottato in primavera e ribadire la necessità di estendere le principali misure scadute o in scadenza per sostenere la ripresa, in attesa degli effetti positivi della diffusione dei vaccini nella seconda metà del 2021.

Sul fronte Brexit, secondo il ministro degli esteri britannico Raab questa sarà “l’ultima settimana importante”, anche se ha aggiunto “salvo nuovi rinvii”. Domenica Barnier aveva segnalato che i problemi da risolvere erano immutati.

I dati e gli eventi di venerdì

Area euro. L’indice composito di fiducia economica della Commissione UE (ESI) ha interrotto il trend di recupero, calando a 87,6 a novembre, da 90,9 di ottobre. Non sorprendentemente, la flessione più ampia, dal lato delle imprese, si registra per i settori direttamente colpiti dalle nuove misure restrittive decise dai governi, ovvero i servizi (a -17,3 da -12,1 di ottobre) e il commercio al dettaglio (a -12,7 da -6,9). Più contenuto (pari a circa un punto percentuale) il calo nell’industria (a -10,1 da -9,2) e nelle costruzioni (a -9,3 da -8,3).

Le aspettative di inflazione restano più basse rispetto ai livelli pre-COVID. Il dato finale della fiducia dei consumatori del mese di novembre conferma il valore della stima flash a -17,6 da -15,5 a ottobre. Il livello delle indagini rimane ben al di sopra dei minimi visti in primavera, ma segnala una probabile contrazione del PIL nel trimestre in corso.

Italia. Gli indici di fiducia a novembre sono peggiorati ben più del previsto, sia tra le imprese che tra le famiglie. L’indice composito Istat sul morale delle aziende è sceso a 82,8 da 92,2 di ottobre: è il primo calo dallo scorso marzo (l’indagine non è stata condotta ad aprile). Il peggioramento è diffuso a tutti i macrosettori, ma, non a caso, è stato particolarmente drammatico nei servizi, che sono colpiti dalle nuove restrizioni decise dal Governo: l’indice di fiducia nel comparto è sceso per il secondo mese, a 74,7 da 87,5 precedente.

Le aspettative sugli ordini sono crollate da -7,7 a -25,8, gli ordini correnti da -9,3 a -19,3; le valutazioni delle imprese sull’andamento corrente degli affari sono calate da -10,8 a -22,7. Nel settore manifatturiero, l’indice di fiducia è sceso per la prima volta dallo scorso marzo, a 90,2 a novembre dal 94,7 di ottobre. Il calo è stato guidato dalle aspettative su ordini e produzione; sono peggiorate considerevolmente anche le attese su economia e occupazione.

L’unica nota positiva è venuta da un moderato rimbalzo delle scorte (che, a parità di condizioni, è un indicatore positivo per la produzione futura). Il morale delle famiglie è sceso per il secondo mese consecutivo a novembre, a 98,1 contro 101,7 il mese scorso. Tutte le componenti sono peggiorate, ma il calo è stato più marcato per il clima economico nazionale che per la situazione personale delle famiglie, e per le aspettative più che per la situazione corrente.

I timori occupazionali delle famiglie sono aumentati ulteriormente, a 105,5 da 93,4 precedente, toccando il secondo livello più alto mai registrato (il picco è stato raggiungo a 119,9 lo scorso maggio).

In conclusione, le indagini sono risultate significativamente peggiori del previsto. Inoltre, in questa fase, gli indici di fiducia potrebbero sottostimare l’entità della contrazione economica in corso, che, come la primavera scorsa, può essere meglio valutata utilizzando indicatori ad alta frequenza.

Poiché l’effetto principale delle nuove restrizioni è sui servizi, probabilmente l’indicatore più affidabile per valutare l’entità del calo di attività è la mobilità verso i luoghi ricreativi e gli esercizi al dettaglio, che risultava al 20 novembre inferiore alla norma del -41% per l’intero territorio nazionale (contro una media di oltre -80% registrata tra metà marzo e inizio maggio, durante il precedente periodo di chiusura degli esercizi commerciali).

In pratica, l’entità della contrazione del PIL nel quarto trimestre sarà meno pronunciata rispetto a quanto visto la primavera scorsa, ma è ancora difficile da quantificare, poiché dipenderà dalla durata e dall’entità delle restrizioni alla mobilità e alle attività economiche (su cui dovrebbe esserci maggiore chiarezza con il DPCM atteso il 4 dicembre). Al momento, escludendo un rilascio completo delle misure restrittive, ci aspettiamo un calo del PIL dell’ordine di tre punti percentuali e mezzo, che ci ha indotto a rivedere al ribasso il nostro profilo previsivo sul PIL italiano (per il 2021 ci aspettiamo ora un rimbalzo limitato a +4,7% dopo il -9% del 2020).

Continuiamo a ritenere che i rischi sull’orizzonte di crescita siano ancora al ribasso per i prossimi sei mesi. Al contrario, vediamo rischi al rialzo nel medio periodo (a partire da metà 2021), legati sia alla possibilità di una più rapida distribuzione dei vaccini rispetto a quanto ci si poteva aspettare solo poche settimane fa, sia agli effetti espansivi del “Recovery Plan” europeo (che a nostro avviso potrebbe avere un impatto maggiore sul 2022 che sul 2021).

Italia. Il governo ha approvato ieri sera il “Decreto Ristori Quater”, che stanzia gli 8 miliardi del nuovo scostamento di bilancio per le seguenti misure:

– rinvii di scadenze fiscali (proroga del secondo acconto Irpef, Ires e Irap; sospensione dei versamenti di contributi previdenziali, ritenute e Iva di dicembre; proroga del termine per la presentazione della dichiarazione dei redditi e dell’Irap);

– estensione della platea delle attività oggetto dei contributi a fondo perduto, con l’ingresso di diverse categorie di agenti e rappresentanti di commercio;

– nuova indennità una tantum di 1000 euro per gli stagionali del turismo, degli stabilimenti termali e dello spettacolo;

– indennità da 800 euro per i lavoratori del settore sportivo e incremento della dotazione del Fondo unico per il sostegno delle associazioni e società sportive;

– nuovi fondi per i ristori delle perdite subite dal settore delle Fiere e dei Congressi, dal settore Spettacolo e per il sostegno alle agenzie di viaggio e ai tour operator;

– trasferimenti alle Regioni per 250 milioni per il finanziamento delle quote capitale dei debiti finanziari in scadenza nell’anno in corso;

– incremento del fondo per il sostegno all’internazionalizzazione delle imprese.

Intanto, da ieri sono passate da zona “rossa” ad “arancione” Lombardia, Piemonte e Calabria, e da area “arancione” ad area “gialla” Liguria e Sicilia. Di conseguenza, oggi le regioni in cui è prevista la chiusura degli esercizi commerciali “non essenziali” (”area rossa”) rappresentano il 19% della popolazione italiana e il 23% del PIL (da 46% e 48% rispettivamente in precedenza).

Francia. Le spese per consumi delle famiglie sono rimbalzate di 3,7% m/m, dopo il -4,4% di settembre, innalzando la variazione tendenziale a 2,7% a/a.

La crescita riflette l’andamento positivo di alimentari (7,1% m/m, 2,8% a/a) ed energia (6,4% m/m, 5,6% a/a), a fronte di una flessione marginale per i manufatti (-0,1% m/m +1,4% a/a). I consumi sono destinati a tornare a calare a novembre, vista la chiusura nel mese degli esercizi commerciali non essenziali.

Germania. L’indebitamento netto 2021 concordato fra governo federale e parlamento sale a 179,82 miliardi di euro, dai 96 miliardi previsti dal ministro Scholz a settembre.

Circa 20 miliardi dell’incremento riguardano la riserva per imprevisti legati alla pandemia, che ora ammonta a 35 miliardi.

Covid-19 – In Belgio, il governo ha annunciato che da martedì 1° dicembre saranno riaperti i negozi non essenziali, i musei e le piscine. Le altre misure restrittive già in vigore (fra le quali la chiusura di ristorazione e luoghi di intrattenimento) vengono prorogate fino al 15 gennaio.

Il tasso di incidenza dei contagi nelle ultime due settimane è sceso a 335, la metà rispetto all’Italia e meno rispetto a Francia, Spagna, Olanda e Regno Unito. In Europa, il trend dei contagi è in calo in 24 paesi e in aumento in 6, tra i quali Svezia e Finlandia. Tuttavia, le ospedalizzazioni sono ancora elevate o in crescita in 29 paesi.

Negli Stati Uniti. La curva dei contagi sembra essere vicina all’inizio di una svolta, con 151 mila nuovi contagi il 28 novembre, ma sarà da vedere se il forte aumento degli spostamenti collegati a Thanksgiving avrà ripercussioni negative sull’evoluzione della pandemia. Nella scorsa settimana la media dei nuovi contagi è stata pari a 162 mila, rialzo di 12% rispetto alle due settimane precedenti.

Molti stati del Midwest (fra cui Illinois, Iowa, Wisconsin South e North Dakota) stanno registrando un modesto rallentamento della dinamica dei contagi, mentre in California l’accelerazione dei nuovi casi ha indotto le autorità a imporre nuovi limiti alle attività. A Los Angeles, i cittadini sono invitati a restare a casa il più possibile e a indossare mascherine in presenza di altri individui, mentre viene ridotta ulteriormente la capienza utilizzabile per attività essenziali (a 35%) e non essenziali (a 20%).

A San Francisco, da oggi sono bloccate molte attività al chiuso (palestre, teatri, musei) con l’inclusione delle chiese. Altre attività potranno operare con ulteriori limiti alla capienza dei locali, mentre viene introdotto un coprifuoco per la ristorazione, il commercio al dettaglio non essenziale e le riunioni all’aperto. Invece, NY City ha annunciato che a partire dal 7 dicembre l’istruzione per i bambini dalla scuola materna alla 5° elementare riprenderà in persona, con test settimanali per Covid-19.

Intanto, nelle farmacie e nei centri convenzionati fervono i preparativi per la distribuzione dei vaccini, in attesa della probabile autorizzazione per uso di emergenza da parte della FDA per i vaccini sviluppati da Moderna e Pfizer/BioNTech, attesa intorno al 10 dicembre. Le autorità stimano che circa 20 mln di persone potrebbero essere vaccinate entro fine dicembre con le dosi rese disponibili da Moderna e Pfizer/BioNTech.

Giappone. Le vendite al dettaglio a ottobre aumentano di 6,4% a/a, dopo -8,7% a/a di settembre. Il confronto con il 2019 è influenzato dal rialzo dell’imposta sui consumi introdotto a ottobre. Su base mensile le vendite sono in rialzo di 0,4% m/m, dopo -0,1% m/m di settembre. In termini reali però, alla luce della deflazione in atto, le vendite aumentano di 1,3% m/m, dopo variazioni solide anche in estate e segnano una variazione di circa 3% t/t rispetto al 3° trimestre.

Le vendite di ottobre sono circa in linea con i livelli di febbraio. Le previsioni per i consumi nel 4° trimestre sono positive, anche se su base mensile si registrerà ampia variabilità. A ottobre, anche i servizi dovrebbero essere in crescita sostenuta, grazie alle campagne “GoTo” introdotte dal governo a luglio, con sussidi alla spesa per turismo, viaggi, ristoranti, eventi e shopping. A partire da metà novembre, con la netta ripresa dei contagi e la sospensione delle sovvenzioni “GoTo” i consumi dovrebbero rallentare e potenzialmente calare fra dicembre e i primi mesi del 2021.

Giappone. La produzione industriale a ottobre (prel.) aumenta di 3,8% m/m (-3,2% a/a), proseguendo sul sentiero di recupero di attività nel manifatturiero. Le consegne sono in rialzo di 4,6% m/m (-3,2% a/a), mentre il rapporto scorte/fatturato corregge di -3% m/m, sulla scia di un calo di scorte di -1,6% m/m. I settori che hanno trainato l’output a ottobre sono macchinari, auto, macchinari elettrici ed elettronici per informazione e comunicazione.

Le proiezioni raccolte dal METI vedono un altro incremento a novembre (+2,7% m/m) ma una correzione a dicembre (- 2,4% m/m). Il dato di ottobre è ancora inferiore di -4,5% rispetto a febbraio. Sulla base del dato di ottobre, la variazione rispetto al 3° trimestre è di 6,8%, con le ipotesi derivanti dalle proiezioni per i prossimi mesi, nel 4° trimestre la produzione potrebbe essere in rialzo del 6% t/t. Il PIL nel 4° trimestre dovrebbe essere in rialzo, dopo il dato solido dell’estate, con un significativo rallentamento da metà novembre in poi per via della riaccelerazione dei contagi. Prevediamo che il 1° trimestre 2021 possa registrare una stagnazione (con rischi verso il basso) della crescita, sulla scia della frenata attesa dell’attività a cavallo di fine anno.

Cina. Il PMI del settore manifatturiero rilevato dal NBS è salito da 51,4 in ottobre a 52,1 in novembre, grazie soprattutto ad un aumento della componente della produzione e dei nuovi ordini. Questi ultimi sono saliti di 1,1 punti a 53,9 in novembre, e sono stati accompagnati da un incremento, seppure più modesto, degli ordini esteri che hanno registrato il settimo incremento consecutivo dai minimi di aprile e il terzo mese in territorio espansivo.

In lieve aumento anche il PMI del settore non manifatturiero, salito a 56,4 in novembre da 5,2 in ottobre, sostenuto da un lieve miglioramento del PMI del settore dei servizi che si è portato a 55,7 da 55,5, e da un ulteriore aumento del PMI del settore costruzioni, salito a 60,5 in novembre da 59,8 in ottobre. I dati sono positivi e indicano che l’accelerazione dell’attività economica è solida e sta continuando nel 4° trimestre, sia nel settore manifatturiero sia in quello dei servizi.

Fonte: BondWorld.it

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