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Intesa Sanpaolo: Italia prezzi al consumo sono saliti

Intesa Sanpaolo – Italia. La stima finale dovrebbe confermare che i prezzi al consumo a giugno sono saliti di un decimo sul NIC e sono rimasti stabili sull’indice armonizzato, …

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per un’inflazione annua stabile a -0,2% sull’indice domestico e in calo a -0,4% sull’IPCA. L’inflazione di fondo (al netto di energia e alimentari freschi) dovrebbe essere confermata stabile a 0,8% a/a. In prospettiva, riteniamo che  l’inflazione  possa  rimanere  in  territorio  lievemente  negativo  verosimilmente  per  il  resto dell’anno.

– L’indice Empire della NY Feda luglio è previsto in rialzo a 32 da -0,2 di giugno. L’indagine a giugno  aveva  registrato  miglioramenti,  con  indicazioni  di  stabilizzazione  per  l’attività corrente e l’indice a 6 mesi sui massimi dal 2004. A luglio si dovrebbe vedere un aumento significativo degli indici coincidenti di attività, nuovi ordini e consegne.

Anche gli indici dei prezzi pagati e ricevuti dovrebbero tornare in territorio positivo. L’indagine dovrebbe seguire il processo  di  riapertura  delle attività nella  regione,  con  segnali positivi.  Come  per  tutte le indagini di diffusione, la ripresa degli indici in area espansiva non dà informazioni sul livello di attività, che rimarrà ampiamente al di sotto di quello pre-recessivo.

– La produzione  industriale dovrebbe  accelerare in  misura  massiccia,  con  una  variazione attesa di 4,5% m/m, dopo +1,4% m/m di maggio. Nel manifatturiero, il rialzo dovrebbe essere di +6,1% m/m, dopo +3,8% m/m a maggio.

La ripresa dell’attività nell’industria a giugno è stata  diffusa  a  tutti  i  settori  e  a  tutti  gli  stati.  Il  livello  della  produzione  nel  manifatturiero dovrebbe  essere  inferiore  a  quello  di  giugno  2019  di  circa  5  pp,  e  nei  prossimi  mesi  si dovrebbe registrare ulteriore miglioramento, a ritmi molto più graduali rispetto a quanto visto fra maggio e giugno.

– La  Fed  pubblica  il Beige  Bookin  preparazione  per  la  riunione  del  FOMC  di  fine  mese.  Il rapporto  dovrebbe  dare  informazioni  sulle  aspettative  di  ripresa  delle  imprese  e  sulla capacità di mantenere aperte le attività nonostante una domanda ancora al di sotto dei livelli  pre-covid  e  persistenti problemi dal lato dell’offerta.

Anche sulle prospettive per il mercato del lavoro potrebbero esserci indicazioni che integrino quelle dei dati dei sussidi e del rialzo di occupati visto con i dati di maggio e giugno, soprattutto alla luce della ripresa dei nuovi contagi in molte aree.

I dati e gli eventi di ieri

Area  euro. L’indagine  BCE  sul  credito  bancario ha  evidenziato  una  robusta domanda nel secondo trimestre 2020,spiegata dalla necessità di finanziare il capitale circolante. Tuttavia, le banche intervistate si attendono una frenata della domanda nei prossimi mesi, e la domanda di credito legata agli investimenti fissi è segnalata in calo.

Le condizioni del credito sono soggette a tensioni: la percezione del rischio e la tolleranza al rischio delle banche stanno alimentando una restrizione delle condizioni in particolare in Francia, Spagna e Germania, mentre l’Italia si è mossa in  controtendenza.  La  restrizione,  già  segnalata  nel  primo  trimestre, è  significativa  per il credito alle famiglie (la percentuale netta che ha ristretto le condizioni è pari al 22% per i mutui ipotecari, 26% per il credito al consumo), ma del tutto marginale per le imprese.

Area euro. La produzione industriale a maggio ha registrato un rimbalzo di+12,4% m/m, dopo il pesante  calo  di  aprile  (-18,2%m/m,  rivisto  al  ribasso  da -17,1%).  A  livello  settoriale, il  balzo  più ampiosi è avuto per i beni durevoli (+54,2% m/m), seguiti dai beni di investimento(+25,4% m/m),dai  beni  intermedi(+10,0%  m/m)e  non  durevoli  (+2,8%  m/m), e  dall’energia (+2,3%  m/m). 

Lo spaccato  per Paese vede Italia (+42,1%  m/m), Francia (+20,0%  m/m) e  Spagna (+15,1% m/m) registrare  un aumento  della  produzione  al  di  sopra  della  media  dell’Eurozona,  mentre  la Germania ha segnato una crescita più limitata (+9,7% m/m). La variazione tendenziale è passata a -20,9% a/a da-28,7% precedente. Il dato di maggio riflette la riapertura delle attività produttive post-lockdown; un ulteriore aumento, ma più limitato, dovrebbe vedersi a giugno, come indicato dalle indagini congiunturali per l’area euro.

BCE.  Nella  settimana  conclusa il 10 luglio l’Eurosistema ha attuato acquisti netti  per  17,5  mld nell’ambito del PEPP, 3,2mld per il PSPP, 3,3 mld per il CSPP e 0,9mld per il CBPP3.

L’attuazione di APP e PEPP spiega quasi interamente la variazione di 20,2 miliardi dell’attivo segnalata  dal rendiconto finanziario settimanale.

Germania. L’indice di fiducia ZEW è sceso di 4,1 punti a 59,3a luglio. Il 69,5%degli esperti finanziari intervistati  prevede  che  la  situazione  migliorerà  ulteriormente,  il  3,8%  in  meno  rispetto  al  mese precedente. 

La  valutazione  della  situazione  attuale  è  migliorata  di  2,2  punti  a -80,9  a  luglio, restando  ancora  non lontana dai recenti minimi. Il 19,1%  degli esperti  finanziari  del  sondaggio valuta  la  situazione  attuale  come  normale  (+5,4%  in  più  rispetto  al  mese  precedente), ma nessuno giudicala situazione come buona.

Stati Uniti

– Contagi 3431574, nuovi contagi 59200, decessi 136466, guarigioni 1049098 (Fonte: JHU).

– I nuovi contagi negli ultimi 14 giorni sono in rialzo in 41 stati, circa stabili in 14 stati e in calo in 2  stati. Fra  gli  stati  con  i  nuovi  casi  circa  stabili  nelle  ultime  due  settimane  si  è  aggiunta l’Arizona,  che  nell’ultimo  mese  aveva  avuto  una  crescita  velocissima  dei  contagi,  e recentemente  aveva  reintrodotto  restrizioni  alle  attività  aggregative,  come  molti  altri  stati colpiti  dalla  riaccelerazione  dei  focolai.

All’accelerazione dei nuovi contagi segue ora la crescita dei decessi giornalieri, che hanno toccato nuovi record in Florida, Alabama, Utah e Oregon. Il sindaco di Miami ha indicato che se non ci saranno segnali di miglioramento entro le prossime settimane, sarà inevitabile adottare misure più aggressive di quelle reintrodotte recentemente.

– L’amministrazione ha ordinato agli ospedali di inviare tutti i dati relativi ai pazienti Covid-19 a una  base  dati  centralizzata  a  Washington,  presso  il  dipartimento  di  Health  and  Human Services, invece che al CDC.

Da ora in poi, quindi, tutte le informazioni relative alla pandemia saranno gestite dall’amministrazione, limitando in modo cruciale l’attività del CDC, l’agenzia tipicamente preposta a gestire i dati sanitari a livello nazionale.

– L’amministrazione modificherà le regole comunicate la settimana scorsa, volte a proibire agli studenti  stranieri di  essere  negli  USA  se  i  corsi  nelle  università  a  cui  sono  iscritti  sono  tenuti soltanto online. Harvard e MIT avevano avviato una causa con l’amministrazione al riguardo ed  erano  stati  seguiti  da  17  stati  che  avevano  avviato  cause  analoghe.

Questa  è  una sconfitta per l’amministrazione, che mirava a spingere le università a riportare l’istruzione in forma “fisica” indipendentemente dalle condizioni sanitarie.

– Bullard (St  Louis  Fed) ha  ribadito  le  sue posizioni più ottimiste  rispetto  a  quelle  di  altri partecipanti al FOMC, affermando che il minimo della crisi è alle spalle e che l’economia può registrare un rimbalzo significativo nella seconda metà dell’anno, con un notevole calo della  disoccupazione. 

Bullard  ha  sottolineato  che  se  tutti  i  disoccupati  che  attualmente  si definiscono “disoccupati temporanei” (il 73% del totale a giugno fossero richiamati al lavoro entro sei mesi e non ci fossero altri cambiamenti, il tasso di disoccupazione calerebbe al 4,5%. Secondo Bullard, uno scenario molto positivo è realizzabile con aggiustamenti per convivere con la pandemia e  sforzi di politica  sanitaria per  controllare i contagi  nella seconda  metà dell’anno.

Bullard  ha  però  anche  indicato  che  restano  sostanziali  rischi  verso  il  basso  e soggetti all’implementazione di politiche sanitarie “granulari” necessarie per evitare una depressione. Brainard (Board Fed), invece, ha presentato una visione più preoccupata per i rischi, indicando che l’incertezza resterà elevata fino a quando la pandemia rimarrà diffusa, generando freni alla ripresa causati da attività limitata e da costi di aggiustamento in alcuni settori, e limitando il reddito di consumatori e imprese.

Anche Harker (Philadelphia Fed) ha sottolineato   i   costi   della   pandemia   per   la   crescita,   evidenziando   che   la   riapertura dell’economia non è lineare e che gli effetti di Covid-19 non sono solo un freno temporaneo, ma  stanno  causando  una  “correzione  eccezionalmente  dolorosa  e  persistentemente duratura”. Il consenso nel FOMC è più vicino alla visione preoccupata di Brainarde Harker che a quella relativamente positiva di Bullard

Il CPI a giugno aumenta di 0,6% m/m (0,6% a/a), dopo due contrazioni consecutive. Il rialzo è spinto  da  un  ampio  aumento  dei  prezzi  energetici  (+5,1%  m/m, -12,6%  a/a),  dovuto principalmente  alla  benzina  (12,3%  m/m).  Anche  gli  alimentari  segnano  una  variazione solida, +0,6% m/m, con un contributo elevato degli alimentari consumati a casa. L’indice coreè in rialzo di 0,2% m/m (1,2% a/a), primo dato positivo da febbraio.

I servizi ex-energia tornano  a  registrare  un  aumento,  +0,3%  m/m,  dopo  un  dato  invariato  a  maggio e  una correzione di -0,4% m/m. Anche i beni core hanno prezzi in rialzo (+0,2% m/m), dopo due dati negativi.  I  dati  mostrano  un  rimbalzo  delle  categorie  che  avevano  subito  le  correzioni  più ampie (abbigliamento, sanità, tariffe alberghiere, tariffe aeree), mentre le auto, sia nuove sia usate, e le tariffe dei servizi ricreativi segnano nuove contrazioni.

Le aspettative di inflazione delle famiglie sono aumentate nei mesi scorsi e le indagini delle imprese mostrano una ripresa degli  indici  dei  prezzi  ricevuti.  Anche  nei  prossimi  mesi l’inflazione  core  sarà  soggetta  a pressioni di segno diverso, con debolezza nei servizi ricreativi e nell’istruzione, a fronte di variazioni positive per i beni, a causa di problemi di scarsità di offerta.

Il rialzo dell’inflazione core a  giugno dovrebbe  essere  condiviso  anche  dal  deflatore,  alla  luce  dei  trend  che emergono dal CPI oltre che dalle indicazioni di rialzi dei prezzi della sanità visti con il PPI di giugno.

Giappone. La riunione  della  BoJ si  è  conclusa  con  il  mantenimento  delle  misure  di  politica monetaria  già  in  vigore,  mirate  a  dare  il  massimo  sostegno  all’economia  in  una  fase  di straordinaria  debolezza.  Il controllo  della  curva è  confermato,  con  gli  obiettivi  a -0,1%  per l’overnight e “intorno a 0” per il rendimento  a  10  anni. Per i JGB, si mantiene l’indicazione di acquisti illimitati, mirati a mantenere il rendimento a 10 anni intorno a zero.

In termini di linee guida per gli acquisti di titoli diversi dai JGB, la Banca centrale continuerà ad acquistare 1) ETF e J-REIT a un ritmo annuo pari a circa 6 tln e 90 mld di yen, rispettivamente, con la possibilità di adattare tali ritmi alle condizioni vigenti, ma mantenendoli al di sotto di un tetto di 12 tln per gli ETF e di 180 mld per i J-REIT; 2) carta commerciale e corporate bond avranno come limite inferiore i livelli del portafoglio  attuale  (2  tln  e  3  tln),  che  fino  a  marzo  2021  potranno  essere  aumentati  fino  a  un massimo di 7,5 tln per ciascuna categoria. Anche le misure a supporto delle imprese per circa 110  tln  di  yen  sono  invariate. Il “Quantitative  and  Qualitative  Easingwith  yield  curve  control” rimane centrale per l’obiettivo di portare l’inflazione stabilmente al di sopra del 2%.

La BoJ ha anche pubblicato l’aggiornamento dell’Outlook for Economic Activity and Prices, che sottolinea la situazione “estremamente severa” ma prevede un graduale miglioramento nel secondo semestre di quest’anno, con rischi verso il basso sia per i prezzi sia per la crescita. Le previsioni macroeconomiche vedono una correzione del PIL di -4,7% e di calo dell’inflazione di -0,5% nell’a.f. 2020. Per l’a.f. 2021, la crescita è prevista in ripresa (+3,3%), con l’inflazione a 0,3%.

L’obiettivo del 2% per l’inflazione rimane lontano anche alla fine dell’orizzonte previsivo (2022), con una dinamica dei prezzi attesa a 0,7%. Lo scenario è in linea con una politica monetaria che nella migliore delle ipotesi resterà stabile e, in caso di deterioramento dello scenario, cercherà di introdurre ulteriore stimolo monetario.

Fonte: BondWorld.it

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