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Intesa Sanpaolo: Italia prezzi in aumento

Intesa Sanpaolo – Italia. La seconda stima dell’inflazione di ottobre dovrebbe confermare la lettura preliminare, con prezzi in aumento di due decimi sul NIC e di sei decimi sull’IPCA, per un’inflazione annua in risalita a -0,3% da -0,6% sull’indice domestico e a -0,6% da -1% sulla misura armonizzata UE.

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L’“inflazione di fondo” (al netto degli energetici e degli alimentari freschi) dovrebbe anch’essa essere confermata in crescita, a 0,3% da 0,1% di settembre. Pensiamo che il rialzo di ottobre sia stato temporaneo, e che l’inflazione possa tornare a calare moderatamente nei prossimi mesi. Vediamo entrambi gli indici in territorio negativo almeno sino all’inizio della prossima primavera.

– Italia. Il Consiglio dei Ministri torna oggi a esaminare la bozza della Legge di Bilancio per il 2021, per l’approvazione definitiva richiesta dalla Presidenza della Repubblica alla luce dell’evoluzione che la manovra ha avuto dal 18 ottobre a oggi. Secondo il quotidiano La Repubblica, però, il testo non sarebbe stato ancora finalizzato.

Possibile un nuovo CdM nei prossimi giorni per la richiesta di un nuovo scostamento di bilancio, che, sempre secondo La Repubblica, potrebbe ammontare a 15-20 miliardi per il 2021 (destinati in gran parte a un Decreto “Ristori Ter”).

– Stati Uniti. L’indice Empire della NY Fed a novembre dovrebbe essere poco variato, a 12, da 10,5 di ottobre, restando all’interno dell’intervallo di fluttuazione visto dall’estate e in linea con il proseguimento dell’espansione dell’attività. Le indicazioni degli ordini e dei dati settimanali si mantengono positive, con la domanda finale di beni ancora sostenuta, a discapito dei servizi, dall’evoluzione della pandemia.

Il costante aumento dei contagi sta determinando reazioni modeste da parte delle Autorità negli Stati del distretto della Fed di NY, prevalentemente mirate a ridurre gli orari di apertura di bar e ristoranti e le riunioni di persone. Le aspettative a 6 mesi potrebbero aumentare da 32,8 di ottobre, sulla scia delle notizie incoraggianti sul fronte dei vaccini.

I market mover della settimana

Nell’area euro, la settimana è povera di indicatori congiunturali. La seconda stima dei dati di inflazione di ottobre dovrebbe confermare la prima lettura, con un’inflazione annua stabile a -0,3% nell’Eurozona e in risalita a -0,6% da -1% di settembre sull’IPCA in Italia. La stima preliminare dell’indice di fiducia dei consumatori calcolato dalla Commissione UE dovrebbe mostrare un ulteriore calo del morale a novembre dopo quello già visto a ottobre.

La settimana ha molti dati in uscita negli Stati Uniti, ma il focus sarà sempre sull’evoluzione della contesa per la nomina a presidente. Le prime indagini del manifatturiero di novembre dovrebbero confermare l’espansione dell’attività e le aspettative relativamente ottimistiche delle imprese, nonostante il peggioramento del quadro sanitario. Fra i dati di ottobre, le informazioni dovrebbero essere ancora positive: le vendite al dettaglio, la produzione industriale, le vendite di case esistenti e i nuovi cantieri dovrebbero dare segnali espansivi per i consumi e gli investimenti nel 4° trimestre.

I dati e gli eventi di venerdì

Area euro. La seconda lettura del PIL del 3° trimestre 2020 mostra una revisione al ribasso di un decimo rispetto al dato preliminare, a +12,6% t/t e -4,4% a/a, dopo il -11,8% t/t (-14,8% a/a) registrato nei mesi primaverili. Si tratta dell’aumento più ampio su base congiunturale da quando esiste la serie storica (1995). Eurostat fornirà dettagli sull’andamento delle componenti in coincidenza con la pubblicazione della stima finale l’8 dicembre.

Nel 4° trimestre, la crescita subirà una battuta di arresto a causa della reintroduzione di misure di confinamento e chiusure di attività commerciali in diversi Stati membri. L’incertezza è molto elevata, e non si può escludere una drastica contrazione. Nel trimestre estivo è cresciuta anche l’occupazione, a +0,9% t/t dopo il -2,9% t/t precedente.

Paesi Bassi. La prima stima indica che nel terzo trimestre il PIL è cresciuto più del previsto: +7,7% t/t (-2,5% a/a) dopo il -8,5% t/t (-9,2% a/a) del 2° trimestre. Lo spaccato indica un contributo della domanda interna di 6,9 punti (dopo il -8,1 precedente); i consumi privati sono rimbalzati del 9,4% t/t, gli investimenti fissi del +6,3% t/t.

Anche l’export netto ha contribuito positivamente per 2,2 punti (da -1,7 precedente), con le esportazioni in crescita di +8,6% t/t (da -10,5% t/t precedente) e le importazioni di +6,8% t/t (da -9,5% t/t).

Covid-19. I dati di EuroMoMo per 26 paesi europei mostrano un eccesso di mortalità di 6400 persone nella 45° settimana, in calo rispetto alla precedente (9044), e ben sotto i livelli di picco della prima ondata (oltre 35mila a settimana).

Tuttavia, i dati più recenti sono passibili di revisione, e una singola settimana non è sufficiente per considerare superato il picco. L’eccesso di mortalità più elevato si riscontra attualmente in Belgio e Italia.

– In Italia, dal 15/11, Campania e Toscana sono passate in area rossa, portando al 44% la quota della popolazione nella massima categoria di rischio, e al 46% quella del PIL; Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia e Marche sono salite dalla categoria gialla a quella arancione, che ora include il 34% della popolazione italiana; oggi potrebbe essere firmata una nuova ordinanza che porterebbe da domani in area rossa anche l’Abruzzo (oggi in zona arancione).

– L’Austria ha iniziato un confinamento su base nazionale, che include chiusura di negozi non essenziali, limiti al movimento delle persone e passaggio integrale alle lezioni a distanza. Ristoranti, bar, caffè, servizi personali, strutture sportive, musei e luoghi di intrattenimento erano già chiusi dal 3/11, e dalla stessa data era in vigore un coprifuoco notturno.

Le misure resteranno in vigore almeno fino al 6 dicembre.

– Negli Stati Uniti, i nuovi contagi sono in aumento di 166555 (+80% in 14 giorni), con un’accelerazione più marcata nel Midwest, ma crescita in ripresa in tutti gli stati. Finora la terza ondata di nuovi casi non ha dato luogo a restrizioni generalizzate sull’attività, ma la diffusione e l’esplosione dei nuovi casi richiederà probabilmente maggiori interventi di contenimento nelle aree più colpite (Midwest), dove finora le misure introdotte sono “inviti” a restare a casa e a mantenere il distanziamento.

Invece in altre aree (costa orientale e occidentale), con accelerazione dei contagi su livelli inferiori a quella degli stati del centro, sono già state introdotte misure limitate, ma obbligatorie, in zone mirate (coprifuoco, chiusura e/o limiti di attività a rischio, come ristorazione e palestre, limiti all’istruzione in presenza). Gli effetti sugli indicatori di attività settimanali per ora sono modesti, ma potrebbero diventare più rilevanti nel mese di dicembre, con il continuo peggioramento del quadro sanitario. Le conseguenze della nuova ondata di contagi si manifesteranno soprattutto sulla domanda di servizi, dalla ristorazione, alla sanità, e alle attività aggregative.

– Anche il Giappone sta registrando una terza ondata di contagi (1441 casi il 15 ottobre, con una media a 7 giorni di 1451) in gran parte del paese, con una concentrazione di casi in alcune aree specifiche.

Esponenti del governo hanno detto che per ora la situazione non richiede la dichiarazione di stato di emergenza, ma in caso di proseguimento dei trend attuali potrebbero essere necessarie misure di contenimento attive, alla luce della situazione potenzialmente critica per il sistema sanitario in alcune zone.

Stati Uniti. La fiducia dei consumatori rilevata dall’Univ. of Michigan a novembre (prel.) cala a 77 da 81,8 di ottobre, con le condizioni correnti circa invariate (a 85,8 da 85,9), ma un’ampia correzione delle aspettative (a 71,3 da 79,2). Il calo delle aspettative è spinto da due fattori: la ripresa dei contagi e l’esito elettorale. la profonda divisione nel paese si riflette in reazioni diverse nei gruppi identificati come repubblicani e democratici: i primi hanno registrato un significativo calo delle aspettative, mentre per i democratici l’indice è invariato, dando luogo a una contrazione netta della valutazione delle condizioni future.

La stabilità delle aspettative fra i democratici è influenzata dai timori per la ripresa di Covid, con effetti negativi sulla vita quotidiana e sulle prospettive economiche. I repubblicani intervistati riportano minore impatto di Covid sulla loro vita e attività quotidiana (34%) rispetto ai democratici (59%).

Giappone. Il PIL del 3° trimestre aumenta del 5% t/t (21,4% t/t ann.), dopo -8% t/t della primavera, con una sorpresa positiva rispetto alle aspettative di consenso per un rialzo di 4,4% t/t e un ampio contributo positivo dalle esportazioni nette. Nonostante l’ampio rimbalzo estivo, il livello del PIL ha recuperato solo poco più di metà del crollo del 2° trimestre ed è in calo di 5,9% a/a.

La crescita nel 3° trimestre è guidata dai consumi privati (+4,7% t/t dopo -8,1% t/t, -7,2% a/a), in rialzo dopo quattro contrazioni consecutive, spinta da tutte le componenti, inclusi i servizi (in rialzo di 6,6% t/t dopo -12,1% t/t). Un sostegno superiore alle attese alla crescita complessiva è venuto dai consumi pubblici, in rialzo di 2,2% t/t.

Gli investimenti fissi non residenziali proseguono sul sentiero negativo, con una correzione di -3,5% t/t, dopo -4,5% t/t in primavera, sulla scia del calo degli utili e dell’incertezza sulle prospettive dell’economia domestica e globale. Gli investimenti pubblici risultano in aumento di 0,4% t/t, dopo 1,2% t/t. Le esportazioni nette contribuiscono per +2,9 pp, dopo -3,3 pp nel 2° trimestre, sulla scia di una ripresa dell’export (+7% t/t) e di una contrazione significativa delle importazioni (-9,8% t/t dopo +2,2% t/t), diffusa sia ai servizi sia ai beni. Le scorte sottraggono -0,2 pp alla crescita.

La previsione per il 4° trimestre è di prosecuzione della crescita, su ritmi più contenuti, con una variazione attesa di 1,1% t/t. La variazione annua nel 2020 dovrebbe attestarsi a -5,5%. Per il 2021, prevediamo una crescita di 2,7%, guidata dalla ripresa della domanda domestica.

Cina. La produzione industriale si è stabilizzata a 6,9% a/a in ottobre nonostante un giorno lavorativo in meno rispetto allo stesso mese del 2019. L’aumento del fatturato estero, ai massimi da metà 2018, testimonia che le imprese hanno continuato a beneficiare della domanda estera.

Gli investimenti fissi sono saliti dell’1,8% cum. a/a in ottobre, in accelerazione da 0,8% cum. a/a in settembre, trainati principalmente dagli investimenti statali in particolare in infrastrutture, sostenute dalla spesa dei governi locali, e nel settore immobiliare.

I consumi hanno continuato a migliorare: la dinamica delle vendite al dettaglio nominali è accelerata da 3,3% a/a a 4,3% a/a (anche se meno delle aspettative: Consenso Bloomberg 5,0%), contribuendo a far salire il passo di crescita della produzione di servizi, passato da 5,4% a/a in ottobre a 7,4% a/a in ottobre. Il tasso di disoccupazione è lievemente sceso da 5,4% a 5,3%. Nel complesso i dati sono positivi e segnalano che l’attività economica ha continuato a migliorare all’avvio del 4° trimestre.

Fonte: BondWorld.it

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