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Intesa Sanpaolo Italia produzione industriale vista in calo

Intesa SanPaolo Indice ISM

Intesa Sanpaolo – Italia. La produzione industriale è vista nuovamente in calo ad aprile di -0,4% m/m da -0,9% m/m di marzo. Nel mese, il morale nel manifatturiero era marginalmente calato e si trova ora sui minimi dal 2016……..

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Intesa SanPaolo


La variazione annua destagionalizzata passerebbe a -0,4% da -0,5%.

Se confermato il dato di maggio, lascerebbe l’output in rotta per una contrazione di -0,8% t/t nel secondo trimestre, annullando pressoché il +1,0% t/t del primo e introducendo rischi di una stagnazione del PIL nei mesi primaverili.

Intesa Sanpaolo – I market mover della settimana

Nella zona euro, il focus sarà sui dati di produzione industriale di maggio in Italia, dove ci aspettiamo uno secondo calo.

Nella media area euro la produzione dovrebbe essere poco variata.

L’agenda degli Stati Uniti ha molti dati di rilievo, relativi ad attività e prezzi di maggio. Il focus sarà sull’inflazione di maggio.

Il CPI dovrebbe essere in rialzo di 0,1% m/m, ma l’indice core dovrebbe registrare una variazione di 0,2% m/m, dopo diversi mesi deboli, con un’indicazione di probabile ripresa della dinamica annua nel 2° semestre.

Il PPI core dovrebbe essere in rialzo di 0,2% m/m, continuando a segnalare assenza di pressioni inflazionistiche, mentre i prezzi all’import dovrebbero essere in calo, sulla scia del rafforzamento del cambio che più che compensa gli effetti dei dazi.

Le vendite al dettaglio di maggio sono previste in rialzo solido, con conferme di ripresa dei consumi nel 2° trimestre.

La produzione industriale dovrebbe registrare una variazione positiva, ma moderata.

La fiducia dei consumatori a giugno potrebbe correggere modestamente in seguito alle turbolenze legate alle tensioni commerciali USA-Messico. I dati e gli eventi di ieri

Intesa Sanpaolo – Italia. Il ministro dell’economia, Tria, ha liquidato la discussione sulla possibile emissione di titoli di stato di piccola denominazione (cioè in tagli da banconota) dichiarando che, pur essendo la misura nel contratto di governo, il ministero dell’economia ha già dato parere negativo.

Tria ha ripetuto quanto già detto dal presidente della BCE giovedì scorso: se lo strumento è debito, non serve; se, invece, è moneta, è illegale in base ai trattati che l’Italia ha sottoscritto.

Il primo ministro Conte, da parte sua, ha dichiarato in un’intervista pubblicata stamane da Corriere della Sera che la proposta della Lega non è mai stata portata a Palazzo Chigi, e che comunque ha suscitato molte perplessità, anche tecniche.

Tuttavia, Salvini, Di Maio, e anche il sottosegretario Giorgetti hanno continuato a difendere la proposta nei giorni scorsi.

Ciò nonostante vi sia un parere pressoché unanime che non sia di alcuna utilità per il fine ipotizzato, cioè il rimborso degli arretrati della pubblica amministrazione, e che comporti al contrario il rischio di riattizzare le tensioni sul debito pubblico italiano, in quanto notoriamente associata in documenti pubblici della stessa Lega a progetti di ripristino di una parziale sovranità monetaria.

Francia. La produzione manifatturiera è risultata stabile in aprile dopo il forte calo di marzo (1,1%). Su base tendenziale, è in incremento di 1,3% a/a.

La media mobile trimestrale è in aumento di 1,0% rispetto al periodo precedente.

Nelle costruzioni si registra di nuovo una netta flessione (-2,3% m/m), dopo quella già vista a marzo (-1.2%).

Intesa Sanpaolo – Stati Uniti. L’employment report di maggio, più debole delle attese, ha rinforzato le aspettative di una svolta espansiva sui tassi nei prossimi mesi.

Gli occupati non agricoli sono in aumento di 75 mila, dopo +224 mila di aprile (rivisto da 263 mila), con indicazioni deboli dall’industria (+3 mila nel manifatturiero e +4 mila nelle costruzioni) e soprattutto nei servizi (+82 mila), con un rallentamento della dinamica anche nei segmenti dinamici dell’ultimo anno (sanità/istruzione, +27 mila), ospitalità (+26 mila).

Gli occupati rilevati dall’indagine presso le famiglie sono in rialzo di 116 mila.

La forza lavoro aumenta di 176 mila unità. Il tasso di partecipazione e il tasso di disoccupazione rimangono stabili a 62,8% e 3,6%, rispettivamente. La variazione dei salari orari è di 0,2% m/m (3,1% a/a).

L’elemento importante di questo employment report è la conferma di un trend di rallentamento della dinamica occupazionale che rafforza le preoccupazioni della Fed per la tenuta della ripresa in una fase di rischi verso il basso generati dalla politica commerciale e dai suoi riflessi sulla crescita.

Tutti gli indicatori del mercato del lavoro restano positivi (indici di occupazione delle indagini, sussidi di disoccupazione, commenti delle imprese nel Beige Book) e la previsione per la dinamica occupazionale nei prossimi mesi resta positiva.

Tuttavia, con il passaggio a un bias espansivo dettato dalla possibilità di un impatto rilevante delle tensioni commerciali, i dati del mercato del lavoro di maggio daranno un motivo in più al FOMC per considerare un taglio dei tassi come assicurazione contro i rischi di una possibile fine anticipata della ripresa.

A nostro avviso, la riunione di giugno sarà usata dalla Fed come un veicolo per comunicare ufficialmente la fine della pausa e l’apertura di una fase di bias verso il basso per i tassi, e per dare indicazioni di uno spostamento di opinioni verso un taglio nell’estate, sempre condizionato all’evoluzione di dati e prospettive economiche.

Intesa Sanpaolo – Stati Uniti.  La controversia USA-Messico sull’immigrazione ha trovato una soluzione temporanea che ha permesso di evitare l’entrata in vigore dei dazi del 5% su tutte le importazioni americane dal Messico minacciati da Trump una settimana fa.

Il Messico si è impegnato a rafforzare gli sforzi di contenimento del passaggio di migranti al confine e di controllo dei richiedenti asilo negli USA.

L’impegno messicano mirato a evitare i dazi in una fase di debolezza economica avrà riflessi negativi sulle finanze pubbliche messicane sia a livello locale sia a livello centrale, in una fase in cui il presidente Lopez Obrador sta spingendo per la ratifica della revisione del NAFTA (USMCA).

La strategia di Trump per portare alla ribalta i temi della propria campagna elettorale 2020, attraverso minacce di dazi e freni ai flussi commerciali, aumenta i rischi per la ripresa economica, americana e globale con una crescente incertezza delle relazioni dei partner commerciali degli Stati Uniti.

Il freno all’attuazione dei dazi minacciati non elimina i rischi per la crescita, perché la miccia della guerra commerciale è ormai stata accesa, con indicazioni che gli Stati Uniti sono pronti ad avere più fronti aperti in questo campo: ora Cina e Messico, fra non molto anche Europa e Giappone.

I rischi per la ripresa globale sono in aumento, con l’avvicinarsi della scadenza elettorale di novembre 2020.

Giappone. La seconda stima del PIL del 1° trimestre registra una modesta variazione verso l’alto, con una variazione di 0,6% t/t (2,2% t/t ann.), da 0,5% t/t della lettura preliminare.

Come atteso, la revisione è associata a una crescita degli investimenti fissi delle imprese più vivace (variazione di +0,3% t/t da -0,3% t/t).

Il messaggio generale dei dati resta in linea con quello della prima stima: la crescita di inizio anno è spinta da un contributo positivo del canale estero determinato da un crollo delle importazioni, mentre la domanda domestica è complessivamente debole.

La previsione per il 2° trimestre è di rallentamento dovuto a un’attesa di modesto recupero delle importazioni e da una correzione delle scorte.

Cina. La dinamica delle esportazioni è marginalmente migliorata, salendo dell’1,1% a/a in maggio dopo il calo del 2,7% a/a in aprile, mentre le importazioni, dopo un aumento del 4% a/a in aprile, sono scese dell’8,5% a/a in maggio.

Le prospettive del commercio estero rimangono comunque deboli.

Le esportazioni verso gli USA, nonostante un timido miglioramento, sono in calo tendenziale insieme a quelle del Giappone, mentre restano in territorio positivo le esportazioni verso l’area Euro e l’area ASEAN, con un trend destinato a continuare nei prossimi mesi dato l’aumento dei dazi e la probabile estensione a tutti i prodotti dal prossimo mese.

La debolezza delle importazioni, rimane invece più generalizzata (ad eccezione delle importazioni dall’area ASEAN da dove probabilmente passa parte dell’import dagli Stati Uniti attraverso le zone di libero scambio) sottolineando la fiacchezza della domanda interna, segnalata anche dal calo tendenziale delle importazioni in volume dei maggiori metalli.

Fonte: BondWorld.it

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