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Intesa Sanpaolo: – Italia rimbalzo produzione industriale

Intesa Sanpaolo – Italia. Stimiamo un rimbalzo dell’ordine dell’1% m/m della produzione industriale a ottobre, dopo la flessione superiore al previsto di settembre (-5,6% m/m).

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Su base annua corretta per gli effetti di calendario, l’output resterebbe in territorio negativo, a -2% da -5,1% precedente. Tuttavia, il rimbalzo di ottobre sarebbe temporaneo: ci aspettiamo una nuova flessione a novembre (dell’ordine di due punti percentuali e mezzo) in corrispondenza delle nuove restrizioni alle attività economiche decise dal Governo.

Nel 4° trimestre, anche l’industria contribuirà negativamente al PIL, sia pure in misura meno accentuata rispetto ai servizi.

– Stati Uniti. Il PPI a novembre dovrebbe essere in aumento di 0,2% m/m, dopo 0,3% m/m di ottobre.

– Stati Uniti. La fiducia dei consumatori rilevata dall’Univ. of Michigan a dicembre (prel.) è prevista in recupero a 78 dopo la correzione degli ultimi due mesi (novembre a 76,9).

In linea con le indicazioni dell’indagine del Conference Board, l’indice corrente dovrebbe essere in modesto miglioramento, mentre quello delle aspettative dovrebbe flettere, alla luce del mancato rinnovo (almeno per ora) dei programmi federali di sostegno alla disoccupazione, alcuni scaduti in estate, altri in scadenza a fine dicembre.

I dati e gli eventi di ieri

BCE: ricalibrazione della politica monetaria circa in linea con le attese, migliora il giudizio sui rischi

– Le misure annunciate dalla Banca Centrale Europea nell’ambito della “ricalibrazione” della politica monetaria sono state sostanzialmente in linea con le attese.

Nel dettaglio, la Banca Centrale Europea ha annunciato (v. comunicato stampa e discorso introduttivo) quanto segue:

* PEPP: il tetto sale da 1350 a 1850 miliardi di euro: la scadenza del programma viene prorogata al marzo 2022.

Ci attendevamo dicembre, ma esattamente con questo plafond complessivo. L’estensione fino a marzo 2022 consentirebbe di esaurire il plafond previsto. I reinvestimenti delle scadenze di capitale continueranno a essere integrali fino alla fine del 2023.

* TLTRO-III: il programma è stato oggetto dell’intervento tecnicamente più complesso. Come atteso, il periodo di applicazione dello spread negativo è stato esteso: invece che terminare a giugno 2021, ora si conclude a giugno 2022 (6 mesi oltre quanto ci aspettavamo). Inoltre, sono state aggiunge tre aste (giugno, settembre e dicembre 2021) a quelle già previste (ce ne attendevamo due in più).

Come previsto, l’estensione del programma TLTRO-III ha reso necessario un aumento della quota di prestiti idonei che possono essere rifinanziati, sebbene inferiore a quanto stimato (da 50% a 55% dello stock al 28 febbraio 2019). Di contro, la BCE ha fissato un nuovo obiettivo sul volume dei prestiti erogati, “al fine di incentivare le banche a sostenere l’attuale livello di credito bancario”. Il nuovo obiettivo sul credito a imprese non finanziarie e famiglie (esclusi mutui casa) è di 0% fra il 1° ottobre 2020 e il 31 dicembre 2021.

* Garanzie: un altro intervento ragionevole, anticipato da Lane qualche giorno fa, è l’estensione fino a giugno 2022 delle “misure di allentamento dei criteri di idoneità applicabili alle garanzie da esso adottate il 7 e il 22 aprile 2020”, che saranno poi riesaminate prima di tale data.

* Interventi minori: l’annuncio include anche 4 operazioni di rifinanziamento a lungo termine PELTRO nel 2021, tutte di durata annuale e al tasso refi –25pb.

– Nessun cambiamento a forward guidance e tassi ufficiali, né all’APP. Tasso sui depositi, tasso sulle operazioni principali di rifinanziamento e tasso di rifinanziamento marginale restano rispettivamente a -0,50%, 0% e 0,25%. Gli acquisti netti APP rimangono a 20 mld mensili.

– Per quanto riguarda la previsione macroeconomica dello staff, le stime di variazione del PIL sono state riviste al rialzo (-7,3%) nel 2020, al ribasso nel 2021 (+3,9%) e al rialzo nel 2022 (4,2%). La BCE prevede che il PIL si contragga di -2,2% nel quarto trimestre di quest’anno.

I rischi sono ancora considerati al ribasso, ma “meno pronunciati” rispetto a settembre. Le proiezioni di inflazione sono state riviste per 2020 (0.2%) e 2023 (1.4%), mentre sono invariate per il 2021 (1,0%). Le pressioni di fondo resteranno “contenute”, per fattori settoriali (turismo, viaggi), ma anche per l’apprezzamento del cambio e le basse pressioni salariali.

– Lo staff della BCE ha pubblicato anche in questa occasione degli scenari alternativi. Nello scenario “severo”, la BCE ipotizza che alcune misure di contenimento siano mantenute fino alla fine del 2023, e che gli effetti persistenti della crisi siano più pronunciati.

In tale scenario, inoltre, anche la contrazione del 4° trimestre 2020 è più ampia (-3,2% t/t). Nel 2021, il PIL resta quasi invariato (+0,4% a/a) e la ripresa è inferiore allo scenario base anche nel 2022 (+3,0%). Nello scenario più favorevole, la crescita 2021 raggiunge il 6,0% e quindi resta sopra il 4% anche nel 2022.

Brexit. La Commissione Europea ha pubblicato alcune proposte di regolamenti per garantire continuità operativa in alcuni ambiti che potrebbero essere severamente impattati dalla fine del periodo transitorio, in assenza di un accordo di libero scambio con il Regno Unito. Per un massimo di 6 mesi, e a condizione di reciprocità, i vettori aerei britannici potranno continuare a operare sugli scali UE (con punto di partenza o arrivo in UK).

Un analogo regime provvisorio di 6 mesi è previsto per il trasporto merci su strada e per i servizi di trasporto collettivo di persone su strada, sempre se sarà garantita la reciprocità dal Regno Unito; Un altro provvedimento garantisce la continuità del servizio ferroviario attraverso il tunnel della Manica. Infine, viene proposto di garantire per un periodo limitato di tempo l’accesso alle rispettive aree di pesca. Per dettagli, si veda la comunicazione della Commissione.

Unione Europea. L’accordo raggiunto ieri a livello di Consiglio Europeo per superare il veto di Ungheria e Polonia al budget prevede che: (1) le linee guida della Commissione siano presentate soltanto dopo che la Corte Europea di Giustizia si sarà pronunciata in merito a (probabili) ricorsi; (2) il meccanismo sanzionatorio per le violazioni dello stato di diritto scatti soltanto le violazioni possono mettere a rischio la capacità di garantire una spesa efficiente dei fondi europei; (3) le violazioni siano previste in un elenco chiuso.

L’insieme di questi paletti garantirebbe un periodo di grazia di diversi anni, scavallando gli appuntamenti elettorali nazionali in Polonia e Ungheria e consentendo ad entrambi i Paesi nel frattempo di beneficiare dei flussi di cassa legati a budget e NGEU. L’accordo politico dovrebbe ora essere approvato dal Parlamento Europeo la prossima settimana.

Francia. La produzione industriale a ottobre ha segnato un balzo del +1,6% m/m, come nel mese precedente. Il manifatturiero fa peggio del dato aggregato, con una crescita debole (+0,5% m/m da +2,3% di settembre), frenato dai mezzi di trasporto (-2,7% m/m); registra un’impennata la produzione di energia (+9,5% m/m). In termini annui, l’output fa segnare un -4,2%, da -5,9% precedente.

Nel settore delle costruzioni continua la ripresa dei lavori (+1,7% m/m), dopo il calo di settembre. La produzione industriale resta del 3,6%, inferiore rispetto al livello di febbraio; come anticipato dalle indagini congiunturali di novembre, l’output potrebbe essere calato il mese scorso.

Covid-19 – In Europa, il rapporto ECDC rileva che il tasso di incidenza è ormai in calo da due settimane, ed è tornato a 395 per 100mila abitanti. Tassi di incidenza elevati o in forte crescita sono stati segnalati soltanto in 6 paesi, fra i quali i più popolosi sono Finlandia e Croazia; qualche segnale di peggioramento è emerso anche in Svezia e Danimarca. La positività ai test resta superiore alla soglia di sicurezza (3%) ancora in 25 paesi, anche se è cresciuta soltanto in 3 (fra i quali la Croazia).

La mortalità aggregata quindicinale è stabile a 106,7 casi per milione di abitanti, ma ancora 10 paesi (inclusi Germania, Ungheria, Danimarca e Austria) hanno registrato incrementi. Il tasso di occupazione delle terapie intensive è al 76% del picco, mentre il tasso di ammissione è al 56% del picco; sul fronte delle ospedalizzazioni, malgrado i miglioramenti la situazione resta pesante in 28 paesi su 30.

Negli Stati Uniti, i nuovi contagi ieri hanno superato 220 mila (223570), con un nuovo rialzo della media settimanale a 211127, in crescita del 28% rispetto alle due settimane precedenti.

L’accelerazione dell’ultima settimana segue la spinta proveniente dagli spostamenti collegati a Thanksgiving ed è diffusa ora agli stati delle due coste e del sud. Nel Midwest invece prosegue il trend di rallentamento dai picchi di novembre.

Stati Uniti. La leadership repubblicana ha segnalato ieri scetticismo sulla possibilità di trovare un compromesso riguardo alle due questioni irrisolte (immunità legale e fondi per stati ed enti locali) del pacchetto fiscale proposto dal gruppo di rappresentanti e senatori bipartisan.

McConnell prosegue quindi sulla sua linea mirata a mantenere il controllo diretto dei negoziati, lasciando aperta la possibilità di un accordo che escluda immunità e fondi statali. La leadership democratica rimane allineata con il gruppo bipartisan, che sta continuando a lavorare per trovare un compromesso accettabile dai repubblicani sull’immunità, mentre per gli stati sembra sia stata raggiunta una formulazione potenzialmente condivisibile.

L’incertezza proseguirà fino alla prossima settimana a ridosso della scadenza del 18 dicembre, data ultima per l’inserimento del pacchetto nella legge per l’estensione di un anno delle leggi di spesa. Su questo fronte, la Camera ha già approvato l’estensione dall’11 al 18 dicembre per evitare uno shutdown mentre si rifiniscono i dettagli delle leggi di spesa, ma al Senato ci sono stati ostacoli per l’estensione temporanea da parte di alcuni repubblicani, con l’obiettivo di inserire progetti a favore dei propri stati.

Nonostante la frenata temporanea in Senato, il voto dovrebbe essere concluso entro oggi, vista la posta in gioco (un possibile shutdown).

Stati Uniti. Un comitato consultivo indipendente della Food and Drug Administration ha concluso l’analisi dei dati del vaccino Pfizer/BioNTech, raccomandandone l’autorizzazione di emergenza e valutando che i benefici superano i rischi per la popolazione al di sopra dei 16 anni. Pfizer ha comunicato che prevede di fare richiesta per l’approvazione standard ad aprile 2021.

L’FDA dovrebbe procedere entro pochi giorni all’autorizzazione di emergenza e a breve il processo di vaccinazione di massa negli USA dovrebbe avere inizio, partendo dai lavoratori della sanità e dai residenti delle strutture per anziani. I primi 6,4 mln di dosi dovrebbero essere distribuiti ai centri preposti entro 24 ore dall’approvazione dell’FDA, con l’obiettivo di vaccinare 3,2 mln di persone in pochi giorni (riservando l’altra metà di dosi per il richiamo). Il contratto firmato dagli USA con Pfizer/BioNTech garantisce 100 mln di dosi, sufficienti per vaccinare 50 mln di persone.

Stati Uniti. La Fed ha pubblicato i conti finanziari relativi al 3° trimestre, che riportano un aumento della ricchezza netta delle famiglie di 3,8 tln, a 123,5 tln, spinto dal rialzo dei prezzi delle azioni e delle case, oltre che da un elevato tasso di risparmio. Il debito delle famiglie aumenta di 5,6% sulla scia dell’incremento dei mutui, a fronte di una maggiore moderazione delle altre forme di indebitamento.

Il debito delle imprese non finanziarie è in calo di -0,9%, dopo due trimestri di ampie variazioni positive, principalmente per via della contrazione dei prestiti diversi dai mutui. Il debito pubblico continua a crescere a ritmi rapidi, con un incremento del 9,1% per il governo federale e del 5,6% per stati ed enti locali. I dati confermano il quadro di aumento di risparmio e ricchezza delle famiglie, concentrato nelle fasce alte di reddito, che dovrebbe fornire combustibile all’accelerazione della crescita prevista per i consumi in seguito alla diffusione dei vaccini.

Stati Uniti. II CPI a novembre aumenta di 0,2% m/m, sia per l’indice headline sia per quello core. Il rialzo dei prezzi energetici (+0,4% /m) più che compensa il calo di quelli degli alimentari (-0,1% m/m). I beni core hanno prezzi in aumento di 0,1% m/m, con andamenti misti fra le varie categorie: +0,9% m/m (-5,2% a/a) per l’abbigliamento, dopo due mesi negativi; -1,3% m/m per le auto usate, dopo molti mesi di incrementi e una variazione di 10,9% a/a; -0,3% m/m per i beni per la sanità.

I servizi ex-energia segnano una variazione di 0,2% m/m, dopo 2 mesi deboli, sulla scia di una ripresa nei trasporti (+1,8% m/m), dovuta principalmente alle tariffe di affitto dei veicoli, ai prezzi della e dell’assicurazione manutenzione auto, oltre che alle tariffe del trasporto pubblico e aereo. I prezzi dell’abitazione rimangono su un trend inferiore a quello pre-Covid per quanto riguarda le residenze (affitti e affitti figurativi invariati) ma con una ripresa delle tariffe alberghiere dopo molti mesi ampiamente negativi (+4,5% m/m, -12,7% a/a).

Per i servizi medici, le tariffe sono in calo di -0,1% m/m. Alcune delle voci che anno sostenuto la dinamica dei prezzi a novembre sono fra quelle che avevano risentito maggiormente degli effetti della pandemia (alberghi, tariffe aeree, abbigliamento) e segnalano un recupero della domanda.

Nei prossimi mesi i prezzi de beni dovrebbero continuare a guidare l’inflazione, sulla scia di una domanda ben sostenuta e di strozzature dal lato dell’offerta aggravate dal peggioramento del quadro sanitario. A partire dalla primavera il sentiero dell’inflazione sarà sostenuto dall’effetto confronto con il 2020 ma anche da persistenti problemi di offerta.

Stati Uniti. Le nuove richieste di sussidi di disoccupazione nella settimana conclusa il 5 dicembre aumentano a 853 mila, con una variazione di 137 mila da 716 mila della settimana precedente. Le nuove richieste non destagionalizzate aumentano a 947504, (+228982), mentre i nuovi sussidi erogati con il programma federale Pandemic Unemployment Assistance sono pari a 427609.

I sussidi statali esistenti nella settimana conclusa il 28 novembre aumentano a 5,757 mln (+230 mila) dal periodo precedente. nella settimana conclusa il 21 novembre il totale dei sussidi erogati con i programmi statali e federali era pari a 19,043 mln da 20,163 mln di metà novembre. I dati delle ultime settimane (a parte i nuovi sussidi di fine novembre influenzati dalla festività di Thanksgiving) danno un quadro coerente con un’ulteriore frenata della dinamica occupazionale a dicembre, collegata al continuo peggioramento dei nuovi contagi.

Fonte: BondWorld.it

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