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Intesa Sanpaolo: Italia stima finale dei prezzi al consumo

Intesa Sanpaolo – Italia. La stima finale dei prezzi al consumo di agosto dovrebbe confermare la lettura preliminare ovvero mostrare un’inflazione a 0,5% su base annua (in salita di un decimo sul NIC……….

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 e di due decimi sull’IPCA rispetto al mese precedente). Nel mese i listini dovrebbero essere confermati in aumento di mezzo punto sull’indice domestico e stabili sull’armonizzato.

Anche la componente di fondo dovrebbe essere confermata, a 0,6% sul NIC (in salita di un decimo rispetto al mese precedente).

Il punto di minimo per l’inflazione italiana potrebbe essere stato toccato lo scorso luglio, ma la risalita sarà molto lenta (nostra stima per il 2020: 1,2%).

– Stati Uniti. L’indice Empire della NY Fed a settembre dovrebbe stabilizzarsi a 3, da 4 di agosto, con indicazioni di quasi stagnazione del settore manifatturiero.

L’ISM manifatturiero ad agosto è sceso sotto 50 per la prima volta dal 2016, segnalando modesta contrazione dell’attività, in linea con la debolezza di ordini e produzione degli ultimi mesi.

Tuttavia, le informazioni riguardo alle ore lavorate e agli occupati nel manifatturiero, in rialzo ad agosto, non fanno prevedere un peggioramento del quadro nei prossimi mesi, nonostante la fragilità della domanda estera e le tensioni commerciali.

Intesa Sanpaolo – I market mover della settimana

Nella zona euro, il calendario è povero di dati questa settimana. L’indice ZEW sulle aspettative a 6 mesi sull’economia tedesca potrebbe vedere un minor pessimismo a settembre, a -42 da -44,1 di agosto.

La seconda lettura dei dati sui prezzi al consumo di agosto dovrebbe confermare che l’inflazione è rimasta stabile all’1% nella media area euro ed è salita allo 0,5% in Italia.

La prima stima dell’indice di fiducia delle famiglie nell’eurozona dovrebbe vedere una stabilizzazione a settembre (-7,0) dopo il forte calo di agosto.

La settimana avrà come focus negli Stati Uniti la riunione del FOMC, che si dovrebbe concludere con un altro taglio del tasso dei fed funds e segnali di apertura per ulteriori interventi, mirati a contrastare i rischi geopolitici.

Sul fronte dei dati, le prime indagini del manifatturiero di settembre dovrebbero segnalare stagnazione nel settore e preoccupazione per la guerra dei dazi.

Fra i dati di agosto, si prevede una ripresa dopo le correzioni di luglio per la produzione industriale e i nuovi cantieri residenziali e una stabilizzazione delle vendite di case esistenti.

Intesa Sanpaolo – I dati e gli eventi di ieri

Violento balzo delle quotazioni petrolifere, in seguito agli attacchi alle infrastrutture petrolifere saudite avvenuti durante la scorsa fine di settimana.

Il future sul WTI è salito di un massimo del 15,5%; ancor superiore la variazione infragiornaliera del Brent Crude future.

Gli attacchi hanno causato danni che richiederanno probabilmente settimane per essere riparati, con un impatto che Reuters stima in ben 5,7 milioni di barili al giorno, sebbene in parte compensati dagli stessi sauditi con misure di emergenza.

Stati Uniti. La Cina ha annunciato che aumenterà gli acquisti di alcuni prodotti agricoli (fra cui soia, maiale), che verranno anche esentati dai rialzi dei dazi dell’ultimo anno.

L’annuncio è mirato a ridurre ulteriormente le tensioni fra i due paesi alla vigilia della ripresa dei negoziati commerciali, prevista per inizio ottobre.

In passato, annunci di aumenti di acquisti di soia e altri beni agricoli non erano stati seguiti da acquisti effettivi.

La Cina in questa fase ha maggiori incentivi ad attuare le misure alla luce degli effetti della peste suina sul mercato agricolo domestico.

I dettagli degli acquisti non sono stati forniti.

Nonostante la reazione positiva dei produttori americani, difficilmente un intervento potrà miglioramento in modo significativo le prospettive del settore in USA: dall’inizio della guerra dei dazi, le esportazioni di soia e altri semi verso la Cina sono calate da 12,8 mld di dollari a fine 2017 a 4,2 mld a luglio 2019.

Intesa Sanpaolo – Stati Uniti. Le vendite al dettaglio ad agosto sorprendono verso l’alto con una variazione di 0,4% m/m (consenso: 0,2% m/m), dopo +0,8% m/m di luglio (rivisto verso l’alto da 0,7% m/m).

Le vendite al netto delle auto sono invariate, dopo 1% m/m di luglio.

L’aggregato “control” (al netto di auto, benzina, materiali da costruzione e alimentari) aumenta di 0,3% m/m, dopo una serie di variazioni molto solide.

I principali contributi positivi vengono dalle auto (+1,8% m/m, in parte dovuto al rialzo dei prezzi delle auto usate), sanità e la cura della persona (+0,7% m/m), i materiali da costruzione (1,4% m/m, terzo rialzo consecutivo con una media di aumenti intorno all’1% m/m) e le vendite online (1,6% m/m, 14,3% a/a).

Sono invece deboli i comparti abbigliamento (0,9% m/m), arredamento (-0,5% m/m), ristorazione (-1,2% m/m), oltre alla benzina (-0,9% m/m).

Nel complesso i dati sono migliori del previsto in gran parte per via dell’ampio contributo delle auto, che però potrebbe essere gonfiato dalla componente prezzo, visto che i volumi di vendite riportati dai concessionari erano in rialzo più contenuto.

Il gruppo di controllo indica un rallentamento rispetto al trend in forte rialzo degli ultimi cinque mesi (in parte dovuto al recupero post-shutdown), con indicazioni di crescita dei consumi poco sopra il 3% t/t ann. nel 3° trimestre.

Stati Uniti. La fiducia dei consumatori rilevata dall’Univ. of Michigan a settembre (prel.) aumenta a 92, da 89,8 di agosto.

La ripresa nell’indagine è diffusa sia alle aspettative (a 82,4 da 79,9), sia alle condizioni correnti (a 106,9 da 105,3).

Le aspettative di inflazione a 12 mesi aumentano a 2,8% da 2,7%, mentre quelle a 5-10 anni correggono a 2,3% da 2,6% di agosto.

I consumatori prevedono tassi di interesse in calo e continuano a riferire preoccupazione per la guerra dei dazi e per potenziali effetti negativi sullo scenario economico e sull’occupazione.

Nonostante la recente volatilità della fiducia, in gran parte legata all’incertezza politica, l’indagine è coerente con il proseguimento dell’espansione dei consumi nei prossimi trimestri.

Stati Uniti. I prezzi all’import calano di -0,5% m/m (-2% a/a) ad agosto, dopo +0,1% m/m a luglio, sulla scia della contrazione del petrolio.

Al netto del petrolio i prezzi sono invariati su base mensile.

L’apprezzamento del cambio e la debolezza del prezzo del petrolio più che compensano eventuali incrementi legati al rialzo dei dazi.

Eurozona. Alla riunione dell’Eurogruppo della scorsa settimana è emerso che le divisioni fra gli Stati membri sono troppo profonde e radicate per immaginare una riscrittura del patto di stabilità e crescita.

Non pare che siano stati fatti progressi decisivi neppure sul budget comune, il cosiddetto BICC (Budgetary Instrument for Convergence and Competitiveness for the euro area).

Alla luce delle dichiarazioni di Centeno, restano questioni da definire su diversi aspetti, a cominciare da come finanziarlo, che dovranno essere risolte a ottobre.

Brexit. Continuano ad arrivare segnali contrastanti riguardo all’esito del processo.

Da una parte, la stampa britannica coglie segnali di ammorbidimento del Governo: aperture all’ipotesi di tornare alla prima versione del backstop per l’Irlanda (quella che manteneva soltanto l’Irlanda del Nord nell’unione doganale europea) e, novità emersa durante la fine di settimana, la possibilità di estendere il periodo transitorio a tre anni per avere il tempo di implementare alternative tecnologiche per controlli doganali che non necessitino di frontiera fisica.

Dall’altra, però, arrivano anche smentite a tali aperture, e il primo ministro continua a ribadire che l’uscita avverrà comunque il 31 ottobre, anche se non sarà stato raggiunto un accordo il 18 ottobre, e che il Regno Unito rifiuterà ogni richiesta di rinvio che dovesse arrivare dall’UE.

Cina. La produzione industriale (valore aggiunto) è salita del 4,4% a/a in agosto, molto meno delle attese e in netto rallentamento dal 4,8% di luglio, principalmente a causa della decelerazione della produzione delle imprese private.

La produzione dei maggiori metalli industriali è di poco accelerata rispetto a luglio, anche se mantiene un passo di crescita inferiore rispetto ai mesi precedenti, mentre ha continuato a migliorare la produzione di semiconduttori e microcomputer.

La dinamica degli investimenti fissi nominali è ulteriormente decelerata in agosto a 5,5% cum. a/a da 5,7% cum. a/a in luglio, spinta al ribasso dall’ulteriore rallentamento degli investimenti privati (4,9% a/a da 5,4% a/a in luglio) e dal calo degli acquisti di attrezzature.

Gli investimenti in infrastrutture sono invece lievemente riaccelerati (4,2% a/a in agosto vs 3,8% a/a in luglio) mentre quelli nel settore immobiliare hanno mantenuto un ritmo di crescita elevato (10,5% a/a) e solo di poco inferiore al mese precedente; la dinamica è stata simile per gli investimenti in edilizia residenziale (14,9% a/a in agosto vs 15,1% in luglio).

Il rallentamento della superficie residenziale venduta e dei cantieri continua però a puntare a una moderazione degli investimenti immobiliari nei prossimi trimestri.

Le vendite al dettaglio nominali sono lievemente decelerate a 7,5% a/a in agosto da 7,6% in luglio, così come quelle reali (5,6% a/a in agosto), guidate dalla decelerazione delle vendite nelle sole zone urbane.

Nel complesso i dati di agosto hanno segnalato un ulteriore rallentamento dell’attività economica, anche se non generalizzato.

L’allentamento delle condizioni monetarie, non ancora concluso, e le misure a supporto dei consumi annunciate nelle scorse settimane dovrebbero comunque contribuire a mitigarne l’entità.

Fonte: BondWorld.it

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