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Intesa Sanpaolo: – Italia stima sui prezzi al consumo di dicembre

Intesa Sanpaolo – Italia. La seconda stima sui prezzi al consumo di dicembre è attesa confermare la lettura preliminare, con un rialzo a -0,1% a/a da -0,2% precedente sul NIC, e una stabilità a -0,3% a/a sull’indice armonizzato.

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Nel mese, i prezzi dovrebbero essere confermati in aumento di tre decimi sulla misura domestica e di due decimi su quella armonizzata. Le pressioni al rialzo sono venute a dicembre dai trasporti e dalle spese per il tempo libero.

L’inflazione di fondo dovrebbe anch’essa essere confermata in salita a 0,7% da 0,4% a/a di novembre (sul NIC). Il 2020 ha chiuso con un calo di -0,2% per i prezzi al consumo; vediamo solo una moderata risalita, a +0,2%, per la media 2021.

– Italia. Oggi alle 12 il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte farà le sue comunicazioni alla Camera, che saranno seguite dal voto di fiducia sul governo nel pomeriggio.

I numeri dell’esecutivo non sembrano essere in bilico a Montecitorio, mentre assai più dubbio è il raggiungimento della maggioranza (almeno in termini assoluti) al Senato, dove il Premier si presenterà domani mattina; se Italia Viva manterrà l’annunciata decisione di astenersi, il governo potrebbe superare la prova anche senza raggiungere la maggioranza teorica assoluta richiesta (161).

– Stati Uniti. Mercati chiusi per festività (Martin Luther King’s Day).

I market mover della settimana

Nell’area euro, la tornata di indagini di fiducia relativa al mese di gennaio (PMI e indice di fiducia dei consumatori per l’Eurozona, ZEW tedesco e INSEE francese) dovrebbe mostrare debolezza dell’attività economica nella maggior parte dei Paesi dell’area, guidata ancora una volta dai servizi. La seconda stima dei dati sui prezzi al consumo di dicembre dovrebbe confermare la prima lettura, con un’inflazione annua stabile sia nell’Eurozona (-0,3%), sia in Germania (-0,7%), sia in Italia (-0,3%). Non si attendono novità dalla riunione di politica monetaria del consiglio direttivo BCE di giovedì 21.

La settimana non presenta molti dati di rilievo negli Stati Uniti e il focus sarà sull’insediamento del presidente Biden il 20 gennaio. In termini di dati, i PMI flash di gennaio dovrebbero confermare espansione dell’attività in tutti i settori, pur con segnali di rallentamento della crescita nei servizi in seguito al peggioramento del quadro sanitario. Anche l’indice della Philadelphia Fed di gennaio dovrebbe riportare proseguimento della crescita nel manifatturiero. Le vendite di case esistenti e i cantieri residenziali a dicembre dovrebbero segnalare un rallentamento del trend positivo per via della scarsità di offerta e dell’aumento di prezzi e tassi.

I dati e gli eventi di venerdì

Francia. La seconda lettura conferma la crescita zero dell’inflazione di dicembre, sia sull’indice nazionale (a zero da 0,2% a/a di novembre), che sulla misura armonizzata (a zero da 0,2% a/a precedente). Nel mese i prezzi al consumo sono saliti di 0,2% m/m su entrambi gli indici.

Le pressioni al rialzo sono venute a dicembre dall’energia (+1,7% m/m da +0,3% m/m precedente) e dai servizi (+0,5% m/m dopo il +0,1% m/m di novembre); si registra, invece, un contributo negativo dei listini alimentari (-0,4% m/m da +0,6% m/m precedente) e dei prezzi del manufatturiero (-0,4% m/m da -0,3% m/m). L’inflazione è sui minimi dal 2016 ed è attesa risalire solo lentamente nei prossimi mesi.

Italia. Nel Bollettino Economico trimestrale, la Banca d’Italia stima che nel 4° trimestre 2020 il PIL italiano si sia contratto del -3,5% t/t (ma la previsione è soggetta ad un grado di incertezza molto elevato); le attività sospese dai provvedimenti in vigore dal 24 ottobre 2020 rappresentano una quota del valore aggiunto complessivo quantificabile intorno al 4%, a fronte del 28% la scorsa primavera. Per l’intero 2021, Via Nazionale stima una crescita del PIL di 3,5%, seguita da un’espansione del 3,8% l’anno prossimo e del 2,3% nel 2023. Nelle stime di Bankitalia, nel 2020 il deficit dovrebbe essere salito al 10% del PIL (dall’1,6% del 2019), il debito al 156% del PIL (in aumento di oltre 20 punti percentuali rispetto all’anno precedente).

I rischi sull’orizzonte di crescita restano principalmente al ribasso, e sono legati a un’evoluzione più sfavorevole dell’epidemia a livello globale: un ristagno della domanda estera e una proroga delle restrizioni all’attività economica avrebbe un impatto sul PIL di -2,5% quest’anno e di -1,7% nel 2022, al quale potrebbe aggiungersi un irrigidimento dell’offerta di credito paragonabile a quello osservato durante la crisi finanziaria globale, con un ulteriore effetto di -0,9% nel 2021 e di -0,7% l’anno prossimo.

Covid-19 – Europa. L’Austria ha annunciato la proroga del confinamento dal 24/1 al 7/2, confermando il fermo di tutte le attività non essenziali. In Francia, da sabato 16 e fino al 31 gennaio il coprifuoco è anticipato alle h. 18:00, e con decorrenza da oggi i viaggiatori da paesi extra-UE dovranno essere in possesso di un test molecolare negativo e sottoporsi a un isolamento di una settimana. In Germania, la riunione con i governatori delle regioni prevista per il 25 gennaio è stata anticipata a questa settimana. Si attende che il governo proponga di inasprire il confinamento, imponendo maggiori controlli ai confini, obbligo di uso di protezioni FFP2 sui mezzi pubblici di trasporto e ulteriore pressione per favorire il lavoro da casa.

L’Italia è tornata da domenica al sistema di restrizioni per fasce di rischio: soltanto due regioni (Lombardia e Sicilia) e la Provincia di Bolzano sono state inserite nella massima categoria di rischio, altre cinque (Campania, Basilicata, Molise, Sardegna, Toscana) e la provincia di Trento nella categoria a basso rischio; tutte le altre sono considerate a medio rischio. La scorsa settimana, l’impatto delle restrizioni sulla mobilità verso strutture di commercio e di intrattenimento era massimo in Germania e Olanda, mentre l’Italia era il paese con il divario minore; anche nel caso della mobilità connessa a luoghi di lavoro, l’Italia si conferma il paese con il minor impatto delle restrizioni, seguito dalla Francia.

Covid-19 – Stati Uniti. Il trend dei nuovi contagi sta rallentando, ma la media a 7 giorni (218971, +3% rispetto a 2 settimane prima) rimane al di sopra di 200 mila casi da fine dicembre. Il programma di vaccinazioni resta caratterizzato da problemi di implementazione a livello locale. Il governo federale ha distribuito 31,2 mln di dosi agli stati, che finora ne hanno utilizzato circa un terzo (10,6 mln, con 1,6 mln di persone vaccinate con le due dosi richieste).

L’amministrazione Biden intende intervenire con guidance a livello nazionale per l’utilizzo e nuove risorse per sostenere gli sforzi degli stati. L’obiettivo di Biden di vaccinare 100 mln di persone entro poco più di tre mesi secondo il Dr. Fauci è raggiungibile. La popolazione degli USA è di 330 mln, con circa 255 mln al di sopra dei 18 anni. Per vaccinare il 70% della popolazione al di sopra dei 18 anni sarebbero necessarie circa 360 mln di dosi (con vaccini che richiedano due dosi per essere efficaci).

Stati Uniti. Yellen, nell’audizione di domani di fronte alla commissione bancaria del Senato per la conferma della sua nomina a segretario del Tesoro, dovrebbe affermare che “il valore del cambio del dollaro e delle altre valute dovrebbe essere determinato dai mercati” e che “gli Stati Uniti non mirano a un cambio più debole per ottenere guadagni competitivi”. Yellen dovrebbe riportare il Tesoro alla linea pre-Trump: i commenti sul dollaro saranno competenza esclusiva del segretario del Tesoro, non saranno mirati indebolire il cambio e saranno relativamente rari.

Nella giornata di domani sono in agenda 5 audizioni per la conferma di membri del governo Biden: oltre a quella per Yellen, sono previste audizioni per Mayorkas (Homeland Security, Blinken (State), Austin (Difesa), Haines (National Intelligence). Il 21 è il turno di Buttigieg (Coomerce, Transportation) e il 27 quello di McDonough (Veteran Affairs).

Stati Uniti. Le vendite al dettaglio di dicembre sorprendono ampiamente verso il basso, con una correzione di -0,7% m/m (2,9% a/a), dopo -1,4% m/m di novembre (rivisto da -1,1% m/m). II crollo è in parte la conseguenza della chiusura delle attività di ristorazione causata dal deterioramento del quadro sanitario: al netto dei servizi alimentari, le vendite calano di -0,3% m/m (+6,3% a/a), mentre le vendite nella ristorazione sono in flessione di -21,2% a/a. Le vendite ex-auto correggono di -1,4% m/m, mentre nel segmento auto si registra un netto rimbalzo (+1,9% m/m, +10,1% a/a). Il rialzo dei prezzi della benzina contribuisce a un solido supporto del comparto, in rialzo di 6,6% m/m. L’aggregato al netto di auto e benzina è in calo di -2,1% m/m. Le variazioni nei diversi segmenti sono miste.

Sul fronte negativo, si trovano l’arredamento (-0,6% m/m), l’elettronica (- 4,9%), gli articoli sportivi (-0,8%), bar e ristoranti (-4,5%) e il commercio online (-5,8%). Invece sono in rialzo l’abbigliamento (+2,4%), la sanità e la cura della persona, i materiali da costruzione, oltre alla benzina (6,6%). I dati danno indicazioni di netto indebolimento dei consumi nel 4° trimestre e di inizio rallentato per il 2021. Tuttavia, lo scenario di crescita sarà ampiamente sostenuto dal pacchetto approvato a fine 2020 (con la maggior parte degli assegni da 600 dollari già accreditati) e da successivi probabili interventi delineati ieri dal presidente-eletto Biden.

Stati Uniti. La produzione industriale a dicembre aumenta di 1,6% m/m, dopo 0,5% m/m di novembre (rivisto da 0,4% m/m). il rialzo è diffuso a tutti i settori: manifatturiero +0,9% m/m (-2,8% a/a), estrattivo +1,6% m/m (-12,3% a/a) e utility +6,2% m/m (2,7% a/a). La solida ripresa delle utility è in gran parte dovuta al ritorno del clima alla media stagionale, dopo un novembre mite. Tuttavia, anche al netto del fattore clima, i dati sono molto positivi, e in contrasto con la debolezza delle vendite al dettaglio.

Nel 4° trimestre, l’output manifatturiero è in rialzo di 11,2% t/t ann. Il settore auto si contrae a dicembre di -1,5% m/m, ma resta in crescita tendenziale di 3,6% a/a; il manifatturiero ex-auto registra una variazione di 1,1% m/m. Le informazioni dal lato della produzione di beni sono in linea con il proseguimento della ripresa, nonostante gli effetti dell’aumento dei contagi sui servizi e sui consumi, probabilmente temporanei.

Stati Uniti. La fiducia dei consumatori rilevata dall’Univ. of Michigan a gennaio (prel.) corregge a 79,2, da 80,7, sulla scia della flessione dell’indice delle condizioni correnti (a 87,7 da 90) e di un più modesto calo delle aspettative (a 73,8 da 74,6). La fiducia è stata probabilmente influenzata in modo negativo dagli eventi del 6 gennaio.

La dicotomia fra ottimismo dei democratici e dei repubblicani rimane ampia, con i primi fiduciosi nelle politiche della nuova amministrazione e i secondi preoccupati per il cambiamento alla presidenza. È probabile che nei prossimi mesi dopo un periodo di stabilità intorno ai livelli recenti, si assista a una ripresa della fiducia generata dalla diffusione dei vaccini e dalla distribuzione dello stimolo fiscale.

Cina. Il PIL del 4° trimestre è salito del 6,5% a/a, più delle nostre attese (5,5% a/a) e di quelle di consenso (Bloomberg 6,2% a/a) e in netta accelerazione rispetto al 4,9% a/a del 3° trimestre. In termini congiunturali la crescita è però rallentata a 2,6% t/t dal 3% t/t del 3° trimestre, rivisto al rialzo da un precedente 2,7% a/a. La maggior forza di traino è venuta dal settore dei servizi, che ha registrato una crescita del 6,7% a/a, in netta accelerazione dal 4,3% a/a nel 3° trimestre, seguita dal settore industriale (6,8% a/a da un 6,0% nel 3° trimestre) e dall’agricoltura (4,1% a/a da 3,9% a/a). A differenza di tanti paesi la Cina chiude quindi il 2020 con una crescita positiva del 2,3%, superiore al consenso (2,1%). Maggiori dettagli sulla scomposizione settoriale del PIL verranno pubblicati nei prossimi giorni.

Dal lato della domanda i dati sul reddito e sul consumo pro capite nominali delle famiglie hanno evidenziato una marginale accelerazione del reddito disponibile pro capite(da 6,9% a/a nel 3° trimestre a 7,1% a/a nel 4°) sostenuta da un aumento del reddito delle famiglie rurali (9,9% a/a) molto superiore a quello delle famiglie urbane (5,7% a/a). La dinamica dei consumi pro-capite nominali è accelerata da 1,4% a 3,2% a/a nel 4° trimestre ma resta ancora inferiore rispetto a quella degli investimenti. Nel complesso nel 2020 il reddito disponibile pro-capite delle famiglie è salito del 4,7%a/a dal 3,9% nel 2019 ma i consumi sono calati del 1,6% a/a spinti al ribasso dalla contrazione dei consumi delle famiglie urbane.

I dati a frequenza mensile sono stati nel complesso positivi e coerenti con una crescita robusta anche se in lieve decelerazione nell’ultimo mese del trimestre. Mentre la produzione industriale è accelerata (a 7,3 a/a in dicembre da 7% a/a in novembre) sostenuta dall’aumento della produzione in tutte le tipologie di imprese, la produzione del settore dei servizi è moderatamente decelerata (da 8,0% a/a in novembre a 7,7% in dicembre) insieme a investimenti e vendite al dettaglio.

Le vendite al dettaglio sono salite del 4,6% a/a, meno delle attese di consenso (5,5% a/a) e in rallentamento rispetto a novembre (5% a/a) e gli investimenti fissi nominali cumulati hanno chiuso l’anno con un aumento del 2,9% a/a rispetto al 2,6% a novembre ma con un rallentamento tendenziale tra novembre e dicembre e un quadro misto del settore immobiliare. Nell’ipotesi che il recente aumento dei contagi sia controllato e che le misure di contenimento restino limitate ci aspettiamo che l’attività economica continui ad essere solida nel breve termine.

L’attesa decelerazione degli investimenti trainata dal rallentamento del credito dovrebbe essere parzialmente compensata da un miglioramento dei consumi privati. Questi ultimi restano infatti supportati dal miglioramento del mercato del lavoro, da nuove agevolazioni fiscali per l’acquisto di elettrodomestici e auto e dalla diminuzione dei dazi all’importazione su molti prodotti di consumo in vigore dal 1° gennaio.

La crescita del PIL superiore alle attese nel 4° trimestre potrebbe portare ad una revisione al rialzo delle nostre attuali previsioni sul 2021 (7,8%) per un effetto tecnico, che ci riserviamo di valutare nelle prossime settimane.

Fonte: BondWorld.it

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