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Intesa Sanpaolo: Italia tasso disoccupazione in aumento

Intesa Sanpaolo – Italia.  Il  tasso  di disoccupazioneè  visto  tornare  ad  aumentare  a  maggio,  dopo  il  calo  a sorpresa   dei   due   mesi   precedenti …

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Gli   occupati   dovrebbero   continuare   a   diminuire, soprattutto fra i dipendenti a tempo determinato. Il calo degli occupati non dovrebbe essere più compensato dalla contrazione delle forze di lavoro dovuta all’aumento degli inattivi. Si prevede  un  tasso  dei  senza-lavoro  a  7,5%  da  6,3%  precedente. 

Ma  a  nostro  avviso  è  solo l’inizio della risalita, che dovrebbe portare la disoccupazione a due cifre nel giro di pochi mesi.

– Area  euro.La disoccupazioneè attesa in aumento all’8,3% a  maggio, dal  7,3%  di aprile. Il tasso  dei  senza-lavoro è atteso in ulteriore salita nei prossimi mesi.

L’impatto dello shock COVID-19  sulla  disoccupazione  potrebbe  essere  ritardato  rispetto  al  punto di  minimo  del ciclo.

Stati Uniti

– Le nuove  richieste  di  sussidi  di  disoccupazionenella  settimana  conclusa  il  26  giugno sono previste a 1,45 mln da 1,5 mln della settimana precedente.

I sussidi esistenti nella settimana conclusa  il  20  giugno  dovrebbero  essere  in  modesto  calo a  19,2  mln da  19,5mln  della seconda settimana del mese.

– L’employment  report di   giugno  dovrebbe   registrare  il   secondo   mese   consecutivo   di miglioramento, con i nuovi occupati non agricoli in rialzo di 3,9 mln, il tasso di disoccupazione in  calo a  12% e il  tasso  di partecipazione in  aumento a  61,5%  (+0,8pp). 

La  previsione  per i nuovi  occupati  è  resa  particolarmente  difficile  dalla  sostanziale  stabilità  dei  sussidi  di disoccupazione esistenti (intorno a 19 mln per i sussidi statali e circa 9 mln per quelli erogati in base  alle  misure  post-pandemia),  che  hanno  registrato  variazioni  modeste  nelle  ultime quattro settimane, nonostante la riapertura in tutti i settori e la ripresa dell’attività testimoniata da molti indicatori settimanali.

Una possibile spiegazione per conciliare la previsione di rialzo degli occupati basata sugli indicatori di attività con la stabilità dei sussidi esistenti è che ci sia un rientro al lavoro a orario ridotto per una frazione consistente di individui, motivata da livelli di produzione ancora non a regime e dal fatto che i sussidi di disoccupazione possono essere erogati  anche  a  lavoratori  part-time  grazie  alle  misure  introdotte  ad  aprile. 

Fra  marzo  e maggio sono usciti dalla forza lavoro circa 6,5 mln di individui e prevediamo che a giugno ci sia un nuovo aumento di partecipazione (circa +3 mln), dopo quello di maggio (+1,7 mln), che porti il tasso di partecipazione intorno a 61,5% da 60,8% di maggio.

Pertanto, la creazione di circa 4 mln di posti di lavoro insieme all’incremento della partecipazione dovrebbe dare luogo  a  una  correzione  del tasso  di  disoccupazione a  11,9%,  da  13,3%  di  maggio.  Le  ore lavorate dovrebbero essere in aumento, mentre i salari orari dovrebbero correggere di -0,8% m/m,  per  via  del  rientro  al  lavoro  degli  individui  con  salari  nella  fascia  più  bassa  della distribuzione.

  Il  miglioramento  del  mercato  del  lavoro  dovrebbe  proseguire  a  ritmi  più graduali nel resto dell’anno, mantenendo il tasso di disoccupazione intorno al 9% a fine anno.

I dati e gli eventi di ieri

Il PMI manifatturiero globale è salito da 42,4 a 47,8 in giugno, sostenuto dalla ripresa di nuovi ordini (46,6) e produzione (47,0). L’indagine mostra una ripresa trainata al momento soprattutto dalla domanda  interna,  mentre  il  commercio  internazionale  fatica  a  ripartire. 

Inoltre,  la  valutazione sugli ordini da evadere è ancora debole (44,8). A livello geografico, la situazione sta migliorando sia fra i paesi avanzati, sia fra quelli emergenti –con incrementi dei PMI in Cina, Brasile, India e Russia.

Area euro. Il dato finale del PMI manifatturierodi giugno ha segnato una forte ripresa a 47,4da 39,4 di aprile (+8 punti), cinque decimi sopra la stima flash. L’indice nei mesi precedenti aveva registrato una flessione meno severa, ma pur sempre considerevole, rispetto agli altri indicatori. L’aumento riguarda quasi tutte le componenti, anche se il dato finale si mantiene  in  territorio negativo, coerente con una diminuzione del ritmo di contrazione.

L’occupazione, seppur in crescita,  resta  su  valori  depressi  (41,3  da  37,6  precedente):  il  personale  delle  fabbriche  ha continuato a ridursi ad un ritmo particolarmente elevato poiché i produttori hanno alleggerito la loro capacità operativa. Migliorano gli indici per i nuovi ordini totali ed esteri, rispettivamente a 46,5 e 43,1 da 29,4 e 28,7 di maggio. La più vivace ripresa della produzione, da 18,1 di aprile a 48,9 di giugno, riflette il lavoro per evadere ordini bloccati dal confinamento.

Lo spaccato per Paesi ha visto il PMI manifatturiero della Francia collocarsi in territorio espansivo (a 52,3, due decimi sopra la stima flash). Il balzo più grande è registrato dalla produzione (a 56,0 da 36,3 precedente); le indicazioni sono complessivamente positive, con aumenti per gli indici di occupazione (a 44,6 da 35,7) e nuovi ordini (50,2 da 31,7).

In Germania, il PMI manifatturiero è aumentato a 45,2 da 36,6 (sei decimi sopra la stima flash). Le aziende continuano a subire un calo dei nuovi ordini e degli ordini totali, ma a tassi di declino ridotti. Il rimbalzo è stato più forte per l’indice degli ordini totali (45,1) che per gli ordini esteri (41,4); l’occupazione continua a rimane su valori molto depressi (38,8).

La prima lettura del PMI manifatturiero per l’Italia ha segnato un rimbalzo a 47,5 da 45,4 di maggio, più basso del previsto. L’indice della produzione si colloca di poco  sopra  la  soglia  di  invarianza  (a  50,8  da  47,5  precedente),  mentre  cala  lievemente l’occupazione  (a  40,3  da  40,6). 

L’indagine  congiunturale  di  giugno  riflette  l’ulteriore allentamento delle misure restrittive adottate per contenere il contagio da Covid-19.

BCE. Lane ha segnalato in un’intervista che la banca  centrale  ha  bisogno  ora  di  tempo  per valutare la portata del rimbalzo dell’attività economica in corso, e che non si attende chiarezza sulle prospettive  per  molti mesi. Inoltre,  Lane ha  ribadito di  temere  una  ripresa intermittente, in connessione all’evoluzione dei rischi sanitari.

Riguardo agli strumenti di politica monetaria, Lane ha respinto l’idea che la BCE abbia degli obiettivi sui rendimenti a medio e lungo termine, e che invece  si  limita  a  contrastare  il  rischio  di  instabilità  durante  le  fasi di  flight  to  safety  e  di  stress finanziario.

La  fase  attendista  si  estende  anche  alla  possibilità  di  estendere  gli  acquisti  di  titoli corporate  a  livelli  di  rating  inferiori,  che  non  pare  più  essere  considerata  un’opzione immediatamente sul tavolo a motivo del miglioramento delle condizioni di mercato.

La risposta alla domanda se il livello del debito pubblico rappresenterà un vincolo alla strategia di uscita è stata molto evasiva e poco argomentata: Lane si è limitato a dire che non ritiene che il livello di debito intrappoli la BCE, e che la strategia di uscita sarà attivata quando le condizioni dichiarate dal consiglio si verificheranno.

Germania. In  giugno, il tasso  di  disoccupazione è  passato al 6,4%  dal 6,3%  precedente,  dopo aver toccato il minimo a marzo (5%). L’aumento è stato decisamente più lieve sia rispetto ai due mesi precedenti, che alle aspettative (il consenso prevedeva un tasso al 6,6%; la nostra stima era del 6,5%).

Sul mese il numero dei disoccupati corretto per i fattori stagionali è aumentato di circa 69.000 unità; dall’inizio della crisi da COVID-19, il numero dei senza lavoro è salito di circa 679 mila. Inoltre,tra  marzo  e  giugno,  oltre  882  mila  imprese  hanno  presentato  domanda  di riduzione temporanea dell’orario di lavoro, per un totale di circa 12,2 milioni di lavoratori.

Germania. Le vendite al dettagliodi maggio hanno registrato una forte risalita del +13,9% m/m, dopo il -6,5% m/m precedente, per effetto dell’allentamento delle misure restrittive, assestandosi così oltre i livelli pre-pandemici.

Sull’anno, il dato passa al +3,8% a/a dal -6,4% a/a precedente. A giugno, ci aspettiamo un ulteriore aumento delle vendite, anche se meno forte.

Italia. Il fabbisogno del settore statale è salito in giugno a 21 miliardi, contro gli 0.9 miliardi di un anno prima. L’eccezionale incremento dipende dalla sospensione dei pagamenti tributari e contributivi, ma anche dall’effettuazione delle erogazioni previste dal Decreto Rilancio.

Il saldo cumulato dei primi sei mesi è pari a 95,5 miliardi, contro i 33,5 di un anno fa, e potrebbe essere coerente con un saldo a fine anno superiore a 190 miliardi.

Stati Uniti

– Contagi 2686249, nuovi contagi 45400, decessi 128062, guarigioni 729994 (Fonte: JHU).

– Il  continuo aumento  dei  nuovi  contagi(+82%  rispetto  a  due  settimane  fa,  fonte  NYT)in sta inducendo  un  grande  numero  di  stati  a  rivedere  il  sentiero  di  riapertura  delle  attività aggregative. In California, il governatore ha deciso la chiusura dei bar e il blocco delle sale interne dei ristoranti in 19 contee, limitando le attività di circa il 70% della popolazione dello stato.

Lo stato di NY ha sospeso la riapertura delle sale interne dei ristoranti che era prevista per la prossima  settimana. In  Florida  alcune  contee hanno imposto limitazioni agli orari dei bar. In Arizona, sono stati chiusi i bar, le palestre e i cinema. Decisioni simili sono state prese in altri stati, fra cui Texas e Georgia.

– I verbali della riunione del FOMCdi giugno confermanoche il dibattito di politica monetaria ora  è  incentrato  sulle  modalità  per  fornire  nuovo  stimolo  in  caso  fosse  necessario,  avendo portato i tassi al limite effettivo inferiore (Effective Lower Bound, ELB)e attuato programmi di espansione del bilancio siaattraverso acquisti di titoli sia attraverso facility per l’erogazione di  credito  di  emergenza.

La discussione sugli strumenti di policy all’ELB ha riguardato due argomenti:  1)  il ruolo  della  forward  guidance  e  dei  programmi  di  acquisto di titolisu  largascala (Large scale asset purchase programs, LSAP) e 2) l’applicabilità di approcci di limiti o obiettivi sui rendimenti lungo la curva, alla luce dell’esperienza storica in USA e internazionale, e il loro utilizzo come supporto alla forward guidance e complemento agli LSAP.

– Sul punto 1), lo staff ha presentato un’analisi della definizione della forward guidancesui tassi suspecifici risultati macroeconomici, come il raggiungimento di un livello predefinito per il tasso di disoccupazione o per l’inflazione, e dell’utilizzo di LSAP simili a quelli messi in atto durante la Grande Recessione.

I modelli dello staff stimano che queste due opzioni possono  contribuire  a  sostenere  il  ritorno  di  occupazione  e  inflazione  verso  gli  obiettivi della   Fed,   a   patto   che   vengano   mantenute   condizioni   finanziarie   ampiamente accomodanti per molti anni.

– Per quanto riguarda il controllo dei rendimenti lungo la curva (Yield caps or targets, YCT), lo staff ha analizzato l’esperienza della Fed durante e dopo la seconda guerra mondiale e  quella  attuale  del  Giappone  e  dell’Australia. Le  modalità  di  attuazione  del  YCT differiscono nei casi considerati, con la Fed che negli anni ’40 fissava livelli dei rendimenti lungo la curva per mantenere tutta la curva su livelli bassi, la BoJche vincola il rendimento a 10 anni dal 2016 e la RBA che vincola il rendimento a 3 anni per rinforzare il segnale di stabilità attesa del tasso di policy,

L’analisi dello staff conclude che questi “esperimenti” mostrano la possibilità  di utilizzare YCT per  controllare i  rendimenti  del  debito pubblico, trasferendo  l’effetto  sui  titoli  privati  senza  richiedere  generalmente  acquisti particolarmente massicci di debito, salvo in alcuni casi, come avvenuto in USA negli anni ’40. Un possibile effetto collaterale negativo di YCT è il rischio di conflitti sulla gestione del debito pubblico e di minacce all’indipendenza della Banca centrale.

– I partecipanti hanno concordato che la forward guidance e gli acquisti di titoli sono ormai parte della cassetta degli attrezzi della Fede sono efficaci, alla luce dell’esperienza della Grande  Recessione.  Vi  è  consenso  sul  fatto  che  entro  breve  il  FOMC  dovrà  chiarire  in maggiore  dettaglio  i  sentieri  dei  tassi  e  degli  acquisti,  e  che  potrebbe  essere  utile introdurre   una   forward guidance   definita   su   risultati   economici,   in   particolare   su determinati  livelli  di  inflazione.  

Un  paio  di  partecipanti  invece  hanno  espresso  opinioni favorevoli  alla  specificazione  della  forward  con  un  livello  del  tasso  di  disoccupazione. Alcuni altri sisono detti favorevoli a una forward guidance definita su date di calendario.

Riguardo  ai  programmi  di  acquisto,  il  consenso  è  favorevole  al  loro  utilizzo,  ma  diversi partecipanti  hanno  segnalato  la  presenza  di  limiti  e  possibili  effetti  collaterali  negativi maggiori  rispetto  a  quanto  sperimentato  durante  la  Grande  Recessione. 

Per  quanto riguarda  YCT,  si  è  trovato  maggiore  consenso  sulla  versione  sperimentata  in  Australia, anche se è emerso un generale scetticismo sulla sua introduzione per via della difficoltà a controllare la dimensione del bilancio e sulla sua utilità quando la forward guidance è credibile.

– In conclusione, dai verbali si confermano le posizione espresse nei discorsi: è probabile in tempi brevi una specificazione più dettagliata della forward guidance (tassi ancorati fino al raggiungimento di un livello prefissato di inflazione, per esempio) e del sentiero degli acquisti. Invece, per YCT i tempi non sono maturi. 

Queste conclusioni dovrebbero essere incluse esplicitamente nella comunicazione della prossima riunione di luglio.

– Sugli  altri  temi,  i  verbali  confermano  l’incertezza  diffusa  sullo  scenario  economico, moderatamente  positivo  ma  soggetto  ad  ampi  rischi  di  origine  epidemiologica e l’impegno ad agire come necessario per sostenere la ripresa.

– La  Camera  ha approvato l’estensione all’8 agosto dei termini per fare richiesta di credito attraverso  il  Paycheck  Protection  Program,  confermando  il  voto  favorevole  del  Senato avvenuto martedì e predisponendo il disegno di legge per la firma di Trump. I termini per la richiesta dei fondi del PPP erano appena scaduti, mentre restano ancora 130 mld di dollari disponibili su un totale di circa 670 mld.

– L’ISM   manifatturieroa   giugno   aumenta   a 52,6 da   43,1   di   maggio. Le   componenti dell’indagine sono in ripresa: nuovi ordini a 56,4 da  31,8,  produzione  a57,3da  33,2,  ordini dall’estero a 47,6 da  39,5,  occupazione  a42,1da  32,1.  Anche  a  giugno,  la  componente tempi di consegna (a 56,9da 68 di maggio) contribuisce artificialmente a spingere l’indice composito verso l’alto, ma in misura molto  più  contenutarispetto  ai  mesi  precedenti. 

La riduzione dei tempi di consegna riflette la graduale normalizzazione delle catene produttive e  la  riduzione  dei  problemi  di  fornitura  di parti. Le  imprese  riportano  segnali positivi  (1,3 commenti positivi per ogni commento di cautela)per la domanda, vista in ripresa, e indicano che le difficoltà dal lato dell’offerta si stanno riducendo. Le indicazioni di espansione sono diffuse  a  13  settori  su  18.  I  commenti  delle  imprese  sottolineano  ancora  i  timori  per  la sostenibilità e la velocità della crescita e per l’elevata incertezza. L’indagine dà indicazioni in linea con quelle delle altre indagini del mese, segnalando che, dopo una breve fase di stabilizzazione, sta iniziando unasvolta positiva per l’attività nel settore.

– La stima ADP dei nuovi occupati non agricoli privatiè di +2,36 mln a giugno, dopo +3,065 mln (rivisto da -2,76 mln della prima stima) di maggio. La crescita di occupati è distribuita a tutte le  dimensioni  di  impresa,  con  un ampio  contributo  delle  piccole  imprese  (+937  mila  per  le imprese  con  meno  di  50  dipendenti). 

Fra  i  settori,  si  registra  un  nuovo  rimbalzo  nei  servizi (+1,912 mln), e aumenti significativi nel manifatturiero (+88 mila) e nelle costruzioni (+394 mila), a  fronte  di  un  calo  di -26  mila  nell’estrattivo.  Nei  servizi,  i  comparti  più  dinamici  sono ricreazione e ospitalità (+961 mila), sanità e istruzione (+283 mila) e i servizi alle imprese (+151 mila).

I  dati  confermano  il  miglioramento  del  mercato  del  lavoro  e puntano  a  un  altro  ampio incremento  per  i  nonfarm  payroll  in  uscita oggi.  La  stima  ADP  in  questa  fase  non  è  molto attendibile, alla luce del fatto che a maggio il dato preliminare di -2,8 mln è stato rivisto in +3,06 mln. 

Anche a giugno il dato ADP dovrebbe essere una sottostima della variazione di occupati rilevati dal BLS con l’employment report, che dovrebbe mostrare un incremento superiore (fra 4 e 5 mln). I nonfarm payroll dovrebbero mostrare, come la stima ADP, un’altra variazione  molto  positiva  nei  comparti  più  colpiti  (ricreazione  e  tempo  libero  e  istruzione  e sanità), anche se i livelli dell’occupazione in quei settori dovrebbe rimanere molto al di sotto di quelli pre-Covid-19.

Fonte: BondWorld.it

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