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Intesa Sanpaolo: Paesi bassi crescita del PIL rivista

Intesa Sanpaolo – Paesi bassi. La crescita del PIL nel 2019T2 è stata rivista da 0,5% a 0,4% t/t. La variazione tendenziale rallenta a 1,8% a/a..……..

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Intesa SanPaolo


Anche i dati del primo trimestre sono stati rivisti al ribasso di un decimo.

La revisione è conseguenza di un netto cambiamento della stima per le importazioni, da 2,5% a 2,9% t/t. La stima per i consumi è stata rivista marginalmente al rialzo.

– Area euro. La stima preliminare dovrebbe indicare che il PMI composito a settembre è salito a 52,2 da 51,9 grazie al recupero del PMI manifatturiero, a 47,5 da 47,1.

La componente servizi è vista in lieve rallentamento a 53,3 da 53,5. Il livello del PMI composito è stabile nel trimestre in corso in confronto ai due precedenti (51,7).

– Italia. Istat diffonde la revisione dei conti economici nazionali relativa al triennio 2016-2018, effettuata per tenere conto delle informazioni acquisite dopo la stima pubblicata ad aprile (in particolare le stime dell’anno 2018 dovrebbero incorporare i dati definitivi sui risultati economici delle imprese e quelli completi relativi all’occupazione).

È possibile una revisione al rialzo del livello del PIL.

Intesa Sanpaolo – I market mover della settimana

Nella zona euro, le indagini congiunturali potrebbero mostrare qualche segnale di miglioramento, in particolare legato alle aspettative, ma con dinamiche forse contrastanti fra paesi e settori.

La crescita di M3 resterà sostenuta, pur rallentando rispetto a luglio. Possibile in settimana la presentazione della Nota di Aggiornamento al DEF in Italia.

I dati in uscita negli Stati Uniti dovrebbero confermare il quadro congiunturale moderatamente positivo.

Fra i dati di agosto, le vendite di case nuove, gli ordini di beni durevoli, i consumi e il reddito personale sono previsti in aumento, con segnali di crescita diffusa della spesa delle famiglie e di stabilizzazione nel manifatturiero.

Il deficit della bilancia commerciale dei beni dovrebbe ridursi ad agosto, con importazioni ed esportazioni frenate sia dai prezzi sia dai volumi.

Il deflatore core è previsto in aumento di 0,2% m/m per il terzo mese consecutivo, con l’inflazione annua in rialzo a 1,8%.

La fiducia dei consumatori a settembre dovrebbe stabilizzarsi su livelli elevati, ma inferiori a quelli del 2° trimestre.

La terza stima del PIL del 2° trimestre dovrebbe essere invariata a +2% t/t ann. I dati e gli eventi di venerdì

Intesa Sanpaolo – Area euro. L’indice di fiducia dei consumatori è salito di 0,6 punti a -6,5, secondo la stima flash pubblicata venerdì.

L’indice è su un trend di lieve e incerta ripresa dopo il calo del 2018, e resta comunque sopra la media di lungo periodo.

Intesa Sanpaolo – Germania. Il governo tedesco ha approvato un ampio programma orientato a rallentare il cambiamento climatico.

Le misure includono l’obbligo per le industrie che producono e vendono carburanti di acquistare permessi di emissione, con un costo iniziale fissato in €10/tonnellata, ma destinato a salire fino a €35 nel 2025.

Fra le altre misure, una riduzione dell’IVA sui biglietti ferroviari, maggiori imposte sui biglietti aerei, divieto di utilizzare impianti di riscaldamento a gasolio nei nuovi edifici dal 2026, modulazione delle tasse di circolazione in base al livello di inquinamento dei veicoli e una serie di incentivi per accelerare la transizione.

Il ministro dell’economia ha dichiarato che il programma si autofinanzierà grazie all’estensione della carbon tax .

Intesa Sanpaolo – Stati Uniti. La settimana fitta di discorsi dalla Fed si è aperta con un’esposizione dell’ampio spettro di opinioni presenti nel comitato.

Due dei tre dissenzienti alla riunione del 17-18 settembre, Bullard e Rosengren, hanno motivato le loro opinioni opposte riguardo al sentiero dei tassi. Bullard (St Louis Fed) avrebbe voluto un taglio di 50 pb, sulla base di due argomenti: da un lato, la previsione è di rallentamento della crescita, con ampia incertezza sulla politica commerciale, manifatturiero in contrazione, aumento della probabilità di recessione e curva invertita; dall’altro, l’inflazione core resta sotto l’obiettivo.

Bullard ritiene che un taglio ampio avrebbe contribuito a ridurre i rischi di rallentamento e di debolezza dell’inflazione. Invece Rosengren (Boston Fed) avrebbe voluto tassi fermi.

A suo avviso, in un contesto di politica monetaria già accomodante e di mercato del lavoro al pieno impiego, ulteriori tagli dei tassi gonfiano i prezzi degli asset e inducono imprese e famiglie a eccessi di indebitamento, con rischi per la stabilità finanziaria.

Clarida (Board Fed) ha invece difeso la decisione di ridurre i tassi di 25 pb, alla luce della debolezza della domanda globale e dei rischi geopolitici, in un contesto di rischi limitati per la stabilità finanziaria.

Clarida non si è sbilanciato riguardo al sentiero futro dei tassi, affermando solo che la Fed agirà “come appropriato”.

I discorsi di Bullard, Rosengren non sorprendono, dato che le loro opinioni erano già note e il posizionamento di Clarida nel consenso era prevedibile.

Sarà più informativa la prossima sequenza di interventi per valutare l’apertura di altri partecipanti al FOMC verso ulteriori interventi espansivi.

Fonte: BondWorld.it

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