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Intesa Sanpaolo: – Spagna stima PIL

Intesa Sanpaolo – Spagna. La stima finale del PIL nel 3° trimestre dovrebbe confermare l’ampio rimbalzo registrato dalla stima preliminare (+16,7% t/t, -8,7% a/a).

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Intesa SanPaolo


Il contributo principale dovrebbe arrivare dalla domanda interna, con un apporto comunque positivo anche dal commercio estero. Stimiamo una nuova caduta del PIL nel quarto trimestre (-3,8% t/t), per via delle misure restrittive prese per combattere la seconda ondata di contagi.

– Italia. A dicembre, si potrebbe registrare un parziale recupero della fiducia delle imprese dopo il calo visto a novembre. Stimiamo un indice composito di morale delle aziende (IESI) a 84 da 82,8 precedente.

Il rimbalzo potrebbe essere trainato dai servizi e dal commercio (che erano stati maggiormente penalizzati in precedenza), visto l’allentamento delle misure restrittive su questi comparti rispetto al mese precedente; anche il manifatturiero dovrebbe comunque registrare un modesto recupero, a 90,5 da 90,2 di novembre. La fiducia dei consumatori è vista poco variata a 98,3 da 98,1 del mese scorso; dovrebbero rimanere non certo ottimistiche le valutazioni delle famiglie sull’occupazione.

Stati Uniti

– La spesa personale a novembre dovrebbe essere in calo di -0,2% m/m, dopo 0,5% m/m di ottobre, con un contributo circa nullo dei servizi e negativo dei beni, in linea con le informazioni delle vendite al dettaglio. Il reddito personale dovrebbe essere in calo per il secondo mese consecutivo, con una variazione di -0,2% m/m dopo -0,7% m/m a ottobre, per via della riduzione dei trasferimenti a sostegno del reddito disponibile (sussidi).

Nei primi mesi del 2021, il nuovo pacchetto fiscale contribuirà a spingere nuovamente verso l’alto il reddito disponibile, grazie all’accredito di assegni di 600 dollari per gli individui con redditi inferiori a 75 mila dollari e al rinnovo dell’integrazione federale ai sussidi di disoccupazione (per 300 dollari alla settimana). Il deflatore dei consumi dovrebbe essere in aumento di 0,1% m/m. Anche l’indice core dovrebbe segnare una variazione di 01% m/m, in linea con il CPI core (0,1% m/m a novembre), pur in presenza di una riaccelerazione dei prezzi della sanità nel PPI.

– Le vendite di case nuove a novembre dovrebbero aumentare marginalmente a 1,020 mln, dopo la stabilizzazione di ottobre. L’indice di fiducia dei costruttori di case il mese scorso ha toccato un nuovo massimo e, nonostante la scarsità di case in offerta, segnala un nuovo probabile incremento delle vendite.

A dicembre si dovrebbe vedere un rallentamento dovuto alla recrudescenza dei contagi che dovrebbe avere effetti sull’attività fra fine 2020 e inizio 2021. Le costruzioni residenziali dovrebbero continuare a contribuire positivamente alla crescita del PIL almeno fino a metà 2021.

– La fiducia dei consumatori rilevata dall’Univ. of Michigan a dicembre (finale) dovrebbe correggere a 79,1 da 81,4 della lettura preliminare, ribaltando le indicazioni di aumento di ottimismo della prima parte del mese, quando la situazione sanitaria era meno grave. Le informazioni dell’indagine del Conference Board (v. sotto) sono state negative e hanno registrato un calo della fiducia per via di un netto peggioramento delle condizioni correnti sulla scia dell’aumento dei contagi e delle restrizioni all’attività.

I dati dovrebbero continuare a mostrare maggiore fiducia per la parte di campione che si definisce democratica o indipendente, a fronte della correzione modesta per coloro che si classificano come repubblicani. Per i democratici a inizio dicembre la fiducia è salita di quasi 13 punti, spinta da aumenti a due cifre sia per le condizioni correnti sia per le aspettative, mentre per i repubblicani la flessione è stata di 3,4 punti. L’arrivo dei vaccini e l’attesa per l’estensione dei sussidi di disoccupazione e di altre misure di sostegno fiscale dovrebbero rafforzare la fiducia a partire dal prossimo mese.

I dati e gli eventi di ieri

Brexit. I negoziati sull’accordo commerciale per il periodo post-transizione, che termina il prossimo 1° gennaio, non hanno ancora prodotto un risultato conclusivo. Barnier ha parlato di un “ultimo sforzo” per chiudere positivamente il negoziato, che è “in un momento cruciale”, segnalando che le due parti restano molto lontane sulla questione dei diritti di pesca.

Secondo alcune fonti citate da Reuters, l’UE è disposta a continuare i negoziati anche dopo il 1° gennaio 2021 – anche se ciò implicherebbe nel frattempo che i rapporti commerciali siano regolati dal regime WTO.

Stati Uniti. Trump ha dato un’ulteriore scossa al faticoso iter di attuazione del pacchetto di stimolo anti-Covid, con una violenta e inattesa critica alla versione definita in Congresso con la collaborazione del ministro del Tesoro.

Le due camere avevano votato a grandissima maggioranza (a prova di veto) il pacchetto da 900 mld di dollari e un’ulteriore estensione di una settimana della legge di spesa per 1,4 tln di dollari (regolarmente firmata da Trump), in modo da dare tempo al presidente di firmare la legge composta dai due gruppi di misure.

Ma Trump, in un video su Twitter, ha definito il pacchetto una “vergogna” e affermato che “non ha quasi nulla a che fare con Covid”. Nel video, Trump chiede al Congresso di apportare modifiche alla legge, aumentando gli assegni “ridicolmente bassi da 600 dollari a 2000 dollari o 4000 per coppia”. Il messaggio richiede anche di eliminare voci non necessarie e sprechi e di inviare al presidente un disegno di legge “adeguato, altrimenti sarà la prossima amministrazione a consegnare la nuova manovra.

E magari quell’amministrazione sarò io, e lo porteremo a termine”. Trump ha affermato che non intende firmare la legge nella sua attuale versione, anche se la Casa Bianca non ha dichiarato se Trump intenda porre un veto.

Ci sono varie alternative ora per il futuro del pacchetto, rese complicate dall’imminente chiusura del Congresso per il periodo natalizio. Molti rappresentanti hanno già lasciato Washington, ma la leadership democratica ha dichiarato che proverà a passare giovedì una modifica alla legge che preveda l’incremento degli assegni a 2000 dollari con una procedura di consenso unanime.

Pelosi e Schumer hanno sottolineato che i democratici intendevano inviare assegni dell’ammontare richiesto dal presidente, ma che avevano dovuto ridurli per contenere la dimensione del pacchetto a 900 mld come richiesto dai repubblicani. In caso non si riuscisse a ottenere il voto in Congresso per soddisfare la richiesta di Trump, ci sono tre possibilità, due con esito positivo e una con esito negativo per la legge.

La prima è che Trump non firmi, ma non imponga neppure un veto. In questo caso, dieci giorni dopo il passaggio in Congresso, il testo diventa legge anche senza la firma del presidente (a meno che il Congresso sia chiuso). L’altra possibilità è che il presidente imponga un veto, e che il Congresso si riunisca nuovamente e voti la legge con la maggioranza qualificata richiesta (2/3 in ciascun ramo del Congresso). Questo secondo caso è l’iter che aspetta la legge per il finanziamento della difesa, che Trump intende bloccare con un veto entro domani e che il Congresso intende ripresentare e rivotare con la maggioranza qualificata il 28 dicembre.

L’opzione di bocciatura senza appello del pacchetto di stimolo ci sembra estremamente improbabile, visto l’impegno di entrambi i partiti per dare sostegno fiscale in questa fase di recrudescenza dei contagi. La mossa di Trump crea notevoli difficoltà ai repubblicani, anche fra coloro che erano rimasti solidali con il presidente nel periodo post-elettorale, e mette in imbarazzo il ministro del Tesoro che ha negoziato attivamente fino all’ultimo il pacchetto con la leadership in Congresso.

In ogni caso, la turbativa generata dal messaggio di Trump sull’implementazione del pacchetto implica che gli assegni probabilmente non potranno cominciare a essere accreditati a partire dalla prossima settimana, come era stato indicato da Mnuchin pochi giorni fa. Tuttavia riteniamo che, nonostante l’impatto negativo dell’aumento dei contagi sull’attività fra fine 2020 e inizio 2021, le prospettive di sostegno fiscale siano positive, con rischi verso l’alto per lo scenario del prossimo anno.

La nostra previsione di crescita 2021 a 4,2% dovrà essere rivista verso l’alto verso 4,8%, con la possibilità concreta di variazione fra il 5% e il 5,5% in caso di approvazione di un pacchetto con assegni da 2000 dollari come indicato da Trump.

Stati Uniti. Le vendite di case esistenti a novembre correggono a 6,69 mln di unità ann. da 6,86 mln di ottobre, con flessioni contenute e diffuse a tutte le aree del paese, tranne che gli stati occidentali che hanno registrato stabilità.

I dati sono stati in linea con le attese e il calo è il risultato di una significativa scarsità dal lato dell’offerta. Le prospettive del settore immobiliare residenziale restano positive e dovrebbero continuare a contribuire alla crescita complessiva almeno nella prima metà del 2021.

Stati Uniti. La fiducia dei consumatori rilevata dal Conference Board a dicembre cala a 88,6 da 92,9 di novembre. I dati sono raccolti nelle prime due settimane del mese, fino al 14 dicembre. L’indice delle condizioni correnti è in calo violento, a 90,3 da 105,9, mentre quello delle aspettative aumenta a 87,5 da 84,3.

La correzione dell’indice coincidente è spinta dalla recrudescenza dei contagi, che riduce i programmi di vacanze delle famiglie, ma spinge verso l’alto le intenzioni di acquisti di beni durevoli. Il deterioramento del quadro sanitario ha anche un impatto negativo sulla valutazione del mercato del lavoro. Tuttavia, sulla scia dell’inizio delle vaccinazioni, le aspettative di reddito e di occupazione sono in miglioramento.

Stati Uniti. La stima del PIL del 3° trimestre è rivista verso l’alto, con una crescita di 33,4% t/t ann. da 33,1%t/t della seconda stima (e dopo -31,4% t/t ann. del 2° trimestre). La revisione è da attribuire principalmente a una stima più elevata dei consumi delle famiglie (in rialzo di 41% t/t ann.) e degli investimenti fissi non residenziali (22,9% t/t ann.).

Il Bureau of Economic Analysis ha pubblicato anche i dati relativi al prodotto lordo per settori, che mostra una crescita di 47,2% t/t ann. dei settori industriali privati, del 35,1% t/t ann. dei settori dei servizi privati e di 10,1% t/t ann. del settore pubblico. L’unico settore con un contributo negativo alla crescita del 3° trimestre è l’estrattivo. Nel 1° e nel 2° trimestre, tutti e quattro i macro-settori avevano contribuito negativamente alla crescita del PIL.

Fonte: BondWorld.it

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