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Intesa Sanpaolo: USA CPI maggio dovrebbe essere in rialzo

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Intesa Sanpaolo – Stati Uniti. Il CPI a maggio dovrebbe essere in rialzo di 0,1% m/m (1,9% a/a), dopo +0,3% m/m, con un contributo marginalmente negativo della benzina. ……..

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Il CPI core è previsto in aumento di 0,2% m/m (2,1% a/a), dopo tre variazioni consecutive di +0,1% m/m, dovute a contrazioni di alcune voci importanti (prima fra tutte, l’abbigliamento) e causate da fattori transitori.

Come per la media troncata del deflatore dei consumi, anche le misure che escludono gli “ outlier ” nel CPI danno indicazioni meno deboli rispetto all’indice core misurato sul totale delle voci.

Il CPI mediano calcolato dalla Cleveland Fed ha registrato infatti variazioni intorno a 0,2% nella prima parte di quest’anno e non segnala indebolimento.

I dati e gli eventi di ieri

Italia. Secondo Reuters, il comitato economico e monetario concorda con la Commissione riguardo all’esistenza delle condizioni per avviare una procedura di infrazione per debito eccessivo contro l’Italia.

Se i colloqui con il governo italiano non produrranno risultati concreti, la Commissione potrebbe proporre l’avvio della procedura il 26 giugno, e il Consiglio delibererebbe in merito alla riunione dell’8-9 luglio.

Non è ancora definito quale spazio negoziale i due partiti della coalizione di governo concederanno al primo ministro Conte.

Al termine del vertice di lunedì infatti, è uscito un messaggio incoerente: a fronte di una teorica disponibilità a negoziare per evitare la procedura di infrazione, i leader dei partiti hanno respinto l’ipotesi di manovre correttive e confermato l’intenzione di procedere alla riduzione delle imposte sui redditi, oltre a respingere di nuovo anche l’incremento dell’Iva sul quale sono basate le proiezioni di bilancio 2020.

Inoltre, ieri il leader della Lega ha messo sul piatto pure una riduzione dell’Ires sugli utili reinvestiti.

Arduo riconciliare tutte queste promesse con il Fiscal Compact, data la distanza abissale fra la raccomandazione della Commissione per il 2020 (correzione strutturale di 0,6%) e la previsione a legislazione invariata (peggioramento strutturale di 1,2%), che sarebbe ulteriormente aggravata in caso di riduzione delle imposte sui redditi.

L’unica misura a riduzione del deficit di cui si parla è un condono per l’emersione dei capitali detenuti in contanti, presentato come una tassa sulle cassette di sicurezza. Inoltre, il Corriere della Sera di oggi parla di ipotesi di tagli di spesa non specificati per 17 miliardi di euro.

Risorse aggiuntive, ma non strutturali, verranno dal gettito dei condoni già in corso di implementazione. Un incontro tecnico a livello di governo per definire i dettagli delle proposte italiane dovrebbe tenersi oggi.

Stati Uniti. Il PPI a maggio aumenta di 0,1% m/m. L’indice al netto degli alimentari ed energia è in rialzo di 0,2% m/m, mentre quello al netto di alimentari, energia e commercio è in rialzo di 0,4% m/m.

La moderazione dei prezzi è in gran parte collegata al calo nel settore energia. I prezzi nel segmento dei servizi personali registrano un aumento di 0,3% m/m (servizi personali core +0,5% m/m).

In particolare, la componente sanità conferma il rafforzamento della dinamica dei prezzi dei mesi recenti, dando supporto all’aspettativa di svolta dei prezzi al consumo dopo l’indebolimento di inizio anno.

Giappone. Gli ordini di macchinari ad aprile sono in aumento di 5,2% m/m dopo +3,8% m/m di marzo, contro aspettative di calo di -0,8% m/m. Il rialzo è diffuso sia al manifatturiero sia al non manifatturiero, con un segnale di possibile stabilizzazione dopo un inizio d’anno debole (-3,2% t/t nel 1° trimestre).

Le proiezioni nell’indagine per il 2° trimestre sono positive, con un incremento atteso di 15,7% t/t. Gli ordini domestici sono probabilmente sostenuti dalla domanda per le Olimpiadi del 2020 e da investimenti mirati a ridurre l’utilizzo della componente lavoro in una fase di vincoli all’offerta di manodopera.

Gli ordini esteri segnano un ampio calo (-24,7% m/m ad aprile, dopo +9% m/m a marzo) e confermano il trend negativo della domanda estera (ordini esteri nel 1° trimestre -12,3% t/t).

Le tensioni commerciali USA-Cina mantengono elevati i rischi di contrazione della domanda estera nel resto dell’anno.

Cina. L’inflazione dei prezzi al consumo è salita a 2,7% a/a in maggio da 2,5% a/a in aprile spinta al rialzo dal sensibile aumento dell’inflazione nel comparto degli alimentari (+7,7% a/a), in particolare della carne di maiale (+18,2% a/a), sulla cui offerta pesano gli effetti dell’influenza suina, e di frutta e verdura (+10,1% a/a). L’inflazione core è invece scesa a 1,6% a/a da 1,7% nel mese precedente, sui minimi da metà 2016.

L’inflazione dei prezzi alla produzione è rallentata da 0,9% a/a in aprile a 0,6% a/a in maggio, in parte grazie alla diminuzione dei prezzi delle materie prime e in parte per il rallentamento dei prezzi dei beni manifatturieri.

L’aumento dei prezzi degli alimentari continuerà a influire sulla dinamica del CPI totale nei prossimi mesi ma la debolezza dell’inflazione core e di quella alla produzione indicano assenza di pressioni al rialzo da domanda, lasciando spazio di manovra alla politica monetaria.

Fonte: BondWorld.it

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