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Intesa Sanpaolo: Stati Uniti indice Empire in rialzo

Intesa Sanpaolo – Stati Uniti. L’indice Empire della NY Fed a marzo dovrebbe essere in rialzo a 15 da 12,1 di febbraio, alla luce del flusso di informazioni disponibili sull’attività di breve termine e dell’andamento delle altre indagini.

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L’indagine Empire a febbraio aveva registrato miglioramenti di tutte le principali componenti, con indicazioni di ulteriore espansione dell’attività sull’orizzonte a 6 mesi. Il focus sarà non solo sui segnali di crescita di output e occupazione ma anche su quelli relativi ai prezzi che sono in rialzo da metà 2020 sia per l’indice dei prezzi pagati sia per quello di prezzi ricevuti.

I market mover della settimana

Nell’area euro la settimana è piuttosto povera di dati congiunturali. Il più importante è l’indice ZEW tedesco, primo indicatore di fiducia relativo al mese di marzo, che dovrebbe mostrare un ulteriore recupero delle aspettative dopo quelli registrati negli ultimi tre mesi. In calendario ci sono anche le seconde letture dell’inflazione di febbraio: l’inflazione francese dovrebbe confermare il rallentamento allo 0,7% dallo 0,8%, quella italiana all’1% dallo 0,7%, mentre risulterebbe stabile nell’intera area euro (0,9%).

La settimana ha molti dati di rilievo in uscita negli Stati Uniti, ma il focus sarà sulla riunione del FOMC, quando verrà anche pubblicato l’aggiornamento delle proiezioni macroeconomiche e dei tassi. Il Comitato dovrebbe confermare un atteggiamento dovish pur in presenza di aspettative di forte crescita nel 2021, ma anche mantenere una posizione neutrale nei confronti del rialzo dei rendimenti. Fra i dati, le prime indagini del manifatturiero di marzo dovrebbero essere positive. Per febbraio, la produzione industriale dovrebbe essere in moderato aumento, mentre le vendite al dettaglio e i cantieri residenziali dovrebbero registrare debolezza, senza però intaccare la previsione di espansione solida della crescita.

I dati e gli eventi di venerdì

Area euro. La produzione industriale dell’Eurozona è cresciuta di +0,8 m/m in gennaio, dopo il -0,1% m/m (rivisto al rialzo di un punto e mezzo) di dicembre. Il livello della produzione è superiore del +0,1% rispetto a un anno fa (da –0,2% a/a precedente). La divisione per destinazione finale mostra un miglioramento generalizzato. Sul mese crescono i beni di investimento (+0,4% m/m), i beni intermedi (+0,3% m/m) e la produzione di energia (+0,4% m/m); l’aumento è più ampio per la produzione di beni di consumo durevoli e non durevoli, rispettivamente a +0,8% m/m e +0,6% m/m.

Come indicato dalle indagini congiunturali, è possibile un nuovo balzo nel mese di febbraio: nel 1° trimestre l’industria dovrebbe continuare a dare un contributo positivo al PIL, che però è atteso ancora in territorio negativo. Inoltre, il probabile potenziamento delle misure restrittive in alcuni Paesi dell’area a marzo dovrebbe rallentare la crescita nel trimestre primaverile. Una ripresa apprezzabile è prevista solamente a partire dal 2° semestre.

Germania. Le elezioni regionali in Rheineland-Palatinate e Baden-Württemberg hanno visto una pesante sconfitta per il partito della premier Merkel. In Renania, il partito di maggioranza relativa resta SPD, con 35,7% (-0.5%), mentre calano pesantemente CDU (-4.1% a 27,7%), AfD (8,3%) e FDP (5,5%). Avanzano i Verdi, ora al 9,3% (+4,0%) e FW. In Baden-Württemberg, i Grüne hanno mantenuto la maggioranza relativa con 32,6% (+2,3%), davanti a CDU (24,1%, -2,9% rispetto al 2016) e SPD (11,0%), arretrati come AfD.

Malgrado la sconfitta, CDU-CSU resta il partito largamente più gradito nei sondaggi nazionali e conserva ottime possibilità di governare in coalizione con i Verdi dopo le prossime elezioni politiche del 26 settembre, ma l’erosione dei consensi potrebbe aprire la porta ad altri scenari, come una coalizione Verdi-SPD-FDP.

Italia. Il Consiglio dei Ministri ha approvato venerdì il decreto-legge che introduce, per il periodo compreso tra il 15 marzo e il 6 aprile 2021, una nuova stretta sulle misure per il contenimento del contagio da COVID-19. Il testo prevede: l’applicazione, nei territori in zona gialla, delle misure attualmente previste per la zona arancione; l’applicazione delle misure attualmente previste per la zona rossa alle Regioni in cui si verifichi una incidenza cumulativa settimanale dei contagi superiore a 250 casi ogni 100.000 abitanti; la facoltà per i Presidenti delle Regioni e delle Province autonome di applicare le misure previste per la zona rossa, o misure più restrittive, nelle Province in cui si verifichi un’incidenza cumulativa settimanale dei contagi superiore a 250 casi ogni 100.000 abitanti o nelle aree in cui la circolazione di varianti di SARS-CoV-2 determini alto rischio di diffusività o induca malattia grave.

Infine, il decreto dispone che nei giorni 3, 4 e 5 aprile 2021 si applichino sull’intero territorio nazionale (ad eccezione delle Regioni o Province autonome i cui territori si collocano in zona bianca) le misure stabilite per la zona rossa. Intanto, da oggi 11 regioni sono in zona rossa, 8 in area arancione e solo una (la Sardegna) in zona bianca. Nel frattempo, è stato diffuso il Piano per la campagna vaccinale nazionale del Commissario straordinario Generale Francesco Paolo Figliuolo. L’obiettivo è di raggiungere a regime il numero di 500 mila somministrazioni al giorno su base nazionale, vaccinando almeno l’80% della popolazione entro il mese di settembre, triplicando così il numero giornaliero medio di vaccinazioni delle scorse settimane, pari a circa 170 mila. Sul fronte politico, Enrico Letta è stato nominato nuovo segretario del Partito Democratico.

COVID-19 – Stati Uniti. I nuovi contagi hanno ripreso a calare, scendendo a 38 mila il 14 marzo (media settimanale in calo di -19% rispetto a due settimane fa). Gli individui vaccinati con almeno una dose toccano il 21% e quelli pienamente immunizzati sono ora l’11% della popolazione.

Il ritmo di somministrazioni giornaliere è accelerato significativamente da fine febbraio, con una media settimanale di 2,4 mln di dosi iniettate. Alla velocità attuale, il 70% della popolazione avrà ricevuto almeno una dose entro fine giugno e il 90% sarà almeno parzialmente immunizzato entro inizio agosto.

Stati Uniti. Dopo il passaggio dell’American rescue Plan, l’amministrazione Biden prepara il prossimo pacchetto di misure relative alle infrastrutture, all’ambiente e a riforme strutturali e valuta le alternative per il suo finanziamento. Il segretario del Tesoro Yellen ieri ha affermato che l’amministrazione non ha ancora deciso se introdurrà un’imposta sulla ricchezza, la valuterà, mentre considera possibili misure per contenere il deficit. Per ora comunque non è ancora stato deciso se le prossime misure verranno finanziate anche da rialzi di entrate, dato che il livello dei tassi rimane molto basso. Yellen, in risposta a una domanda, ha detto che un’imposta sulla ricchezza non fa parte delle proposte di Biden, ma potrebbe essere un’alternativa ai rialzi di aliquote di imposte esistenti inclusi nell’agenda del presidente.

Warren e altri democratici “progressisti” avevano proposto una tassa annuale di 2% sulla ricchezza netta degli individui con patrimoni netti fra 50 mln e 1 mld e un ulteriore prelievo di 1% sulla ricchezza al di sopra di 1 mld. Secondo un’analisi di alcuni economisti l’imposta sulla ricchezza potrebbe generare entrate per circa 3 tln in un decennio. Yellen ha comunque sottolineato che a suo avviso il peso del debito va valutato in termini di costo degli interessi: oggi il servizio del debito non supera quello del 2007, nonostante il forte incremento del debito/PIL.

Stati Uniti. La fiducia dei consumatori rilevata dall’Univ. of Michigan a marzo aumenta a 83, da 76,8 di febbraio, sui massimi da un anno, grazie alla diffusione dei vaccini e alle attese di un nuovo round di stimolo fiscale. L’incremento solido è diffuso sia alle condizioni correnti (a 91,5 da 86,2), sia alle aspettative (a 77,5 da 70,7). Le famiglie prevedono un netto miglioramento dello scenario economico, ma si aspettano variazioni modeste del loro reddito. In termini di spese future, si registra un ampio rialzo nel comparto dei beni durevoli, ma variazioni modeste per case e auto, con aspettative di aumento dei tassi sui mutui e sui prestiti auto.

Lo spaccato per affiliazione politica mostra un aumento della fiducia dei democratici a 99,7 da 92,4 di febbraio (e da 67,5 di un anno fa), e dei repubblicani a 66,9 da 63,6 del mese scorso (e da 111,2 di marzo 2020). Per quanto riguarda l’inflazione, i consumatori vedono prezzi in rialzo nel breve termine (a 1 anno, a 3,1% da 3,3% di febbraio), ma un rallentamento successivo (a 5 anni, a 2,7%).

Giappone. Gli ordini di macchinari a gennaio calano di -4,5% m/m, dopo 5,3% m/m di dicembre. Il risultato debole di gennaio probabilmente risente degli effetti dello stato di emergenza in vigore da inizio anno in particolare sugli ordini nel comparto non manifatturiero, ma anche il manifatturiero riporta contrazione (-4,2% m/m dopo 10,3% m/m a dicembre).

La variazione degli ordini per il 1° trimestre sulla base del dato di gennaio si attesta a -0,8% t/t, ma le aspettative sono per una ripresa nei prossimi mesi, con la revoca dello stato di emergenza in molte prefetture e sulla scia del trend sempre solido delle esportazioni. Gli ordini dall’estero sono infatti in rialzo a gennaio di 6,4% m/m (+10,3% t/t rispetto al 4° trimestre).

Cina. I dati dei primi due mesi dell’anno, che sono forniti cumulati, sono fortemente influenzati dal confronto con il forte crollo dell’inizio del 2020 , oltre che da fattori stagionali, rendendo difficile una valutazione dei trend. Nel complesso essi registrano che l’attività economica è rimasta solida nonostante l’effetto delle misure di contenimento dei alcuni focolai di contagi introdotte a gennaio. Queste misure hanno avuto un impatto negativo sul picco della stagione turistica con un effetto frenante sui consumi e sul mercato del lavoro (il tasso di disoccupazione urbana è risalito dal 5,2% in dicembre a 5,5% in febbraio) che si annuncia, però, temporaneo. I dati confermano che il recupero dal lato dell’offerta rimane a inizio anno più avanzato rispetto a quello dal lato della domanda e mentre la crescita della produzione industriale ha superato quella pre-pandemia già a fine anno, quella degli investimenti e delle vendite al dettaglio rimane ancora al di sotto.

La produzione industriale è salita del 35,1% a/a nei primi due mesi dell’anno, più del consenso (Bloomberg 32,2%), trainata dalla maggiore accelerazione della produzione dell’industria privata. Nello stesso periodo gli investimenti fissi sono saliti del 35% a/a, meno delle attese (Bloomberg 40,9% a/) e le vendite al dettaglio del 33,8% (Bloomberg 32,0%). Per fornire un miglior termine di confronto il NBS riporta che la produzione industriale è salita del 16,9% nei primi due mesi del 2021 rispetto allo stesso periodo del 2019, e la crescita media annua nei primi due mesi del 2020 e del 2021 è stata dell’8,1% a/a. Nello stesso periodo le vendite al dettaglio sono salite solo del 6,4% a/a rispetto al 2019, con un tasso medio di crescita nel 2020 e nel 2021 di un modesto 3,2%; gli investimenti fissi del 3,5% a/a rispetto al 2019 con un tasso medio di crescita dell’1,7% a/a nel 2020 e nel 2021.

Fonte: BondWorld.it

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