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Intesa Sanpaolo: Stati Uniti Indice Empire previsto rialzo

Intesa Sanpaolo – Stati Uniti. L’indice Empire della NY Fed a luglio è previsto in rialzo a 2,5 da -8,6 di giugno. La contrazione dell’indice a giugno ha dato un segnale più negativo………

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rispetto al risultato dell’indagine ISM dello stesso mese, che ha mostrato una correzione a 51,7, in linea con attività in marginale crescita.

L’Empire a giugno aveva dato un quadro diffusamente debole per gli indicatori coincidenti, e in moderata crescita sull’orizzonte a 6 mesi.

Nelle domande supplementari del mese scorso, le imprese manifatturiere hanno riportato aspettativa di crescita del fatturato del 5% quest’anno e quasi-stabilità dell’occupazione.

Il 58% delle imprese ha segnalato effetti negativi della politica commerciale nel 1° semestre, con il 65% che si aspettava conseguenze negative anche nel 2° semestre del 2019.

La previsione per luglio è di modesto miglioramento dei principali indici coincidenti, in linea con attività poco variata, e un marginale indebolimento (ma sempre in territorio espansivo) di quelli a 6 mesi.

Intesa Sanpaolo – I market mover della settimana

Calendario ridotto nella zona euro, il focus sarà sulla lettura di luglio dell’indice ZEW (visto in recupero, almeno nella componente aspettative).

La seconda lettura dovrebbe confermare che a giugno l’inflazione Eurozona è rimasta ferma all’1,2%, sul livello di maggio, mentre l’indice core dovrebbe essere confermato in accelerazione di due decimi all’1,2%.

Anche in Italia la seconda lettura dovrebbe confermare la prima stima (inflazione allo 0,8%).

La settimana ha molti dati di rilievo in pubblicazione negli Stati Uniti.

Per luglio, le prime indagini regionali del manifatturiero dovrebbero essere in linea con aumenti marginali dell’attività e aspettative moderatamente positive per il 2° semestre, mentre la fiducia dei consumatori è prevista in modesta correzione.

Fra i dati di giugno, le vendite al dettaglio sono attese in aumento modesto dopo diversi mesi solidi; la produzione industriale dovrebbe essere frenata dalle utility, ma registrare un aumento incoraggiante nel manifatturiero; i cantieri residenziali sono previsti in modesto rialzo. Il quadro riportato dal Beige Book dovrebbe segnalare aumento modesto dell’attività, mercato del lavoro al pieno impiego e inflazione sempre contenuta.

Anche questa settimana ci saranno molti discorsi di partecipanti al FOMC con aggiornamenti sulle posizioni riguardo a un taglio dei tassi alla riunione di luglio.

Intesa Sanpaolo – I dati e gli eventi di venerdì

Italia. DBRS ha confermato i rating “BBB (high) / R-1 (low)” dell’Italia, con trend stabile.

Nonostante rischi per la sostenibilità del debito derivanti dall’elevata incertezza politica e dalla crescita inferiore alle attese, la conferma del rating e del trend riflette l’impegno del governo a una politica fiscale più prudente, oltre che i progressi del sistema bancario sul fronte della qualità del credito.

Il rating potrebbe essere migliorato se l’implementazione di riforme strutturali migliorasse le prospettive di crescita a medio-termine, oppure nel caso in cui il consolidamento fiscale incidesse sulla dinamica del rapporto debito/PIL.

Viceversa, una revisione negativa del rating potrebbe venire da un peggioramento delle prospettive di crescita, da un allentamento della politica fiscale o da ulteriori passi indietro nell’implementazione delle riforme strutturali.

DBRS è l’agenzia con la valutazione ad oggi più ottimistica sul debito italiano.

La prossima agenzia a pronunciarsi sull’Italia sarà il 9 agosto Fitch (che ad oggi, al pari di S&P, ha un rating intermedio tra DBRS e Moody’s, con outlook negativo).

Spagna. L’inflazione è stata confermata allo 0,4% a/a sull’indice nazionale e allo 0,6% a/a in termini armonizzati, in calo rispettivamente da 0,8% e 0,9% precedenti.

Si tratta di un minimo da quasi tre anni. I prezzi sono stati confermati in calo di un decimo nel mese su entrambi gli indici: sull’indice domestico, la flessione è dovuta soprattutto ai trasporti e all’abbigliamento (mentre sono saliti i listini nel settore tempo libero e cultura).

L’inflazione core è salita a 0,9% da 0,7% precedente (per un aumento congiunturale di due decimi).

Pensiamo che il dato di giugno possa rappresentare un minimo per l’inflazione, vista in moderata salita nei prossimi mesi (ma un ritorno sopra l’1% dovrebbe aversi solo negli ultimi due mesi dell’anno).

Intesa Sanpaolo – Area euro. In un discorso dell’11 luglio, Coeuré (membro del comitato esecutivo BCE) ha mostrato che le aspettative di inflazione di famiglie e previsori sono più utili rispetto all’inflazione implicita come indicatori della tendenza futura dell’inflazione (sebbene non del sul livello).

L’inflazione implicita nelle curve dei tassi si è rivelata un pessimo predittore anche di dinamiche di breve periodo, a causa della forte volatilità del premio per il rischio.

Ciò non è necessariamente negativo, perché fa sì “tendano ad accumulare all’inizio l’allentamento monetario”, ma segnala anche che la banca centrale non deve attribuirle troppo peso.

Le aspettative di inflazione delle famiglie hanno una relazione positiva con le intenzioni di spesa e, inoltre, sono una migliore proxy delle decisioni sui prezzi delle imprese di qualsiasi altro indicatore.

Incidentalmente, sono rimaste molto più stabili dall’inizio dell’anno, e restano vicine ai massimi degli ultimi sei anni, sicché “sembrano guardare con molto meno scetticismo al futuro”.

Stati Uniti. Il PPI a giugno aumenta di 0,1% m/m, come a maggio, con una correzione dell’energia di -3,1% m/m e un incremento degli alimentari di 0,6% m/m.

L’indice al netto di alimentari ed energia è in rialzo di 0,3% m/m (consenso: 0,2% m/m).

L’indice core al netto del commercio è invariato su base mensile. Un indicatore importante per la previsione del deflatore dei consumi è l’indice dei prezzi alla produzione riferito a beni e servizi per il consumo: in questo indice, i beni al netto dell’energia registrano un aumento di 0,1% m/m, e i servizi al netto di alimentari ed energia sono in rialzo di 0,5% m/m, con un’accelerazione nel comparto della sanità.

Il deflatore core a giugno dovrebbe registrare una variazione di 0,2% m/m.

Stati Uniti. Prosegue il flusso di discorsi dalla Fed, che prepara il terreno per il probabile taglio dei tassi alla riunione di luglio.

Evans (Chicago Fed) ha detto che a suo avviso il livello delle aspettative di inflazione, ostinatamente al di sotto del 2%, segnala che la politica monetaria è ancora restrittiva.

Secondo Evans sarebbe opportuno attuare due tagli dei tassi nel 2019, anche se rimane ancora incerta la tempistica.

In settimana, sono in calendario altri dieci discorsi da esponenti del FOMC, fra cui anche Powell.

Intesa Sanpaolo – Cina: Il PIL è salito del 6,2% a/a nel secondo trimestre, in rallentamento dal 6,4% segnato nei due trimestri precedenti, pur registrando un’accelerazione in termini congiunturali a 1,6% t/t nel da 1,4t/t nel 1° trimestre, migliore delle nostre attese (1,5%).

La scomposizione settoriale del valore aggiunto indica che il miglioramento del settore agricolo e una stabilità dei servizi (7% a/a, invariato rispetto al 1° trimestre) non sono riusciti a compensare il rallentamento del settore industriale il cui tasso di crescita ha toccato il minimo degli ultimi 6 trimestri (a 5,6% a/a da 6,1% a/a nel 1° trimestre).

La scomposizione più dettagliata sarà disponibile nei prossimi giorni. Il trimestre si è chiuso con dati a frequenza mensile in miglioramento rispetto a maggio e alle attese di consenso.

La produzione industriale è salita del 6,3% a/a in giugno, in accelerazione rispetto al 5,0% a/a in maggio, con un rimbalzo della produzione delle imprese statali e un ulteriore aumento di quella delle imprese private.

La dinamica è difficile lettura perché è in contrasto con il calo degli indici PMI, entrambi scesi sotto 50 a giugno, e gode di un effetto base favorevole.

Gli investimenti fissi nominali sono saliti del 5,8% cum. a/a nei primi sei mesi del 2019, in lieve accelerazione rispetto a maggio (5,6% cum. a/a), grazie all’espansione degli investimenti nel settore privato (5,7% cum. a/a vs 5,3% cum. a/a in maggio).

Gli investimenti in infrastrutture sono marginalmente accelerati (a 4,1% cum. a/a da 4,0%cum. a/a), insieme a quelli del settore manifatturiero e dei servizi.

Gli investimenti del settore immobiliare sono invece rallentati (da 11,2% cum. a/a a 10,9% a/a) così come quelli in edilizia residenziale.

Il rallentamento della superficie residenziale venduta e di quella su cui sono avviati lavori punta ad una ulteriore moderazione degli investimenti nel settore immobiliare nei prossimi trimestri.

Le vendite al dettaglio nominali sono salite del 9,8% a/a da 8,6% in maggio, ancora sostenute da una elevata fiducia dei consumatori.

Lo stock di credito bancario è decelerato ulteriormente da 13,4% a/a in maggio a 13,0% in giugno, trainato al ribasso dal rallentamento del credito sia alle imprese sia alle famiglie.

Lo stock di credito aggregato (Credito aggregato all’economia reale, AFRE) è invece lievemente salito da 10, 6% a/a in maggio a 10,9% in giugno, grazie all’aumento delle emissioni dei titoli speciali dei governi locali, destinati al finanziamento delle opere infrastrutturali, mentre le altre categorie di credito non bancario hanno continuato a contrarsi anche se a un ritmo inferiore.

Grazie all’aumento dei flussi di credito negli ultimi due trimestri l’impulso del credito è rimasto in territorio positivo anche nel secondo trimestre e dovrebbe favorire una stabilizzazione della crescita tra il terzo e il quarto trimestre.

Cina. Le esportazioni sono scese dell’1,3% a/a in giugno, dopo un aumento dell’1,1% in maggio, mentre le importazioni hanno segnato un calo del 7,3% a/a dopo quello dell’8,5% a/a in maggio.

Entrambe le variabili risentono di un sensibile effetto base sfavorevole e i dati destagionalizzati segnalano una dinamica tendenziale debole ma ancora positiva per le esportazioni e un calo meno pronunciato per le importazioni.

Sulle esportazioni ha verosimilmente influito l’aumento dei dazi da parte dell’amministrazione americana (le esportazioni vs gli USA sono scese dell’11,5% a/a, in peggioramento rispetto al calo del 4,1% di maggio), e la debolezza della domanda estera, come testimonia la contrazione degli ordini rilevata dagli indici PMI sia in molti paesi asiatici sia nell’Area Euro.

La contrazione tendenziale delle importazioni riflette in parte la fiacchezza della domanda interna: le importazioni in volume delle principali materie prime industriali sono infatti rallentate, ad eccezione del greggio e i derivati, e l’aumento di quelle di prodotti agricoli potrebbe essere legato alla volontà di assecondare le richieste americane, soprattutto per quanto riguarda la soia.

Il rallentamento degli ordini segnalato dagli indici PMI e la prospettiva dell’introduzione dei dazi su tutte le importazioni cinesi da parte degli USA, lascia ancora deboli le prospettive del commercio estero nei prossimi mesi.

Fonte: BondWorld.it

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