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Intesa Sanpaolo: Stati Uniti PPI ad aprile è atteso in rialzo

Intesa Sanpaolo – Stati Uniti. Il PPI ad aprile è atteso in rialzo di 0,4% m/m. L’indice core dovrebbe aumentare di 0,5% m/m, dopo 0,7% m/m di marzo, con rischi verso l’alto alla luce delle pressioni evidenziate dalle indagini presso le imprese e del balzo del CPI di aprile.

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I dati e gli eventi di ieri

Area euro. La Commissione Europea ha presentato le Spring Forecast, le previsioni macroeconomiche ufficiali di primavera, che delineano uno scenario decisamente più favorevole rispetto a quello presentato in occasione delle precedenti proiezioni, quelle d’Inverno, in febbraio. Secondo le nuove stime, che iniziano a considerare anche l’impatto dei Piani Nazionali di Ripresa e Resilienza (PNRR) presentati a Bruxelles nelle scorse settimane, l’economia dell’area euro è prevista in espansione del 4,3% nel 2021 e del 4,4% nel 2022 contro proiezioni precedenti che puntavano verso una crescita del 3,8% sia nel 2021 che nel 2022.

Tra i principali paesi membri la performance economica continuerà a presentare andamenti diversificati ma, a differenza delle previsioni di febbraio, tutte le economie dovrebbero riguadagnare i livelli di attività pre-COVID entro fine 2022

Sul fronte fiscale, nel 2020 il rapporto deficit/PIL dei paesi membri ha risentito in maniera significativa dell’impatto delle misure di sostegno in risposta all’emergenza economica e sanitaria, oltre che della severa contrazione del PIL. Tra le quattro principali economie, in Germania e in Italia il deficit dovrebbe salire ulteriormente e toccare un picco nel 2021 a causa di ulteriori misure di stimolo e, soprattutto nel caso tedesco, di sostegni inizialmente programmati per il 2020 che sono stati posticipati all’anno in corso.

Il percorso di graduale riassorbimento del deficit dovrebbe invece essere già iniziato in Francia e Spagna, ed è atteso proseguire negli anni successivi grazie al venir meno delle misure temporanee di stimolo e per l’effetto degli stabilizzatori automatici. Il rapporto debito/PIL è invece atteso raggiungere un punto di massimo nel 2021 prima di ridursi gradualmente negli anni successivi sull’onda della ripresa economica.

Area euro. A marzo la produzione industriale è avanzata di +0,1% m/m dopo la flessione di -1,2% m/m (rivista da -1,0% m/m) di febbraio. L’aumento è guidato dai beni di consumo non durevoli (+1,9% m/m), dall’energia (+1,2% m/m) e dai beni intermedi (+0,6% m/m) a fronte di flessioni per beni di consumo durevoli (-1,2% m/m) e strumentali (-1,0% m/m). In termini tendenziali la variazione è balzata a +10,9% da -1,8% grazie al confronto favorevole con marzo 2020 quando l’attività venne frenata dalle prime restrizioni, ma l’output si trova ancora al di sotto dei livelli preCOVID di circa -1,5%. Sul mese il dato più debole rispetto alle attese (consenso +0,7% m/m, ISP +0,5% m/m) potrebbe essere in parte imputabile ai colli di bottiglia presenti in alcune filiere, per esempio nel settore auto, con rallentamenti dei tempi di consegna e scarsità di materie prime che frenano l’attività produttiva.

Le indicazioni provenienti dalle indagini di fiducia suggeriscono che tali problematiche dovrebbero essersi intensificate ad aprile ma al momento è difficile valutare il grado di restrizione sull’output. È possibile che nel breve termine l’attività manifatturiera continui a risentire delle strozzature presenti dal lato dell’offerta ma non in maniera tale da far deragliare la ripresa in un settore che continua a beneficiare di una solida domanda, sia interna che esterna all’Eurozona, e che dovrebbe quindi proseguire nei prossimi mesi.

Francia. La seconda lettura dell’inflazione di aprile è stata rivista al ribasso di un decimo sia sull’indice nazionale che sull’armonizzato, rispettivamente a +1,2% a/a e +1,6% a/a; ad ogni modo, il tasso di crescita dei prezzi ha registrato un’accelerazione rispetto a marzo. Le pressioni al rialzo sul valore tendenziale sono venute dal forte aumento dell’energia (a +8,8% a/a da+4,7% a/a di marzo) e dalla lieve salita dei prezzi dei servizi (a +1,2% a/a da 1,1% a/a precedente); al contrario, i listini alimentari hanno registrato un calo (-0,3% a/a da +0,9% a/a precedente) mentre i prezzi dei beni manifatturieri si sono mantenuti stabili a -0,2% a/a.

L’inflazione di fondo è passata a 1,0% da 0,8% precedente. Sul mese, i prezzi al consumo hanno segnato un aumento di un decimo sull’indice nazionale (rivisto al ribasso da +0,2% m/m della stima flash) e di due decimi (rivisto al ribasso da +0,3% m/m della stima flash) su quello armonizzato. Nel 2021, l’inflazione è attesa crescere di +1,3% (+1,5% sull’indice armonizzato) in media annua.

COVID-19 – Stati Uniti. Il CDC ha approvato l’utilizzo del vaccino Pfizer-BioNTech per gli adolescenti di età compresa fra 12 e 15 anni (circa 17 mln su una popolazione totale di 330 mln).

Stati Uniti. Clarida (vice-presidente Fed) ha ribadito la posizione paziente della Fed dopo la pubblicazione del CPI di aprile. Clarida ha detto di essere rimasto sorpreso dal balzo del CPI, ma di non aver modificato la sua opinione secondo cui il rialzo dell’inflazione atteso in questa fase sarà transitorio. A suo avviso gran parte della maggiore inflazione dovrebbe essere un aggiustamento del livello dei prezzi, per lo più temporaneo. Clarida ha sottolineato che la Fed monitorerà “molto da vicino” le aspettative di inflazione a lungo termine. Se effettivamente l’eccesso di domanda sarà “eccessivo e persistente” e avrà effetti sulle aspettative di inflazione non coerenti con il mandato della Fed, la Banca centrale non esiterà “ad agire” con gli strumenti disponibili.

Clarida ha detto, per quanto riguarda il programma di acquisti, probabilmente ci vorrà ancora “un certo tempo” per raggiungere il sostanziale ulteriore progresso richiesto per una svolta. Il focus a suo avviso ora è concentrato in particolare sul mercato del lavoro, che potrebbe richiedere fino al fine 2022 per essere risanato. Secondo Clarida, occorre riconoscere che i dati sono offuscati da molto “rumore” transitorio, che rende “prudente e appropriato raccogliere maggiore evidenza”. La combinazione di balzo dell’inflazione e rallentamento della dinamica occupazionale, anche nell’ipotesi di transitorietà, renderà più difficili le decisioni e la comunicazione della Fed, anche se non modificherà il sentiero della politica monetaria nel breve periodo.

Stati Uniti. Il CPI ad aprile aumenta molto più delle attese, con una variazione di 0,8% m/m (4,2% a/a) per l’indice headline e 0,9% m/m (3% a/a) per l’indice core (consenso: 0,2% m/m e 0,3% m/m, rispettivamente). energia e alimentari si sono parzialmente compensati, con un calo di – 0,1% m/ e un rialzo di 0,4% m/m, rispettivamente e un modesto effetto netto negativo.

Il focus è sull’inflazione sottostante, spinta da forti aumenti sia per i beni sia per i servizi.

I beni core registrano un rialzo record di 2% m/m (4,4% a/a), spinti principalmente da auto usate (+10% m/m), auto nuove (0,5% m/m), abbigliamento (0,3% m/m), beni sanitari (0,6% m/m).

Le auto usate rappresentano, da sole, circa un terzo del rialzo dell’indice core.

Per i servizi ex-energia, il rialzo di 0,5% m/m è trainato da abitazione (0,4% m/m) e trasporti (2,9% m/m). Per l’abitazione, gli affitti e gli affitti figurativi restano su un trend contenuto (0,2% m/m ciascuno) mentre i prezzi degli alloggi diversi dalla residenza (lodging away from home) schizzano, con un aumento di 7,6% m/m, dopo 3,8% m/m di marzo, sulla scia di tariffe alberghiere in aumento di 8,8% m/m.

Nel segmento trasporti, le tariffe aeree, le auto a noleggio e i servizi ricreativi fanno la parte del leone, con incrementi di 10,2% m/m, 16,2% m/m e 0,8% m/m, rispettivamente. Anche altre voci sono in rialzo sostenuto (assicurazione auto, trasporti pubblici), mentre in alcuni comparti si registra una relativa debolezza (servizi sanitari invariati, istruzione +0,1% m/m, servizi finanziari -0,2% m/m).

Le informazioni dai prezzi di aprile, pur incorporando variazioni ampiamente al di sopra delle attese, possono (almeno per ora) essere interpretate in modo coerente con l’aspettativa della Fed di rialzo transitorio dell’inflazione. Infatti, il rialzo nel comparto dei beni è chiaramente legato al problema dei semiconduttori e della flessione produttiva nel comparto auto, che si traduce in aumenti di prezzo probabilmente temporanei.

Per quanto riguarda i servizi, le voci con aumenti fuori dalla norma sono quelle collegate alla riapertura di attività rimaste congelate nell’ultimo anno (alberghi, auto a noleggio, ricreazione), i cui prezzi non riflettevano un effettivo equilibrio fra domanda e offerta e sono ora in fase di aggiustamento in termini di livello. In conclusione, nonostante il forte aumento dell’inflazione core di aprile, riteniamo che la Fed continui a mantenere l’atteggiamento paziente riguardo ai tempi della svolta della politica monetaria.

Fonte: BondWorld.it

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