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Intesa Sanpaolo: – Stati Uniti prezzi import in rialzo

Intesa Sanpaolo – Stati Uniti. I prezzi all’import a dicembre sono attesi in rialzo di 0,8% m/m, dopo 0,1% m/m di novembre, sulla scia dell’aumento del prezzo del petrolio e della debolezza del dollaro.

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I dati e gli eventi di ieri

BCE. La presidente Lagarde ha dichiarato che le proiezioni di dicembre della Banca centrale restano plausibili, perché basate sull’ipotesi di un’estensione del confinamento a tutto il primo trimestre. Soltanto se i programmi vaccinali fossero rallentati e se le restrizioni si estendessero al secondo trimestre, ci sarebbe motivo di preoccupazione.

Lagarde ha ribadito che, se fosse necessario, la BCE potrebbe espandere ancora il PEPP; allo stesso tempo, però, potrebbe non utilizzare in pieno il plafond autorizzato se la crisi passasse.

Area euro. La produzione industriale di novembre sorprende al rialzo: l’indice sale del +2,5% m/m, dopo il +2,3% di ottobre (rivisto al rialzo da +2,1%). Il livello della produzione è inferiore dello 0,6% rispetto a un anno fa (da -3,5% a/a precedente) e dello 0,8% rispetto al valore di febbraio. La divisione per destinazione finale mostra incrementi di 7,0% m/m per i beni di investimento e di 1,5% per gli intermedi, mentre calano di -1,2% i durevoli e di -1,7% i beni di consumo non durevoli; la flessione è stata ben più ampia per la produzione di energia (-3,9% m/m).

Lo spaccato per Paese vede solamente la Germania (+0,8% m/m) registrare una variazione positiva tra le maggiori economie dell’Eurozona; hanno mostrato una crescita negativa, invece, Francia (-0,9% m/m), Italia (-1,4% m/m) e Spagna (-0,6% m/m). Il dato risente anche del +52,8% m/m registrato in Irlanda. L’attività industriale è attesa rallentare a dicembre, ma ciononostante il manifatturiero contribuirà positivamente alla crescita del PIL nel quarto trimestre. Stimiamo una contrazione media annua intorno al -8,5% nel 2020.

Italia. La produzione industriale è calata di -1,4% m/m a novembre, dopo il +1,4% m/m registrato ad ottobre. Il dato è risultato a metà tra le aspettative di consenso (-0,4% m/m) e la nostra previsione (-2,4% m/m). Su base annua corretta per i giorni lavorativi, l’output è diminuito di -4,2% (21° calo consecutivo), dal -1,9% precedente.

Nel mese il calo è diffuso, con la sola eccezione dei beni intermedi. La ripartizione per settore conferma la drammatica correzione tendenziale in due comparti: tessile e raffinazione (-26,7% e -18,3%, rispettivamente). Tra i pochi settori in crescita rispetto a un anno prima troviamo apparecchiature elettriche (+5,9%), gomma e plastica (+2,9%) e mezzi di trasporto (+2,3%).

Anche l’industria, sebbene meno colpita dei servizi dalle ultime restrizioni, dovrebbe aver contribuito negativamente al PIL nello scorcio finale dello scorso anno (stimiamo una flessione di -1,4% t/t). La caduta dell’attività economica nel 4° trimestre 2020 potrebbe risultare meno ampia di quanto da noi stimato in precedenza (più vicina a un calo dell’ordine di grandezza di due anziché tre punti percentuali).

Tuttavia, le nuove misure restrittive che entreranno in vigore nelle prossime settimane sottolineano il rischio di una mancata espansione anche a inizio 2021. A nostro avviso, nonostante la distribuzione dei vaccini proceda ad un ritmo più veloce del previsto, i rischi sul PIL nella prima metà dell’anno restano al ribasso.

Italia. Durante la conferenza stampa convocata ieri, Matteo Renzi ha annunciato le dimissioni della delegazione di Italia Viva al Governo (composta da due ministre e un sottosegretario), ribadendo però che il partito non farà mancare in Parlamento i suoi voti per l’approvazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, dello scostamento di bilancio (che dovrebbe essere approvato dal Consiglio dei Ministri in programma oggi) e del nuovo decreto-ristori. Renzi si è detto disponibile a sostenere nuove maggioranze, con l’unica pregiudiziale esplicita contro ogni possibile alleanza con la Lega.

I toni verso l’attuale Presidente del Consiglio sono stati però molto duri (Renzi ha accusato il premier di aver creato un “vulnus democratico”). Giuseppe Conte, dopo aver diffuso un messaggio ieri sera in cui si è detto rammaricato, accettando le dimissioni delle ministre di Italia Viva e avendone informato il Presidente della Repubblica, dovrà ora decidere se rassegnare le proprie dimissioni nelle mani di Sergio Mattarella, oppure chiedere un voto di fiducia in Parlamento per verificare se il sostegno di IV possa essere “sostituito” dai voti di singoli parlamentari (i cosiddetti “responsabili”). Tutti gli scenari sono possibili, incluso quello di un nuovo Governo con la medesima maggioranza (la sostituzione del Presidente uscente, nonché una ridefinizione del programma e della squadra di governo, appaiono condizioni sufficienti a ricomporre la frattura tra Italia Viva e il resto della maggioranza, che appare determinata a evitare il precipitare della situazione verso elezioni anticipate).

Covid-19 – Europa. Il Portogallo ha annunciato una nuova fase di confinamento con decorrenza dalla mezzanotte di oggi. Il confinamento include la chiusura delle attività non essenziali e l’obbligo di lavoro da casa in ogni situazione in cui sia possibile. La ristorazione potrà operare in modalità asporto e consegna a domicilio, ma molte attività commerciali resteranno chiuse. Diversamente da altri paesi, in Portogallo le scuole resteranno aperte. La situazione sarà riesaminata fra due settimane. Sul fronte dei dati, un terzo picco di contagi si sta formando in Spagna, e un’accelerazione è agli inizi in Francia e Italia; in Olanda, il terzo picco è già stato superato alla fine di dicembre, anche se gli effetti non si vedono ancora né sui decessi, né sull’occupazione delle terapie intensive.

In Italia, ieri sera il Governo ha approvato un Decreto Legge che prevede l’estensione al 30 aprile dello “stato di emergenza” e la proroga fino al 5 marzo delle misure restrittive sperimentate durante le feste; il provvedimento conferma la suddivisione del territorio nazionale in “fasce di rischio” (rosso, arancione e giallo), aggiungendo una “area bianca” a rischio basso, ma rendendo più restrittivi i criteri in base ai quali scatterà la classificazione delle regioni nelle aree a rischio intermedio e alto; il divieto di spostamento tra regioni (o province autonome) è confermato sino al 15 febbraio.

Stati Uniti. La Camera ha votato un articolo di impeachment del presidente Trump per “istigazione all’insurrezione”, con 232 voti a favore (222 democratici e 10 repubblicani) e 197 contrari. Trump è il primo presidente a essere “impeached” due volte. Il processo al Senato non potrà iniziare prima del 19 gennaio, quando riaprirà la sessione regolare. La Camera può attendere un periodo indefinito prima di trasmettere gli atti al Senato. Il procedimento al Senato deve aprirsi non appena sono trasmessi gli atti, ma il Senato stesso può modificare le regole che governano i tempi del processo. La vera rilevanza di un eventuale processo al Senato riguarda la possibile interdizione dai pubblici uffici per Trump e per ora non è chiaro come si muoveranno la leadership e i senatori.

Al momento 10 senatori si sono dichiarati contrari, 3 favorevoli o inclini favorevolmente, e 4 o 5 possibilisti. Il voto alla Camera è stato importante perché ha evidenziato l’allontanamento di una parte del partito dal presidente, con 10 voti a favore dell’impeachment e molte dichiarazioni di condanna del comportamento di Trump. Il leader della minoranza repubblicana alla Camera, McCarthy, un acceso sostenitore di Trump, ha affermato che il presidente è responsabile dei tumulti del 6 gennaio, anche se l’impeachment non è appropriato perché dividerebbe ulteriormente il paese. Ora il focus si sposta sull’inaugurazione del 20 gennaio, nel timore di nuovi disordini a Washington e in altre capitali statali.

Stati Uniti. Brainard (Board Fed) ha ribadito che la Fed è impegnata a raggiungere gli obiettivi del proprio mandato ed “è troppo presto per dire quanto tempo ci vorrà”. Brainard ha specificato che l’economia rimane lontana dagli obiettivi di occupazione e prezzi e “sarà necessario del tempo per raggiungere ulteriore sostanziale progresso”.

Brainard ha segnalato così che a suo avviso il FOMC è ancora lontano dal momento in cui inizierà a discutere il tapering degli acquisti, affermando anche che si aspetta che l’attuale ritmo di acquisti resti appropriato per un certo tempo.

Stati Uniti. Il CPI a dicembre aumenta di 0,4% m/m (1,4% a/a), sulla scia di un incremento di 8,4% m/m della benzina, che contribuisce per il 60% del rialzo complessivo. L’energia registra una variazione di 4% m/m, mentre gli alimentari sono in crescita di 0,4% m/m. Il CPI core è invece in rialzo di 0,1% m/m (1,6% m/m), con variazioni positive per l’abbigliamento (1,4% m/m, dopo 0,9% m/m), le auto nuove (0,4% m/m), la cura della persona e l’arredamento, a fronte di contrazioni per le auto usate (-1,2% m/m), la ricreazione (-0,5% m/m, dopo +0,5% m/m), i trasporti (-0,1% m/m) e la sanità (sia beni -0,4%, sia servizi -0,1% m/m). I prezzi dei beni core crescono di 0,2% m/m (1,7% a/a), mentre i sevizi ex-energia restano frenati dagli effetti della pandemia, con una variazione di 0,1% m/m (1,6% a/a).

In particolare, l’abitazione si mantiene su un trend estremamente contenuto, con un aumento di solo 0,1% m/m, dopo la stabilità del mese precedente. Per ora l’inflazione resta moderata, anche per via della debolezza dei servizi, ma nei prossimi mesi ci saranno diversi fattori che contribuiranno a creare pressioni verso l’alto. Prima di tutto il rialzo del prezzo del petrolio influenzerà il CPI di gennaio e febbraio, in secondo luogo ci sarà l’effetto confronto con il 2020 che spingerà l’inflazione headline intorno al 2,8% a/a in primavera e infine dall’estate in poi, con l’accelerazione della crescita si potrebbero manifestare genuine spinte derivanti da un eccesso di domanda.

Stati Unti. Il Beige Book preparato per la riunione del FOMC di fine mese non fornisce sorprese, e dipinge un quadro in linea con quanto evidente dai dati e dalle indagini. La maggior parte dei distretti riporta crescita dell’attività “modesta” e un quadro misto a livello regionale e settoriale, con due distretti caratterizzati da attività circa stabile e altri due che registrano contrazioni. In generale l’attività è frenata dalla recrudescenza dei contagi e dalle misure di contenimento, che hanno colpito i settori del commercio al dettaglio, del tempo libero e della ricreazione. Si riporta continua ripresa nel manifatturiero, pur in presenza di freni causati da colli di bottiglia all’offerta. Nel settore energetico si registra una prima svolta in territorio espansivo, mentre il settore dell’edilizia residenziale rimane “forte”.

Le imprese sono ottimiste per il medio termine grazie all’arrivo dei vaccini, ma restano preoccupate per la situazione attuale di aumento dei contagi. l’occupazione è in aumento contenuto, con spinte verso l’alto nel manifatturiero, nelle costruzioni e nei trasporti, mentre permangono problemi a reperire manodopera. Il Beige Book quindi conferma un quadro di modesta espansione, frenata dal deterioramento dei contagi, ma sostenuta dai settori manifatturiero e delle costruzioni, senza implicazioni di rilievo per le decisioni del FOMC a fine gennaio.

Giappone. Gli ordini di macchinari a novembre sorprendono verso l’alto, con un aumento di 1,5% m/m (consenso: -6,2% m/m), dopo +17,1% m/m di ottobre. Gli ordini sono frenati dal calo di -2,4% m/m nel manifatturiero, a fronte di un incremento di 5,6% m/m nel non manifatturiero. I dati di ottobre e novembre pongono gli ordini in rialzo di 14,5% rispetto alla media del 3° trimestre, dopo il calo estivo di -0,3% t/t e quello primaverile di -12,9% t/t.

Il 4° trimestre dovrebbe quindi concludersi con un segno positivo, nonostante un’aspettativa di indebolimento a dicembre per via della recrudescenza dei contagi e della dichiarazione dello stato di emergenza adottata la scorsa settimana. Il deterioramento del quadro sanitario dà supporto alla previsione di marginale contrazione della crescita nel 1° trimestre 2021.

Cina. Le esportazioni (in USD) sono salite del 18,1% a/a in dicembre, più delle attese (consenso Bloomberg 15% a/a) ma in moderata decelerazione rispetto al 21,1% a/a in novembre. L’accelerazione più rilevante si è registrata verso l’area ASEAN6 (da 9,1% a/a in novembre a 18,4% a/a in dicembre), mentre le esportazioni verso USA e Area Euro 3 (Italia, Francia, Germania) sono decelerate pur mantenendo ritmi di crescita ancora molto elevati (34,5% a/a e 22,9% a/a rispettivamente). La crescita delle esportazioni rimane robusta e ancora sostenuta dalla domanda di beni legati agli effetti della pandemia, via via che le misure di contenimento vengono re-introdotte in molti paesi.

Le importazioni (in USD), che mantengono un ritmo di espansione nettamente inferiore a quello delle esportazioni, sono salite del 6,5% a/a in dicembre, più delle attese (consenso Bloomberg 5,7% a/a) e in accelerazione rispetto al 4,5% a/a di novembre, generalizzata a tutti i principali partner commerciali. Le importazioni in volume registrano un calo delle importazioni di materie prime energetiche, una tenuta delle materie prime industriali e agricole e un aumento delle importazioni di circuiti elettronici. Le prospettive del commercio estero restano positive nel breve termine sostenute dall’aumento della domanda interna e internazionale.

Fonte: BondWorld.it

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