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Intesa Sanpaolo: Stati Uniti vendite al dettaglio in rialzo

Intesa Sanpaolo – Stati Uniti. Le vendite al dettaglio di ottobre sono attese in rialzo di 0,5% m/m, dopo l’1,9% m/m di settembre. Le vendite di auto a ottobre hanno segnato una battuta d’arresto, con una correzione dei volumi di -0,5% m/m, ma il trend rimane verso l’alto.

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Al netto delle auto, le vendite dovrebbero essere in crescita di 0,6% m/m, dopo 1,5% m/m di settembre. Le vendite settimanali sono in rialzo solido, nonostante la recente accelerazione dei contagi. Per la benzina si dovrebbe registrare una correzione, dovuta sia ai prezzi sia ai volumi.

Infine, i materiali da costruzione dovrebbero essere in rialzo grazie alla continua espansione delle costruzioni residenziali. Anche in autunno, come nei due trimestri precedenti, i consumi di beni dovrebbero essere in rialzo solido, sulla scia di un effetto trascinamento favorevole e del risparmio elevato.

– Stati Uniti. La produzione industriale a ottobre dovrebbe essere in ripresa, con una variazione attesa di 0,8% m/m, dopo -0,6% m/m di settembre.

Nel manifatturiero, l’output è previsto in aumento di 0,9% m/m, sulla scia dell’espansione delle ore lavorate e degli occupati nel settore. Il livello di attività sta risalendo, ma rimane ancora inferiore a quello pre-pandemico.

I dati e gli eventi di ieri

Next Generation EU. Alla riunione degli ambasciatori dell’UE (Coreper), Ungheria e Polonia hanno rifiutato di dare via libera al compromesso sul Quadro Finanziario Pluriennale e sul RFF, contestando il meccanismo della condizionalità dello “stato di diritto”. In base a tale meccanismo, già approvato a maggioranza qualificata, le erogazioni potrebbero essere sospese nel caso di violazione dei principi dell’Unione o di cattiva gestione dei fondi europei.

Il pacchetto su bilancio pluriennale e meccanismo per la ripresa necessita sia dell’unanimità a livello di consiglio, sia della ratifica da parte di tutti i 27 stati membri. La questione dovrebbe ora essere discussa a livello di capi di governo in videoconferenza giovedì 19, in aggiunta a Brexit e alle misure contro la pandemia.

BCE. Il vice-presidente della Banca centrale, Luis de Guindos ha parlato di una contrazione un po’ inferiore all’8% nel 2020 per il PIL dell’Eurozona. Parlando di stabilità finanziaria, de Guindos ha detto di attendersi che la redditività delle banche europee non recuperi i livelli pre-crisi prima del 2022. La BCE si aspetta che il deterioramento della qualità del credito si manifesti con maggiore ritardo del solito a causa di moratorie e schemi di garanzia, ma possa iniziare nel 2021.

Gli accantonamenti effettuati sinora “potrebbero essere ancora inferiori rispetto al fabbisogno suggerito dai fondamentali”. “Nello scenario di base, le perdite su crediti continuerebbero ad aumentare e la posizione di solvibilità delle banche significative dell’area dell’euro si deteriorerebbe entro la metà del 2022.” Secondo de Guindos, è essenziale che le banche utilizzino i buffer di capitale per assorbire le perdite senza eccessiva riduzione della leva finanziaria.

Germania. La Bundesbank prevede che il PIL “ristagni o addirittura cali” nel quarto trimestre, dopo la fortissima crescita estiva, come effetto delle restrizioni già annunciate. Inoltre, “c’è il rischio che ulteriori restrizioni vengano introdotte in un secondo momento”.

Tuttavia, la Bundesbank giudica “non molto probabile” un calo simile a quello della primavera: ciò in quanto le misure di marzo e aprile erano più restrittive, ma anche perché il commercio internazionale non ha subito le perturbazioni di allora. La debolezza dei servizi (che si rifletterà in una forte caduta dei consumi privati) dovrebbe essere compensata dall’andamento delle costruzioni e della produzione industriale.

Italia. La seconda stima dell’inflazione di ottobre ha confermato la lettura preliminare, con prezzi in aumento di due decimi sul NIC e di sei decimi sull’IPCA, per un’inflazione annua in risalita a – 0,3% da -0,6% sull’indice domestico e a -0,6% da -1% sulla misura armonizzata UE. L’aumento congiunturale sul NIC è dovuto ai beni energetici regolamentati (+10,5%, da una prima stima a +7,6%), per via dei rialzi a due cifre delle tariffe su elettricità e gas; hanno contribuito, in minor misura, anche i beni alimentari non lavorati (+0,9%); viceversa, un contributo negativo è arrivato dai servizi relativi ai trasporti (-1,1%); si nota anche un ampio calo dei prezzi nell’istruzione (-4%).

L’“inflazione di fondo” (al netto degli energetici e degli alimentari freschi) è stata rivista al ribasso di un decimo a 0,2% a/a, comunque un lieve aumento dallo 0,1% di settembre. Pensiamo che il rialzo di ottobre sia stato temporaneo, e che l’inflazione possa tornare a calare moderatamente nei prossimi mesi. Vediamo entrambi gli indici in territorio negativo almeno sino all’inizio della prossima primavera.

Italia. Il Consiglio dei Ministri, facendo seguito alla deliberazione “salvo intese” dello scorso 18 ottobre, ha definitivamente approvato il testo della Legge di Bilancio, attesa domani o mercoledì alla Camera dei Deputati. L’impianto finanziario resta invariato: la manovra vale 38 miliardi e agisce su 6 fronti:

1) nuovi aiuti alle imprese dei settori più colpiti dall’emergenza economica (circa 4 miliardi);

2) rifinanziamento della CIG (circa 5 mld);

3) misure per il sostegno alle famiglie e ai lavoratori e l’implementazione di politiche sociali (tra cui 3 miliardi per l’assegno unico famigliare che partirà dal 1° luglio, 2 mld per il taglio al cuneo fiscale, quasi 6 miliardi per una nuova fiscalità di vantaggio al Sud, quasi 1 miliardo per la decontribuzione delle assunzioni di giovani al Sud);

4) ulteriore rafforzamento del sistema sanitario;

5) interventi settoriali mirati su sanità, scuola, università e ricerca, cultura, sicurezza, informazione, innovazione e trasporti;

6) trasferimenti a favore delle Regioni e degli enti locali, per la pubblica amministrazione e il lavoro pubblico.

La manovra proroga il blocco dei licenziamenti fino al 31 marzo e punta sul rilancio degli investimenti pubblici e privati (attraverso un potenziamento degli interventi legati a “Transizione 4.0”). Rispetto alla bozza uscita dal Consiglio dei ministri di venerdì 13 novembre, le novità dell’ultim’ora sono l’estensione della decontribuzione al Sud fino al 2029, l’esenzione dalle tasse del cashback e lo stanziamento di 400 milioni per il piano relativo al vaccino anti-Covid.

Secondo la stampa, nel Consiglio dei Ministri si sarebbe anche discusso della nuova richiesta di scostamento di bilancio per 15-20 miliardi che potrebbe essere ufficializzata entro l’inizio della prossima settimana.

Covid-19. Anche Moderna ha annunciato che il suo vaccino ha dimostrato un’elevata efficacia nei test di fase 3. Inoltre, il vaccino di Moderna presenta minori problemi di conservazione e distribuzione. Si rafforza l’aspettativa che la campagna vaccinale possa consentire una ripresa economica più sostenibile dall’estate del 2021.

Per quanto riguarda l’ondata epidemica, le misure restrittive potrebbero aver consentito a Francia, Spagna e Belgio di superare il picco, anche se la mortalità degli ultimi 14 giorni è tuttora pari o superiore a quella italiana.

In Germania, malgrado un tasso di incidenza pari alla metà di quello italiano, potrebbe essere decisa una nuova stretta mercoledì 25; la cancelliera Merkel ha dichiarato che avrebbe voluto imporle già oggi, visto il mancato appiattimento della curva epidemica, ma che non c’era la maggioranza richiesta; il presidente dell’Assia ha dichiarato che è improbabile un allentamento delle misure a inizio dicembre.

In Italia, il Governatore dell’Abruzzo ha confermato che la regione da domani sarà in “zona rossa” (raggiungendo Toscana, Campania, Lombardia, Piemonte, Valle d’Aosta, Calabria, e la provincia autonoma di Bolzano).

Da domani dunque, le regioni in cui è prevista la chiusura degli esercizi commerciali “non essenziali” rappresenteranno il 46% della popolazione italiana e il 48% del PIL (“area rossa”). Il totale delle aree in cui la mobilità è bloccata (se non per ragioni di lavoro o di necessità) includeranno il 78% della popolazione italiana e il 76% del PIL (“zona rossa” + “zona arancione”).

Negli Stati Uniti, i nuovi casi rallentano a 133 mila il 15 novembre, ma risalgono a 166 mila il 16 novembre (NY Times), con una media settimanale oltre 1 mln e un aumento di 82% nelle ultime due settimane. Gli incrementi restano particolarmente marcati nel Midwest, ma sono diffusi a tutti gli stati e stanno generando nuove misure di contenimento, alcune a livello statale, altre a livello locale.

Gli stati di Washington e Michigan hanno proibito riunioni in locali chiusi e l’attività di ristorazione all’interno. New Mexico e Oregon hanno chiuso le attività non essenziali per due settimane. In California, sono state incrementate le restrizioni ad altre 28 contee, portando a 41 su 58 le contee interessate da misure diffuse di contenimento (per circa il 94% della popolazione), con la chiusura di attività non essenziali in quasi tutte le aree (ma con definizioni abbastanza permissive).

Philadelphia ha riportato l’attività scolastica a distanza dalle medie in su, proibito l’attività di ristorazione all’interno e le riunioni di qualsiasi tipo al di fuori dell’ambito familiare, Kansas City ha imposto un coprifuoco alle 22. I dati della ristorazione mostrano un calo nelle ultime settimane (dati Opentable), gli indici di mobilità (Google) sono in calo nei trasporti, nei posti di lavoro e nelle attività ricreative, con aumenti nelle residenze. Anche i dati dei consumi settimanali (Opportunity Insights) stanno indicando modesto ritracciamento.

L’aumento delle misure restrittive non tocca il manifatturiero e riguarda principalmente i servizi, in misura comunque più contenuta rispetto alla primavera, e la dinamica del PIL nel 4° trimestre dovrebbe restare positiva, anche grazie all’effetto trascinamento dei risultati positivi di consumi e investimenti fino a ottobre. I maggiori rischi a nostro avviso riguardano l’entrata nel 2021, in caso di continuo stallo politico sul fronte del nuovo pacchetto di stimolo fiscale.

Stati Uniti. Clarida (vice-presidente Fed) ha ribadito che la Fed userà tutti gli strumenti disponibili per sostenere la ripresa, affermando che a suo avviso sarà necessario ulteriore stimolo sia fiscale sia monetario. Clarida ha confermato che il FOMC ha discusso possibili modifiche al programma di acquisto titoli all’ultima riunione, considerando le opzioni di 1) precisare in modo esplicito le condizioni o i tempi per il mantenimento in essere del programma oppure 2) allungare la scadenza dei titoli da acquistare.

Anche alla luce dello stallo in Congresso su un nuovo pacchetto e della rapida accelerazione dei nuovi contagi, è probabile che il Comitato annunci interventi alla prossima riunione di metà dicembre. Clarida ha detto di non essere preoccupato del recente incremento dei rendimenti dei Treasury, avvenuto in concomitanza con gli annunci di risultati positivi sul fronte dei vaccini.

A suo avviso, gli sviluppi positivi per il futuro quadro sanitario sottolineano la possibilità di uno scenario positivo per la crescita, anche grazie all’elevato livello di risparmio delle famiglie. Il vice-presidente della Fed ha dedicato parte dei suoi commenti a precisazioni riguardo al nuovo framework di politica monetaria, sottolineando l’impegno a mantenere tassi al di sotto di quelli che sarebbero applicati con il framework precedente, dopo un periodo di inflazione persistentemente sotto il 2%.

Clarida ha però ripetuto che l’impegno della Fed è di avere ex-ante un’inflazione in media al 2% nel tempo, ma “non è un impegno “timeinconsistent” a raggiungere un’inflazione media del 2% ex-post”.

Stati Uniti. Il presidente del Senato McConnell ha proposto un voto già oggi per la nomina di J. Shelton come membro del Board della Fed. Ai due repubblicani contrari alla nomina (Collins e Romney), si è aggiunto ieri un terzo dissidente, L. Alexander, eliminando la maggioranza repubblicana in Senato.

Dal punto di vista procedurale potrebbero esserci altri problemi dato che due senatori, uno favorevole e uno contrario, non saranno in aula questa settimana. Se non ci saranno altre defezioni, la nomina potrebbe comunque essere approvata grazie al voto del vice-presidente Pence. La prossima settimana il Senato non si riunirà per via della festività di Thanksgiving. Il mandato di Shelton durerebbe fino al 2024.

Stati Uniti. L’indagine Empire della NY Fed a novembre riporta modesta espansione dell’attività, con un calo dell’indice a 6,3 da di ottobre, ma continuo ottimismo riguardo alle condizioni future. L’indice coincidente registra la seconda correzione consecutiva, indicando rallentamento della crescita, ma si mantiene all’interno dell’intervallo di fluttuazione degli ultimi 6 mesi, i nuovi ordini e le consegne sono in calo, ma restano marginalmente positivi.

L’occupazione è in rialzo a 9,4, sui massimi da un anno, con la settimana lavorativa in calo di 11 punti a 4,8. Sul fronte dei prezzi si registra un rialzo dei prezzi ricevuti, a 11,3. Le imprese restano ottimiste sul futuro, con l’indice di aspettative poco variato a 33,9 e tutte le componenti in area espansiva. Il settore manifatturiero dovrebbe restare in crescita nel trimestre in corso, nonostante l’aggravarsi della situazione sanitaria.

Fonte: BondWorld.it

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