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Intesa Sanpaolo: Stati Uniti vendite al dettaglio in rialzo

Intesa Sanpaolo – Stati Uniti. Le vendite al dettaglio ad agosto sono previste in rialzo di 2,1% m/m, dopo 1,2%m/m di luglio.

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Le vendite settimanali nel mese di agosto hanno ripreso a salire a ritmi solidi, dopo un periodo di quasi-stabilizzazione a luglio, le vendite di auto hanno segnato il quarto incremento consecutivo (pur restando ancora inferiori del 9,4% rispetto al livello di febbraio) e i prezzi dovrebbero contribuire all’atteso rialzo.

Il risparmio elevato dovrebbe aver sostenuto i consumi anche ad agosto, nonostante il calo atteso del reddito disponibile collegato alla fine dell’integrazione federale dei sussidi di disoccupazione. La spesa delle famiglie nel 3° trimestre sarà probabilmente il principale contributo alla crescita del PIL, prevista intorno a 28% t/t ann.

– La riunione del FOMC di settembre dovrebbe essere incentrata su tre temi.

1) La valutazione congiunturale, che dovrebbe continuare a sottolineare i rischi per la ripresa nonostante i segnali complessivamente positivi per la crescita e il mercato del lavoro. Il FOMC dovrebbe ribadire la necessità di ulteriore stimolo fiscale e la possibilità di nuovi interventi monetari espansivi.

2) La comunicazione della nuova strategia di politica monetaria annunciata a fine agosto, con chiarimenti operativi e implicazioni per la funzione di reazione della Banca centrale.

3) Le indicazioni per future modifiche alla forward guidance sui tassi e sugli acquisti di titoli.

Per i tassi, il FOMC potrebbe discutere ancora le possibili variazioni da adottare (guidance definita su livelli di inflazione o su date, o su un mix), poiché al momento le aspettative sui tassi sono ben ancorate e non richiedono interventi urgenti.

Per i titoli, il Comitato dovrebbe preparare un graduale aumento della quota di Treasury sul totale di acquisti mensili (oggi pari a 120 mld), a scapito di quella di MBS, con l’obiettivo di tornare ad acquisti concentrati esclusivamente sui Treasury. Il Comitato potrebbe anche segnalare la possibilità di attuazione di nuovo stimolo attraverso il potenziamento del bilancio.

Il messaggio della riunione dovrebbe essere di un Comitato unanime e compatto nella disponibilità ad agire ancora a sostegno della ripresa.

I dati e gli eventi di ieri

BCE. In occasione della tavola rotonda con il governo della Grecia, Fabio Panetta, membro del comitato esecutivo della BCE, ha rimarcato che l’economia europea tornerà ai livelli pre-crisi di attività soltanto alla fine del 2022, e che lo staff della banca centrale si attende che l’inflazione rimanga ben sotto l’obiettivo sull’orizzonte di previsione.

Inoltre, Panetta ha sottolineato che rimane molta incertezza, legata al rischio di nuove ondate pandemiche, alla vulnerabilità dei bilanci delle imprese (in particolare nel terziario) e al deterioramento delle condizioni nel mercato del lavoro. Perciò, la BCE deve “restare vigile e valutare con attenzione l’informazione in arrivo, inclusi gli sviluppi sul fronte valutario”.

Area euro. Il costo orario del lavoro è cresciuto del 4,2% a/a nel 2° trimestre 2020, in accelerazione rispetto al 3,7% del primo trimestre. L’incremento è trainato dalla componente salariale (+5,2%), che riflette un calo delle ore lavorate superiore rispetto a quello dei salari corrisposti ai lavoratori, e soltanto in parte compensato dal sostegno pubblico. In effetti, la maggiore crescita si registra in settori, come I – “servizi di ristorazione e alloggio” (+13,5%) o R- “arti, intrattenimento e attività ricreative” (+12,5%) che hanno subito la massima contrazione dell’attività.

Gli stessi comparti evidenziano forti contrazioni della componente non-salariale (contributi sociali e imposte sul lavoro meno sussidi): rispettivamente -20,2% a/a e -15,2% a/a, contro una media aggregata di +0,8% a/a. Nel 3° trimestre si osserverà un netto rallentamento del tasso di crescita del costo orario del lavoro, connesso alla ripresa dell’attività produttiva.

Germania. L’indice ZEW di fiducia economica di settembre è balzato contrariamente alle attese a 77,4 da 71,5; la media mobile trimestrale è salita a 69,4 da 64,7, confermando il trend di miglioramento in atto già da aprile. La valutazione della situazione corrente è migliorata anch’essa, con l’indice in rialzo a -66,2 da -81,3; anche qui la media mobile a tre mesi conferma che il trend è stabilmente in risalita. Dall’indagine emerge comunque che il 25% degli operatori ritiene che il quarto trimestre vedrà una frenata del PIL rispetto al terzo.

Gli utili delle aziende sono valutati come in generalizzato recupero, eccezion fatta per il settore bancario e quello dell’acciaio; le prospettive del giro d’affari per le aziende esportatrici rimangono inferiori alla media storica. Le prospettive a sei mesi per il settore bancario infine destano particolare timore tra gli operatori a causa di una possibile ondata futura di fallimenti di piccole e medie imprese che attualmente mostrano già difficoltà di cassa. Sebbene il rialzo di entrambi gli indici sembri suggerire un clima complessivamente positivo, dal dettaglio dell’analisi emerge che gli operatori mantengono una valutazione cauta per lo scenario futuro.

Italia. La seconda stima sui prezzi al consumo di agosto ha confermato la lettura preliminare ovvero un’inflazione in calo a -0,5% sia sull’indice domestico che su quello armonizzato (i prezzi sono saliti di tre decimi sul NIC e calati di -1,3% m/m sull’IPCA). Anche l’’“inflazione di fondo” dovrebbe essere confermata, a 0,3% (da 0,4% di luglio).

Nel mese si sono avuti rincari stagionali nei servizi relativi ai trasporti e nei servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona, solo in parte compensati dai ribassi sugli alimentari. In prospettiva, vediamo un’inflazione poco variata da qui a fine anno. Il CPI potrebbe chiudere il 2020 con una variazione marginalmente negativa, e registrare una media annua solo lievemente positiva nel 2021.

Stati Uniti. La presidente della Camera, Pelosi, ha detto che i lavori resteranno aperti fino a quando non ci sarà un accordo per un nuovo pacchetto fiscale. Diversi rappresentanti segnalano disponibilità a convergere su una manovra di circa 1,5 tln (in linea con le indicazioni della Casa Bianca) e al di sotto delle concessioni fatte nelle ultime settimane dalla leadership, che davano un limite inferiore a 2,2 tln.

Da mesi non c’è nessuna attività negoziale, mentre i repubblicani sono arroccati sulla versione ridotta del pacchetto, per 650 mld (di cui 350 mld finanziati con fondi già allocati ad altre misure nei mesi scorsi). La probabilità di nuovi interventi di stimolo prima delle elezioni è ora molto contenuta, e un eventuale accordo dipende dalla volontà della Casa Bianca.

Il fiscal cliff attuale avrà conseguenze rilevanti sulla crescita da fine 2020 in poi, non solo per gli effetti sul reddito disponibile delle famiglie ma anche per via delle crescenti difficoltà finanziarie di stati ed enti locali.

Mnuchin sta negoziando con Pelosi il rinnovo della legge di rifinanziamento del Tesoro in scadenza a fine settembre, che dovrebbe evitare uno shutdown almeno fino a fine novembre, dopo le elezioni.

Stati Uniti. J. Shelton, la controversa candidata della Casa Bianca per una posizione nel Board della Fed, sembra non abbia abbastanza voti repubblicani in Senato per essere confermata. Pertanto, i repubblicani per ora non procederanno con un voto in aula.

Questa è una buona notizia, alla luce delle posizioni controverse di Shelton sulla politica monetaria e per via del suo esplicito allineamento con l’amministrazione.

Stati Uniti. La produzione industriale ad agosto aumenta di 0,4% m/m (-7,7% a/a), segnando il quarto rialzo consecutivo. Nonostante la ripresa di attività, l’output resta inferiore al livello precedente la pandemia di -7,3%. L’aumento complessivamente contenuto risente degli effetti dell’uragano Laura sull’estrattivo. Nel manifatturiero, la produzione sale di 1% m/m, con indicazioni di rallentamento del ritmo di ripresa dell’attività, in parte collegato alla frenata del settore auto (-3,7% m/m), dopo diversi mesi di incrementi solidi (+31,7% m/m a luglio). Il livello di output rimane di -6,7% al di sotto di quello di febbraio.

Come indicato anche dalle indagini, l’offerta nel manifatturiero è inferiore alla domanda (come evidente dal calo di scorte) e si trasmette in pressioni verso l’alto dei prezzi. L’estrattivo e le utility contribuiscono negativamente al risultato complessivo, con contrazioni di -2,5% m/m (per via del freno dovuto agli uragani) e di –0,4% m/m, rispettivamente.

Stati Uniti. L’indice Empire della NY Fed a settembre (risposte raccolte fra il 2 e il 9 settembre) segna un aumento solido, a 17 da 4 di agosto. Fra le varie componenti, si registra un netto incremento delle consegne (a 14,1) e un rialzo modesto degli ordini (a 7,1), mentre l’occupazione è poco variata.

Le aspettative a 6 mesi migliorano di 6 punti, salendo a 40,3, con rafforzamenti attesi per ordini, consegne e occupazione. Anche i piani di investimento sono in rialzo, con segnali moderatamente incoraggianti per la spesa in conto capitale nel prossimo trimestre.

Giappone. Il nuovo segretario dell’LDP, Y. Suga è stato nominato primo ministro. Le informazioni preliminari sulla composizione del nuovo governo confermano la continuità attesa nella gestione della politica economica, con il rinnovo dei mandati per i ministri dell’economia, delle finanze, del commercio e della politica economica e fiscale.

Il nuovo governo dovrebbe imprimere maggiore forza alla componente regolamentare e amministrativa, con la nomina di un nuovo ministro.

Giappone. La bilancia commerciale ad agosto (prelim.) segna una svolta positiva, con un saldo di 248 mld di yen, contro attese di consenso per un deficit di -37,5 mld. In termini destagionalizzati, il saldo è di 350,6 mld, in aumento da 41,2 mld di luglio. I dati destagionalizzati mostrano una ripresa solida dell’export (+5,9% m/m) contro una quasi-stagnazione delle importazioni (+0,1% m/m).

I dati segnalano che il canale estero potrebbe tornare a contribuire positivamente alla crescita giapponese nel 3° trimestre, dopo anni di saldi negativi, grazie alla ripresa dei flussi verso la Cina.

Fonte: BondWorld.it

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