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Italia e il Documento Programmatico di Bilancio

Italia. Il Documento Programmatico di Bilancio approvato dal governo italiano conferma l’impianto della manovra 2020 (espansivo solo al netto delle clausole di salvaguardia), ma presenta alcune novità rispetto alla NADEF: ……….

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a cura dell’ Ufficio Studi Banca Intesa SanPaolo


sono ora più realistiche le stime sui ricavi da lotta all’evasione; le altre coperture sono soprattutto di natura fiscale. Non sono da escludere rilievi da parte della UE, perché lo scostamento dello sforzo strutturale rispetto alle richieste è ampio.

Inoltre, restano rilevanti clausole di salvaguardia da disinnescare per gli anni dal 2021: il sentiero di finanza pubblica è destinato a rimanere stretto anche dopo il 2020.

Italia – Riassumiamo le principali conclusioni del rapporto che abbiamo appena pubblicato sul tema.

– Il Consiglio dei Ministri ha approvato nella notte tra martedì 15 e mercoledì 16, e inviato alla UE, il Documento Programmatico di BiIancio.

Il documento contiene la quantificazione e la descrizione di massima delle misure che saranno dettagliate nella Legge di Bilancio (e decreto fiscale collegato), che devono essere inviati al Parlamento entro il 20 ottobre. Il DPB presenta alcune novità rispetto alla Nota di Aggiornamento al DEF:

– La manovra netta 2020 vale lo 0,9% del PIL, ovvero oltre 16 miliardi, contro lo 0,8% prospettato in precedenza.

Poiché le coperture valgono oltre 14 miliardi, la manovra lorda supera i 30 miliardi.

– I proventi dalle misure di contrasto all’evasione fiscale valgono lo 0,18% del PIL (contro lo 0,4% annunciato nella NADEF). Il gap è colmato dai 3 miliardi di “miglioramento delle entrate tributarie” dovuto al differimento della rata fiscale dal 16 novembre 2019 al 16 marzo 2020 (che ha peggiorato la stima sul deficit 2019 a 2,2%, da un 2-2,1% atteso alla vigilia).

– Le clausole di salvaguardia vengono disattivate solo in parte per gli anni successivi al 2020, e restano in vigore per ben 18,3 mld nel 2021 e 25,3 mld nel 2022.

– Ribadiamo il giudizio sulla manovra già espresso in sede di diffusione della NADEF: rispetto al quadro a legislazione vigente, la Legge di Bilancio è espansiva per lo 0,9% del PIL (oltre 16 miliardi) nel 2020 (e in minor misura anche negli anni successivi, per lo 0,7% del PIL nel 2021 e lo 0,6% nel 2022).

La manovra netta è però moderatamente restrittiva per lo 0,4% del PIL (quasi 7 mld) al netto delle clausole di salvaguardia da 23 miliardi (è invece lievemente espansiva anche al netto delle clausole nel 2021 e 2022, per lo 0,1% e 0,4% del PIL rispettivamente).

La disattivazione degli aumenti IVA è proprio il provvedimento da cui il governo si attende il maggior effetto espansivo, e che spiega l’impatto positivo di 0,2% della manovra sul PIL stimato dall’esecutivo.

Tuttavia, a nostro avviso, la disattivazione delle clausole avrà scarso impatto in quanto già incorporata nelle attese degli operatori economici.

Perciò, non vediamo motivi per alzare la nostra stima di crescita del PIL per il 2020 (0,3%).

Italia – In ogni caso, i punti di forza sono i seguenti:

– La restrizione al netto delle clausole è moderata, sia per l’entità, sia per il dettaglio delle misure; pertanto, a nostro avviso l’impatto sulla crescita 2020 potrebbe essere neutrale.

– È stato ripreso un percorso di graduale riduzione del cuneo fiscale sul lavoro.

– È tornato a essere una priorità il tema della lotta all’evasione fiscale, in assenza della quale il sentiero di finanza pubblica in Italia rimarrà a dir poco angusto.

Inoltre, rispetto ai numeri contenuti nella NADEF, le stime sui ricavi da evasione inserite nel DPB appaiono decisamente più realistiche.

– C’è un cenno di rilancio degli investimenti, anche attraverso l’ausilio di un fondo per finanziare gli investimenti privati nell’ambito del green new deal (cui lo Stato dovrebbe contribuire con garanzie, debito o apporto di capitale di rischio).

Gli investimenti pubblici, in particolare nel settore delle infrastrutture, appaiono oggi l’intervento fiscale caratterizzato dal moltiplicatore più elevato (purché in un contesto di mantenimento della disciplina fiscale e di efficienza elevata nella spesa delle risorse stanziate).

– I punti più critici emersi dal Documento Programmatico di Bilancio ci sembrano i seguenti:

– Gli interventi discrezionali previsti nel documento (disattivazione delle clausole e taglio del cuneo a parte) valgono, ciascuno singolarmente, meno dello 0,05% del PIL nel 2020: l’impressione è quella di una miriade di interventi “a pioggia” (come peraltro già accaduto spesso in passato), ciascuno dei quali non decisivo e poco “tangibile”; forse, vista l’esiguità delle risorse a disposizione, sarebbe stato preferibile concentrarsi su pochi interventi ben riconoscibili, che dessero l’idea di una strategia d’insieme.

– Il percorso di miglioramento dei conti pubblici per gli anni dal 2021 dipende ancora una volta in misura cruciale da clausole di salvaguardia di entità assai rilevante (come detto, non dissimile da quella che gravava sulla Legge di Bilancio 2020), la cui credibilità come presidio di disciplina fiscale è più che discutibile, e che complicheranno il percorso delle leggi di bilancio anche negli anni a venire.

Italia – In effetti, la maggior parte degli interventi espansivi previsti in manovra ha una portata contenuta per il 2020, che diventa “tangibile” solo negli anni successivi, per i quali la principale copertura è assicurata proprio dalle clausole di salvaguardia.

Ciò suggerisce che, presumibilmente, in sede di predisposizione delle future leggi di bilancio l’impostazione espansiva non potrà essere confermata al netto della copertura delle clausole (come peraltro già accaduto quest’anno).

In altri termini, l’impressione è che la funzione delle clausole sia quella exante di prospettare un quadro di finanza pubblica più virtuoso rispetto a quello reale, ed ex-post di presentare come “espansive” manovre che di fatto non lo sono.

– In sintesi, non possiamo escludere che la Commissione UE possa muovere dei rilievi all’impianto della manovra italiana, perché l’evoluzione del saldo strutturale si discosta dalle richieste (-0,1% contro +0,6%), e una compliance almeno “di massima” della regola sul saldo strutturale è condizione necessaria (come già accaduto in passato) per evitare una procedura di infrazione per debito eccessivo (visto che la regola del debito, per ammissione stessa del governo, non è rispettata prima facie in nessuna delle sue declinazioni, nel 2020 come in tutti gli anni precedenti).

– Al riguardo, il ministro dell’Economia Gualtieri, in sede di presentazione della NADEF, aveva menzionato una possibile richiesta di flessibilità da parte dell’Italia alla UE per un ammontare dello 0,7% del PIL (appunto la differenza tra la variazione strutturale richiesta dalle regole Ue e quella proposta del governo), motivata secondo il Ministro da spese contro il dissesto idrogeologico e clausola degli investimenti.

In base alle regole oggi in vigore l’utilizzo della clausola per gli investimenti (così come di quella sulle riforme) è consentito una solta volta nel percorso di avvicinamento all’obiettivo di medio termine, e l’Italia ha utilizzato le due clausole nel 2016.

In effetti, il DPB non fa cenno a una richiesta di flessibilità alla UE per lo 0,7% del PIL, ma si limita a reiterare la conferma della flessibilità per lo 0,2% del PIL già concessa lo scorso anno per le spese connesse alla lotta al dissesto idrogeologico. In ogni caso, naturalmente su questo tema la negoziazione sarà di natura anche “politica”.

Il clima oggi sembra molto diverso da quello dell’autunno 2018: innanzitutto, le relazioni tra Roma e Bruxelles appaiono più costruttive; poi, nell’eurozona, visto il rallentamento ciclico in atto, c’è maggiore disponibilità a un orientamento espansivo di politica fiscale; infine, non vi sono segnali di tensioni sui mercati finanziari o pericoli per il rifinanziamento del debito.

In altri termini, potrebbero essere richiesti aggiustamenti alla legge di bilancio, dell’ordine di qualche decimo di PIL, ma nessun déjà-vu dell’autunno 2018 appare in vista.

Fonte: BondWorld.it

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