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Italia: il nuovo governo ed i punti del programma

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Italia: il programma del nuovo governo contiene alcuni principi generali ma i dettagli risulteranno meglio definiti nel discorso programmatico del Presidente del Consiglio…….

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a cura dell’ Ufficio Studi Banca Intesa SanPaolo


 e nelle prossime settimane con la presentazione della Legge di Bilancio.

Le intenzioni sono espansive, ma l’esecutivo dovrà fare i conti con i vincoli di bilancio imposti dalla situazione dei conti pubblici italiani.

Il sentiero di finanza pubblica è comunque oggi decisamente meno angusto rispetto a solo qualche settimana fa.

Il nuovo governo italiano si presenterà lunedì alla Camera e martedì al Senato per ottenere la fiducia.

Il voto non dovrebbe presentare sorprese, anche se il margine è limitato al Senato, dove i seggi riferibili alle forze espressamente rappresentate al governo (M5S, PD, LEU) sono 162, appena sopra la maggioranza richiesta (161); almeno un voto di un rappresentante del Movimento 5 Stelle è peraltro a rischio.

A questi potrebbero aggiungersi, in forma di appoggio esplicito o almeno di astensione, 5 voti dal gruppo misto, da parte dei fuoriusciti del Movimento 5 Stelle (più dubbio è il pronunciamento dei 2 esponenti di Più Europa e PSI); non è ancora chiaro inoltre se verrà un voto favorevole o un’astensione dai 6 rappresentanti delle Autonomie e da altrettanti senatori a vita.

In pratica, il governo dovrebbe poter contare su circa 168 voti, ma tale numero è soggetto a incertezza (la forchetta è compresa tra 161 e 178).

La lista dei ministri include al Ministero dell’Economia Roberto Gualtieri del Partito Democratico, attuale presidente della Commissione Affari Economici e Monetari del Parlamento europeo, che potrebbe segnare un cambio di rotta, in senso maggiormente collaborativo, nelle relazioni con le istituzioni europee.

Solo in sede di presentazione del governo alle camere saranno chiariti i punti programmatici del nuovo esecutivo, con il discorso di insediamento del Presidente del Consiglio.

Nel frattempo, è stata diffuso un documento contenente, nella sua forma definitiva, 29 “linee programmatiche” i cui punti principali sono i seguenti:

Italia – una Legge di Bilancio 2020 “espansiva”, per neutralizzare l’aumento dell’IVA e rilanciare la crescita, ma “senza mettere a rischio l’equilibrio di finanza pubblica” (ad oggi, non è chiaro come i due obiettivi possano essere coerenti: le uniche misure di copertura che sono incluse nel programma sono “una efficace opera di spending review ” e una revisione del sistema di tax expenditures : nel primo caso si tratta di un processo che richiede molto tempo e che difficilmente può essere realizzato in poche settimane, nel secondo caso di una misura con un costo in termini di consenso, visto che si traduce in un aumento della pressione fiscale);

Italia – una richiesta di maggiore flessibilità a livello europeo, in particolare per rilanciare gli investimenti e rafforzare la coesione sociale, per superare la “eccessiva rigidità” dei vincoli europei di bilancio (tuttavia, ciò non è interamente nelle mani del nuovo governo, poiché richiederebbe il via libera della Commissione europea e almeno della maggior parte degli Stati membri);

– un aumento della spesa pubblica in istruzione, ricerca e welfare;

– un impegno a ridurre il cuneo fiscale sul lavoro (a vantaggio totale dei lavoratori) e a introdurre una forma di “salario minimo”;

Italia – un Green New Deal per rilanciare le politiche ambientali e misure per combattere il dissesto idrogeologico, ma allo stesso tempo un piano per ammodernare le infrastrutture esistenti e costruirne di nuove;

– un piano di edilizia residenziale pubblica per affrontare il tema dell’emergenza abitativa;

– la conferma e il rafforzamento degli incentivi agli investimenti privati, con esplicito riferimento al piano Impresa 4.0;

– la riduzione del numero dei parlamentari, nonché l’avvio di un percorso di riforma del sistema elettorale (“quanto più possibile condiviso in sede parlamentare”), presumibilmente verso una base quasi del tutto proporzionale;

– una riforma della giustizia civile, penale e fiscale al fine di ridurre i tempi dei procedimenti;

Italia – lotta alla criminalità e all’evasione fiscale, “anche prevedendo l’inasprimento delle pene, incluse quelle detentive, per i grandi evasori”;

– una nuova legge sul conflitto di interessi, con contestuale riforma del sistema radiotelevisivo; ▪ un cambio di rotta in tema di politiche migratorie e di sicurezza: il nuovo governo promuoverà una “forte risposta europea” al problema della gestione dei flussi migratori (si fa esplicito riferimento a una riforma del Regolamento di Dublino), e favorirà una “rivisitazione” dei decreti sicurezza recentemente approvati, tenendo conto delle osservazioni formulate dal Presidente della Repubblica;

– un piano straordinario per favorire lo sviluppo nel Sud del Paese, anche attraverso il rafforzamento dell’azione della banca pubblica per gli investimenti;

– il completamento del processo di autonomia differenziata, ma in una versione “giusta e cooperativa, che salvaguardi il principio di coesione nazionale e di solidarietà”, attraverso la creazione di fondo di perequazione volto a garantire a tutti i cittadini la medesima qualità dei servizi e a evitare di aggravare il divario tra il Nord e il Sud del Paese; ▪ la tutela dei risparmiatori e del risparmio (“anche agendo sul sistema bancario”: i dettagli non sono chiari);

Italia – la tutela dei beni comuni, come la scuola, l’acqua pubblica e la sanità, e la revisione delle concessioni autostradali;

– l’introduzione di una web tax per le multinazionali “che spostano i profitti e le informazioni in Paesi differenti da quelli in cui vendono i loro prodotti”;

Italia – infine, non mancano misure per la deburocratizzazione e la semplificazione ammnistrativa.

Insomma, quanto emerso finora del programma di governo conserva dei contorni piuttosto generici.

Il principale punto interrogativo è l’orientamento che il governo vorrà tenere in occasione della prossima legge di bilancio (che deve essere presentata entro metà ottobre), preceduta dalla revisione degli obiettivi di finanza pubblica che deve essere inclusa già nella Nota di Aggiornamento al DEF attesa entro il 27 settembre.

Il programma di governo contiene tutta una serie di interventi espansivi, ma difficilmente l’esecutivo potrà evitare una restrizione netta, almeno di moderata entità, della politica fiscale.

In altri termini, nuovi interventi di stimolo, i più importanti dei quali ci sembrano la riduzione del cuneo fiscale sul lavoro e il piano infrastrutturale, richiedono o coperture di ampia portata (tutte ancora da individuare) o una marcia indietro su alcuni programmi espansivi implementati dal precedente governo.

Tuttavia, il nuovo esecutivo può contare su un’apertura di credito da parte dei mercati finanziari, che rende meno angusto il sentiero di finanza pubblica.

Grazie agli effetti positivi dell’ “assestamento di bilancio” di luglio, nonché al forte calo della spesa per interessi, il disavanzo tendenziale per l’anno prossimo potrà essere rivisto dal 2,1% a circa l’1,6%.

Il mancato aumento dell’IVA senza coperture porterebbe il deficit vicino al 3%, mentre una cifra intorno al 2% sarebbe coerente con un rispetto di massima delle regole UE.

Poiché da Consiglio e Commissione può venire un’interpretazione delle norme fiscali più flessibile di quanto atteso solo qualche settimana fa, riteniamo che un disavanzo tra il 2% e il 2,5% possa essere “tollerato” da Bruxelles (e verosimilmente accolto in maniera moderatamente positiva dai mercati).

Un disavanzo al 2,4% implicherebbe che dai tagli inizialmente previsti per 23 miliardi si potrebbe alla fine scendere a circa 9 miliardi, o anche meno, purché la UE garantisca una dose generosa di flessibilità.

Il compito è arduo ma non impossibile: sarebbe una moderata restrizione fiscale, con effetti tutto sommato limitati sul ciclo economico, e i rischi di nuove tensioni finanziarie in coincidenza con la sessione di bilancio, simili a quanto avvenuto lo scorso anno, appaiono di molto ridimensionati.

E’ uno scenario decisamente migliore di quanto si potesse temere solo poche settimane fa.

Fonte: BondWorld.it

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